{"id":75039,"date":"2019-08-09T12:07:37","date_gmt":"2019-08-09T10:07:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75039"},"modified":"2019-08-18T07:37:21","modified_gmt":"2019-08-18T05:37:21","slug":"tunisia-essebsi-luci-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/tunisia-essebsi-luci-ombre\/","title":{"rendered":"Tunisia: Essebsi, luci e ombre d&#8217;un presidente post-rivoluzionario"},"content":{"rendered":"<p>Beji Caid <strong>Essebsi<\/strong>, primo presidente eletto della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/tunisia-commissione-conti-passato\/\"><strong>Tunisia<\/strong><\/a> post-rivoluzionaria, \u00e8 deceduto all\u2019et\u00e0 di 92 anni lo scorso 25 luglio, giorno in cui il Paese celebra la festa della Repubblica.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019annuncio della sua scomparsa, il presidente del Parlamento <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Mohamed_Ennaceur\"><strong>Mohammed Ennaceur<\/strong><\/a> \u00e8 subentrato ad interim e dovr\u00e0 subito decidere cosa fare della nuova e controversa legge sull\u2019esclusione di alcuni candidati alle presidenziali che il suo predecessore non aveva firmato. Inoltre, poich\u00e9 la Costituzione prevede che il periodo di reggenza provvisoria non superi i 90 giorni, sar\u00e0 necessario anticipare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/tunisia-rimpasto-governo-elezioni\/\"><strong>appuntamento elettorale<\/strong><\/a> per le presidenziali, gi\u00e0 previste per il 17 novembre dopo le legislative del 6 ottobre.<\/p>\n<p><strong>I tratti dell&#8217;uomo e della presidenza<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/tunisia-cherif-ruolo-essebsi\/\">Figura indubbiamente carismatica e &#8216;uomo forte&#8217; al potere<\/a>, lo scomparso presidente \u00e8 stato uno dei protagonisti del post-2011: specchio del modernismo tunisino e garante della stabilit\u00e0 per alcuni, simbolo della controrivoluzione per altri.\u00a0 Nonostante avesse riunito sotto la sua egida un composito mosaico di forze politiche in chiave anti-islamista con la creazione di Nidaa Tounes nel 2012, proprio la sua intesa con Rached Ghannouchi, leader del partito di ispirazione islamica <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/tunisia-elezioni-indipendenti\/\">Ennahda<\/a>, \u00e8 considerata alla base del successo della transizione politica tunisina. Tale accordo, concretizzatosi tanto nel \u201cdialogo nazionale\u201d a seguito della crisi politica del 2013 che nel governo di coalizione post-2014 e di \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d dal 2016, si presenta come una sorta di \u201ccompromesso storico\u201d che ha salvato il Paese dal caos in momenti in cui sembrava sull&#8217;orlo del precipizio.<\/p>\n<p>La presidenza di Essebsi \u00e8 anche nota per aver fortemente voluto la legge contro la violenza sulle donne approvata a luglio 2017, la quale abroga, fra l\u2019altro, il \u201cperdono\u201d con \u201cmatrimonio riparatore\u201d per i responsabili di stupro, e l\u2019abolizione di una circolare del \u201973, secondo cui una donna tunisina di fede musulmana non poteva contrarre matrimonio con un non musulmano e, infine, pi\u00f9 recentemente, la proposta di legge sulla parit\u00e0 uomo-donna in materia di eredit\u00e0 contraria al diritto islamico.<\/p>\n<p><strong>Scelte nel solco di Bourghiba, ma anche opportuniste<\/strong><br \/>\nSe da una parte questi provvedimenti si collocano nel solco della \u201ctradizione modernista e riformatrice\u201d di Habib Bourghiba, di cui lo scomparso presidente rivendicava l\u2019eredit\u00e0 morale, dall\u2019altra, sono apparsi alquanto strumentali, in particolare per ci\u00f2 che riguarda la questione ereditaria, nodo particolarmente complesso sul piano giuridico e di grande impatto mediatico e sociale. Alcuni critici hanno puntualmente osservato come la proposta sia coincisa con un\u2019ennesima crisi interna al suo partito da cui Essebsi avrebbe voluto distogliere l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica. Inoltre, con l\u2019approssimarsi delle elezioni, \u00e8 sembrata una mossa per ridefinire lo scontro politico in chiave ideologica, secondo uno schema gi\u00e0 sperimentato in precedenti campagne elettorali, che vorrebbe contrapposti un presunto modello societario secolare ed improntato alla modernit\u00e0, contro un altrettanto presunto progetto oscurantista e retrogrado incarnato dagli islamisti.<\/p>\n<p>Del resto, anche la cosiddetta \u201cCircolare 73\u201d era stata annullata nel giorno in cui, dopo un iter complesso ed accese discussioni in aula, il Parlamento approvava la controversa legge sulla \u201criconciliazione amministrativa\u201d. Proposta da Essebsi nel 2015, la legge prevede nella sua ultima versione una forma di condono per i funzionari pubblici dell\u2019epoca di Ben Ali coinvolti in casi di cattiva gestione delle casse statali, sanzioni pecuniarie per i detentori di patrimoni all&#8217;estero non dichiarati, e l\u2019annullamento di altri procedimenti giudiziari in corso. Scatenando da subito proteste di piazza convogliate nel movimento <em>Manich Msameh<\/em> (\u201cIo non perdono\u201d, in dialetto tunisino), la \u201criconciliazione\u201d \u00e8 stata ampiamente vissuta come un\u2019assoluzione e impunit\u00e0 per gli esponenti del vecchio regime, nonostante la propaganda ufficiale la presentasse come un necessario passo in avanti per il Paese volto a rilanciare l\u2019economia e recuperare capitali.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;insofferenza alla resa dei conti con il passato<\/strong><br \/>\nD\u2019altro canto, l\u2019insofferenza di Essebsi al clima di resa dei conti col passato, ritenuto inutilmente divisivo e di ostacolo al progresso della Tunisia, era emersa chiaramente in occasione dei lavori della Commissione di Verit\u00e0 e Dignit\u00e0 (<em>Instance V\u00e9rit\u00e9 et Dignit\u00e9<\/em>, Ivd), pietra angolare del processo di giustizia di transizione formalmente chiusosi a fine 2018. Secondo un rapporto dell\u2019Ivd, il presidente avrebbe dovuto essere rispondere all&#8217;accusa di complicit\u00e0 nella tortura di prigionieri politici quando era ministro dell\u2019Interno (1965 \u2013 1969) e prima ancora per avere supervisionato arresti di massa e processi sommari contro dissidenti politici all&#8217;inizio degli Anni Sessanta in qualit\u00e0 di direttore alla sicurezza nazionale dopo il fallito golpe del \u201862.<\/p>\n<p>Essebsi ha impersonato una cultura politica di cui potere personale e centralit\u00e0 dello Stato rappresentano i pilastri fondamentali, secondo un modello di governance che fa di stabilit\u00e0 e sicurezza le sue direttrici principali. In particolare a seguito degli attentati terroristici del 2015, la presidenza ha centralizzato sempre pi\u00f9 il processo decisionale e rafforzato le sue prerogative nell\u2019esecutivo, soprattutto in materia di sicurezza.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte negli ultimi anni Essebsi ha sostenuto la necessit\u00e0 di una revisione costituzionale che garantisse maggiori poteri al presidente per uscire dall\u2019immobilismo di Parlamento e governo. Da tale prospettiva, questi ultimi sarebbero s\u00ec espressione di una pluralit\u00e0 di istanze ma anche ostaggio di molteplici interessi personali ed eccessivamente polarizzati, quindi inadatti ad affrontare le sfide economiche e securitarie del Paese. E proprio la lentezza delle riforme e il mancato miglioramento economico in cui molti avevano sperato con la rivoluzione hanno contribuito a far crescere la disillusione rispetto al nuovo modello democratico. Cos\u00ec, la presidenza di Essebsi, intraprendente e volitiva e fortemente legittimata dal mandato popolare diretto, ha alimentato la retorica nostalgica per un \u201cuomo forte\u201d alla guida del Paese.<\/p>\n<p><strong>La prospettiva delle elezioni<\/strong><br \/>\nEssebsi, cos\u00ec come Ghannouchi, ha incarnato i tratti principali della politica tunisina post-rivoluzionaria. Uomini politici di esperienza e dal grande carisma personale, campioni del compromesso e della <em>real politik<\/em>, sono anche espressione di una classe dirigente che fatica a rinnovarsi promuovendo nuove figure capaci di credito e seguito non solo su un orizzonte temporale limitato ma anche e soprattutto nel lungo periodo.<\/p>\n<p>E ancora una volta la Tunisia si recher\u00e0 alle urne in un contesto di sostanziale appiattimento ideologico al netto di sparute eccezioni, incapaci tuttavia di uscire dalla loro dimensione estremamente elitaria intercettando fette pi\u00f9 grandi di elettorato. In parallelo, si ergono facili populismi e nuovi nazionalismi, come il partito di destra conservatrice e ultra-nazionalista di Abir Moussi, il <em>Parti Destourien Libre<\/em>.<\/p>\n<p>Sullo sfondo, un clima caratterizzato, da una parte, da grande disaffezione popolare nei confronti della politica dei partiti, come ha mostrato l\u2019elevato astensionismo alle prime elezioni municipali del maggio 2018 (si \u00e8 registrato poco pi\u00f9 di un 35 % di affluenza) e il voto massiccio per gli &#8216;indipendent&#8217;\u201d che, complessivamente, ha scavalcato quello alle formazioni-partito. Dall&#8217;altra, una classe politica che si ripropone all&#8217;elettorato come estremamente atomizzata tra partiti personali che, nonostante lo sviluppo di un micro-notabilato sul territorio, mancano di un vero ancoraggio sociale e sono legati a doppio filo alla celebrit\u00e0 dei loro fondatori, molto spesso avventurieri pi\u00f9 che leader politici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beji Caid Essebsi, primo presidente eletto della Tunisia post-rivoluzionaria, \u00e8 deceduto all\u2019et\u00e0 di 92 anni lo scorso 25 luglio, giorno in cui il Paese celebra la festa della Repubblica. 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