{"id":75464,"date":"2019-09-19T12:39:18","date_gmt":"2019-09-19T10:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75464"},"modified":"2019-09-20T11:41:23","modified_gmt":"2019-09-20T09:41:23","slug":"pesca-acque-libiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/pesca-acque-libiche\/","title":{"rendered":"La pesca in acque libiche in tempo di guerra civile"},"content":{"rendered":"<p>Il 12 marzo 2019 <a href=\"https:\/\/www.federpesca.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Federpesca<\/a> ha firmato con la Libyan investment authority\u00a0di Bengasi un accordo per consentire a un numero di <strong>pescherecci<\/strong> italiani, di stanza a Mazara del Vallo, di operare in acque libiche. L\u2019accordo di pesca, ovviamente a titolo oneroso, \u00e8 diventato esecutivo il 15 luglio, ma nei giorni scorsi ne \u00e8 stata sospesa l\u2019operativit\u00e0. Il motivo? La Libyan investment authority di Bengasi si trova sotto l\u2019autorit\u00e0 del governo di Tobruk, che fa capo al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/libia-haftar-sarraj-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">generale Khalifa Haftar<\/a>. Il Government of national accord (Gna), con sede a Tripoli, e presieduto da Fayez <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/libia-il-governo-autocertificato-di-al-sarraj\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">al-Sarraj<\/a>, e considerato dalle Nazioni unite come il governo legittimo della Libia, ha definito l\u2019accordo illegale e una violazione delle risoluzioni\u00a0 dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p>Ovviamente l\u2019accordo non \u00e8 un trattato internazionale, ma un semplice contratto di concessione tra un\u2019autorit\u00e0 pubblica e un privato. Prassi non nuova. Solo che in questo caso l\u2019autorit\u00e0 pubblica \u00e8 incardinata nella struttura di un governo ribelle, che combatte per insediarsi al posto del governo riconosciuto dalle Nazioni unite. La questione comporta l\u2019approfondimento di due problemi: la legittimit\u00e0 della zona di <strong>pesca<\/strong> libica e la liceit\u00e0 di intrattenere relazioni commerciali con un governo ribelle.<\/p>\n<p><strong>La zona di pesca libica<br \/>\n<\/strong>La<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/libia-haftar-sarraj-italia\/\"><strong> Libia<\/strong><\/a> considera il Golfo della Sirte come baia storica, rivendicandone la completa sovranit\u00e0. Pretesa contestata non solo dagli Stati Uniti, ma anche dall&#8217;Italia e dagli altri Paesi membri dell\u2019Unione europea. Nel 2005 la Libia ha poi proclamato una zona di protezione della pesca di 62 miglia marine a partire dalla linea di chiusura del Golfo della Sirte. La zona racchiusa \u00e8 al di sotto della linea mediana con l\u2019<strong>Italia<\/strong> e quindi non si presta a contestazione.<\/p>\n<p>Nel 2009, la Libia ha proclamato una Zona economica esclusiva (Zee), che consente allo Stato costiero l\u2019esclusivo sfruttamento delle risorse naturali, incluse quelle ittiche. L\u2019estensione della zona non \u00e8 delimitata, rinviando la legge istitutiva al diritto consuetudinario e a eventuali accordi con Stati adiacenti e frontisti. Poich\u00e9 in linea di principio la Zee ha un\u2019estensione di 200 miglia, si dovr\u00e0 provvedere con un accordo di delimitazione con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Tuttavia, anche in mancanza di accordo, uno Stato non commette nessuna violazione, qualora si mantenga al di sotto della\u00a0 mediana. Nel 2018 la Libia ha proclamato anche la sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-libia-malta-italia-asse-sar\/\">zona di ricerca e salvataggio (Sar)<\/a>, ma questa non interessa immediatamente la pesca. Si badi bene che la Libia non ha ratificato la Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare, e quindi fa riferimento al diritto consuetudinario che regola la materia.<\/p>\n<p>La pesca in acque incluse nella zona di pesca\/Zee libica \u00e8 quindi illegittima, tranne che vi sia il consenso dello Stato costiero. I pescatori siciliani possono rivendicare titoli storici, per il fatto che da tempo immemore hanno gettato le reti in acque ora divenute parte della zona di pesca\/Zee libica? Certo che s\u00ec, ma la questione non \u00e8 pacifica e di non facile soluzione: meglio risolverla nel contesto di un accordo. Tra l\u2019altro il Trattato italo-libico del 2008 prevede un partenariato di natura economica che ha per oggetto anche la pesca. Della questione ci siamo gi\u00e0 occupati <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/italia-libia-trattato-bengasi\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p><strong>I rapporti economici con un governo ribelle<br \/>\n<\/strong>Sotto il profilo teorico, il Governo di al-Sarraj \u00e8 il governo legittimo (o costituito) della Libia , mentre quello di Haftar sarebbe un governo ribelle. Tuttavia, il governo di al-Sarraj \u00e8 solo un ente fiduciario, che gode dell\u2019investitura dell&#8217;Onu: manca di effettivit\u00e0. Mentre quello di Haftar esercita il controllo su una vasta porzione del territorio libico. L\u2019Italia non lo ha riconosciuto come governo della Libia (o di uno Stato secessionista), ma lo ha implicitamente riconosciuto come governo di un\u2019entit\u00e0 insurrezionale.<\/p>\n<p>Basti pensare, tra le tante manifestazioni, l\u2019invito e la partecipazione di Haftar alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/libia-conferenza-palermo-italia\/\">Conferenza di Palermo<\/a> del novembre scorso. E\u2019 quindi perfettamente lecito stipulare un accordo di concessione, che non \u00e8 un trattato internazionale, tra un ente, manifestazione dell\u2019autorit\u00e0 che controlla effettivamente il territorio, e un&#8217;associazione di imprenditori della pesca. Non \u00e8 stata violata nessuna risoluzione del Consiglio di sicurezza! Probabilmente la messa in opera dell\u2019accordo e il suo frettoloso congelamento sono dovute a opportunit\u00e0 politiche, che andrebbero per\u00f2 compiutamente manifestate e spiegate per capire l\u2019indirizzo che il nuovo governo intende seguire nei confronti della Libia.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuale strada percorrere?<br \/>\n<\/strong>Sarebbe opportuna la stipulazione di un trattato in bella e dovuta forma, invece di un accordo privatistico? Qui le cose si complicano. Mentre la delimitazione dei confini marittimi \u00e8 materia degli Stati membri Ue, la stipulazione di accordi di pesca ricade sotto la competenza dell\u2019Unione. Tra l\u2019altro proprio l\u2019anno scorso era stata presentata una mozione al Parlamento europeo per l\u2019adozione di una risoluzione volta a chiedere la conclusione di un siffatto accordo, che, a nostro parere, dovrebbe riconoscere i diritti storici dei pescatori siciliani.<\/p>\n<p>Ma ovviamente l\u2019Ue non pu\u00f2 spingersi a tanto nel contesto attuale e la sua politica di vicinato nei confronti della Libia \u00e8 giocoforza a bassa intensit\u00e0 e tenuta nei confronti del governo insediato dalle Nazioni unite. Peraltro, questo, anche se privo di effettivit\u00e0, potrebbe ratificare la Convenzione del diritto del mare, sempre che non esistano insormontabili questioni costituzionali interne (ad esempio l\u2019autorizzazione parlamentare). La ratifica della Convenzione offrirebbe un quadro di riferimento non indifferente per il perseguimento di una politica nel settore della pesca. L\u2019Italia e l\u2019Ue dovrebbero prendere iniziative in tal senso. Per il resto, e in attesa di una pacificazione generale, si potrebbe procedere con iniziative di carattere \u201cprivatistico\u201d con chi controlla effettivamente il territorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 marzo 2019 Federpesca ha firmato con la Libyan investment authority\u00a0di Bengasi un accordo per consentire a un numero di pescherecci italiani, di stanza a Mazara del Vallo, di operare in acque libiche. 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