{"id":75096,"date":"2019-08-20T06:53:16","date_gmt":"2019-08-20T04:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75096"},"modified":"2019-08-20T08:06:25","modified_gmt":"2019-08-20T06:06:25","slug":"rifugiati-corridoi-umanitari-ula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/rifugiati-corridoi-umanitari-ula\/","title":{"rendered":"Corridoi umanitari: storia di Ula, che non vuole tornare in Siria"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Ula<\/strong> non diventer\u00e0 una statua di sale come<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 accaduto alla moglie di Lot che, nel racconto biblico, si volta indietro per vedere da lontano la distruzione della citt\u00e0 di Sodoma. \u201cVoglio guardare avanti, al futuro, mio e dei miei figli. Il resto \u00e8 alle spalle\u201d. La sua Sodoma \u00e8 Damasco, la sua terra promessa l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a>.\u00a0Ha poco pi\u00f9 di 30 anni, tre figli maschi di 15, 14 e 6 anni, un marito, una suocera: \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto della sua famiglia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cLa guerra \u2013 racconta con un sorriso stampato in faccia che non si adombra neppure nel ricordare i momenti pi\u00f9 brutti &#8211; mi ha portato via tutto. I miei genitori, mia sorella, parenti, amici, casa. Non ho pi\u00f9 niente. Siamo stati costretti a scappare, in fretta. Stavamo bene prima della guerra. Ma non dobbiamo pensarci, siamo forti, dobbiamo guardare avanti\u201d. Alla domanda se tornerebbe in una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-alleanze-lotte-curdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a> pacificata, non ha ripensamenti: \u201cNo, non avrebbe senso. Il mio sogno adesso \u00e8 diventare una famiglia italiana\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Il percorso del corridoio umanitario di Ula e famiglia<\/strong><br \/>\n\u00c8 un sogno da costruire, tassello dopo tassello, ma non impossibile. La famiglia di Ula \u00e8 arrivata in Italia in sicurezza,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non su un barcone ma in aereo, con uno dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/rifugiati-giovani-laurearsi-differenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>corridoi umanitari,<\/strong><\/a> iniziativa ecumenica cattolico-protestante che con due protocolli firmati con i Ministeri dell\u2019Interno e degli Esteri ha portato sulla nostra penisola oltre 1600 persone, per lo pi\u00f9 da Aleppo, Homs, Idlib e Damasco.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un anno e mezzo fa la prima tappa per Ula e famiglia \u00e8 stata Luserna San Giovanni, in Val Pellice, uno dei posti dove la Diaconia Valdese ha a disposizione alcuni alloggi per i rifugiati. \u201cSiamo stati benissimo a Luserna \u2013 dice Ula trasferita da due giorni a Torino \u2013, ma ora ho assolutamente bisogno di un lavoro. Lo so, tutti ne hanno bisogno, ma noi entro cinque anni dobbiamo avere una sistemazione definitiva per poter restare\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ula ha fretta di camminare con le sue gambe e la suocera (\u201c\u00e8 sarta \u2013 dice di lei la nuora \u2013 e sa far bene da mangiare\u201d) approva. A nulla valgono le rassicurazioni della mediatrice Tourya che segue costantemente, passo dopo passo, l\u2019integrazione di coloro che si servono dei corridoi umanitari e che non ha alcun dubbio sul buon esisto del percorso: \u201cNella peggiore delle ipotesi, ma finora non \u00e8 accaduto, dopo cinque anni il permesso \u00e8 rinnovato automaticamente per questi rifugiati. Nessuno di loro \u00e8 lasciato solo \u2013 assicura \u2013, nessuno \u00e8 lasciato indietro. Con i corridoi queste persone arrivano in modo legale con un visto rilasciato dall\u2019ambasciata in Libano. Hanno subito una casa, semplice, con l\u2019essenziale. Sono forniti di assistenza legale, sociale. Vengono attivati per loro tirocini di lavoro. I bambini sono subito inseriti a scuola o nei centri estivi, se \u00e8 periodo di vacanza. La nostra esperienza dice che nell\u2019arco di un anno e mezzo, due anni, sono sistemati\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Ambizioni di emancipazione<\/strong><br \/>\nIn effetti il marito di Ula \u00e8 gi\u00e0 a un passo dall\u2019ottenere un contratto definitivo come scenografo, la professione che svolgeva in un\u2019emittente televisiva di Damasco, prima che scoppiasse l\u2019inferno. \u201cIo ero a casa, casalinga\u201d, ricorda Ula, che adesso, per\u00f2, intende voltare pagina completamente. \u201cDevo andare a scuola per imparare bene l\u2019italiano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e anche per ottenere la licenza di terza media. L\u2019avevo gi\u00e0 nel mio Paese, ma qui non vale\u2013 continua Ula\u2013. Poi voglio prendere la patente di guida, comprare un\u2019auto e cos\u00ec potermi muovere per lavorare. Qualsiasi lavoro purch\u00e9 onesto: posso fare la badante, le pulizie di casa, la parrucchiera. La famiglia \u00e8 grande. Quando eravamo in Siria, prima della guerra, non avevamo problemi economici, stavamo bene, tutto era facile e non c\u2019era necessit\u00e0 che andassi anch\u2019io a lavorare\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma nelle parole di Ula si percepisce chiaramente un\u2019 ambizione che va oltre lo stato di necessit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u201cPer molte di queste donne \u2013 spiega Elisabetta Libanore , operatrice della Diaconia Valdese \u2013 emigrare dal proprio Paese significa anche emanciparsi, avere voglia di un rinnovamento che coinvolge direttamente la loro persona, il loro modo di vivere\u201d. \u201cQuesto \u00e8 un bene<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>&#8211; aggiunge la mediatrice \u2013 I nostri progetti d\u2019assistenza sono a scalare a mano a mano che queste persone acquistano indipendenza. L\u2019idea \u00e8 che diventino protagoniste dei loro destini, che siano responsabili. E\u2019 un problema di educazione: devono diventare autonomi. Noi siamo e resteremo un loro punto di riferimento, ma loro sono, ognuno di loro \u00e8 una persona che vogliamo e dobbiamo trattare come un nostro pari. \u00c8 gente che nel loro Paese aveva uno status culturale, economico\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un dato, quest\u2019ultimo, spesso dimenticato dalle cronache. Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">immagini dei barconi<\/a>, tristemente reali e drammatiche, se da un lato richiamano alle responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia e dell\u2019Europa e l\u2019urgenza di intervenire, dall\u2019altro fanno perdere l\u2019identit\u00e0 delle persone che vi stanno a bordo, come se fossero tutti uguali, tutti anonimi, tutti con storie fotocopia, senza alcuna peculiarit\u00e0 e che quindi non vale la pena di raccontare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>L\u2019informazione dell\u2019emergenza li vede soltanto \u2018bisognosi\u2019 (e pure lo sono) e non anche, e soprattutto, individui con aspirazione di riscatto da una condizione di subalternit\u00e0, di umiliazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Finora il modello dei corridoi umanitari ha funzionato, ma con numeri ancora piccoli, non su vasta scala e non pianificato a livello europeo. Sulle pagine di Avvenire, il premier Giuseppe Conte e la vice-ministra degli Esteri Emanuela Del Re hanno manifestato interesse e ampia disponibilit\u00e0 a implementare i corridoi che, tra il 2020 e il 2021 &#8211; Commissione europea permettendo &#8211; potrebbero portare in modo regolare nel continente 50mila persone. Intanto a maggio in Viminale \u00e8 stato rinnovato <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/quotidiano\/2019\/6\/25\/corridoi-umanitari-santegidio-fcei-in-arrivo-77-profughi-siriani-dal-libano-in-europa-accolte-oltre-2-600-persone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019accordo con Cei e Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio<\/a> per l\u2019arrivo in Italia nei prossimi due anni di 600 richiedenti asilo. Si trovano, al momento, in campi profughi di Etiopia, Niger, Giordania, ma provengono per lo pi\u00f9 dal Corno d\u2019Africa e dalla fascia sub sahariana. Si aggiungono ad altri 498 che sono gi\u00e0 stati accolti in un centinaio di comuni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ula non diventer\u00e0 una statua di sale come\u00a0 \u00e8 accaduto alla moglie di Lot che, nel racconto biblico, si volta indietro per vedere da lontano la distruzione della citt\u00e0 di Sodoma. \u201cVoglio guardare avanti, al futuro, mio e dei miei figli. Il resto \u00e8 alle spalle\u201d. 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