{"id":75229,"date":"2019-09-02T23:20:09","date_gmt":"2019-09-02T21:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75229"},"modified":"2019-09-03T10:52:12","modified_gmt":"2019-09-03T08:52:12","slug":"ceuta-melilla-anomalie-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/ceuta-melilla-anomalie-europee\/","title":{"rendered":"Ceuta e Melilla: anomalie &#8216;europee&#8217; dal futuro incerto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ceuta<\/strong> e <strong>Melilla<\/strong>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Melilla\">exclaves spagnole<\/a> delimitate dal Mediterraneo, da un lato, e dal Marocco, dall&#8217;altro, sono rimasti gli unici <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ceuta\">territori non insulari<\/a> del continente africano appartenenti a uno Stato europeo: i loro controversi recinti sono diventati il paradigma della sicurezza delle frontiere europee; i loro confini sono considerati i pi\u00f9 protetti dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong>. Mentre sono tanti (troppi) i tentativi di saltare quei muri metallici, che spesso attirano l\u2019attenzione dei media internazionali, all&#8217;interno di queste citt\u00e0 incontriamo una realt\u00e0 specifica e preoccupante.<\/p>\n<p>La loro particolarit\u00e0, se vogliamo singolarit\u00e0, geografica ha favorito la costituzione di un aspetto eccezionale nella sfera politica, militare, legale, economica e sociale che ha portato a un equilibrio complesso e di difficile gestione. Tuttavia, questo equilibrio risulta sempre pi\u00f9 fragile di fronte alle sfide che si presentano in questa fase storica: garantire la <strong>sicurezza<\/strong> dei confini fino al limite della legalit\u00e0 internazionale, un\u2019economia debole, la crescita esponenziale della comunit\u00e0 islamica, la precariet\u00e0 e l\u2019emarginazione di alcune fasce sociali, per non dimenticare il pericolo della radicalizzazione jihadista, tutte sfide che potrebbero cambiare la realt\u00e0 delle due citt\u00e0 nei prossimi anni.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza e migrazioni<br \/>\n<\/strong>Economicamente dipendenti e privi del peso strategico di cui godevano nel passato, Ceuta e Melilla possiedono ancora parte del loro prestigio storico e simbolico. La loro sovranit\u00e0 \u00e8 una questione non negoziabile per la<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/spagna-fumata-nera-sanchez-settembre\/\"><strong> Spagna,<\/strong><\/a> che le considera parte della sua integrit\u00e0 territoriale, cos\u00ec come le Isole Canarie, le Isole Chafarinas e Alhucemas e gli scogli di Velez de la Gomera. Con l\u2019adesione di Madrid alla Comunit\u00e0 europea nel 1986, Ceuta e Melilla sono diventati gli unici territori della successiva Unione europea sul suolo africano.<\/p>\n<p>Tuttavia, la loro particolarit\u00e0 geografica ha comportato anomalie giuridiche, dato che entrambe le citt\u00e0 sono al di fuori del regime tributario dell\u2019Ue e fanno formalmente parte dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/schengen-tra-morte-e-risurrezione\/\">area Schengen<\/a>, la cui applicazione \u00e8 per\u00f2 limitata, poich\u00e9 i controlli alle frontiere vengono effettuati anche per chi lascia le citt\u00e0 per dirigersi in Spagna. L\u2019ingresso prima nell\u2019Ue e poi nello spazio Schengen ha avuto l\u2019effetto, da una parte, di avvicinare queste citt\u00e0 al continente europeo e di farle riconoscere da Bruxelles come territori speciali, ma, dall&#8217;altra parte, ha portato ad un significativo rafforzamento della sicurezza di un confine la cui impenetrabilit\u00e0 continua ad aumentare (sulla carta).<\/p>\n<p>La sicurezza di queste frontiere \u00e8 un modello paradigmatico della &#8216;Fortezza Europea&#8217;: libert\u00e0 di movimento all\u2019interno del continente a spese di un controllo sempre pi\u00f9 duro alle frontiere esterne. A Ceuta e Melilla, inoltre, diverse Ong ed istituzioni internazionali hanno denunciato la violazione sistematica dei diritti umani collegata, anche, alle modalit\u00e0 di gestione dei<strong> flussi migratori<\/strong>. I rimpatri immediati, per chi cerca di oltrepassare le recinzioni metalliche, sono la pratica pi\u00f9 diffusa, nonostante la Corte europei dei diritti dell\u2019uomo abbia condannato la Spagna nel 2017. Chi riesce nel tentativo di oltrepassare i &#8216;confini&#8217;, accedendo al territorio europeo, \u00e8 destinato a dei centri di accoglienza sovraffollati dove l\u2019attesa \u00e8 eterna. Tuttavia, i tentativi non si fermano, continuano.<\/p>\n<p><strong>Relazioni diplomatiche col Marocco<br \/>\n<\/strong>Anche se la cordialit\u00e0 sembra prevalere e le pretese territoriali di Rabat mantengono un profilo basso, in alcuni momenti la dimensione di tali pretese ha acquisito una misura rilevante ed \u00e8 diventata motivo di controversie, come successo nei primi anni 2000: ritiro dell\u2019ambasciatore marocchino da Madrid, dispiegamento di gendarmi marocchini sull\u2019Isola di Perejil e intervento dell\u2019esercito spagnolo.<\/p>\n<p>La questione di fondo \u00e8 l\u2019interdipendenza non solo tra i due Paesi, ma tra le exclaves spagnole e gli adiacenti territori marocchini. L\u2019attivit\u00e0 di contrabbando \u00e8 uno dei principali mezzi di sostentamento economico sia delle due citt\u00e0 che delle povere regioni marocchine confinanti, in particolar modo nel caso di Melilla. Nonostante sia illecita, questa attivit\u00e0 \u00e8 tollerata e persino &#8216;incoraggiata&#8217; da entrambi i governi, attraverso privilegi fiscali.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto 2018, il governo marocchino ha deciso unilateralmente di chiudere le dogane commerciali con la citt\u00e0 di Melilla, regolate da un accordo firmato nel 1956 (a differenza di Ceuta che non era parte di nessun accordo). Di conseguenza, c\u2019\u00e8 stata un\u2019interruzione del commercio legale, secondo alcuni con l\u2019obiettivo di favorire lo sviluppo commerciale del porto di Nador. La decisione marocchina \u00e8 servita ad evidenziare la vulnerabilit\u00e0 dell\u2019economia di Melilla, riaprendo il dibattito sulla tenuta socioeconomica delle exclaves.<\/p>\n<p><strong>Problemi di crescita e futuro<br \/>\n<\/strong>Ceuta e Melilla sono le autonomie spagnole con il pi\u00f9 alto tasso di disoccupazione, e pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori sono dipendenti pubblici. Ma non solo l\u2019economia presenta un futuro incerto. La coesistenza sociale e la stabilit\u00e0 politica potrebbero essere sostanzialmente modificate nei prossimi anni visto il crescente peso demografico dell\u2019islam. Naturalmente, la maggior parte dei musulmani sono di origine marocchina, quindi \u00e8 prevedibile l\u2019aumento del loro peso politico ( e di conseguenza di quello del Marocco) finora marginale a scapito dei cittadini &#8216;spagnoli&#8217;. Tra le due comunit\u00e0, il modello fino ad oggi \u00e8 stato la coesistenza piuttosto che la convivenza, con una marcata segregazione spaziale e sociale: non sorprende che nelle due citt\u00e0 siano state rilevate negli ultimi anni parecchi episodi di attivit\u00e0 jihadista.<\/p>\n<p>Le tendenze attuali ci consentono di prevedere un cambiamento nell&#8217;identit\u00e0 politica, economica e sociale di questi territori a medio lungo termine. Nelle mani dei leader politici sta la responsabilit\u00e0 di rendere pacifica questa transizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ceuta e Melilla, exclaves spagnole delimitate dal Mediterraneo, da un lato, e dal Marocco, dall&#8217;altro, sono rimasti gli unici territori non insulari del continente africano appartenenti a uno Stato europeo: i loro controversi recinti sono diventati il paradigma della sicurezza delle frontiere europee; i loro confini sono considerati i pi\u00f9 protetti dell\u2019Unione europea. 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