{"id":75056,"date":"2019-08-09T10:40:36","date_gmt":"2019-08-09T08:40:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75056"},"modified":"2019-08-18T07:39:31","modified_gmt":"2019-08-18T05:39:31","slug":"fabrizio-saccomanni-alfiere-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/fabrizio-saccomanni-alfiere-campione\/","title":{"rendered":"Fabrizio Saccomanni, alfiere del multilaterale, campione di gentilezza"},"content":{"rendered":"<p>Conoscevo Fabrizio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/fabrizio-saccomanni-servitore-stato\/\"><strong>Saccomanni<\/strong><\/a>, scomparso all&#8217;improvviso qualche giorno fa, da trenta anni, qualche tempo dopo il mio approdo all\u2019Ufficio Studi della <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/\"><strong>Banca d\u2019Italia<\/strong><\/a>. La prima occasione di lavorare con lui occorse nel 1987\u00a0 nel redigere il documento preparatorio del Summit del Gruppo dei Sette di Venezia, sotto la guida degli sherpa di allora, Renato Ruggero e Mario Sarcinelli. Un ricordo che conservo, un po\u2019 immaginifico ma gratificante, di noi nei locali maestosi della Fondazione Cini sull\u2019isola di San Giorgio, intravvedendo tra una riunione e una conferenza stampa Reagan, Kohl, Mitterrand e i loro colleghi capi di stato e di governo di altri paesi.<\/p>\n<p>Sul finire degli Anni 90 e successivi ,\u00a0 tranne il suo intermezzo londinese presso la Bers, condivisi con Fabrizio la partecipazione frequente a comitati di economisti delle banche centrali e dei ministeri delle Finanze in vista dell\u2019Unione economica e monetaria europea, cos\u00ec come a gruppi multilaterali in ambito G7 e G20, nonch\u00e9\u00a0 presso il Fondo monetario.<\/p>\n<p>Sul piano pi\u00f9 intellettuale collaborai con lui\u00a0 su\u00a0 una serie di saggi e articoli su argomenti relativi alla cooperazione economico-finanziaria fra le nazioni, alla regolamentazione dei mercati globali dei capitali, alle differenti dimensioni del multilateralismo.<\/p>\n<p>Quel multilateralismo che di Fabrizio \u00e8 stato il cardine intellettuale, politico ed umano: un mondo basato su regole cooperative, istituzioni\u00a0internazionali, \u201csoft laws\u201d e una solida architettura di regolamentazione finanziaria, cui la politica economica dei Paesi industrialmente avanzati ed emergenti dovesse\u00a0 conformarsi, vincendo vecchie tradizioni protezioniste, pulsioni nazionaliste, atti unilaterali.<\/p>\n<p>Ricordando\u00a0 il pessimismo della ragione e l\u2019ottimismo della volont\u00e0 teorizzati\u00a0 da Antonio Gramsci, Fabrizio peccava forse di un eccesso di \u201cottimismo\u201d della ragione, convinto che le istituzioni multilaterali avrebbero acquisito legittimit\u00e0 e forza operativa e &#8216;domato&#8217; i policy makers nazionali, spinti da interessi localistici. Cos\u00ec suggeriva nel suo saggio \u201cTigri globali, domatori nazionali\u201d.<\/p>\n<p>Ottimismo temperato in anni pi\u00f9 recenti da un certo disincanto circa quell&#8217;ordine liberale internazionale sulla cui esistenza, nell&#8217;Occidente\u00a0 della seconda met\u00e0 del \u2018900, storici, scienziati politici ed economisti oggi\u00a0 discutono. Tempi &#8211; quelli odierni &#8211; in\u00a0 cui l\u2019affermarsi di democrazie &#8216;illiberali&#8217; dominate da spinte populistico-autoritarie e l\u2019acuirsi di contrasti fra Paesi in materia commerciale e finanziaria sembrano preludere a un mondo di relazioni internazionali conflittuali e disgregatrici.<\/p>\n<p>Un pericolo a cui Fabrizio guardava con preoccupazione, mosso dal suo forte senso di umanit\u00e0, pur corretto da un gusto\u00a0 arguto dell\u2019ironia\u00a0 e dal tratto gentile che hanno lasciato un segno profondo in amici, collaboratori e\u00a0 lettori.<\/p>\n<p>Nel suo ultimo libro, \u201cCrepe nel sistema : la frantumazione dell\u2019economia globale\u201d, pubblicato l\u2019anno scorso, Saccomanni sottolineava gli effetti nefasti della crisi economico-finanziaria del 2008-2009 e le spinte disgregatrici che colpiscono l\u2019economia mondiale e le sue istituzioni di governo. Auspicava\u00a0 un nuovo ordine, fondato su un sistema degli scambi aperto e una solida e condivisa regolamentazione finanziaria.<\/p>\n<p>Nella\u00a0 sua celebre <a href=\"http:\/\/www.ousia.it\/content\/Sezioni\/Testi\/EpicuroMeneceo.pdf\">Lettera a Meneceo<\/a>\u00a0Epicuro scrive che l\u2019uomo non deve temere la morte: allorch\u00e9 l\u2019uomo vive, infatti, la morte \u00e8 assente; allorch\u00e9 essa sopraggiunge, l\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 nel mondo. Riflessione in parte vera per l\u2019individuo. Ma\u00a0 non per le persone altre da lui e a lui legate da vincoli di amicizia ed affetto. Per quelle persone il timore della morte e della mancanza che ne conseguir\u00e0 \u00e8\u00a0 una realt\u00e0 insopprimibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conoscevo Fabrizio Saccomanni, scomparso all&#8217;improvviso qualche giorno fa, da trenta anni, qualche tempo dopo il mio approdo all\u2019Ufficio Studi della Banca d\u2019Italia. 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