{"id":75050,"date":"2019-08-13T09:55:04","date_gmt":"2019-08-13T07:55:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75050"},"modified":"2019-08-20T06:27:49","modified_gmt":"2019-08-20T04:27:49","slug":"kashmir-india-autonomia-pakistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/kashmir-india-autonomia-pakistan\/","title":{"rendered":"Kashmir: l&#8217;India si rimangia l&#8217;autonomia, il Pakistan reagisce"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 trascorsa serenamente in <strong>Kashmir<\/strong> la festa religiosa islamica di Eid al-Adha, la festa del sacrificio, dopo che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/india-pakistan-confronto-pace\/\"><strong>India<\/strong> <\/a>ha deciso di revocare lo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kashmir\">statuto speciale<\/a> allo<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_del_Kashmir\"> Stato indiano del nord-ovest a maggioranza musulmana<\/a>. La polizia ha permesso ai fedeli locali di recarsi in moschea a pregare, anche se rimangono tagliati tutti i collegamenti telefonici e internet e resta in funzione il coprifuoco.<\/p>\n<p>La decisione del governo del premier indiano Narendra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/modi-il-renziano-che-sbaraglia-i-gandhi\/\"><strong>Modi<\/strong><\/a> di togliere lo statuto speciale allo Stato a maggioranza islamica, formando due nuovi Stati dell\u2019Unione, non deve meravigliare. Non solo era nel programma elettorale dello stesso premier, uscito vincitore dalla lunga<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/india-naredra-modi-bjp\/\"> tornata elettorale<\/a> finita a maggio, con una maggioranza schiacciante di 303 seggi solo del suo partito (su 543 totali); ma era anche una bandiera, da sempre, del partito di Modi, il nazionalista Bharatiya Janata Party, che si batte per un&#8217;India di ind\u00f9.<\/p>\n<p>Quello di Modi e del suo esecutivo \u00e8 solo l\u2019ennesimo tentativo di portare il Paese verso una situazione nella quale i non induisti (fatta eccezion per buddisti e sikh, che sono considerati seguaci di fedi derivate dall\u2019induismo) non siano indiani. Primi fra tutti i musulmani che sono la maggioranza in Kashmir.<\/p>\n<p><strong>La Costituzione e due Stati da uno<\/strong><br \/>\nParlando in Parlamento a nome dell\u2019esecutivo, il ministro degli interni indiano Amit Shah ha annunciato pochi giorni fa quello che sarebbe poi successo, cio\u00e8 che con un decreto presidenziale si sarebbe messo fine all&#8217;esistenza dello Stato autonomo indiano del Jammu e Kasmir. Al suo posto, due Stati dell\u2019Unione: il Kasmir e il Ladhak. Il Ladakh, a maggioranza buddista, sar\u00e0 un territorio dell\u2019Unione senza assemblea; pure il Kashmir sar\u00e0 un territorio dell\u2019Unione, ma con assemblea. In pratica, il Jammu e Kashmir avr\u00e0 molta meno autonomia e il governo centrale sar\u00e0 in grado di controllarne le forze dell\u2019ordine (insieme a molte altre cose, tipo la burocrazia).<\/p>\n<p>L\u2019esistenza dell\u2019autonomia dello Stato frontaliero con il<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/pakistan-nuovo-corso-governo-khan\/\"><strong> Pakistan<\/strong><\/a> era garantita dall\u2019articolo 370 della Costituzione ed \u00e8 su questo che si battono molti giuristi, indiani e non, che stanno cercando vie legali per contrastare la decisione del governo Modi, dal momento che la politica indiana sul fatto \u00e8 silente. Con la crisi infatti del Partito del Congresso, che attende ancora di decidere il successore di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/india-rahul-gandhi\/\">Rahul Gandhi<\/a> (l\u2019interim \u00e8 stato assunto dalla madre Sonia dopo le dimissioni di Rahul a seguito della pesante sconfitta elettorale di maggio), si \u00e8 solo alzata la voce dell\u2019ex ministro delle finanze Chidambaram che ha aspramente contestato l\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Le vicende del Kashmir tra India e Pakistan<\/strong><br \/>\nIl problema \u00e8 molto meno locale di quanto si possa pensare. Entrato nell&#8217;ottobre del 1947 nell&#8217;Unione indiana per la decisione del suo maharaja di allora, Hari Singh, un induista che guidava uno Stato islamico, al Kashmir venne garantita una certa autonomia proprio per la sua diversit\u00e0. All&#8217;epoca della partizione tra India e Pakistan dopo la fine del controllo britannico sul sub-continente, fu chiesto ai vari maharaja, ai vari Stati locali, a quale Stato volessero afferire.<\/p>\n<p>La creazione di due grandi Stati su base religiosa, India e Pakistan appunto, rese semplice la scelta per molti, ma non per il Kashmir e per Hyderabad (dove c\u2018era la situazione opposta a quella dello Stato nord-occidentale). In verit\u00e0, sia il Kashmir che lo Stato di Hyderabad (come del resto il Punjab) puntavano all&#8217;indipendenza, ma l\u2019invasione delle truppe indiane rese ovvie le scelte. Anche l\u2019annunciato referendum popolare sulla scelta dello Stato non \u00e8 mai avvenuto. Tra India e Pakistan \u00e8 stato cos\u00ec diviso il Kashmir (il Jammu, invece, \u00e8 a maggioranza induista) e in mezzo \u00e8 stato messo un &#8216;confine-non-confine&#8217;, la Line of Control in funzione ancora oggi. Sul Ladhak, oltre che il Pakistan, insiste anche la <strong>Cina<\/strong> che ha un confine conteso con l\u2019India.<\/p>\n<p>Fino ad oggi, l\u2019autonomia del Kashmir, nonostante sia stata il pretesto per le tre guerre tra i due &#8216;cugini&#8217; potenze nucleari, aveva pi\u00f9 o meno retto, anche se l\u2019India ha sempre accusato il Pakistan di utilizzare il Kashmir per infiltrare terroristi sul suo territorio. Come lo scorso febbraio quando si \u00e8 andati vicini a un conflitto dopo un attentato contro un convoglio di paramilitari indiani in Kashmir, nel quale morirono 40 persone, attentato al quale l\u2019India rispose bombardando postazioni in Pakistan; e lo Stato islamico sconfin\u00f2 in territorio indiano abbattendo un jet indiano.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto della decisione di Modi<\/strong><br \/>\nCon la decisione del governo, in particolare quella di eludere l\u2019articolo della Costituzioe che garantiva solo ai kashmiri la possibilit\u00e0 di possedere terre e case nello Stato, molti temono che ci possa essere una &#8216;induizzazione&#8217; dello Stato a maggioranza islamica, come \u00e8 avvenuto per la &#8216;cinesizzazione&#8217; del Tibet. E proprio i cinesi non staranno a guardare. Da sempre amici del Pakistan, sono anche preoccupati che l\u2019escalation possa portare non pochi problemi ai tanti loro investimenti nel &#8216;Paese dei puri&#8217;: la Cina, infatti, controlla diverse arterie e porti essenziali per i suoi traffici. Ma teme anche l\u2019espansione indiana nell&#8217;area, soprattutto nelle zone contese.<\/p>\n<p>Modi per ora tace, gongola del successo mediatico e del riscontro che sta avendo nel Paese. Il premier pakistano Imran Khan si \u00e8 appellato alla comunit\u00e0 internazionale e alle Nazioni Unite, dopo aver rotto le relazioni con l\u2019India, cacciato l\u2019ambasciatore di Delhi e richiamato il suo in patria. Molti temono che non riesca, come i suoi predecessori, a controllare i gruppi terroristici, alcuni dei quali operano anche con la complicit\u00e0 dell\u2019esercito, vero e proprio deus ex machina del Paese.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, che pure avevano ospitato Khan e il capo dell\u2019esercito pachistano, ma che fanno dei rapporti privilegiati tra Trump e Modi un vanto, hanno detto di seguire l\u2019evolversi della situazione, ma precisando che comunque si tratta di affari interni all&#8217;India. La Cina per ora tace e l\u2019argomento non \u00e8 stato trattato nella visita, la prima nel Paese del Dragone, del ministro degli esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, che a Pechino ha incontrato il suo omonimo Wang Yi. I due si sono limitati a dire che \u201cla sensibilit\u00e0 reciproca determiner\u00e0 le relazioni future\u201d. Un modo per dire &#8216;staremo a vedere&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 trascorsa serenamente in Kashmir la festa religiosa islamica di Eid al-Adha, la festa del sacrificio, dopo che l\u2019India ha deciso di revocare lo statuto speciale allo Stato indiano del nord-ovest a maggioranza musulmana. 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