{"id":75450,"date":"2019-09-17T09:50:21","date_gmt":"2019-09-17T07:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75450"},"modified":"2019-09-20T07:03:36","modified_gmt":"2019-09-20T05:03:36","slug":"attacco-iran-sfida-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/attacco-iran-sfida-trump\/","title":{"rendered":"Attacco all\u2019Arabia Saudita: l\u2019Iran rilancia la sfida a Trump"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 evidente che il recente <strong>attacco<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.giampierogramaglia.eu\/2019\/09\/15\/yemen-huthi-droni-petrolio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">all\u2019impianto petrolifero saudita di Abqaiq<\/a> rappresenta un ulteriore salto di qualit\u00e0 nel confronto regionale imperniato sulla contrapposizione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/iran-usa-ali-vaez\/\"><strong>Usa<\/strong>&#8211;<strong>Iran<\/strong><\/a>, attorno alla quale ruotano conflitti che vanno dallo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-oman-fiamme-iran-yemen\/\"><strong>Yemen<\/strong><\/a> al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/libano-indie-rock-identita\/\"><strong>Libano<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Si \u00e8 spesso parlato dei rischi connessi a una possibile chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz<\/strong> da parte dell\u2019Iran, mentre si \u00e8 sottovalutata la vulnerabilit\u00e0 di un impianto come quello di Abqaiq, cruciale per l\u2019intera industria petrolifera saudita.<\/p>\n<p>Situato nella Provincia Orientale del regno, esso processa circa sette milioni di barili al giorno, all\u2019incirca equivalenti all&#8217;intera quantit\u00e0 di greggio esportata dal Paese. Un suo prolungato malfunzionamento \u00e8 in grado di <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2019-09-14\/attack-on-saudi-oil-plant-is-what-everyone-feared-oil-strategy\">influenzare pesantemente<\/a> il mercato petrolifero mondiale.<\/p>\n<p><strong>Una regia iraniana?-<br \/>\n<\/strong>L\u2019attacco all\u2019impianto \u00e8 stato rivendicato dagli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/huthi-guerra-yemen-ardemagni\/\"><strong>Huthi<\/strong><\/a>, gruppo sciita contrapposto a Riad nella sanguinosa guerra yemenita, ma Washington ha accusato Teheran dell\u2019accaduto, ipotizzando che l\u2019operazione sia stata condotta non da sud, bens\u00ec da nord, forse dal territorio iracheno se non addirittura da quello iraniano (eventualit\u00e0, quest\u2019ultima, in realt\u00e0 improbabile per evidenti esigenze di \u201cplausible deniability\u201d da parte di Teheran).<\/p>\n<p>Dalle prime informazioni risulta che l\u2019attacco sarebbe stato compiuto da un mix di oltre 20 droni (alcuni dei quali &#8216;suicidi&#8217;) e missili cruise che hanno colpito almeno 17 obiettivi nell\u2019impianto di Abqaiq (e in quello vicino di Khurais) in un\u2019operazione estremamente complessa e &#8216;chirurgica&#8217;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che gli Huthi attaccano obiettivi in profondit\u00e0 nel territorio saudita (tra cui un oleodotto e un aeroporto), ma un\u2019operazione di questa portata \u00e8 senza precedenti per le loro capacit\u00e0 militari. Sebbene si parli da tempo degli aiuti che il gruppo riceverebbe dall\u2019Iran, l\u2019incidente di Abqaiq sembrerebbe indicare un ulteriore salto di qualit\u00e0 nel livello di coordinamento militare con Teheran.<\/p>\n<p>L\u2019evidenza di una crescente coesione fra l\u2019Iran e i suoi alleati regionali sarebbe ancora maggiore nel caso di un attacco condotto da milizie sciite irachene e rivendicato dagli Huthi. In altre parole, a prescindere dall\u2019eventualit\u00e0 che l\u2019operazione sia stata condotta dallo Yemen o dall\u2019Iraq, \u00e8 difficile ipotizzare che dietro di essa non ci sia una regia iraniana.<\/p>\n<p><strong>Improbabilit\u00e0 dell\u2019incontro Trump-Rohani<br \/>\n<\/strong>Resta allora da capire perch\u00e9 i vertici militari iraniani avrebbero deciso una simile azione proprio mentre circolava l\u2019ipotesi di un possibile incontro fra il presidente statunitense Donald Trump e quello iraniano Hassan Rohani all&#8217;imminente Assemblea generale dell\u2019Onu, e a pochi giorni dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/usa-bolton-politica-estera\/\">dimissioni del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton<\/a>, uno dei principali falchi dell\u2019Amministrazione Usa.<\/p>\n<p>Senza bisogno di scomodare l\u2019ipotesi di una frattura tra moderati e intransigenti all\u2019interno della leadership iraniana, o di una improbabile azione di sabotaggio compiuta dalla Guardia rivoluzionaria, va rilevato che dal punto di vista di Teheran la prospettiva di un incontro Trump-Rohani, con il Paese ancora sotto il giogo delle sanzioni, non \u00e8 mai parsa plausibile.<\/p>\n<p>Lo stesso segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin, considerato una delle voci pi\u00f9 moderate dell\u2019Amministrazione Trump,\u00a0 aveva ribadito nei giorni scorsi che un allentamento dell\u2019embargo iraniano non era previsto, e che <a href=\"https:\/\/www.bourseandbazaar.com\/articles\/2019\/9\/12\/heres-what-the-french-proposal-for-trump-and-iran-actually-entails\">la proposta francese<\/a> di una linea di credito di 15 miliardi di dollari all\u2019Iran avrebbe comportato una violazione delle sanzioni Usa.<\/p>\n<p>Dalla prospettiva iraniana, un dialogo con Washington in assenza di un allentamento della strategia americana di \u201cmassima pressione\u201d \u00e8 inaccettabile. Secondo Teheran, le sanzioni sono esse stesse un atto di guerra, a cui l\u2019Iran ha diritto di rispondere con atti ugualmente aggressivi (militari e non militari, come il mancato rispetto di alcuni obblighi previsti dall\u2019accordo nucleare).<\/p>\n<p>Tali atti sono volti in ultima analisi a far riacquistare \u00a0potere contrattuale all\u2019Iran per permettergli di affrontare un futuro negoziato con gli Usa su una base di relativa parit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Arabia Saudita come &#8216;ventre molle&#8217; dello schieramento anti-iraniano<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 poi da considerare il contesto regionale. La scelta di Tel Aviv di <a href=\"https:\/\/www.csmonitor.com\/World\/Middle-East\/2019\/0830\/Why-Iran-and-Israel-are-crossing-each-other-s-red-lines\">estendere al teatro iracheno<\/a> i propri attacchi contro gli alleati non statuali di Teheran, e di bombardare con dei droni obiettivi di Hezbollah a Beirut, ha innalzato il livello dello scontro fra Israele e Iran. \u00a0Finora, tuttavia, vi era stata una risposta pressoch\u00e9 nulla da parte iraniana (se si eccettua una rappresaglia di Hezbollah al confine israeliano conclusasi senza vittime per Israele).<\/p>\n<p>L\u2019attacco all\u2019impianto di Abqaiq sarebbe dunque, a giudizio di alcuni, una risposta iraniana indiretta nei confronti di quello che \u00e8 percepito da Teheran come un unico schieramento costituito da Washington, Tel Aviv, Riad e Abu Dhabi. L\u2019Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti costituiscono agli occhi dell\u2019Iran il &#8216;ventre molle&#8217; di questo schieramento, dove \u00e8 possibile colpire presumibilmente rimanendo sotto la soglia che rischia di provocare una reazione militare americana (o israeliana).<\/p>\n<p>Sia Riad che Abu Dhabi si rifiutarono di accusare Teheran quando alcune loro petroliere subirono <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-iran-usa-attacchi\/\">misteriose azioni di sabotaggio<\/a> nei mesi di maggio e giugno. Entrambi questi Paesi sono consapevoli degli enormi rischi che correrebbero nel caso in cui scoppiasse un conflitto tra Usa e Iran nel Golfo.<\/p>\n<p><strong>Teheran pronta a rischiare lo scontro armato<br \/>\n<\/strong>Nella capitale iraniana, moderati e intransigenti sembrano relativamente compatti nel sostenere l\u2019attuale scelta di alzare la posta in gioco fino a quando Washington non rimuover\u00e0 le sanzioni. Questa condotta si fonda anche sulla consapevolezza che Trump, a differenza di alcuni esponenti della sua Amministrazione, non sembra disposto a farsi trascinare in uno scontro militare che porrebbe una pesante ipoteca sulla sua rielezione.<\/p>\n<p>Ma quella iraniana \u00e8 una scommessa rischiosa, che mette in conto anche l\u2019eventualit\u00e0 di un conflitto devastante, alla quale i vertici di Teheran sembrano essere pronti.<\/p>\n<p>La strategia della \u201cmassima pressione\u201d sta dunque ponendo il presidente statunitense in un vicolo cieco. Egli pu\u00f2 ancora rimuovere le sanzioni e riaprire un dialogo con l\u2019Iran partendo dall\u2019accordo nucleare da lui precedentemente violato. Ma pi\u00f9 induger\u00e0 a compiere questo passo, pi\u00f9 si esporr\u00e0 a una retromarcia umiliante mostrando che gli Stati Uniti sono deboli e possono essere sfidati dai loro avversari.<\/p>\n<p>Perseverando nell&#8217;attuale strategia, invece, egli continuer\u00e0 a provocare la reazione iraniana, la quale potrebbe spingerlo verso un conflitto rispetto al quale i danni provocati dall\u2019attacco ad Abqaiq appariranno un\u2019inezia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 evidente che il recente attacco all\u2019impianto petrolifero saudita di Abqaiq rappresenta un ulteriore salto di qualit\u00e0 nel confronto regionale imperniato sulla contrapposizione Usa&#8211;Iran, attorno alla quale ruotano conflitti che vanno dallo Yemen al Libano. 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