{"id":75248,"date":"2019-09-05T13:52:24","date_gmt":"2019-09-05T11:52:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75248"},"modified":"2019-09-09T18:56:12","modified_gmt":"2019-09-09T16:56:12","slug":"italia-ue-governo-piroetta-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/italia-ue-governo-piroetta-europei\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: governo, con una piroetta, siamo di nuovo europei"},"content":{"rendered":"<p>Con una piroetta di 180 gradi ritorniamo a un<strong> governo<\/strong> \u201cquasi-normale\u201d. Dai toni e discorsi sovranisti e fortemente anti-europei degli esponenti leghisti dell\u2019esecutivo giallo-verde, siamo passati in poco meno di un mese a una compagine governativa che in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>politica estera ed europea<\/strong><\/a> fa intravvedere una direzione del tutto opposta. Al di l\u00e0 del programma di governo, ancora troppo generico per essere giudicato, i punti di forza sono nei nomi dei responsabili di alcuni ministeri chiave. Roberto Gualtieri all\u2019economia, Enzo Amendola alle politiche comunitarie, Lorenzo Guerini alla Difesa costituiscono, assieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un gruppo europeista credibile e impegnato sul fronte di una costruttiva partecipazione alle politiche e alle future iniziative dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/italia-ue-crisi-di-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione<\/strong><\/a>. L\u2019aggiunta di Paolo Gentiloni come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/italia-ue-commissario-portafoglio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commissario nel nuovo Esecutivo<\/a> di Bruxelles non fa altro che rafforzare questa impressione.<\/p>\n<p><strong>La vittoria di Pirro e il mantra del complotto<\/strong><br \/>\nDi fronte a questi ultimi eventi il successo politico della Lega alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni europe<\/strong><\/a>e assomiglia molto ad una vittoria di Pirro. L\u2019avanzamento del fronte sovranista nell\u2019Unione \u00e8 stato piuttosto contenuto e i grandi rivolgimenti sognati da Matteo Salvini non ci sono stati. Anzi, le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nomine<\/a> di Ursula von der Leyen alla testa della Commissione, di David Sassoli alla presidenza del Parlamento e di Christine Lagarde alla Bce non hanno fatto altro che confermare la volont\u00e0 di procedere con maggiore decisione sulla strada di una maggiore integrazione, magari dal volto pi\u00f9 &#8216;umano&#8217; di quanto non sia stato fino ad oggi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche patetico risentire il mantra salviniano di una congiura europea contro di lui e a spese dell\u2019Italia attraverso l\u2019imposizione di un governo pi\u00f9 in linea con le politiche dell\u2019Unione. Non vi \u00e8 dubbio che i leader europei guardino con maggiore speranza ad un governo che appaia intenzionato a collaborare e a condividere le decisioni comuni. D\u2019altronde dovrebbero comprendere tutti, a cominciare dai leader politici, che l\u2019essere membri (per di pi\u00f9 fondatori) di un\u2019Unione di Stati significa condividere anche le vicende politiche interne.<\/p>\n<p>Le elezioni nazionali e le crisi politiche di ciascun Paese membro riguardano l\u2019insieme dell\u2019Unione. Ricordiamoci ad esempio l\u2019ansia con cui erano seguite le vicende governative ed elettorali in Grecia ai tempi della grande crisi dell\u2019euro o come in tempi pi\u00f9 recenti ci si preoccupi collettivamente del tormentato sviluppo a Londra del futuro della <a href=\"https:\/\/www.giampierogramaglia.eu\/2019\/09\/05\/ue-gb-brexit-no-deal-ohnson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brexit<\/a>. Non vi sono quindi complotti (plutocratici, verrebbe da dire!) contro il nostro Paese, ma la giusta e ovvia preoccupazione sui nostri comportamenti nei confronti di un\u2019Unione i cui destini dipendono in grande parte anche dalle vicende politiche di ciascuno dei suoi Paesi partecipanti.<\/p>\n<p><strong>Coperti sull&#8217;Europa, scoperti sull&#8217;estero<\/strong><br \/>\nSe quindi, dal punto di vista delle politiche nei confronti dell\u2019Europa, appaia oggi possibile intravvedere un futuro meno conflittuale e maggiormente costruttivo, sia sul fronte della flessibilit\u00e0 e della crescita economica che su quello della gestione dei flussi migratori, pi\u00f9 problematico appare il settore della politica estera in senso stretto.<\/p>\n<p>La nomina di Luigi Di Maio a gestire la Farnesina \u00e8 un punto di domanda che avr\u00e0 bisogno di tempo per trovare risposte positive. A parte la sua ovvia inesperienza in materia, a preoccupare sono le sue passate posizioni soprattutto sul fronte dei rapporti bilaterali, fronte in cui si sostanzia gran parte della politica estera di un Paese dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Nella precedente esperienza governativa sono entrate in crisi le relazioni con due partner chiave per i nostri interessi nazionali: la Francia e la Germania. Nel primo caso con Parigi si \u00e8 sfiorata la rottura diplomatica, proprio a causa di alcune imprudenti iniziative del neo-ministro degli Esteri (gli incontri con i Gilet Gialli); nei confronti di Berlino, invece, s&#8217;\u00e8 assistito ad un vuoto di rapporti che non s&#8217;era mai visto nel passato. E\u2019 quindi abbastanza evidente che \u00e8 nostro interesse ristabilire un forte legame con questi nostri partner.<\/p>\n<p>Oggi che la Gran Bretagna \u00e8 sulla via dell\u2019abbandono dell\u2019Unione sarebbe pi\u00f9 che mai opportuno cercare di fare rinascere (come \u00e8 stato molto spesso in passato) un triangolo di rapporti virtuosi all\u2019interno dell\u2019Ue con un\u2019Italia fattore di collegamento e \u201ccomunitarizzazione\u201d delle iniziative bilaterali che dovessero nascere fra Parigi e Berlino. Ma \u00e8 ovvio che per riuscirci bisogna ristabilire\u00a0i rapporti sotto tutti gli aspetti, anche quello delle politiche bilaterali.<\/p>\n<p><strong>Una politica estera italiana, non tante politiche estere<\/strong><br \/>\nCertamente Di Maio potr\u00e0 avvalersi, oltre che del qualificato staff della Farnesina, anche della copertura di un presidente del Consiglio che nella precedente esperienza di governo era riuscito a mantenere un certo livello di cooperazione con i due partner. Ma gli equivoci del passato vanno rapidamente superati.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale l\u2019intero spettro delle relazioni bilaterali, anche al di l\u00e0 dell\u2019Ue, va ripensato e rimediato, a cominciare dal Venezuela, dalla Russia, dalla Cina per finire allo spinosissimo dossier della Libia, su cui abbiamo assistito nel recente passato a prese di posizioni e decisioni erratiche e spesso contraddittorie fra di loro.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, \u00e8 assolutamente necessario che la politica europea ed estera di questo nuovo governo trovi una capacit\u00e0 di coordinamento e coesione di gran lunga superiore a quella che abbiamo vissuto nei mesi precedenti. Sar\u00e0 perci\u00f2 di vitale importanza che tale sintesi ritorni appieno nelle mani della Presidenza del Consiglio e non si assista pi\u00f9 allo squallido e dannoso spettacolo di singole politiche estere ed europee da parte dei singoli ministri del governo. Ne va della nostra credibilit\u00e0 e del nostro interesse nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una piroetta di 180 gradi ritorniamo a un governo \u201cquasi-normale\u201d. Dai toni e discorsi sovranisti e fortemente anti-europei degli esponenti leghisti dell\u2019esecutivo giallo-verde, siamo passati in poco meno di un mese a una compagine governativa che in politica estera ed europea fa intravvedere una direzione del tutto opposta. 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