{"id":75109,"date":"2019-08-21T06:17:10","date_gmt":"2019-08-21T04:17:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75109"},"modified":"2019-08-27T19:22:10","modified_gmt":"2019-08-27T17:22:10","slug":"italia-ue-crisi-di-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/italia-ue-crisi-di-governo\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: crisi di governo nel periodo peggiore"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Questa nostra &#8216;pazza&#8217; e irresponsabile <strong>crisi<\/strong>\u00a0di governo politica estiva, quale ne sia l\u2019esito dopo le comunicazioni al Senato del presidente del Consiglio Giuseppe<strong> Conte<\/strong>, capita nel periodo peggiore per noi. Non tanto perch\u00e9 essa avviene a ridosso dei tradizionali e decisivi passaggi verso la nuova legge di bilancio nazionale, ma soprattutto perch\u00e9 essa va a coincidere con un periodo chiave per la prossima legislatura dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la transizione verso la composizione delle nuove istituzioni europee<\/a> all\u2019indomani dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezione del Parlamento di Strasburgo<\/a>. Vale la pena ripercorrere il calendario delle tappe verso la definizione dei nuovi equilibri politico-istituzionali all\u2019interno dell\u2019Ue.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Il calendario europeo<\/strong><br \/>\nEntro fine agosto (luned\u00ec 26) la nuova presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, dovrebbe ricevere da parte dei governi la proposta di un nominativo da inserire nel prossimo collegio di Bruxelles. La data non \u00e8 vincolante, ma gi\u00e0 una ventina di Paesi hanno presentato il loro candidato, di solito accompagnandolo con un suggerimento o una richiesta quanto alla competenza da ottenere. Da parte italiana, come \u00e8 noto, non \u00e8 arrivata alcuna indicazione, neppure durante o dopo l\u2019incontro della von der Leyen con Conte all\u2019inizio di agosto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A seguire, nel mese di settembre la presidente in pectore della Commissione, in accordo con il Consiglio dell&#8217;Unione, comunicher\u00e0 al Parlamento europeo la bozza dei nominativi e delle competenze attribuite ai singoli commissari. A quel punto, l\u2019Assemblea di Strasburgo avvier\u00e0 le audizioni dei singoli commissari distribuendoli nelle diverse commissioni parlamentari competenti per materia: gli &#8216;esami&#8217; si terranno tra il 30 settembre e il 7 ottobre. Il successivo Consiglio europeo del 17\/18 ottobre approver\u00e0 la lista definitiva e il Parlamento europeo in seduta plenaria il 24 ottobre voter\u00e0 la propria fiducia all\u2019intero collegio che, a completamento dell\u2019iter, si insedier\u00e0 ufficialmente il 1\u00b0 novembre prossimo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>I giochi sono in atto, l&#8217;Italia \u00e8 in panchina<\/strong><br \/>\nSe questo \u00e8 il calendario appare abbastanza evidente che i giochi veri, in termini di attribuzione di portafogli, si svolgano nei prossimi giorni, nel pieno di una crisi di governo dichiarata. Anzi, probabilmente essi sono gi\u00e0 in gran parte avvenuti. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> quindi, rischia di rimanere a bocca asciutta dovendosi accontentare di un posto marginale. \u00c8 quello che lo stesso presidente Conte ha paventato nel discorso in cui ha preso congedo dal governo italiano, prima di recarsi da dimissionario dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sarebbe davvero un fatto clamoroso, soprattutto se messo a confronto con il recente passato, allorquando dopo un Romano Prodi presidente della Commissione abbiamo potuto anche contare su una posizione di prestigio e di responsabilit\u00e0 nella posizione di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune dell\u2019uscente Federica Mogherini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In effetti, come \u00e8 tipico in un\u2019istituzione multilaterale quale \u00e8 l\u2019Ue, i risultati si ottengono attraverso un\u2019azione continuativa di contatti e negoziati ripetuti con i propri partner e con le istituzioni di vertice dell\u2019Unione. Pensare semplicemente che un Paese fondatore e grande come il nostro possa avere quasi in automatico un posto che conti davvero all\u2019interno dell\u2019Unione \u00e8 una pia e pericolosa illusione. Essere presenti e credibili in questo delicato periodo di transizione verso le nuove istituzioni dell\u2019Unione \u00e8 un fatto di vitale importanza. La crisi di governo rischia di indebolire ulteriormente il nostro Paese nel contesto europeo e renderlo ancora pi\u00f9 marginale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Le lezioni del passato (dimenticate)<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Proprio in questi giorni in Trentino, a Pieve Tesino, si onora la memoria di <strong>Alcide De Gasperi<\/strong> scomparso 65 anni fa, il 19 agosto del 1954, un paio d\u2019anni dopo il varo della Ceca, la prima tappa del nascente processo di integrazione europea. Uno degli obiettivi dello statista di allora era di rendere l\u2019Italia protagonista della grande avventura europea, trasformandola in un partner credibile e indispensabile. Oggi, ed \u00e8 questo il punto pi\u00f9 dolente nel confronto con il periodo degasperiano, l\u2019Italia sembra non avere pi\u00f9 quella volont\u00e0 pionieristica. Mai come in questo periodo il Paese \u00e8 stato tanto isolato nell\u2019Unione. Non veniamo considerati n\u00e9 credibili n\u00e9 necessari. Ci limitiamo, da parte delle forze politiche di governo, a minacciare sfracelli con Bruxelles o a battere i pugni sul tavolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tutti questi lunghi anni di nostra partecipazione alle vicende europee sembrano non averci insegnato nulla. \u00c8 solo attraverso le alleanze con altri partner chiave, a cominciare da <strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania,<\/strong> che possiamo sperare di salvaguardare i nostri interessi, in gran parte giusti ma che possono trovare soluzione solo all\u2019interno dell\u2019Ue. I pessimi rapporti bilaterali con Parigi e la freddezza nei confronti di Berlino non rappresentano una politica intelligente. Da soli conteremo sempre meno. Occorrerebbe da parte della classe politica un buon ripasso della prudenza e della lungimiranza delle scelte degasperiane, di gran lunga pi\u00f9 difficili di quelle di oggi per un Paese uscito sconfitto dalla guerra.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>I rischi dell&#8217;isolamento e della marginalizzazione<\/strong><br \/>\nAndando avanti cos\u00ec rischiamo infatti di riaprire i dubbi su una <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/italexit-maggioranza-recedere-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italexit<\/a>,<\/strong> che per quanto paradossale possa apparire, pu\u00f2 trovare ragioni oggettive nelle previsioni di una nuova grande recessione che sta manifestandosi nell\u2019economia mondiale, all\u2019interno della quale il nostro Paese \u00e8 il pi\u00f9 fragile fra quelli grandi europei. Ma anche se questo scenario da incubo non dovesse manifestarsi, l\u2019altro rischio derivante dal nostro isolamento pu\u00f2 essere quello di assistere impotenti alla nascita di un gruppo di Paesi dell\u2019Ue decisi a procedere in alcuni settori di integrazione, lasciandoci fuori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8 gi\u00e0 accaduto nel passato (vedi Schengen) e vi sono oggi buone ragioni perch\u00e9 ci\u00f2 si ripeta nel futuro, magari in settori chiave come la <strong>difesa<\/strong> o perfino l\u2019<strong>immigrazione<\/strong>. Segnali in questa direzione si stanno gi\u00e0 manifestando nell\u2019Ue. Perfino la mancata o ritardata designazione di un nostro rappresentante nella Commissione pu\u00f2 convincere i nostri partner sulla nostra scarsa volont\u00e0 di procedere assieme agli altri. Essere presenti a Bruxelles \u00e8 quindi essenziale anche per la nostra credibilit\u00e0 nazionale. Chiss\u00e0 che prima o poi nel nostro mondo politico non si assista ad un soprassalto di responsabilit\u00e0 per rimetterci in carreggiata con l\u2019Europa. Abbiamo ancora qualche settimana a disposizione.<\/span><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Cosimo Martemucci\/SOPA Images via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa nostra &#8216;pazza&#8217; e irresponsabile crisi\u00a0di governo politica estiva, quale ne sia l\u2019esito dopo le comunicazioni al Senato del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, capita nel periodo peggiore per noi. 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