{"id":7510,"date":"2008-03-03T00:00:00","date_gmt":"2008-03-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-difficili-scelte-del-presidente-medvedev\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:57","slug":"le-difficili-scelte-del-presidente-medvedev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/03\/le-difficili-scelte-del-presidente-medvedev\/","title":{"rendered":"Le difficili scelte del presidente Medvedev"},"content":{"rendered":"<p>Quale sar\u00e0 la Russia di Dimitri Medvedev? Molti sostengono che sar\u00e0 sempre quella di Vladimir Putin, che lo ha condotto per mano sino al Cremlino e che si appresta a divenire il suo potentissimo Primo Ministro, sconvolgendo cos\u00ec a suo favore gli equilibri costituzionali da lui stesso creati. Altri invece pensano che Medvedev potrebbe avere lo stesso sorprendente destino di tanti altri che, prima di lui, vennero fatti ascendere al Cremlino perch\u00e9 ritenuti deboli o malleabili e che poi si rivelarono durissimi padroni. Fu il caso di Leonid Breznev e di Nikita Krusciov, ad esempio, ma fu anche quello dello stesso Putin, prescelto da Boris Eltsin e dalla sua cricca, per scoprirsi poi duramente allontanati dal potere.<\/p>\n<p>La differenza, in questo caso, \u00e8 che Putin \u00e8 ancora al vertice del suo potere, ed \u00e8 l\u2019unico possibile arbitro delle lotte tra i vari gruppi che si contendono la supremazia in Russia. Gli alleati stretti della macchina amministrativa (che hanno sin dall\u2019inizio appoggiato Medvedev), i grandi capi delle imprese pubbliche e i nuovi miliardari, e naturalmente il potente gruppo degli ex del Kgb, ormai presenti a tutti i livelli dello Stato e dell\u2019economia (ma di cui Medvedev non fa parte).<\/p>\n<p><b>I segreti del potere russo<\/b><br \/>Non \u00e8 certo un caso se, in questa situazione, alcuni pronosticano la rinascita di quella antica arte divinatoria che, negli anni dell\u2019Unione Sovietica e del Pcus, veniva chiamata \u201ccremlinologia\u201d, e che si sforzava di comprendere i segreti di quella fortezza del potere studiando l\u2019allineamento dei gerarchi nelle foto ufficiali, andando alla ricerca di piccole \u201csviste\u201d nel protocollo, o studiando testi noiosissimi, lunghi e ripetitivi, sperando di individuare una millimetrica variazione, l\u2019abbandono di un aggettivo o l\u2019uso di una parola diversa dal solito. Se questo diventer\u00e0 lo scenario, per\u00f2, i costi per la nuova Russia saranno probabilmente molto alti, forse anche pi\u00f9 alti di quanto non siano stati quelli infine pagati dalla vecchia Urss.<\/p>\n<p>La prima domanda che ci dobbiamo porre \u00e8 dunque se la Russia e il suo nuovo Presidente (cui apparentemente si attribuiscono sentimenti e principi \u201cliberali\u201d) si chiuderanno nuovamente in se stessi, rifiutando ogni processo di integrazione che, agli occhi di una dirigenza ossessionata dal concetto di potere e controllo, potrebbe apparire come una diminuzione e una perdita di libert\u00e0 d\u2019azione. E\u2019 una questione di particolare interesse per l\u2019Unione Europea, a cui conviene stabilire uno stretto rapporto di collaborazione con questo suo grande vicino, non solo per quel che riguarda l\u2019energia, ma anche il controllo delle crisi e gli equilibri globali. Ma \u00e8 evidente che ci\u00f2 non sar\u00e0 possibile senza un\u2019analoga generosa e sincera apertura anche da parte di Mosca.<\/p>\n<p>La questione immediatamente successiva \u00e8 quella relativa al \u201cvicino prossimo\u201d della Russia, dalle repubbliche del Caucaso all\u2019Ucraina e agli altri Stati nati dalla dissoluzione dell\u2019Urss. Sino ad oggi Putin ha mostrato di considerare pi\u00f9 stretti rapporti dell\u2019Occidente con questi paesi come una minaccia (quanto meno indiretta) alla sicurezza della Russia che, a suo avviso, richiede quanto meno una forma di controllo e di diritto di ingerenza del Cremlino. Per quanto la posizione del Presidente russo possa essere stata suggerita anche da un eccesso di iniziativa, non sempre felice, di Washington in queste regioni, la posizione dell\u2019Ue \u00e8 molto diversa e dovrebbe essere apprezzata nel suo giusto valore a Mosca, soprattutto se il nuovo Presidente vorr\u00e0 evitare che l\u2019Ue sia infine obbligata a schierarsi con i falchi, poich\u00e9 la Russia non vuole o non sa rispondere.<\/p>\n<p><b>Il banco di prova del Kosovo<\/b><br \/>Putin ha inviato in questi giorni Medvedev a Belgrado, come per condizionarne i movimenti in anticipo sulla questione, politicamente sensibile, del Kosovo. E\u2019 evidente che questa crisi potr\u00e0 divenire uno dei banchi di prova iniziali della nuova presidenza, non tanto su sollecitazione europea, ma in possibile risposta a pressioni politiche interne russe e ad altre spinte ideologiche. Ogni nuovo Presidente deve dimostrare di non essere un debole, ma tutti ci auguriamo che Medvedev, pur senza rinunciare alle posizioni formalmente assunte dalla Russia, riesca a non soffiare sul fuoco.<\/p>\n<p>Equilibri interni e politica internazionale si incrociano in pi\u00f9 punti. Anche per questo sarebbe sbagliato augurarsi che al Cremlino scoppi una nuova lotta di potere tra il vecchio e il nuovo Presidente: ci\u00f2 potrebbe portare l\u2019uno e l\u2019altro ad assumere posizioni rigide o pericolose il cui costo ricadrebbe su tutti, Europa compresa. Tuttavia sarebbe anche un peccato se si finisse per non comprendere pi\u00f9 chi comanda al Cremlino, perch\u00e9 questo renderebbe pi\u00f9 difficile ogni iniziativa positiva, anche in presenza di situazioni difficili che potrebbero facilmente evolvere dalla crisi irachena, da quella nord coreana o da molte altre ancora.<\/p>\n<p>La situazione mondiale \u00e8 oggi resa meno governabile dalla mancanza di cooperazione tra le grandi potenze presenti nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La domanda che tutti si pongono \u00e8 se Medvedev riuscir\u00e0 a mutare questo stato di stallo e di non governo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale sar\u00e0 la Russia di Dimitri Medvedev? Molti sostengono che sar\u00e0 sempre quella di Vladimir Putin, che lo ha condotto per mano sino al Cremlino e che si appresta a divenire il suo potentissimo Primo Ministro, sconvolgendo cos\u00ec a suo favore gli equilibri costituzionali da lui stesso creati. 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