{"id":75393,"date":"2019-09-13T13:15:09","date_gmt":"2019-09-13T11:15:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75393"},"modified":"2019-09-19T14:06:41","modified_gmt":"2019-09-19T12:06:41","slug":"ue-sfida-von-der-leyen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/ue-sfida-von-der-leyen\/","title":{"rendered":"Ue: la sfida von der Leyen, includere e responsabilizzare"},"content":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 una sola consistente novit\u00e0 fra la futura <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/italia-ue-governo-piroetta-europei\/\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a> e quella uscente di Jean-Claude <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-urra-pe-juncker\/\"><strong>Junker<\/strong><\/a>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\">Ursula von der Leyen,<\/a>\u00a0per tutti ormai <strong>UvdL<\/strong>, \u00e8 riuscita nel suo obiettivo, dichiarato fin dall\u2019inizio, di bilanciare in termini di genere il nuovo team. Oggi gli uomini sono 14 e le donne 13; prima il rapporto era di 19 a nove. Nella storia della Commissione, dal 1958 ad oggi, il genere femminile \u00e8 stato al di sotto del 20% rispetto a quello maschile: 183 contro sole 35 donne. Non male, quindi, questo primo risultato.<\/p>\n<p>Per il resto il nuovo Esecutivo di Bruxelles rispetta il diverso peso dei partiti politici nell\u2019<strong>Unione europea<\/strong> di oggi con 10 socialisti (contro i precedenti otto), nove popolari (da 14), sei liberali (cinque) e un rappresentante dei verdi. Stranamente, nel generale ringiovanimento delle classi politiche, la media dell\u2019et\u00e0 dei commissari sale a 55,9 anni contro i 53,4 della precedente Commissione.<\/p>\n<p><strong>La distribuzione delle competenze nella nuova Commissione<\/strong><br \/>\nA lasciare un po\u2019 pi\u00f9 perplessi \u00e8 lo sdoppiamento di alcune competenze sull\u2019asse est\/ovest a cominciare da quello sull\u2019economia fra il gi\u00e0 noto Valdis Dombrovskis, lettone, e l&#8217;italiano Paolo Gentiloni o, per quanto riguarda l\u2019energia e l\u2019ambiente, fra l\u2019estone Kadri Simson e l\u2019olandese Frans Timmermans o ancora sulla democrazia nell\u2019Unione fra Vera Jourova della Repubblica Ceca e il belga Didier Reynders.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tanto l\u2019idea, tipica di una presidente tedesca, di mettere assieme rappresentanti dell\u2019est e dell\u2019ovest (vecchia e nuova Europa, verrebbe da dire) a preoccupare, quanto la possibilit\u00e0 per nulla remota di conflitti fra commissari sulle singole responsabilit\u00e0. E\u2019 vero che all\u2019interno di questi tandem vi \u00e8 una gerarchia da rispettare: infatti Timmermans e Dombrovskis sono vicepresidenti esecutivi e la Jourova vicepresidente, mentre gli altri tre sono semplici commissari. Ma ci\u00f2 non esclude che possano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/italia-ue-frattini-gentiloni\/\">nascere contrasti<\/a> difficili da gestire nel caso di decisioni a cavallo fra le competenze condivise.<\/p>\n<p><strong>Includere e responsabilizzare: il tentativo von der Leyen<\/strong><br \/>\nA ci\u00f2 va aggiunta un\u2019altra stranezza di questa Commissione. La von der Leyen ha infatti pensato di attribuire dei portafogli particolarmente sensibili ai rappresentati di quegli Stati membri che sono direttamente coinvolti nelle materie attribuite. E\u2019 il caso di Gentiloni, responsabile dell\u2019economia, che viene da un Paese a dir poco problematico sul rispetto delle regole di convergenza macroeconomica sulle quali dovr\u00e0 vegliare.<\/p>\n<p>O ancora la ceca Jourova che dovr\u00e0 giudicare il rispetto dei valori e della regole democratiche messi a dura prova proprio all\u2019interno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-gruppo-di-visegrad\/\">del gruppo di Visegrad<\/a> (vedi Polonia e Ungheria) da cui lei stessa proviene. Ci\u00f2 vale anche per il responsabile dell\u2019agricoltura, il polacco\u00a0Janusz Wojciechowski, il cui Paese \u00e8 uno dei massimi beneficiari dei fondi comunitari del settore. Analogo discorso vale per l\u2019ungherese\u00a0L\u00e1szl\u00f3 Trocsanyi cui \u00e8 stata attribuita la delicata competenza dell\u2019allargamento, che, guarda caso, potrebbe in primis riguardare i Balcani, area di vitale interesse per Budapest.<\/p>\n<p><strong>Rischi e opportunit\u00e0<\/strong><br \/>\nSembra, in altre parole, che la von der Leyen abbia voluto seguire una strada di inclusione \/ responsabilizzazione dei rappresentanti di Stati direttamente coinvolti nelle tematiche loro attribuite, anche quando l\u2019interesse nazionale da cui derivano possa essere in contrasto con le politiche dell\u2019Unione. Sar\u00e0 interessante vedere se una tale pratica potr\u00e0 davvero funzionare, chiamando i Paesi problematici ad una maggiore attenzione verso gli interessi comuni dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Va anche osservato, di fronte a questa complessit\u00e0 e ai dubbi e alle difficolt\u00e0 che essa che pu\u00f2 generare, come la nuova presidente della Commissione abbia immaginato una diversa struttura della Commissione attraverso la creazione di una specie di comitato ristretto di presidenza con la partecipazione dei tre vice esecutivi, Timmermans,\u00a0Margrethe Vestager e Dombrovskis, che la aiuteranno nel dettare le linee politiche agli altri commissari. In aggiunta essa ha nominato altri 5 vicepresidenti (non esecutivi) con il compito di coordinare le azioni dei commissari. Insomma una struttura verticistica piuttosto macchinosa che rischia di creare pi\u00f9 problemi di quanti non ne potr\u00e0 davvero risolvere.<\/p>\n<p><strong>Riformare l&#8217;Ue per non rischiare la frammentazione<\/strong><br \/>\nLa prossima tappa, come \u00e8 noto, saranno gli hearings delle commissioni del <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=parlamento+europeo%2C+sito+ufficiale&amp;rlz=1C1GCEU_itIT839IT839&amp;oq=parlamento+europeo%2C+sito+ufficiale&amp;aqs=chrome..69i57j35i39.6118j0j8&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8\">Parlamento europeo<\/a> con i singoli commissari e poi, dopo la conferma del Consiglio europeo di met\u00e0 ottobre, l\u2019avvio della nuova Commissione il primo di novembre. Sono quindi ancora ipotizzabili cambiamenti nella struttura e nelle competenze, senza contare che alcuni commissari, fra cui la stessa presidente, hanno pendenze amministrative e giudiziarie nei Paesi di provenienza o a livello comunitario derivanti dalle loro precedenti esperienze.<\/p>\n<p>La parola fine non \u00e8 quindi ancora scritta. Va tuttavia sottolineato come questa nuova Commissione abbia un compito che va ben al di l\u00e0 dei dubbi sulla sua struttura e sull\u2019attribuzione delle competenze. Essa deve ridare &#8220;un volto umano\u201d, come sottolineato dalla von der Leyen, alle politiche dell\u2019Ue, ma soprattutto deve rilanciare per davvero un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/lidea-deuropa-nelle-relazioni-internazionali\/\">progetto federativo<\/a> pi\u00f9 convincente dell\u2019attuale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile affrontare le prossime sfide dell\u2019Unione, ambiente, tecnologia, democrazia, multilateralismo come indicato nel programma annunciato, senza istituzioni in grado di dare risposte rapide ed efficaci. Prima o poi, il dossier della riforma dell\u2019Unione dovr\u00e0 ritornare sul tavolo della nuova Commissione, altrimenti la frammentazione sar\u00e0 alle porte. I prossimi mesi saranno quindi cruciali per vedere se questa convinzione riuscir\u00e0 ad emergere: per ora non se ne vede traccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 una sola consistente novit\u00e0 fra la futura Commissione europea e quella uscente di Jean-Claude Junker. Ursula von der Leyen,\u00a0per tutti ormai UvdL, \u00e8 riuscita nel suo obiettivo, dichiarato fin dall\u2019inizio, di bilanciare in termini di genere il nuovo team. 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