{"id":75213,"date":"2019-09-02T12:20:20","date_gmt":"2019-09-02T10:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75213"},"modified":"2019-09-05T13:53:25","modified_gmt":"2019-09-05T11:53:25","slug":"noi-africa-colonie-schiavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/noi-africa-colonie-schiavi\/","title":{"rendered":"Noi e l\u2019Africa: colonie e schiavi, il passato del presente"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 sembrare paradossale che alcuni dei popoli e delle etnie che pi\u00f9 hanno sofferto \u2013 e continuano a subire \u2013 i risvolti del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/brics-occidente-cellophane-colonialismo\/\"><strong>colonialismo<\/strong><\/a> moderno siano legati a un passato che affonda nello sfruttamento sistematico di milioni di<strong> schiavi<\/strong>.<\/p>\n<p>Si pensi ad esempio al caso degli arabi, che tra il 650 e il XIX secolo hanno deportato oltre nove milioni di schiavi africani al di fuori del continente, in particolare in direzione dell\u2019Arabia e delle regioni limitrofe, ma anche, in misura minore, dell\u2019India e dell\u2019Estremo Oriente.<\/p>\n<p>Una conferma indiretta di ci\u00f2 pu\u00f2 essere rintracciata in <em>Ta\u02ber\u012bkh al-rusul wa l-mul\u016bk<\/em> (&#8216;Storia dei profeti e dei re&#8217;), il manoscritto nel quale lo storico iraniano \u1e6cabar\u012b descrisse la rivolta degli Zanj, una cruenta ribellione innescata a Bassora (Iraq meridionale) da schiavi neri originari dell\u2019Africa: tra l\u2019869 e l\u2019883 coinvolse l\u2019intera regione e cre\u00f2 serie problemi alla dinastia califfale degli Abb\u00e0sidi.<\/p>\n<p>L\u2019espressione \u201cmercanti arabi\u201d di schiavi, dovrebbe essere intesa in senso culturale e non etnico o &#8216;razziale&#8217;. Molto di frequente, infatti, non sussisteva una distinzione netta tra i mercanti arabi e gli africani\u00a0che essi hanno schiavizzato e venduto.<\/p>\n<p>La cultura &#8216;swahili&#8217; (dall\u2019aggettivo arabo\u00a0<em>sawahili<\/em>, plurale di\u00a0<em>sawahil<\/em>, &#8216;costiero&#8217;) \u2013 rintracciabile nella costa della Tanzania, del Kenya, del Mozambico e delle aree antistanti presenti nell\u2019Oceano Indiano \u2013\u00a0\u00e8 nata ad esempio in larga parte dall&#8217;incontro e dal mescolamento dei mercanti arabi con le genti autoctone.<\/p>\n<p><strong>La nascita della schiavit\u00f9 permanente<br \/>\n<\/strong>Fatte salve queste premesse e senza sminuire gli effetti nefasti dello schiavismo di matrice araba, va per\u00f2 chiarito che \u00e8 stata la tratta atlantica, ovvero il commercio di circa 12 milioni di schiavi africani verso le Americhe tra il XVI e il XIX secolo,\u00a0a rappresentare \u201c<a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/events\/slaveryremembranceday\/background.shtml\"><em>the largest forced migration in history<\/em><\/a>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019avvio di quest\u2019ultima ha coinciso con una svolta senza precedenti nella storia dell\u2019umanit\u00e0 in generale e del sistema della schiavit\u00f9 in particolare. \u00c8 infatti solo con l\u2019avvio della tratta atlantica che l\u2019essere schiavo divenne, per la prima volta nella storia, un tratto permanente.<\/p>\n<p>La qualifica di schiavo divenne infatti ereditaria proprio nel contesto dello sviluppo delle colonie e delle vaste\u00a0piantagioni \u2013 di prodotti molto richiesti, come tabacco, cotone, zucchero e caff\u00e8 \u2013 del Nuovo Mondo.<\/p>\n<p>Al contrario, il sistema sviluppato nei secoli precedenti in Africa e in altre parti del mondo prevedeva che il figlio di uno schiavo non acquisisse <em>ipso facto<\/em> il medesimo status. In altre parole, quanti venivano fatti schiavi nelle fasi storiche antecedenti all&#8217;avvio della tratta atlantica erano socialmente e politicamente &#8216;mobili&#8217;, ovvero non soggetti ad alcun vincolo ereditario di matrice schiavista.<\/p>\n<p><strong>Capitalismo moderno e \u201cspazio atlantico\u201d<br \/>\n<\/strong>La tratta atlantica ha assunto una rilevanza senza precedenti per molteplici altre ragioni. Ha infatti gettato le basi del capitalismo moderno, influenzando in maniera determinante i processi di industrializzazione di larga parte dell\u2019Europa e contribuendo a dare forma all&#8217;idea di \u201cspazio atlantico\u201d.<\/p>\n<p>Per converso, ha avuto un effetto nefasto su larga parte dell\u2019Africa, privando ampie aree del continente delle migliori risorse (umane e non), con inevitabili ripercussioni anche in relazione al tessuto sociale delle etnie e delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p><strong>La <\/strong><em><b>mission civilisatrice<br \/>\n<\/b><\/em>Furono proprio pratiche come lo &#8216;schiavismo&#8217; ad avere sovente fornito \u2013 in particolare dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento \u2013 il pretesto per giustificare l\u2019intervento delle potenze europee in numerose aree dell\u2019Africa. Gli attori che pi\u00f9 avevano tratto beneficio dallo sfruttamento di milioni di esseri umani penetrarono contesti come il continente africano con il pretesto di &#8216;aiutare&#8217; i popoli locali a liberarsi di &#8216;pratiche inumane&#8217;, come appunto lo schiavismo.<\/p>\n<p>Poco importava, agli occhi di molti tra quanti si auto-investivano di tale &#8216;missione&#8217; (ci\u00f2 che i francesi chiamarono <em>mission civilisatrice)<\/em>, quanto l\u2019Europa avesse contribuito a sviluppare quelle medesime &#8216;pratiche inumane&#8217;, o il fatto che, ad esempio, un Paese come la Tunisia avesse abolito la schiavit\u00f9 nel 1846, dunque 19 anni prima degli Stati Uniti (1865).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che invece interessava, nelle parole di re Leopoldo II del Belgio (1835-1909), era \u201csquarciare l\u2019oscurit\u00e0 che avvolge intere popolazioni [dell\u2019Africa]\u201d, utilizzando il pi\u00f9 possibile la religione e le organizzazioni missionarie come una sorta di grimaldello. Caustica l\u2019interpretazione offerta al riguardo dal leader keniota Jomo Kenyatta (1889-1978): \u201c<em>When the\u00a0[European] missionaries came\u00a0to\u00a0Africa they had\u00a0the\u00a0Bible\u00a0and\u00a0we had\u00a0the\u00a0land.\u00a0They said, \u2018Let us pray\u2019.\u00a0We closed our eyes. When\u00a0we opened them we had\u00a0the\u00a0Bible\u00a0and they had\u00a0the\u00a0land<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Materie prime e armi<br \/>\n<\/strong>Dietro ai tentativi di &#8216;illuminare&#8217;, &#8216;indottrinare&#8217; o &#8216;civilizzare&#8217; le popolazioni autoctone si sono celati alcuni tra i peggiori crimini a danno di civili che siano stati documentati in epoca moderna. Proprio Leopoldo II, il quale negli anni Ottanta dell\u2019Ottocento riusc\u00ec a prendere possesso di un\u2019area dell\u2019Africa (odierno Congo e aree limitrofe) 70 volte pi\u00f9 grande del Belgio, utilizz\u00f2 ad esempio la retorica della &#8216;civilizzazione&#8217; per giustificare il massacro milioni di individui. A decine di migliaia di bambini,\u00a0accusati di non essere sufficientemente produttivi (molti di essi furono accusati di non avere &#8220;raccolto abbastanza gomma\u201d), fece mozzare entrambe le mani.<\/p>\n<p>Sebbene Leopoldo II abbia fatto bruciare larga parte degli archivi contenenti la documentazione relativa alle sue politiche criminali \u2013 silenziando dunque una parte significativa della storia della dominazione europea in Africa \u2013, un numero contenuto di diplomatici, missionari e giornalisti riusc\u00ec comunque a documentare tali atrocit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra essi il giornalista britannico Edmund Dene Morel (1873-1924), il quale, oltre a fornire prove dei massacri, scopr\u00ec che le navi che giungevano in Belgio (ad Anversa)\u00a0cariche di gomma e avorio, ripartivano verso il Congo con armi e munizioni: un passato che, per alcuni versi, non \u00e8 mai del tutto passato.<\/p>\n<p><strong>Passato-presente<br \/>\n<\/strong>Grazie anche ai mezzi di comunicazione di massa, politiche come quelle documentate da Morel non sono pi\u00f9 pensabili ai giorni nostri. Il &#8216;prosciugamento&#8217; dell\u2019Africa e l\u2019 &#8216;inondazione&#8217; del continente con armi di ogni tipo \u00e8 per contro pi\u00f9 attuale che mai. Entrambi gli aspetti, tuttavia, hanno assunto sembianze pi\u00f9 sofisticate e\/o subdole.<\/p>\n<p>Si pensi ad esempio al fatto che la <a href=\"https:\/\/www.africanexponent.com\/post\/8588-the-west-is-dumping-electronic-waste-in-africa\">quas\u00ec totalit\u00e0<\/a> degli apparecchi elettronici che vengono gettati in Europa finiscono in discariche dislocate in Africa e in Asia, contribuendo ad avvelenare \u2013 attraverso il rilascio di arsenico, mercurio e altre sostanze tossiche \u2013 il suolo e l\u2019acqua utilizzati da milioni di essere umani.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che le risorse naturali (petrolio, oro, gas ecc.) presenti nella quasi totalit\u00e0 dei Paesi africani sono\u00a0<a href=\"https:\/\/panamapapers.icij.org\/20160725-natural-resource-africa-offshore.html\">pilotati attraverso societ\u00e0 off-shore<\/a>\u00a0che, in larga misura, sono collegate a imprese e uomini d\u2019affari operanti in Europa e in America.<\/p>\n<p>Paesi come la Francia mantengono il <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/indepth\/opinion\/torpedoing-africa-complaining-migration-180817133759141.html\">completo controllo<\/a> delle politiche monetarie di un ampio numero di Paesi africani: un sistema che li vincola a rimanere esclusivamente esportatori di materie prime.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, come ai tempi di Leopoldo II, ancora oggi l\u2019Africa viene inondata di armi di fabbricazione occidentale (e cinese). Come accade in larga parte del Medio Oriente, le risorse naturali presenti nel continente sono oggi sempre pi\u00f9 drenate dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EPyss74rN4I\">economia civile verso quella militare<strong>:<\/strong><\/a>\u00a0anche in questo caso diversi attori europei svolgono il ruolo di co-protagonisti nell&#8217;intero processo.<\/p>\n<p>Quando sentiamo invocare slogan facili come \u201cnon possiamo accoglierli tutti\u201d, &#8220;difendiamo la nostra identit\u00e0&#8221;, \u201caiutiamoli a casa loro\u201d, \u201clogica buonista\u201d, dovremmo sempre includere nell&#8217;equazione il peso della Storia, passata e presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 sembrare paradossale che alcuni dei popoli e delle etnie che pi\u00f9 hanno sofferto \u2013 e continuano a subire \u2013 i risvolti del colonialismo moderno siano legati a un passato che affonda nello sfruttamento sistematico di milioni di schiavi. 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