{"id":75123,"date":"2019-08-23T07:04:43","date_gmt":"2019-08-23T05:04:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75123"},"modified":"2019-08-24T11:48:51","modified_gmt":"2019-08-24T09:48:51","slug":"magnitsky-act-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/magnitsky-act-diritti-umani\/","title":{"rendered":"Magnitsky Act: protezione internazionale sui diritti umani"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La morte dell\u2019avvocato Sergei <strong>Magnitsky<\/strong>, il 16 novembre 2009, in circostanze mai chiarite, \u00e8 presto diventata una <i>cause c\u00e9l\u00e8bre<\/i>, un elemento dell\u2019acuirsi delle tensioni nei rapporti tra Stati Uniti e Russia e un nuovo capitolo nel difficile percorso per la tutela dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/diritti-umani-liu-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>diritti umani<\/strong><\/a> in molti Paesi del mondo. Il legale russo, 37 anni, all\u2019epoca consulente fiscale dell\u2019imprenditore statunitense William Browder, squarci\u00f2 il velo che copriva un articolato sistema di corruzione che, dalla polizia al fisco fino alle organizzazioni criminali, lo aveva portato ad indagare nel 2007-2008 sulle \u2018relazioni pericolose\u2019 tra poteri pubblici e interessi privati. Si \u00e8 discusso dell\u2019adozione, in Italia e a livello di Unione europea, della cosiddetta \u2018legge Magnitsky\u2019 e dei suoi possibili sviluppi applicativi, in un recente convegno ospitato alla <strong>Camera dei Deputati<\/strong> dal titolo <a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/580364\/protezione-internazionale-dei-diritti-umani-e-responsabilita-individuale-per-una\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s2\"><i>Protezione internazionale dei diritti umani e responsabilit\u00e0 individuale: per una legislazione Magnitsky italiana ed europea<\/i><\/span><\/a>. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>L\u2019iniziativa statunitense (rallentata dall&#8217;Amministrazione Trump)<\/strong><br \/>\n<\/span><span class=\"s1\">A distanza di un decennio dal suo decesso in carcere \u2013 dopo 11 mesi di detenzione con l\u2019accusa di frode fiscale, senza che fosse mai chiamato a processo \u2013 \u00e8 allo studio, in diversi Paesi del mondo, l\u2019adozione di uno strumento legislativo conforme al cosiddetto <a href=\"https:\/\/www.treasury.gov\/resource-center\/sanctions\/Programs\/Documents\/pl112_208.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s2\"><i>Magnitsky Act<\/i><\/span><\/a>, approvato dal Congresso Usa nel 2012 durante la presidenza Obama. La legge autorizza il governo statunitense a perseguire i responsabili delle violazioni dei diritti umani, sequestrandone i beni e bandendoli dal rilascio dei visti d\u2019ingresso negli Stati Uniti.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">Nel 2016, il mandato \u00e8 stato ampliato, con il <a href=\"https:\/\/www.humanrightsfirst.org\/sites\/default\/files\/hrf-global-magnitsky-faq.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s2\"><i>Global Magnitsky Human Rights Accountability Act<\/i><\/span><\/a>, al fine di sanzionare dall\u2019esterno i responsabili di gravi atti di corruzione e di altri abusi, compiuti in qualsiasi Paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Due \u2018liste nere\u2019 sono state pubblicate nel dicembre 2017, con accuse all\u2019indirizzo di 62 persone, e ne era attesa una terza all\u2019inizio 2018. Tuttavia, l\u2019applicazione dell\u2019<i>Act <\/i>ha incontrato resistenze in seno all\u2019Amministrazione Trump. Secondo il <i>New York Times<\/i>, le influenze russe in materia arrivarono gi\u00e0 in campagna elettorale, quando Donald Trump jr incontr\u00f2, il 9 giugno 2016 alla Trump Tower a Manhattan, l\u2019avvocato <\/span><span class=\"s3\">Natalia Veselnitskaya. Come confermato dal primogenito del presidente Donald jr, nella conversazione si discusse anche del <i>Magnitsky Act<\/i> e della pressione esercitata dalla Veselnitskaya contro la legge che aveva bloccato il traffico di minori negli Stati Uniti gestito da alcuni russi<\/span><span class=\"s1\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>La ancora debole risposta europea<\/strong><br \/>\n<\/span><span class=\"s1\">Il <i>Global Act<\/i> \u00e8 stato nel frattempo adottato, oltrech\u00e9 dal Canada, anche da alcuni Stati dell\u2019Unione europea: Estonia, Lettonia, Lituania e l\u2019uscente Regno Unito. In occasione del 70\u00b0 anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani, tanto il Consiglio d\u2019Europa quanto la stessa Ue hanno promosso la discussione su una \u2018legge Magnitsky europea\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Un primo risultato \u00e8 stato raggiunto grazie all\u2019accordo unanime tra i ministri degli Esteri sulla proposta olandese di un regime sanzionatorio comune (<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/ATAG\/2019\/637892\/EPRS_ATA(2019)637892_EN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s2\"><i>EU Global Human Rights Sanctions Regime<\/i><\/span><\/a>), mentre una risoluzione votata dal Parlamento europeo il 14 marzo 2019 attende l\u2019approvazione da parte del Consiglio europeo, diviso sul voto all\u2019unanimit\u00e0 o a maggioranza qualificata su una questione di politica estera e di sicurezza comune, materia che ha visto, pi\u00f9 volte, alcuni Paesi riluttanti nel votare a favore di sanzioni contro Russia e Cina.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><strong><span class=\"s1\">Tutele, sanzioni e possibili sviluppi dell\u2019<i>Act-<br \/>\n<\/i><\/span><\/strong><span class=\"s1\">Molti i relatori intervenuti lo scorso 24 luglio alla Camera dei deputati nel convegno organizzato dalla <i>Fidu &#8211; Federazione Italiana Diritti umani<\/i> e da <i>Open Dialogue<\/i>,<i> <\/i>su iniziativa della deputata Lia Quartapelle, tra cui diversi attivisti che hanno testimoniato d&#8217;essere vittime di una sistematica repressione autoritaria nei loro Paesi (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/america-latina-donne-diritti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Venezuela<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/kazakhstan-chiave-di-lettura-transizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kazakhstan<\/strong><\/a>, Azerbaijan e l\u2019area dell\u2019Est Ucraina a maggioranza russofona).<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Antonio Stango, presidente della <i>Fidu<\/i>, ha ricordato, introducendo i lavori, la Dichiarazione di Helsinki del 1975 sul legame imprescindibile tra cooperazione internazionale e diritti umani, sottolineando l\u2019urgenza di adottare nel nostro Paese e in Europa uno strumento di contrasto contro dei \u201cveri e propri sistemi che perseguitano chi condanna gli atti di corruzione con la connivenza di Stati autoritari\u201d, laddove la magistratura non \u00e8 indipendente e si viola lo stato di diritto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">L\u2019avvocato Bota Jardemalie si \u00e8 soffermata sugli sviluppi del <i>Magnitsky Act<\/i>, descrivendone gli aspetti principali e le relative sanzioni, chiarendo possibili dubbi sui \u201cpotenziali destinatari\u201d ossia \u201ccoloro che vengono reputati responsabili di gravi violazioni dei diritti umani\u201d, secondo \u201ccredibili evidenze\u201d sulla base del confronto di diverse fonti e testimonianze, stante la piena discrezionalit\u00e0 nella conduzione delle indagini per ciascuno Stato che decider\u00e0 di adottarlo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">\u201cPer gli avvocati avere uno strumento di questo genere \u00e8 essenziale\u201d, ha sottolineato Francesco Miraglia, membro della Commissione Diritti umani del Consiglio nazionale forense, aggiungendo: \u201cLa possibilit\u00e0 per i soggetti di fare valere le proprie ragioni \u00e8 necessario per riequilibrare determinati abusi\u201d. Gunnar Ekelove-Slydal, vice.segretario del <i>Norwegian Helsinki Commitee (Nhc)<\/i>, si \u00e8 rivolto ai parlamentari italiani affinch\u00e9 adottino una legge simile che andrebbe ad incidere positivamente sul contrasto alla criminalit\u00e0 di matrice estera, proveniente da regimi autoritari ostili verso i diritti umani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">\u201c\u00c8 un passaggio di metodo dalle sanzioni verso gli Stati, con possibili ritorsioni verso gli altri Paesi, a un meccanismo contro chi viola i diritti umani, con un effetto di deterrenza nei confronti degli stessi\u201d, ha sottolinea il senatore Roberto Rampi, primo firmatario del <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/18\/BGT\/Schede\/FascicoloSchedeDDL\/ebook\/51417.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s2\">disegno di legge<\/span><\/a> presentato a marzo al Senato: \u201cNon crediamo in interventi esterni, ma nella possibilit\u00e0 che i Paesi democratici agiscano insieme nella direzione dei diritti umani\u201d: cos\u00ec spiega il senso dell\u2019iniziativa la deputata Quartapelle. \u201cCredo che serva in Italia uno strumento che ci permetta di esigere i diritti umani, con l\u2019idea che serve costruire una coalizione pi\u00f9 ampia\u201d, mettendo in evidenza che \u201cquesta legge pu\u00f2 essere una dotazione straordinaria per la politica estera\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Emergenza diritti umani: Kazakhstan e Venezuela<\/strong><br \/>\n<\/span><span class=\"s1\">La stessa Jardemalie, cittadina kazaka, \u00e8 rifugiata politica in Belgio ed \u00e8 sorella di Iskander Yerimbetov, imprenditore detenuto, arrestato nell\u2019ottobre 2018 e condannato a sette anni di carcere per corruzione nell\u2019ambito di un\u2019operazione \u2018politicamente motivata\u2019, secondo le Ong che si sono occupate del caso, che coinvolgerebbe il dissidente <\/span><span class=\"s4\">Mukhtar Ablyazov, di cui Jardemalie \u00e8 legale, principale oppositore all\u2019estero dell\u2019attuale governo kazako.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">\u201cNon c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 per queste persone di difendersi \u2013 ha sostenuto l\u2019avvocato \u2013, dato che il sistema giudiziario non funziona\u201d: \u201cLa considerazione di sanzioni personali \u00e8 fondamentale per tutelare le vittime del regime\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Fra le varie testimonianze, quella di Lorent Saleh, attivista politico venezuelano, gi\u00e0 Premio Sakharov 2017, che ha criticato la posizione italiana sulla crisi politica in Venezuela e l\u2019indecisione europea sul rispetto dei diritti umani: \u201cQuale messaggio i governi democratici del mondo stanno dando alle giovani generazioni? Che se vogliono commettere un crimine, devono stare attenti che quel crimine sia abbastanza crudele da restare impunito\u201d. Il suo intervento, che ricalca molte delle rilevazioni fatte nel recente (e contestato) \u2018rapporto Bachelet\u2019 sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo Maduro, denuncia le continue ed arbitrarie incarcerazioni di cittadini anche europei. \u201cDove non c\u2019\u00e8 rispetto per i diritti umani non c\u2019\u00e8 giustizia\u201d, continua Saleh, ammonendo che \u201cbisogna agire in linea con quanto stabilito settanta anni fa e fare in modo che chi viola i diritti umani e corrompe sia punito\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte dell\u2019avvocato Sergei Magnitsky, il 16 novembre 2009, in circostanze mai chiarite, \u00e8 presto diventata una cause c\u00e9l\u00e8bre, un elemento dell\u2019acuirsi delle tensioni nei rapporti tra Stati Uniti e Russia e un nuovo capitolo nel difficile percorso per la tutela dei diritti umani in molti Paesi del mondo. 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