{"id":7520,"date":"2008-03-03T00:00:00","date_gmt":"2008-03-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/medvedev-e-leconomia-la-fragilita-rimane\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:57","slug":"medvedev-e-leconomia-la-fragilita-rimane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/03\/medvedev-e-leconomia-la-fragilita-rimane\/","title":{"rendered":"Medvedev e l\u2019economia: la fragilit\u00e0 rimane"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019economia russa continuer\u00e0 a crescere nei prossimi anni in un quadro di sostanziale continuit\u00e0 col passato pi\u00f9 recente. Ma i suoi punti deboli aumenteranno e in uno scenario a pi\u00f9 lungo termine si spinger\u00e0 verso il ristagno economico. L\u2019economia potrebbe cos\u00ec trasformarsi in un fattore di destabilizzazione e riproporre con forza una secca alternativa tra centralismo autoritario e riforme democratiche.<\/p>\n<p><b>L\u2019espansione economica degli ultimi anni <\/b><br \/>Da pi\u00f9 di un quinquennio l\u2019economia russa attraversa una fase di forte crescita (7% in media all\u2019anno). Soprattutto grazie agli aumenti a ripetizione dei prezzi dell\u2019energia. Due terzi delle entrate e circa la met\u00e0 del bilancio dello stato russo sono legati alle vendite di  petrolio e gas. Il reddito pro capite \u00e8 rimasto comunque molto basso ed \u00e8 oggi mediamente pari  al 35% di quello dell\u2019Ue (15) e al 25% di quello americano (in termini di PPP).<\/p>\n<p>La crescita ha consentito di realizzare un imponente programma di stabilizzazione macroeconomica e finanziaria: \u00e8 stato creato un ingente fondo di riserva statale (12% del Pil russo); \u00e8 stato accumulato un considerevole di ammontare di oro e valuta estera (450 miliardi di dollari); sono state ripagate puntualmente al Fondo Monetario Internazionale le tranche del debito estero. <\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 di fondo dell\u2019economia resta l\u2019estrema dipendenza dal petrolio e dal gas. Il processo di diversificazione economica non ha fatto veri progressi in questi anni e l\u2019industria manifatturiera continua a manifestare, in sue importanti componenti, preoccupanti segnali di debolezza e, in taluni casi, di avanzato declino.<\/p>\n<p><b>Riforme e propriet\u00e0 pubblica<\/b><br \/>A monte di questi andamenti vi \u00e8 il blocco dei processi di riforma verificatosi in molte aree chiave dell\u2019attivit\u00e0 economica e amministrativa. I ritardi pi\u00f9 evidenti, rispetto all\u2019ambizioso programma avviato lo scorso decennio, riguardano il processo di ammodernamento della macchina amministrativa e la lotta alla corruzione e alla criminalit\u00e0. Queste ultime in forte aumento in tutti i gangli istituzionali pi\u00f9 importanti del paese.<\/p>\n<p>Al posto delle liberalizzazioni si \u00e8 avuto il rilancio dell\u2019invadente presenza dello Stato in economia che oggi ostacola lo sviluppo del settore privato e la diversificazione della base produttiva.  La propriet\u00e0 pubblica nel comparto dell\u2019energia \u00e8 fortemente cresciuta in questi ultimi anni, passando dal 18% nel 2004 a pi\u00f9 del 50% nel 2007. Crescenti acquisizioni statali si sono altres\u00ec avute nel settore  bancario, dell\u2019estrazione dei metalli, e delle grandi opere. <\/p>\n<p>Negli anni Novanta erano diffuse nei paesi occidentali aspettative assai ottimistiche sulla Russia. Si pensava che la libert\u00e0 economica avrebbe prodotto nel tempo anche crescenti spazi di libert\u00e0 politica. Un\u2019economia russa liberalizzata avrebbe sprigionato nuove forze e tensioni fino a minare la stessa sopravvivenza di un regime politico autoritario. <\/p>\n<p>L\u2019era Putin ha brutalmente sconfessato tutte queste attese. Si \u00e8 avuta una drastica sterzata autoritaria e centralistica nel modello politico accompagnata da un crescente controllo pubblico di alcune leve fondamentali dell\u2019economia. Al consenso basato sulla graduale estensione della democrazia si \u00e8 sostituito quello imperniato sul mix di un rilancio del nazionalismo e della crescita economica. Una combinazione vincente se si guarda al passato pi\u00f9 recente. Ma per il futuro? <\/p>\n<p><b>Scenario dell\u2019economia favorevole nei prossimi anni<\/b><br \/>Se guardiamo ai prossimi anni e alla fase di avvio della Presidenza Medvedev tutto lascia presagire una sostanziale continuit\u00e0 col passato. Ci sar\u00e0 Putin, d\u2019altra parte, ad agire da garante. Il potere economico rimarr\u00e0 concentrato, com\u2019\u00e8 oggi, nelle mani di pochi potenti gruppi di interesse. Di conseguenza, un grado elevato di monopolio e inefficienza complessiva continuer\u00e0 a caratterizzare l\u2019economia russa in una pluralit\u00e0 di comparti. Allo stesso tempo le opportunit\u00e0 di nuovi business resteranno settorialmente elevate e l\u2019economia russa dovrebbe poter continuare ad attrarre consistenti investimenti dall\u2019estero; le imprese e i fondi russi, a loro volta, saranno in grado di investire parte delle ingenti somme accumulate sui principali mercati e paesi dell\u2019area avanzata.<\/p>\n<p>Anche la crescita economica dovrebbe mantenere nei prossimi anni una dinamica  positiva, pur se inferiore ai ritmi degli ultimi anni (5% annuo \u00e8 la previsione per i prossimi quattro anni). Naturalmente, vista la dipendenza dagli elevati e crescenti prezzi del petrolio, i rischi maggiori potrebbero sempre venire da qui e da una inversione di tendenza verso il basso dei prezzi dell\u2019energia. Anche nell\u2019eventualit\u00e0 di ribassi, tuttavia, si pu\u00f2 ipotizzare che gli inevitabili effetti di rallentamento della crescita potrebbero essere efficacemente contrastati attingendo alle ingenti risorse accumulate in questi anni e facendo ricorso ad aumenti della spesa pubblica e, in particolare, degli investimenti pubblici. Resta, comunque, l\u2019incognita di una inflazione che ha rialzato la testa in questo ultimo periodo e potrebbe arrivare a minacciare anche a breve il sentiero di crescita dell\u2019economia russa.<\/p>\n<p><b>Economia problematica a lungo termine <\/b><br \/>Se si guarda, tuttavia, ad un arco temporale pi\u00f9 a lungo termine lo scenario cambia sensibilmente tanto da far diventare l\u2019economia un possibile fattore di destabilizzazione degli attuali assetti di potere. Il mix di autoritarismo politico e inefficiente struttura burocratico-amministrativa oggi dominante finir\u00e0 inevitabilmente per deprimere le potenzialit\u00e0 di crescita economica della Russia allorch\u00e9 sar\u00e0 venuto meno l\u2019attuale andamento estremamente favorevole dei prezzi dell\u2019energia. Tanto pi\u00f9 che anche i fattori demografici si muoveranno negativamente di qui a venti anni: la popolazione russa diminuir\u00e0 e diverr\u00e0 pi\u00f9 vecchia, con una riduzione della quota in et\u00e0 da lavoro.<\/p>\n<p> A quel punto, se si vorranno contrastare le tendenze al rallentamento e al ristagno dell\u2019economia servir\u00e0 mobilitare nuove rinnovate energie e risorse nella societ\u00e0, tornando a favorire i processi di liberalizzazione economica e un relativo pluralismo politico. Lo statalismo e centralismo autoritario di questi anni diverranno cos\u00ec sempre pi\u00f9 ingombranti. E potrebbero tornare d\u2019attualit\u00e0 i temi che erano al centro dell\u2019agenda delle riforme disegnata negli anni Novanta e che sono stati poi lasciati cadere da Putin e che verranno lasciati nel cassetto \u2013 come tutto lascia prevedere \u2013 anche dal Presidente Medvedev.<\/p>\n<p>Anche Il rilancio di un processo di graduale democratizzazione potrebbe allora riprendere vigore e trovare crescenti sostenitori all\u2019interno della societ\u00e0, soprattutto in una classe media che sar\u00e0 diventata pi\u00f9 numerosa, pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 esigente.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019economia russa continuer\u00e0 a crescere nei prossimi anni in un quadro di sostanziale continuit\u00e0 col passato pi\u00f9 recente. Ma i suoi punti deboli aumenteranno e in uno scenario a pi\u00f9 lungo termine si spinger\u00e0 verso il ristagno economico. 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