{"id":7530,"date":"2008-03-04T00:00:00","date_gmt":"2008-03-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-concetto-di-spazio-militare-secondo-gli-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:57","slug":"il-concetto-di-spazio-militare-secondo-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/03\/il-concetto-di-spazio-militare-secondo-gli-usa\/","title":{"rendered":"Il concetto di spazio militare secondo gli Usa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019interessante articolo di Giovanni Gasparini sull\u2019intercettazione e distruzione di un satellite in orbita declinante da parte di un missile della U.S. Navy mi sollecita a proporre qualche considerazione su quel concetto di \u201cdominio dello spazio\u201d che \u00e8 ormai parte integrante della dottrina aerospaziale statunitense. Da qui deriva uno stretto rapporto di interdipendenza che lega, negli Stati Uniti, la comunit\u00e0 scientifica aerospaziale a quella pi\u00f9 propriamente militare e dell\u2019intelligence, che a sua volta vede nella \u201cmilitarizzazione\u201d di una fascia dello spazio \u2013 nozione di <i>MilSpace<\/i> \u2013 la naturale evoluzione del \u201cpotere aerospaziale\u201d.<\/p>\n<p><b>Dove va la Nasa<\/b><br \/>          L\u2019amministratore della Nasa \u00e8 attualmente Michael Griffin, esperto di guerre stellari e di scudo spaziale ai tempi di Reagan, mentre il vice, con compiti di carattere eminentemente amministrativi, \u00e8 Shana Dale, che \u00e8 subentrata all\u2019astronauta Frederik. D. Gregory nel novembre 2005. Tuttavia, \u00e8 opinione comune che sia stato Gregory il vero elemento di continuit\u00e0 nella ristrutturazione dell\u2019agenzia, avendo anche svolto le funzioni di amministratore ad interim dopo il ritiro dello sfortunato O\u2019Keefe per l\u2019incidente del Columbia. E\u2019 un pilota dell\u2019Usaf graduato alla scuola per piloti collaudatori della Marina, selezionato come astronauta nel 1978, \u00e8 stato tre volte nello spazio, come pilota dell\u2019Orbiter Challenger nel 1985 e come comandante delle navicelle Discovery e Atlantis nel 1989 e nel 1993. E\u2019 considerato uno dei pi\u00f9 efficaci riformatori della Nasa, riallineata ora secondo concetti convergenti con quelli ispirati dal Dipartimento della Difesa (DoD) e della comunit\u00e0 di intelligence. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi \u00e8 convinto che dopo l\u2019incidente Fred Gregory si sia fatto portavoce delle preoccupazioni degli astronauti per quel rilassamento all\u2019interno dell\u2019agenzia che, secondo il Columbia Accident Investigation Board (il cosiddetto Caib Report), potrebbe aver intaccato qualche sub-concetto inerente la sicurezza inaccettabile per la formazione mentale degli astronauti ex militari. Sarebbe stato lui, quindi, uno dei maggiori assertori di quel \u201ccambio di mentalit\u00e0\u201d che O\u2019Keefe si era dovuto impegnare ad ottenere in sei mesi. <\/p>\n<p>Dopo il discorso di Bush del 2004 sull\u2019esplorazione spaziale, aveva fornito un personale contribuito anche alla stesura della nuova \u201cVision for Space Exploration\u201d, che la Nasa ha pubblicato gi\u00e0 alla fine del mese successivo al discorso di Bush, e alla costruzione di quegli \u201cExploration Building Blocks\u201d che comprendono le attivit\u00e0 da condursi sino al 2020. Importante sembrerebbe anche il contributo dato da Fred Gregory alla ristrutturazione interna dell\u2019agenzia, con l\u2019accorpamento delle sei attivit\u00e0 preesistenti nella Exploration Systems Enterprise, responsabile dello sviluppo delle tecnologie per l\u2019esplorazione del sistema solare, la Space Science Enterprise, per le tecnologie robotiche e l\u2019interfaccia umana per Marte, la Luna e le lune esterne, e la Aeronautics Enterprise, erede della vecchia Aerospace Technology. Dopo la sua uscita di scena la Nasa non \u00e8 pi\u00f9 stata oggetto di ristrutturazioni significative e non ha mutato obiettivi.<\/p>\n<p><b>Dove va il DoD <\/b><br \/>         Dove vada la Nasa sembrerebbe quindi noto, visto che tutto \u00e8 pubblicato. Ma, nelle attivit\u00e0 spaziali americane, la Nasa non \u00e8 \u201ctutto\u201d, e il suo assetto non \u00e8 detto sia quello definitivo. Alcune semplici osservazioni, ma anche la presenza al vertice di un esperto di \u201cscudo spaziale\u201d, ci possono forse aiutare a capire qualcosa di pi\u00f9. Si sta ancora dibattendo se la nuova visione sia qualcosa di strettamente legato allo \u201cspazio militare\u201d, o se pi\u00f9 semplicemente derivi dall\u2019intendimento di mantenere l\u2019America all\u2019avanguardia anche nell\u2019esplorazione dell\u2019Universo. Un sogno americano, questo, ben coerente con le \u201cgrandi idee\u201d dei neoconservatori e, comunque, gradito sia ai repubblicani sia ai democratici. <\/p>\n<p>E\u2019 assai probabile che siano vere entrambe le ipotesi. Prevalenza Usa nel <i>MilSpace<\/i>, ma anche nell\u2019esplorazione lontana. D\u2019altra parte, la questione spaziale \u00e8 ancora ben salda nelle mani dell\u2019Esecutivo, visto che il vicepresidente in carica \u00e8 istituzionalmente anche il presidente del Comitato di dieci saggi che regola la politica spaziale degli Stati Uniti. E\u2019 poi ancora in vigore, nonostante all\u2019autore si sia avvicendato, come capo del Dod, Gates, quel Rapporto sullo Spazio elaborato sotto la guida di Rumsfield, dove si parla esplicitamente di capacit\u00e0 routinaria di distruggere in orbita satelliti altrui e si raccomanda di intraprendere quanto prima sperimentazioni in materia, inclusi \u201clive fire tests in Space\u201d. <\/p>\n<p>Subito, l\u2019Usaf ha avviato su Shriver Afb due gruppi speciali dedicati allo Space Control, uno per studiare tattiche e mezzi di contrasto spaziale, e l\u2019altro per sperimentare modelli e prototipi per la guerra nello Spazio. Non dimentichiamo, infatti, che il Rapporto Rumsfield prevede di conseguire la superiorit\u00e0 militare assoluta nello Spazio attraverso una serie di capacit\u00e0, grossomodo raggruppabili in Imagery control, Precise location and navigation, Surveillance capabilities, Granted access to Space, Space launch initiative, Refueling of satellites on orbit. In quanto alle estenuanti e antieconomiche gelosie tra forze armate, con un colpo di sciabola Rumsfield aveva tagliato l\u2019onnipresente nodo gordiano delle rivalit\u00e0 senza troppi complimenti per gli esclusi, scegliendo l\u2019organizzazione dell\u2019Usaf come la pi\u00f9 idonea a farsi carico di tutte le esigenze aerospaziali militari, mentre un Sottosegretario per l\u2019Air Force, che mantiene anche l\u2019incarico di Direttore del National Reconnaissance Office, era stato nominato \u201cagente unico per il procurement aerospaziale\u201d.<\/p>\n<p><b>La politica spaziale statunitense<\/b><br \/>         Ci\u00f2 detto, la politica spaziale statunitense sembra assumere pi\u00f9 nitidi contorni, nel senso che appare evidente una suddivisione strategica di responsabilit\u00e0, i cui limiti andranno meglio delineandosi nel futuro, tra la comunit\u00e0 scientifica che fa capo alla Nasa, che rester\u00e0 comunque sotto tutela, e quella di carattere pi\u00f9 marcatamente militare che fa capo al DoD ed all\u2019Intelligence. La proposizione, per il futuro, potrebbe essere del tipo: \u201campio mandato alla Nasa per riguadagnare la leadership mondiale nel campo dell\u2019esplorazione scientifica dello Spazio lontano, e pieno controllo del DoD e della comunit\u00e0 intelligence per l\u2019accesso, l\u2019utilizzazione e la popolazione dello spazio vicino, in questo comprendendo le orbite terrestri basse, medie e geostazionarie\u201d. <\/p>\n<p>Ci sarebbe, ovviamente, un periodo intermedio di una decina d\u2019anni in cui la \u201csaldatura\u201d delle due anime della politica spaziale statunitense si otterrebbe con un forte controllo sulla Nasa da parte di personale proveniente dal DoD\/Usaf o della Nsa\/Cia, (National Security Agency), come di fatto sta avvenendo. Non dimentichiamo, tra l\u2019altro, che tutti i comandanti delle navette sono piloti militari dell\u2019Usaf, della Navy o dell\u2019Usmc (Marines) e che tutto il sistema di comunicazioni spaziali \u00e8 controllato dall\u2019Usaf. <\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2, potrebbero far fede le future nomine. In effetti, il periodo intermedio servirebbe a coprire il completamento del ritiro della Nasa dalle attivit\u00e0 spaziali umane nello spazio vicino, con la fine dello Shuttle entro il 2010 e l\u2019abbandono, dopo il telescopio Hubble (al momento da rivitalizzare), anche della Stazione Spaziale internazionale entro il 2016. Nel frattempo il DoD, attraverso un ruolo preminente dell\u2019Agenzia militare Darpa, completerebbe l\u2019assunzione in proprio del controllo delle attivit\u00e0 scientifiche relative al trasporto spaziale (Rlv, Reusable Launch Vehicle), alle tecnologie orbitali ed alle costellazioni satellitari per le telecomunicazioni avanzate (Transformational Satellites, TS) e per la sorveglianza radar dello Spazio (Space Based Radar, Sbr). Il vantaggio di questa \u201cdoppia strategia\u201d per lo spazio vicino e lontano avrebbe anche lo scopo di incanalare le nazioni \u201cspazialmente\u201d significative (i paesi Bric e cio\u00e8 Brasile, Russia, India e Cina, oltre che la Ue) verso costosi sforzi di collaborazione con la Nasa per l\u2019esplorazione scientifica lontana, lasciando cos\u00ec libero il campo agli Usa per i problemi di sicurezza e difesa nello spazio vicino.<\/p>\n<p><i>Mario Arpino, gi\u00e0 capo di Sma e di Smd, \u00e8 presidente e Ceo di Vitrociset S.p.A. (tecnologie avanzate, spazio e ingegneria logistica). Giornalista pubblicista, \u00e8 membro del comitato direttivo dell\u2019Istituto Affari Internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019interessante articolo di Giovanni Gasparini sull\u2019intercettazione e distruzione di un satellite in orbita declinante da parte di un missile della U.S. Navy mi sollecita a proporre qualche considerazione su quel concetto di \u201cdominio dello spazio\u201d che \u00e8 ormai parte integrante della dottrina aerospaziale statunitense. 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