{"id":75414,"date":"2019-09-16T09:29:42","date_gmt":"2019-09-16T07:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75414"},"modified":"2019-09-19T14:09:45","modified_gmt":"2019-09-19T12:09:45","slug":"israele-elezioni-netanyahu-annessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-elezioni-netanyahu-annessione\/","title":{"rendered":"Israele: elezioni, Netanyahu fra annessione, processi ed escalation"},"content":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 10 settembre, ad una settimana dal voto per le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-elezioni-previsioni-incerte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni<\/strong>\u00a0<\/a>politiche in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-voto-coalizione-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Israele<\/strong><\/a>, il primo ministro uscente Benjamin <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/israele-elezioni-netanyahu-urne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Netanyahu<\/strong><\/a> ha affermato che in caso di vittoria proceder\u00e0 all&#8217;<strong>annessione<\/strong> dei territori nella valle del Giordano. Tale zona si trova in Cisgiordania, sotto il controllo dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese nell\u2019Area C, come previsto dagli accordi di Oslo del 1993. La dichiarazione di Netanyahu \u00e8 stata ufficialmente condannata da diversi Paesi arabi (fra cui Arabia Saudita, Emirati, Bahrain), ma sembra essere in linea con le politiche finora proposte dal Likud, partito di centro-destra guidato dal primo ministro, sostanzialmente appoggiato in tali scelte dall\u2019Amministrazione statunitense.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni non solo politiche del costante spostamento a destra<br \/>\n<\/strong>Quanto proposto da Netanyahu rispecchia una prospettiva ormai adottata da qualche anno dal primo ministro e dal suo partito: procedere progressivamente a un\u2019annessione dei territori gi\u00e0 ufficiosamente sotto il controllo israeliano. Il sostanziale spostamento del primo partito israeliano verso posizioni sempre pi\u00f9 simili a quelle prese dai partiti della destra \u2013 sia religiosa che secolare \u2013 deriva da diversi fattori. Il principale sembra essere quello di una sostanziale rinuncia alle prospettive di dialogo con la controparte palestinese e un conseguente spostamento dell\u2019opinione pubblica verso soluzioni alternative a quella del dialogo e ancor di pi\u00f9 di distanza dalla prospettiva della potenziale nascita di due Stati. Netanyahu ha pertanto promosso una serie di politiche volte ad attirare il consenso della popolazione verso un nazionalismo sempre pi\u00f9 netto e un espansionismo costante. In tal senso la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge dello \u2018stato nazione\u2019<\/a> \u00e8 stato un importante tassello, a cui va aggiunto l\u2019avallo del presidente statunitense Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-usa-divisi-rapporto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trump<\/a> all\u2019annessione delle alture del Golan e lo spostamento dell\u2019ambasciata americana <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-annuncio-trump-storia-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da Tel Aviv a Gerusalemme<\/a>.<\/p>\n<p>La ricerca di questo consenso da parte del primo ministro non \u00e8 legato esclusivamente alla competizione elettorale. Netanyahu si trova, infatti, a dover affrontare a breve dei processi per frode ed abuso di fiducia. Nel caso in cui dovesse fare ci\u00f2 non da primo ministro ma da membro della Knesset si troverebbe in una situazione fortemente problematica, impossibilitato a tutelarsi attraverso il potere esercitato tramite la direzione dell\u2019esecutivo. Per questo motivo appare centrale non solo politicamente, ma anche personalmente per il primo ministro mantenere la propria carica.<\/p>\n<p>Per raggiungere tale obiettivo Netanyahu ha continuato a spingere il proprio partito sempre pi\u00f9 lontano dal centro, verso posizioni di definizione etnico-religiosa dello Stato, di supporto alle istanze della componente ultra-ortodossa della popolazione e anche di confronto e scontro con i nemici di Israele. La promessa dell\u2019annessione della Valle del Giordano va quindi inquadrata in una prospettiva fortemente connotata dalle prossime elezioni: rappresenta un tentativo esplicito da parte di Netanyahu di massimizzare il proprio consenso a discapito dell\u2019effetto che tale scelta pu\u00f2 avere sulle pessime relazioni con la Palestina e in generale sull&#8217;opinione pubblica internazionale, gi\u00e0 fortemente critica verso le azioni del governo israeliano in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Un altro aspetto che denota quanto il premier uscente veda come fondamentali queste elezioni \u00e8 riscontrabile in alcune dichiarazioni rilasciate dopo le elezioni di aprile, il cui esito non ha portato alla formazione di un nuovo governo. Netanyahu ha in pi\u00f9 occasioni attaccato la legittimit\u00e0 del voto tenutosi in primavera e sostenuto teorie che vedono un complotto ai suoi danni e che coinvolgono il cosiddetto \u2018Deep State\u2019, ossia tutti quei rappresentati, istituzionali o meno, della realt\u00e0 pubblica &#8211; giornalisti, giudici, procuratori, funzionari pubblici &#8211; che non gli sono favorevoli. Sembra pertanto che il premier uscente sia disposto a mettere in dubbio il funzionamento del sistema istituzionale, come fin qui concepito in Israele, pur di mantenere la propria posizione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019escalation con l\u2019Iran<br \/>\n<\/strong>La centralit\u00e0 di questo passaggio elettorale per il premier \u00e8 stata testimoniata anche in un\u2019altra occasione. Luned\u00ec 9 settembre Netanyahu ha infatti sostenuto che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/israele-iran-tensioni-escalation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iran<\/strong><\/a> sta lavorando alla creazione di un ordigno atomico, indicando la regione di Fars come quella dove i preparativi nucleari iraniani si svolgono. L\u2019opposizione ha criticato tale scelta come un\u2019azione mediatica il cui unico scopo \u00e8 stato quello di ottenere consensi elettorali senza tenere conto della potenziale compromissione di informazioni di intelligence ed aumentando i rischi di un\u2019escalation con la repubblica islamica.<\/p>\n<p>Da tempo infatti il primo ministro \u00e8 stato molto attento a sottolineare tutte le azioni aggressive intraprese dall\u2019Iran pi\u00f9 o meno direttamente contro Israele e dallo stato ebraico in risposta: in parte perch\u00e9 la politica regionale promossa dall\u2019Iran offre supporto a diversi gruppi che costantemente attentano alla sicurezza dello Stato di Israele; in parte perch\u00e9 il presidente Trump sembra sempre pi\u00f9 interessato a trovare una soluzione (quantomeno mediatica) ai pessimi rapporti fra Stati Uniti ed Iran e ci\u00f2 spaventa il governo israeliano; in parte perch\u00e9 Netanyahu sembra vedere in questo scontro costante a bassa intensit\u00e0 (per il momento) un fattore importante per il mantenimento dei propri consensi.<\/p>\n<p><strong>Un futuro incerto<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 detto che le elezioni di marted\u00ec 17 settembre riescano a far uscire dall\u2019impasse la situazione governativa in Israele. Appare per\u00f2 chiaro che il premier uscente cercher\u00e0 in ogni modo di mantenere la propria posizione, aspetto certamente legittimo e naturale nell\u2019ambito della competizione elettorale, ma in questo caso fortemente marcato dall\u2019interesse personale e da un certo cinismo verso il sistema istituzionale e mediatico. Se Netanyahu dovesse rimanere in carica, sembra plausibile aspettarsi una politica ancor pi\u00f9 marcatamente a destra rispetto a quella fin qui tenuta dal primo ministro.<\/p>\n<p>L\u2019annessione della valle del Giordano potrebbe essere un passo in avanti verso l\u2019annessione della Cisgiordania nella sua interezza, politica sostenuta dalle destre e non osteggiata direttamente dal Likud. I rapporti con l\u2019Iran rimarrebbero certamente tesi, a prescindere dal governo in carica, ma sicuramente l\u2019attenzione dimostrata dal premier per l\u2019opinione pubblica oltre qualsiasi altro fattore potrebbe portare ad altri casi di scontro con la repubblica islamica e a un\u2019escalation della conflittualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 10 settembre, ad una settimana dal voto per le elezioni\u00a0politiche in Israele, il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu ha affermato che in caso di vittoria proceder\u00e0 all&#8217;annessione dei territori nella valle del Giordano. Tale zona si trova in Cisgiordania, sotto il controllo dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese nell\u2019Area C, come previsto dagli accordi di Oslo del 1993. 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