{"id":75240,"date":"2019-09-05T14:00:38","date_gmt":"2019-09-05T12:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75240"},"modified":"2019-09-08T11:16:21","modified_gmt":"2019-09-08T09:16:21","slug":"israele-elezioni-previsioni-incerte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-elezioni-previsioni-incerte\/","title":{"rendered":"Israele: elezioni, previsioni incerte, frangente delicato"},"content":{"rendered":"<p>Gli elettori israeliani sono chiamati al voto il 17 settembre, appena cinque mesi dopo le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-elezioni-likud-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni<\/strong> politiche del 9 aprile<\/a>, dalle quali non scatur\u00ec una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/israele-elezioni-netanyahu-urne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">coalizione di governo<\/a>, malgrado il successo del Likud del premier Benjamin <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/israele-elezioni-netanyahu-solo\/\"><strong>Netanyahu<\/strong><\/a> e dei partiti religiosi e della destra nazionalista con esso alleati.<\/p>\n<p><strong>Netanyahu prende rischi per agitare lo spettro della sicurezza<\/strong><br \/>\nSull&#8217;ultimo scorcio della campagna elettorale ha pesantemente gravato il peggioramento del confronto fra Israele e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/falle-strategia-massima-pressione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iran<\/strong><\/a>, non pi\u00f9 solo tattico-diplomatico, ma con un ricorso crescente, per quanto indiretto, alla forza. Israele ha colpito in ripetute occasioni le milizie sciite in Siria e sul confine con il Libano protette e rifornite dall&#8217;Iran nonch\u00e9 sistemi di armi iraniane sul suolo siriano o in transito verso le basi di Hezbollah in Libano.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Netanyahu, pur essendo primo ministro e ministro della Difesa &#8220;per gli affari correnti&#8221;, quindi con un\u2019autorit\u00e0 \u00a0limitata dalla legge in materia \u00a0di azioni militari, ha agitato lo spettro della<strong> sicurezza<\/strong> nel dibattito pre &#8211; elezioni e ha forse assunto anche rischi eccessivi su una pluralit\u00e0 di fronti, mirando a deviare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica dalle pesanti imputazioni di corruzione e dalla pretesa di conseguire \u00a0l\u2019immunit\u00e0 malgrado l\u2019inizio imminente del processo a suo carico e dal tentativo in atto da tempo di delegittimare istituzioni indipendenti, quali la Corte suprema, l\u2019accademia, la stampa e l\u2019universo delle\u00a0 Ong attive nella difesa dei diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Altri temi della campagna elettorale<\/strong><br \/>\nFra i partiti antagonisti, i laburisti, reduci da una pesante sconfitta in aprile,\u00a0 insistono sulle istanze socio-economiche (il degrado del welfare state, l\u2019accentuarsi delle disparit\u00e0 di reddito fra classi sociali). Per altri, l\u2019argomento dirimente \u00e8 il legame fra religione e politica e il potere crescente dei religiosi nella vita personale e collettiva degli individui.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo tema \u00e8 stato agitato con forza da Avigdor Lieberman, ex ministro della Difesa, alfiere delle istanze degli ebrei russi immigrati massicciamente in Israele nei primi Anni 90 che, pur orientati politicamente a destra, sono insofferenti del potere coercitivo dei religiosi e dei loro partiti in materia civile (diritto di famiglia, matrimonio, divorzio, osservanza delle festivit\u00e0 ebraiche nei servizi pubblici, ecc.).<\/p>\n<p>Lo stesso Lieberman aveva forzato lo scioglimento del Parlamento lo scorso maggio premendo per l\u2019approvazione di una norma di legge da tempo oggetto di discussione che contempla\u00a0 l\u2019obbligo del servizio militare &#8211; ancorch\u00e9 limitato &#8211; per i giovani ultra-ortodossi, che attualmente ne sono esenti per motivi di coscienza.<\/p>\n<p><strong>I palestinesi assenti dal dibattito pubblico<\/strong><br \/>\nI palestinesi sono divisi e sempre pi\u00f9 deboli, lo stesso mondo arabo \u00e8 pi\u00f9 distante dalle loro istanze d&#8217;uno Stato indipendente, sospinto da\u00a0 una convergenza oggettiva di interessi con Israele e contro l\u2019Iran e dalla volont\u00e0 di cooperare con Israele nei campi commerciale, tecnologico, militare.<\/p>\n<p>L&#8217;Amministrazione Trump appoggia con atti unilaterali e trionfalistici il governo Netanyahu, e non s&#8217;intravvede una possibilit\u00e0 di un accordo di pace fondato sui principi di Oslo ispirati alla nozione di \u201cdue Stati per due popoli\u201d. In questo contesto, gli elettori israeliani tendono a dibattere e a dividersi pi\u00f9 sul tema dei &#8216;valori&#8217;: il rapporto fra religione e Stato, l\u2019identit\u00e0 del Paese come Stato ebraico e democratico, le materie afferenti i diritti civili.<\/p>\n<p>Verso le elezioni, i palestinesi restano invisibili, dietro il muro di separazione: un nemico ingrato e irriducibile, che per\u00f2 pu\u00f2 essere contenuto in un conflitto \u201ca bassa intensit\u00e0\u201d. Il costo della &#8216;non pace&#8217; e del perdurare dell\u2019occupazione, nonostante lo stillicidio di vittime da una parte e \u00a0dall&#8217;altra per atti di terrorismo, ritorsioni, repressione, e gli effetti avversi anche di natura economica sulla stessa \u00a0societ\u00e0 israeliana,\u00a0 appare ai\u00a0 pi\u00f9 inevitabile, ma sostenibile.<\/p>\n<p><strong>Quel che dicono i sondaggi<\/strong><br \/>\nI sondaggi che si rincorrono freneticamente in Israele cos\u00ec come altrove prima delle elezioni tendono a mostrare con una certa persistenza una situazione di stallo nel futuro Parlamento di 120 seggi. La destra intorno a 57 seggi ( 30 per il Likud, 15 per i due partiti ultra-ortodossi, 10 per la Destra \u2013 un partito che ha riunito pi\u00f9 raggruppamenti della destra nazionalista e religiosa sotto la guida di Ayelet Shaked, la giovane ex ministro della giustizia nel governo uscente -).<\/p>\n<p>Il centro-sinistra intorno a 53 \u00a0(di cui 30 per il partito Blu-bianco, centrista-liberale, guidato dall&#8217;ex capo di Stato Maggiore Benny Gantz ; sei per i laburisti ; sette per l\u2019Unione democratica, formatasi di recente dalla fusione del Meretz con l\u2019ex primo ministro Ehud Barak e alcuni transfughi dal partito laburista &#8211; unica a sostenere con forza i diritti dei palestinesi a uno Stato e a difendere la democrazia incompiuta di Israele avversando la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge dello \u201cstato-nazione ebraico\u201d<\/a> approvata nel\u00a0 2018; 11 per la Lista araba unificata).<\/p>\n<p>Lieberman, che propugna un governo di unit\u00e0 nazionale che includa il Likud senza Netanyahu, il partito di Gantz e lui stesso e che sar\u00e0\u00a0 decisivo quindi \u00a0per comporre una coalizione di maggioranza che giunga ad almeno 61 seggi, ne otterrebbe 10.<\/p>\n<p><strong>La disponibilit\u00e0 della Lista araba unificata<\/strong><br \/>\nUn elemento di novit\u00e0 rilevante, nel clima di profonda incertezza che connota l&#8217;avvicinarsi delle elezioni, \u00e8 la disponibilit\u00e0 affermata da Ayman Odeh, segretario della Lista araba unificata, a partecipare a un governo di centro-sinistra a condizione che sia rigettata la legge dello stato-nazione, siano ripresi i negoziati fra Israele e l\u2019Anp interrotti dal 2014 ai fini della nascita di uno Stato palestinese sovrano, sia promosso lo sviluppo economico e civile della comunit\u00e0 arabo-israeliana travagliata da arretratezza, povert\u00e0 e violenza.<\/p>\n<p>La dichiarazione non appare avere sortito effetti positivi nell&#8217;immediato, tranne che nei partiti della sinistra che appoggiano l\u2019ingresso del partito arabo in una eventuale coalizione. Il partito di Gantz \u00e8 rimasto silente, quasi infastidito da una proposta percepita come provocatoria, mentre la destra ha reagito escludendo ogni ipotesi di\u00a0 collaborazione e accusando uno dei raggruppamenti della Lista \u2013 Balad, di orientamento nazionalista, ma laico, non islamista \u2013 di non riconoscere la stessa esistenza legittima dello Stato d\u2019Israele.\u00a0 Si noti che nella storia politica di Israele soltanto il governo di Itzhak Rabin fra il 1992 e il 1995 godette dell\u2019appoggio parlamentare di partiti arabi pur esterni al governo nella sua azione diplomatica che condusse alla firma del trattato di Oslo nel 1993.<\/p>\n<p>Il gesto di Odeh potrebbe peraltro produrre un effetto virtuoso sugli elettori arabi, quasi il 20% degli aventi diritto al voto in Israele, che nelle elezioni dell\u2019aprile scorso\u00a0avevano manifestato con un massiccio astensionismo la frustrazione per le divisioni fra i loro partiti, allora presentatisi separati in due tronconi alla scadenza elettorale, e un crescente sentimento di alienazione dal sistema politico del Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli elettori israeliani sono chiamati al voto il 17 settembre, appena cinque mesi dopo le elezioni politiche del 9 aprile, dalle quali non scatur\u00ec una coalizione di governo, malgrado il successo del Likud del premier Benjamin Netanyahu e dei partiti religiosi e della destra nazionalista con esso alleati. 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