{"id":75331,"date":"2019-09-08T08:12:33","date_gmt":"2019-09-08T06:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75331"},"modified":"2020-03-20T09:21:49","modified_gmt":"2020-03-20T08:21:49","slug":"democrazia-in-europa-trasformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/democrazia-in-europa-trasformazione\/","title":{"rendered":"Democrazia in Europa: \u00e8 l\u2019ora della trasformazione"},"content":{"rendered":"<p>Il panorama europeo \u00e8 costellato dalla secolare contrapposizione tra cittadino della <em>koin\u00e8<\/em> e barbaro, da intendere come strumento per rendere omaggi ai concetti di sovranit\u00e0 e indivisibilit\u00e0 nazionale. Questa manichea distribuzione politica viene modellata pedissequamente dalla routinizzazione della democrazia rappresentativa. Laddove la principale arma di attivit\u00e0 e dissenso politico \u00e8 \u201cil voto<em>\u201d, <\/em>inteso come catartica e pacifica espressione individuale verso la <em>res publica. <\/em>Ci\u00f2 che ne segue \u00e8 l\u2019abbandono della spinta ideologica di partecipazione politica per mezzo della \u201cdimostrazione\u201d.<\/p>\n<p>Tra questi poli, l\u2019elezione \u00e8 il campo prescelto per il confronto di ideologie differenti, dove ogni cittadino difende a spada tratta il partito che meglio rispecchia la propria idea di politica. O la vittoria o l\u2019astio sar\u00e0 la conclusione; non c\u2019\u00e8 spazio per la serena accettazione dell\u2019altro. Infatti, le ritualistiche opposizioni, e tra partiti e tra elettori, hanno ormai lasciato nel dimenticatoio il concetto di confronto come unica parte vincitrice: verit\u00e0 sopra la ragione, dibattito pubblico sopra ballottaggi. Quando l\u2019opposto \u00e8 visto come nemico nessun confronto \u00e8 possibile e la democrazia si svuota del suo ruolo agonistico. Infatti, \u00e8 proprio nel confronto agonistico che le idee e i punti di vista si trasformano in concetti politici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ue e i social leader<\/strong><br \/>\nPer tutto questo, l\u2019Unione europea dovrebbe intraprendere <strong>un nuovo piano di azione comune<\/strong> per risanare il suo ruolo politico di guida civica. Infatti, forte dei suoi incommensurabili traguardi, l\u2019Ue non \u00e8 un punto d\u2019arrivo, ma un\u2019integrazione in continua elaborazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, sembra che i <em>leader forti<\/em> seguano i sondaggi delle campagne Facebook per trasformarsi nei <em>follower <\/em>delle pulsioni leviataniche dell\u2019opinione pubblica, rinunciando definitivamente a guidarle, ma aizzando i cittadini gli uni contro gli altri. Caso vuole che siano questi stessi <em>leader forti<\/em> a delegare all\u2019Ue le responsabilit\u00e0 su riforme ostiche ma indispensabili e nell\u2019interesse dei propri Paesi, cos\u00ec da non dover fare i conti con un costo elettorale troppo alto.<\/p>\n<p>Naturale conseguenza delle politiche nazionaliste di tali <em>leader <\/em>\u00e8 la degradazione del sentimento di appartenenza a un territorio europeo comune. In questo scenario, un occhio sull\u2019Atene del V secolo pu\u00f2 fornirci utili scorci di comprensione. Nell\u2019Atene di allora<em>, <\/em>la dialettica aveva il ruolo centrale di tessere i rapporti sociali; oggi, nell\u2019Europa del XXI, \u00e8 Internet il mezzo prescelto per la comunicazione sociale e politica. Piattaforme sociali assumono le sembianze di agor\u00e0 virtuali dove ognuno nutre il dovere di opinare su qualsiasi tema. Tramite il \u201ccommento\u201d, l\u2019utente risveglia il proprio sentimento di affiliazione alla <em>koin\u00e8 <\/em>che esprime il suo stesso grado di \u201ccondivisione\u201d verso un determinato indirizzo politico.<\/p>\n<p>Dallo schermo luccicano i sistemi illiberali e autoritari messi in scena dai pantagruelici <em>leader forti<\/em> europei. Anti- establishment, anti-globalizzazione, anti-immigrazione, anti-Europa: sono gli slogan ormai diffusi non solo nello spettro del blocco di Visegr\u00e1d, ma in ogni Paese dell\u2019Unione. Pertanto, tali <em>leader forti <\/em>potrebbero essere citati come anti-uomini. Sono questi che utilizzano le piattaforme sociali per avallare la loro meschina strategia comunicativa fomentata dalla diffusione di <em>fake news<\/em> e dalle conseguenti post-verit\u00e0 prodotte. Cos\u00ec il successo politico degli anti-uomini nasce dal fallimento delle politiche sociali europee, dalle diseguaglianze di genere e dall\u2019impoverimento della classe media.<\/p>\n<p><strong>Il periodo storico ideale<\/strong><br \/>\nMa \u00e8 cos\u00ec? L\u2019 Ue ci ha condannato alle fiamme della povert\u00e0 e del fallimento? Penso che il modo pi\u00f9 efficace per rispondere a questa domanda sia una nuova domanda: \u201cQual \u00e8 il periodo storico ideale in cui vorresti vivere, durante il quale l\u2019umanit\u00e0 ha goduto i migliori stili di vita?\u201d. Non esiste periodo ideale che non sia quello in cui nessun gruppo umano \u00e8 superiore a un altro e in cui tra cooperazione e conflitto \u00e8 la prima ad essere eletta.<\/p>\n<p>\u00c8 questa l\u2019et\u00e0 ideale. Questo periodo storico democratico e libero \u00e8 il prodotto del lavoro costante di chi si sente affiliato alla <em>koin\u00e8<\/em> europea e non di anti-uomini. Infatti, come insegnava Machiavelli: \u201cLa storia \u00e8 il laboratorio della politica\u201d e basterebbe voltare le spalle per notare che tutti i tentativi di dividere le societ\u00e0 in <em>noi <\/em>e <em>voi<\/em> sono sfociati in guerre e disastri sociali.<\/p>\n<p><strong>Verso un mutamento effettivo ed efficiente<\/strong><br \/>\nL\u2019architettura istituzionale dell\u2019Unione europea e i suoi processi decisionali sono spesso considerati cos\u00ec intricati e astrusi da essere incomprensibili. Effettivamente, l\u2019Ue \u00e8 cos\u00ec complessa perch\u00e9 deve essere effettiva nella pratica ed inclusiva nei confronti degli Stati membri e dei loro interessi. Trovare un compromesso tra le due parti, \u00e8 il pi\u00f9 democratico dei prodotti che il nostro sistema europeo riesca a fornirci. La sua inevitabile complessit\u00e0 delle sue politiche di regolamentazione, rende l\u2019Ue <a href=\"lse.ac.uk%20\/europpblog\/2017\/10\/18\/why-its-not-so-simple-to-make-the-eu-simpler\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">poco affascinante<\/a> e affidabile agli occhi di molti suoi cittadini.<\/p>\n<p>Questa non \u00e8 la fine della democrazia, tantomeno il suo inizio. \u00c8 il momento del suo mutamento. D\u2019altronde se la democrazia non fosse flessibile, ma statica, sarebbe vacua nel contenuto e perderebbe il suo significato. Per questo, democrazia ed Ue camminano di pari passo, per la loro continua spinta verso il compromesso e per la loro abilit\u00e0 di plasmarsi secondo i bisogni sociali. \u00c8 l\u2019ora di un nuovo <em>momentum <\/em>perch\u00e9 il sistema democratico europeo si adatti alle nuove sfide globali, elaborando un piano di azione comune e spazzando via la logica populista <em>divide et impera.<\/em><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n___<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il panorama europeo \u00e8 costellato dalla secolare contrapposizione tra cittadino della koin\u00e8 e barbaro, da intendere come strumento per rendere omaggi ai concetti di sovranit\u00e0 e indivisibilit\u00e0 nazionale. 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