{"id":75519,"date":"2019-09-21T15:38:41","date_gmt":"2019-09-21T13:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75519"},"modified":"2019-09-24T09:16:12","modified_gmt":"2019-09-24T07:16:12","slug":"israele-voto-parabola-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-voto-parabola-netanyahu\/","title":{"rendered":"Israele: un voto per rinnovare e la parabola di Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Dal porticciolo di Akko, l\u2019antica San Giovanni d\u2019Acri (in Galilea occidentale), mentre mi rinfresco con un bicchiere ghiacciato di limone e menta, un gruppo di anziani, di chiare origini sefardite, mi offre uno dei migliori osservatori per provare a capire, dall\u2019interno di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-elezioni-netanyahu-annessione\/\"><strong>Israele<\/strong><\/a>, gli scenari del dopo<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-incertezza-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> elezioni<\/strong><\/a> politiche (le seconde dal 2019). Uno di loro, fiero del suo passato nelle Idf, le forze armate israeliane, si fa vanto del voto accordato all\u2019ex <i>Ramatkal<\/i>, l\u2019ex capo di Stato Maggiore Benny <strong>Gantz<\/strong>, leader di <i>Blu&amp;Bianco<\/i>, che con 33 seggi risulta il partito pi\u00f9 votato dall\u2019elettorato (comunque in flessione rispetto ai 35 seggi di aprile).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Un altro anziano del gruppo, riferendosi alla situazione attuale del post-voto, in cui nessun partito \u00e8 riuscito ad ottenere una maggioranza adeguata a guidare la <a href=\"https:\/\/main.knesset.gov.il\/EN\/Pages\/default.aspx\">Knesset<\/a> (61 seggi), ricorda una delle pi\u00f9 famose frasi del padre fondatore, Ben Gurion: \u201cIn Israele, per essere realisti bisogna credere ai miracoli\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ed \u00e8 proprio un miracolo, o, un gioco di prestigio (per richiamare le doti attribuite al premier uscente Benjamin <strong>Netanyahu<\/strong>) di cui oggi ha bisogno dopo il voto un Paese che ha voglia di stabilit\u00e0 e vuole superare mesi di litigi e campagna elettorale violenta puntando a crescere ancora di pi\u00f9 nel progresso tecnologico ed industriale, nonostante sia accerchiato ai confini da nemici di ogni sorta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><strong>I dati e i giochi<\/strong><br \/>\nUn dato interessante che emerge dalle elezioni \u00e8 che l\u2019affluenza dell\u2019elettorato arabo \u00e8 salita al 60%, dal 49% dello scorso aprile. Oggi la lista araba dispone di 15 seggi, risultando il terzo soggetto politico sulla scena, e nell\u2019ipotesi di grande coalizione suggerita dal premier uscente (<i>Likud<\/i>, blocco delle destre ultra-ortodosse con <i>Blu&amp;Bianco<\/i>) resterebbe fuori dal governo come principale anima dell\u2019opposizione. Tale scenario avrebbe un impatto storico di grande significato: in Israele difatti \u00e8 prassi che il capo dell\u2019opposizione assista agli aggiornamenti dell&#8217;intelligence sulla sicurezza; e se dal 1948 ad oggi non \u00e8 mai successo che a tali aggiornamenti partecipasse un arabo israeliano qualcosa vorr\u00e0 pur dire.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Chi rischia di restare (clamorosamente) grande escluso dalle trattative in corso dopo il voto \u00e8 l\u2019ex ministro della Difesa (ed ex guardaspalle di Netanyahu), Avigdor <b>Lieberman<\/b>, leader del partito laico e nazionalista <i>Israel Beitenu<\/i>. Lieberman si \u00e8 detto favorevole a un governo di unit\u00e0 nazionale che includa anche il <i>Likud<\/i>, ma senza Netanyahu come premier. Da annunciato &#8216;<i>game changer&#8217;,\u00a0<\/i>alla luce delle trattative in corso tra <i>Likud<\/i> e <i>Blu&amp;bianco<\/i>\u00a0ora Lieberman potrebbe restare all\u2019opposizione soprattutto se Gantz riuscisse a convincere il <i>Likud<\/i> a sacrificare Netanyahu (su cui incombono pesanti accuse di frode e corruzione) in nome di un governo stabile e coeso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Non resta, quindi, che attendere le determinazioni del presidente della Repubblica Reuven Rivlin che, salvo sorprese, dovrebbe affidare a Gantz l&#8217;incarico di formare un nuovo esecutivo al termine delle consultazioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Non \u00e8 solo un problema nazionale<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s2\">La parabola discendente di Netanyahu \u00e8 dipesa da una serie di fattori, a cominciare dalle sue stesse scelte politiche, che l\u2019hanno costretto a dipendere sempre pi\u00f9 dai partiti ultranazionalisti e ultraortodossi, unici disponibili, per ovvie ragioni d\u2019opportunit\u00e0, a sostenere qualsiasi governo pur di rimanere nella coalizione di maggioranza. Pertanto \u00e8 evidente che un esecutivo cos\u00ec oltranzista non rispecchiava pi\u00f9 fedelmente l\u2019identit\u00e0 di un Paese caratterizzato da una pluralit\u00e0 di etnie e religioni dove la maggior parte dei partiti \u00e8 proprio l\u2019espressione di tale diversit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">All\u2019ex premier verranno sempre riconosciuti i meriti di un pragmatismo politico che ha garantito elevati livelli di sicurezza (Israele non ha mai conosciuto nella sua storia un periodo cos\u00ec lungo senza conflitti), una crescita economica costante ed importanti progressi in politica estera, grazie all\u2019apertura del dialogo con alcuni Paesi arabi sunniti moderati e non solo (di ieri la notizia dell&#8217;apertura dell&#8217;ambasciata armena) e favorito importanti investimenti, attraverso numerosi accordi in campo energetico siglati, in particolare, con alcuni Stati africani ed asiatici.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Ma adesso \u00e8 evidentemente giunta l&#8217;ora di un cambiamento che \u00e8 destinato ad influenzare anche gli equilibri strategici a livello internazionale e non solo regionale, nonostante Israele sia un Paese piccolo in termini geografici. Basti pensare all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/attacco-iran-sfida-trump\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a> ed alle sue strategie espansionistiche lungo l\u2019asse consolidato Baghdad \u2013 Damasco \u2013 Beirut \u2013 Gaza, ed a quei Paesi arabi moderati che, ufficialmente o ufficiosamente, cooperano con Israele per impedirlo. Oppure, l&#8217;Anp, preoccupata da come un&#8217;eventuale nuova leadership approccer\u00e0 l&#8217;annosa problematica connessa con i territori occupati (Gantz non ha ancora preso posizione sulla valle del Giordano) e il pericolo terrorismo connesso ad\u00a0\u00a0<i>Hamas<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Ed a tal proposito, l&#8217;Amministrazione statunitense, sempre pi\u00f9 vicina alle elezioni presidenziali del 2020, appare ansiosa di potere vantare almeno un successo sul piano internazionale da fare valere nella campagna elettorale. Proprio in tale ottica, il presidente Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, dovesse arenarsi il cosiddetto accordo del secolo (su cui parte dei vertici israeliani appaiono scettici), potrebbe spingere per un improvviso avvicinamento verso Teheran, ufficializzando il fallimento delle strategie diplomatiche di Netanyahu.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Anche questo \u00e8 uno scenario dopo il voto. In attesa di ci\u00f2, la politica israeliana \u00e8 chiamata a dare prova della propria ben nota creativit\u00e0 provando a formare una maggioranza forte anche sul piano internazionale. Sempre che Re Bibi non abbia pronta la sua ultima magia: nuove elezioni, le terze nel 2019, per giocarsi il tutto per tutto e restare sul trono di Israele.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal porticciolo di Akko, l\u2019antica San Giovanni d\u2019Acri (in Galilea occidentale), mentre mi rinfresco con un bicchiere ghiacciato di limone e menta, un gruppo di anziani, di chiare origini sefardite, mi offre uno dei migliori osservatori per provare a capire, dall\u2019interno di Israele, gli scenari del dopo elezioni politiche (le seconde dal 2019). 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