{"id":75222,"date":"2019-09-02T23:27:50","date_gmt":"2019-09-02T21:27:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75222"},"modified":"2020-03-20T09:22:45","modified_gmt":"2020-03-20T08:22:45","slug":"democrazia-in-europa-i-pericoli-dellideologia-del-buonsenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/democrazia-in-europa-i-pericoli-dellideologia-del-buonsenso\/","title":{"rendered":"Democrazia in Europa: i pericoli dell\u2019ideologia del buonsenso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>Da oggi al 24 settembre, giorno della cerimonia pubblica conclusiva della seconda edizione del premio IAI, pubblicheremo su AffarInternazionali i saggi dei finalisti delle due sezioni del concorso &#8211; studenti universitari e liceali &#8211; che si sono cimentati con riflessioni sul tema &#8220;Democrazia in Europa: fine corsa o nuovo inizio&#8221;?.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Le societ\u00e0 democratiche cambiano; tuttavia la democrazia resta la stessa e non \u00e8 pi\u00f9 in grado di rappresentare la popolazione e rispondere alle sue necessit\u00e0. \u00c8 questa una delle percezioni pi\u00f9 condivise dall\u2019elettorato italiano ed europeo contemporaneo, tanto che i partiti cosiddetti \u201c<strong>anti-sistema<\/strong>\u201d ed il \u201c<strong>buonsenso<\/strong>\u201d hanno rimpiazzato i partiti tradizionali e le ideologie che avevano dominato la scena politica del secolo scorso.<\/p>\n<p>Le vecchie divisioni sembrano dunque essere state superate in favore del <strong>pragmatismo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha per\u00f2 alimentato l\u2019appeal esercitato dalla presenza di una figura autoritaria al governo. Una figura capace di prendere l\u2019iniziativa, proporre soluzioni drastiche ai problemi che il sistema tradizionale non ha saputo risolvere e, in particolare, concretizzare le prerogative del popolo rispetto a quelle appartenenti a ormai sempre pi\u00f9 distaccate <strong>\u00e9lites<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le cause<\/strong><br \/>\nLa democrazia si fonda sul principio di uguaglianza formale e sostanziale delle parti. L\u2019accumulazione di capitale e la mancata redistribuzione delle risorse hanno acuito le gi\u00e0 presenti <strong>disuguaglianze<\/strong> di carattere economico, sociale e civico, e ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in disuguaglianza politica. Gli strati pi\u00f9 vulnerabili si percepiscono dunque lesi, quasi traditi da un sistema che nega la sostanzialit\u00e0 della loro uguaglianza e nel quale hanno perso ogni fiducia.<\/p>\n<p>\u00c9 il cosiddetto \u201cdeficit democratico\u201d. Gli elettori si sentono di fatto <strong>esclusi<\/strong> dalla gestione del potere a causa della complessit\u00e0 istituzionale, della scarsa rappresentativit\u00e0 e della mancanza di trasparenza delle \u00e9lites nel gioco politico. Pertanto, tendono a riporre la loro fiducia in figure che condividono il loro stesso scetticismo e promettono di differenziarsi dall\u2019establishment rifiutando un\u2019agenda politica imposta dall\u2019alto e centrata sul compromesso.<\/p>\n<p>Tuttavia, il disprezzo verso una politica basata sul <strong>compromesso <\/strong>(culturale o politico che sia) risulta essere in antitesi con l\u2019idea di detenzione condivisa del potere decisionale, alla base del concetto di democrazia stessa.<\/p>\n<p>Anche i sentimenti e le <strong>percezioni<\/strong> che caratterizzano l\u2019elettorato italiano e di altri Paesi europei influiscono su questa rinnovata propensione all\u2019autoritarismo. Come sostiene il politologo Ted Gurr, vi \u00e8 infatti una discrepanza tra ci\u00f2 che gli individui pensano di meritare e quello che possono effettivamente ottenere. Il sociologo Hamit Bozarslan parla invece di \u201c<strong>fatica sociale<\/strong>\u201d, ovvero della fatica richiesta dal semplice vivere quotidiano e\u00a0 del dominio del fatalismo nella nostra societ\u00e0 che questa comporta.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti<\/strong><br \/>\nLa delega di responsabilit\u00e0 all\u2019uomo politico forte denota la scarsit\u00e0 di <strong>consapevolezza<\/strong> riscontrabile nell\u2019elettorato che lo sostiene. L\u2019accettazione di provvedimenti che limitano le libert\u00e0 dei cittadini costituisce un\u2019implicita ammissione di inadeguatezza alla partecipazione alla vita politica. Dimostra, inoltre, l\u2019indebolimento dello spirito critico dell\u2019elettorato, annebbiato dalla retorica nazionalista promossa da chi si erge a difensore del benessere del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019autoritarismo favorisce, di fatto, la creazione di un\u2019<strong>identit\u00e0 <\/strong>che la sociologa politica Virginie Guiraudon definisce \u201c<strong>dell\u2019oblio<\/strong>\u201d e che presuppone di dimenticare le vecchie divisioni in favore dell\u2019unit\u00e0, tanto a livello nazionale che europeo. Da un lato, questa tendenza pu\u00f2 essere considerata positivamente alla luce della rinnovata convergenza degli interessi dell\u2019elettorato. Dall\u2019altro, tale convergenza pu\u00f2 sfociare in <strong>etnocentrismo<\/strong> e stigmatizzazione delle \u00e9lites, con conseguenze catastrofiche sul tessuto sociale.<\/p>\n<p>La propensione all\u2019autoritarismo denota, inoltre, una rinnovata preoccupazione in materia di <strong>ordine<\/strong> e <strong>sicurezza<\/strong> e la sua conseguente affermazione al vertice dell\u2019agenda politica nazionale ed europea. Nel caso italiano, ci\u00f2 \u00e8 testimoniato dall\u2019enfasi politica posta sul ruolo delle <strong>Forze armate<\/strong> (percepite come unico deterrente ai possibili disordini) e sulla necessit\u00e0 di limitare l\u2019accoglienza di <strong>migranti<\/strong> in arrivo o gi\u00e0 presenti in Italia. In quello europeo, invece, dall\u2019esternalizzazione delle frontiere, la chiusura di alcuni confini tra Paesi Ue e la difficolt\u00e0 di ottenere un visto per entrare legalmente nell\u2019area Schengen. Tali misure sono sintomatiche di una profonda <strong>insicurezza<\/strong> dovuta alla crescente diversit\u00e0, all\u2019ampliamento del divario tra popolo ed \u00e9lites e all\u2019incapacit\u00e0 di elaborare interventi adeguati alle circostanze.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019autoritarismo, per definizione associato al concetto di <strong>maschilit\u00e0 egemonica<\/strong> (che riproduce cio\u00e8 le dinamiche del patriarcato), \u00e8 correlato alla difesa dei ruoli tradizionali di genere e della moralit\u00e0 convenzionale. Ci\u00f2 implica, inevitabilmente, l\u2019esercizio di un\u2019influenza sull\u2019opinione pubblica e sull\u2019agenda politica tramite la legittimazione di concezioni ultra-conservatrici e l\u2019avanzamento di proposte di policy che minano il principio di uguaglianza sostanziale.<\/p>\n<p><strong>Il risultato<\/strong><br \/>\nIl risultato \u00e8 una maggiore <strong>violenza verbale e fisica<\/strong> nella partecipazione politica, sia da parte di chi sostiene la figura forte (e che quindi la legittima ad uscire dai canoni democratici tradizionali), sia da parte di chi vi si oppone (ed \u00e8 quindi frustrato a causa dell\u2019eccessiva enfasi posta sul pragmatismo a discapito di valori come <strong>solidariet\u00e0<\/strong> e <strong>uguaglianza<\/strong>).<\/p>\n<p>In un contesto solo apparentemente post-ideologico, il \u201cbuonsenso\u201d si presenta oggi come un\u2019ideologia in grado di mobilizzare l\u2019elettorato, manipolata per\u00f2 da coloro che dovrebbero dare voce al popolo e che di fatto non sono altro che una nuova \u00e9lite. Cambia il contenuto, ma non la forma.<\/p>\n<p>Di conseguenza, l\u2019appeal esercitato da una figura politica forte \u00e8 prova dell\u2019<strong>inadeguatezza<\/strong> dei sistemi politico-istituzionali attuali nel far fronte ai cambiamenti economico-sociali in atto. I cittadini, insoddisfatti e intimoriti dalla minaccia rappresentata da forze transnazionali, esprimono la propria frustrazione attraverso una rinnovata <strong>aggressivit\u00e0<\/strong> e il supporto a figure che promettono di rinnovare il sistema democratico ma che, in realt\u00e0, lo indeboliscono.<\/p>\n<p>Una vera innovazione implicherebbe invece l\u2019ammissione della necessit\u00e0 di <strong>ripensare la democrazia<\/strong> ed il sistema di governance nazionale ed internazionale. Solo questo favorirebbe l\u2019integrazione di arene politiche e livelli di rappresentazione degli interessi e la creazione di nuovi (e pi\u00f9 giusti) luoghi di potere e legittimit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Graham M. Lawrence\/London News Pictures via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n___<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da oggi al 24 settembre, giorno della cerimonia pubblica conclusiva della seconda edizione del premio IAI, pubblicheremo su AffarInternazionali i saggi dei finalisti delle due sezioni del concorso &#8211; studenti universitari e liceali &#8211; che si sono cimentati con riflessioni sul tema &#8220;Democrazia in Europa: fine corsa o nuovo inizio&#8221;?.\u00a0 Le societ\u00e0 democratiche cambiano; tuttavia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":75223,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1296,1814,452,119,1348],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75222"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75222"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79619,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75222\/revisions\/79619"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}