{"id":75015,"date":"2019-08-07T08:06:21","date_gmt":"2019-08-07T06:06:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75015"},"modified":"2019-08-07T13:30:02","modified_gmt":"2019-08-07T11:30:02","slug":"medio-oriente-tensione-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/medio-oriente-tensione-palestinesi\/","title":{"rendered":"Medio Oriente: rialzo tensione tra israeliani e palestinesi"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Continua a salire la tensione in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/medio-oriente-mille-e-una-guerre\/\"><strong>Medio Oriente<\/strong><\/a> dopo che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/israele-elezioni-netanyahu-urne\/\"><strong>Israele<\/strong><\/a> ha demolito dodici edifici a Sur Baher, un sobborgo nella zona di Gerusalemme est, che secondo le autorit\u00e0 israeliane erano troppo a ridosso della barriera di separazione con le aree autonome <strong>palestinesi<\/strong>. La risposta palestinese non si \u00e8 fatta attendere: il presidente Mohammad Abbas (Abu Mazen) ha fatto appello alla comunit\u00e0 internazionale e ha parlato di &#8220;vero e proprio massacro&#8221;. Abu Mazen, ha anche dichiarato di voler sospendere tutti gli accordi con Israele, a partire da quello di sicurezza, che prevede, tra l\u2019altro, la cooperazione anti terrorismo tra le intelligence dei due paesi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma, come spesso accaduto a Ramallah, l\u2019annuncio pare pi\u00f9 una non decisione che una mossa attuativa di fatto. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mahm%C5%ABd_Abb%C4%81s\">Abu Mazen<\/a>, infatti, ha annunciato l\u2019istituzione di una commissione che dovr\u00e0 decidere sulla sospensione degli accordi di Oslo e successivi, sottoscritti tra il 1993 e il 1995, per protestare contro la decisione israeliana. Ma non si sa n\u00e9 quando n\u00e9 come la commissione, che dovrebbe essere composta da membri di Fatah e del comitato politico dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese come dell\u2019Olp, si riunir\u00e0 e decider\u00e0. Una mossa, come fanno notare anche molti analisti palestinesi, gi\u00e0 vista. Non \u00e8 la prima volta, infatti, che simili commissioni vengono annunciate o si riuniscono, ma non sono mai stati presi veri e propri provvedimenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>La questione degli abbattimenti<\/strong><br \/>\nLa questione degli abbattimenti, non \u00e8 nuova. La barriera di separazione venne costruita da Israele nel 2002 per, a suo dire, impedire ai terroristi palestinesi di raggiungere Israele dalla Cisgiordania. I palestinesi la considerano una mossa illegale perch\u00e9 la barriera in molti punti insiste sui loro territori, come nel caso proprio del sobborgo di Sur Baher, i cui residenti, sostenendo che \u00e8 impossibile ottenere i permessi di costruzione israeliani a Gerusalemme est, hanno iniziato a costruire i condomini nella parte del villaggio in Cisgiordania con il permesso dell&#8217;Autorit\u00e0 palestinese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Gi\u00e0 alcuni anni fa, invero, l&#8217;esercito israeliano aveva ordinato la fine della costruzione, dicendo che non era possibile che ci fossero delle abitazioni cos\u00ec vicine alla barriera di separazione. Una diatriba andata avanti a lungo fino a quando questo mese la Corte suprema di Israele ha respinto l&#8217;appello finale dei residenti, aprendo la strada alle demolizioni. L&#8217;arrivo delle ruspe \u00e8 stato accompagnato da violente proteste. Alcuni dei condomini si sono inizialmente rifiutati di lasciare le loro case (e sono poi stati cacciati con la forza) affermando che la questione della sicurezza \u00e8 per Israele in realt\u00e0 solo una scusa per espandere le zone sotto il proprio controllo. L\u2019esercito israeliano non \u00e8 nuovo a queste iniziative di abbattimento, ma negli ultimi anni non ce ne era mai stata una cos\u00ec imponente. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Le difficolt\u00e0 dei palestinesi<\/strong><br \/>\nDa qui la reazione forte palestinese che, per\u00f2, ha trovato un&#8217;accoglienza fredda, se non di dissenso. Il presidente palestinese, infatti, negli ultimi tempi ha perso molto del suo consenso, avendo fallito, secondo molti osservatori locali e internazionali, su diversi campi. La Palestina, infatti, \u00e8 sull\u2019orlo della bancarotta, con quasi un miliardo di dollari di deficit. Questo soprattutto a causa della rinuncia, da parte di Abu Mazen, a ricevere da Israele i soldi delle tasse che questo riaccoglie per conto palestinese e che il governo di Netanyahu ha deciso di decurtare della quota che il governo palestinese riserva ai sussidi per i prigionieri politici e alle loro famiglie.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Abu Mazen insiste sulla posizione del \u201ctutto o niente\u201d e, complici anche i minori contributi provenienti dall\u2019estero (in primis americani, anche se gli Emirati hanno annunciato ora aiuti per 50 milioni), il suo Paese \u00e8 alla fame, ha dovuto decurtare della met\u00e0 i budget dei ministeri e del 40% lo stipendio dei dipendenti pubblici, che rappresentano la maggioranza degli occupati, oltre a ridurre gli aiuti a Gaza sui quali l\u2019enclave basa quasi l\u201980% del suo Pil. Anche la sua posizione ferma di opposizione sulla conferenza di Manama voluta dagli Usa lo scorso giugno, durante la quale \u00e8 stato presentato un piano di aiuti di 50 miliardi, conferenza alla quale hanno partecipato molti Paesi arabi anche amici della Palestina, ha suscitato una forte opposizione interna dove non mancano voci di dissenso e perplessit\u00e0 sull&#8217;operato del presidente palestinese. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Molti esponenti politici ritengono che quella di Abu Mazen di interrompere i trattati con Israele sia solo una minaccia vuota. &#8220;Anche in passato &#8211; ha detto un funzionario palestinese al Jerusalem Post &#8211; sono state formate delle commissioni, almeno otto, per porre fine agli accordi con Israele, e non si \u00e8 poi mai fatto nulla di concreto&#8221;.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">&#8220;Questa finta decisione di Abu Mazen- ha commentato l&#8217;ex ministro palestinese Hassan Asfour &#8211; \u00e8 la continuazione del comportamento che consiste nel trattare i palestinesi come gente che ha perso la capacit\u00e0 di pensare&#8221;. Secondo Mazin Qumsiyeh, professore all\u2019Universit\u00e0 di Betlemme e autore, tra gli altri, di &#8216;Condividere la terra di Canaan: i diritti umani e la lotta israelo-palestinese&#8217; e di &#8216;Resistenza popolare in Palestina: una storia di speranza ed emancipazione&#8217;, \u201cl&#8217;annuncio di Abu Mazen non ha credibilit\u00e0 perch\u00e9 i leader sanno bene che cancellare gli accordi con Israele porterebbe in breve al collasso dell&#8217;autorit\u00e0 palestinese e non credo che loro vogliano questo&#8221;.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua a salire la tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha demolito dodici edifici a Sur Baher, un sobborgo nella zona di Gerusalemme est, che secondo le autorit\u00e0 israeliane erano troppo a ridosso della barriera di separazione con le aree autonome palestinesi. 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