{"id":75466,"date":"2019-09-20T07:03:42","date_gmt":"2019-09-20T05:03:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75466"},"modified":"2019-09-26T08:29:19","modified_gmt":"2019-09-26T06:29:19","slug":"protezione-stile-vita-prosperi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/protezione-stile-vita-prosperi\/","title":{"rendered":"Protezione stile di vita europeo: ma quell\u2019identit\u00e0 non esiste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019identit\u00e0 europea non esiste. E non esiste un patrimonio di cultura e di sangue immutabile, che possiedono tutti i cittadini europei per nascita. Si pu\u00f2 discutere a lungo su che cosa sia &#8216;lo stile di vita europeo&#8217;, ma quello che \u00e8 chiarissimo \u00e8 il concetto chiave della funzione del nuovo commissario: proteggere gli europei contro chi viene da fuori\u201d. Adriano <strong>Prosperi<\/strong>, professore emerito di storia moderna alla <a href=\"https:\/\/www.sns.it\/\">Normale di Pisa<\/a>, \u00e8 tra coloro che criticano duramente la creazione della delega &#8216;Protezione dello stile di vita europeo&#8217; in seno alla nuova Commissione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a>. \u201cCon questa decisione la retorica identitaria e la volont\u00e0 di chiusura dei confini diventa addirittura un\u2019istituzione\u201d, ha spiegato Prosperi, autore di molti libri tra cui \u201cIdentit\u00e0. L\u2019altra faccia della storia\u201d, edito da <em>Editori Laterza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Professore, la delega &#8216;Protezione dello stile di vita europeo&#8217; ha un&#8217;eco della retorica identitaria?<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi <\/strong>\u2013 S\u00ec e non vedo altra lettura possibile. Le prime reazioni, di plauso o di critica, sono state concordi nel cogliere immediatamente questo significato. Marine Le Pen ha definito la nuova istituzione una \u201cvittoria ideologica\u201d della sua parte. Jean-Claude Junker, nel lasciare la presidenza della Commissione, ha detto, in un\u2019intervista al <em>Guardian,\u00a0<\/em>di non amare l\u2019idea che \u201clo stile di vita\u201d europeo sia ostile all\u2019arrivo di migranti proprio perch\u00e9 \u201caccettare coloro che vengono da lontano fa parte dello stile di vita europeo\u201d. Una simile dichiarazione, cos\u00ec diversa dallo stile solitamente conciliante di Junker e cos\u00ec poco consona a un passaggio di consegne a quel livello, d\u00e0 la misura di quanto forte sia il salto di qualit\u00e0 che questa scelta della von der Leyen ha imposto al massimo livello del governo dell\u2019Europa Unita. Con la decisione della nobile signora tedesca la retorica identitaria e la volont\u00e0 di chiusura dei confini diventa addirittura un\u2019istituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una decisione che tra l\u2019altro si allontana dal fallito tentativo della Merkel di aprire i confini a chi chiedeva asilo\u2026<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi<\/strong> \u2013 Esattamente. Siamo remotissimi non solo dal fallito tentativo di frau Merkel di spingere il suo popolo ad accogliere i migranti al canto dell\u2019Inno alla gioia ma anche dalla sua successiva politica in Europa. Anche se le due signore appartengono allo stesso partito, bisogner\u00e0 abituarsi alla differenza fra chi si \u00e8 formato nella casa di un pastore nella Germania comunista dell\u2019Est e chi viene da una famiglia aristocratica, gi\u00e0 al potere nella Bassa Sassonia, e che non sembra amare la politica del compromesso. Dopo la pronta protesta e l\u2019invito dell&#8217;eurodeputata francese Karima Delli a cambiare quella formulazione si \u00e8 limitata a un tentativo di imbrogliare le carte alludendo a pericoli politici esterni (Putin, la Russia) e interni (il populismo). Tentativo maldestro e in malafede: Margaritis Schinas \u00e8 stato scelto come commissario all\u2019immigrazione e non alla difesa contro Putin o Salvini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le polemiche sono nate proprio perch\u00e9 la delega alluderebbe all\u2019esistenza di un\u2019identit\u00e0 europea che va difesa dalle contaminazioni. Ma esiste l&#8217;identit\u00e0 europea?<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi<\/strong> &#8211; No, non esiste un\u2019identit\u00e0 europea. Non esiste \u2013 n\u00e9 si vede come possa esistere \u2013 un patrimonio di cultura e di sangue rigido e immutabile, possesso ereditario per nascita di tutti i cittadini europei. Se c\u2019\u00e8 stato un carattere generale dell\u2019Europa storicamente riconosciuto e apprezzato \u00e8 stato quello della diversit\u00e0 \u2013 di culture, di lingue, di religioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando sulle rovine della Seconda Guerra Mondiale si cominci\u00f2 a ragionare sulla necessit\u00e0 di ripartire in direzione di un&#8217;unione dell\u2019Europa occidentale, si discusse e si scrisse molto sulle origini dell\u2019idea di Europa. E si fu d\u2019accordo nel riconoscere che con la fine dell\u2019unit\u00e0 religiosa e con l\u2019emergere del sistema degli Stati europei si erano affermati valori culturali come il pluralismo politico e religioso, l\u2019apertura al mondo, la tolleranza religiosa, la libert\u00e0 degli scambi intellettuali e commerciali. Proprio per questo l\u2019Europa era stata concepita allora come un modello opposto e alternativo rispetto al dispotismo orientale.\u00a0\u00a0 Ma \u00e8 rimasto strisciante un rimpianto per quel presunto, immaginario assetto organico e stabile dei valori e dei modi di vita che secondo i romantici , soprattutto tedeschi (come H\u00f6lderlin), avrebbe caratterizzato il Medioevo cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un rimpianto affiorato recentemente anche quando si vollero definire le &#8216;radici&#8217; dell\u2019Europa nel preambolo della Costituzione europea\u2026<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi \u2013 <\/strong>Esattamente anche se il tentativo si aren\u00f2 sulla questione delle \u201cradici cristiane\u201d. Di fatto, sopravvive in profondit\u00e0 l\u2019antico conflitto tra le due grandi tradizioni culturali europee, quella francese della &#8216;civilisation&#8217; illuministica, laica e cosmopolita, e quella tedesca della &#8216;Kultur&#8217; come rivendicazione di un patrimonio di valori proprio ed esclusivo della tradizione germanica. Fu su questo che all\u2019accendersi della Prima Guerra Mondiale avvenne una mobilitazione degli intellettuali delle due parti. E la questione si ripresent\u00f2 assai pi\u00f9 grave col III Reich, quando gli ideologi nazisti fecero una specie di lavaggio del cervello al loro Paese con un\u2019assidua propaganda dell\u2019idea di un\u2019identit\u00e0 germanica a sfondo razziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la ripresa del concetto di identit\u00e0 esteso all\u2019Europa ha trovato curiosamente proprio un teorico francese, Renaud Camus: il suo libro &#8216;Le grand remplacement&#8217; del 2011 \u00e8 diventato il \u201cmein Kampf\u201d della destra xenofoba mondiale, armando attentatori xenofobi dall\u2019Italia (Luca Traini) alla Nuova Zelanda (Brenton Tarrant). E la propaganda continua, all\u2019ombra della teoria delle tre \u201cI\u201d: Identity, Immigration, Islam. Non immaginavamo che il senso del pericolo potesse lambire perfino la suprema autorit\u00e0 dell\u2019amministrazione europea. Ma se la Germania oggi dominante nell\u2019Europa occidentale torna a parlare cos\u00ec per bocca della sua nobile figlia, rischia di apparire ancora una volta un gigante economico e un nano politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo ritorno ossessivo al concetto di identit\u00e0 \u00e8 quindi il sintomo di un malessere sociale. Che cosa ci ha insegnato la Storia a questo proposito?<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi &#8211; <\/strong>Ci sono molti insegnamenti. Ma user\u00f2 parole non mie per rispondere alla domanda: \u201cA molti, individui o popoli, pu\u00f2 accadere di ritenere, pi\u00f9 o meno consapevolmente, che &#8216;ogni straniero \u00e8 nemico&#8217;. Per lo pi\u00f9 questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente \u2026 Ma \u2026 quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager\u201d. Quando Primo Levi scriveva queste parole, le vittime dei lager erano non solo milioni di morti, ma anche la stessa storia e cultura europea, precipitate nell&#8217;abisso di un delitto per il quale \u00e8 stato coniata la definizione di &#8216;male assoluto&#8217;. Sembrava possibile rispondere allora: &#8216;Mai pi\u00f9&#8217;. Oggi lo &#8216;straniero&#8217; che si avvicina ai nostri confini si vede condannato dagli immemori Stati e popoli europei all\u2019annegamento o, se approda alle nostre rive, al lager.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il concetto di identit\u00e0 andrebbe quindi cancellato dal nostro vocabolario?<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi &#8211; <\/strong>Credo che potrebbe decentemente rimanere solo nel lemma \u201ccarta d\u2019identit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa difficile se si pensa che anche qui in Italia il sovranismo \u00e8 ossessionato dall&#8217;identit\u00e0 italiana, le radici cristiane&#8230;<br \/>\n<\/strong><strong>Prosperi &#8211; <\/strong>La presunta identit\u00e0 italiana, su cui da anni sopportiamo sproloqui di giornalisti e politicanti, \u00e8 una categoria insensata. Perfino l\u2019invenzione fascista della &#8216;razza italiana&#8217; nel 1938 si dovette rassegnare a definirla come razza solo in senso &#8216;spirituale&#8217;, non biologico. Quando l\u2019Istituto dell\u2019Enciclopedia italiana var\u00f2 il dizionario biografico degli italiani, dovette adottare criteri speciali per evitare che i primi volumi fossero dedicati tutti a cognomi arabi. Oggi bisognerebbe prendere atto finalmente della realt\u00e0 culturale e storica del nostro Paese, da sempre al centro degli incontri di popoli e di culture nel Mediterraneo: una potenziale ricchezza culturale e umana che aspetta di venire riconosciuta come la sostanza stessa del vincolo di cittadinanza che ci lega.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019identit\u00e0 europea non esiste. E non esiste un patrimonio di cultura e di sangue immutabile, che possiedono tutti i cittadini europei per nascita. 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