{"id":75548,"date":"2019-09-20T01:41:43","date_gmt":"2019-09-19T23:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75548"},"modified":"2020-03-20T09:24:27","modified_gmt":"2020-03-20T08:24:27","slug":"democrazia-in-europa-italia-sfide-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/democrazia-in-europa-italia-sfide-digitale\/","title":{"rendered":"Democrazia in Europa: l&#8217;Italia, la societ\u00e0 e le sfide del digitale"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019articolo 1 della Costituzione italiana afferma che il nostro Paese e\u0300 una \u201cRepubblica democratica\u201d ove le cariche pubbliche sono espressione del consenso diretto o indiretto dei cittadini. La democrazia nasce in Grecia; dopo secoli di eclisse, nella seconda meta\u0300 del Novecento, si afferma in Occidente attraverso disegni costituzionali che variano da Paese a Paese.<\/p>\n<p>Agli inizi del XXI secolo, si ritrova segnata da tendenze contraddittorie. Da una parte registriamo una crisi della democrazia rappresentativa, che si manifesta in un sentimento diffuso di distacco, di sfiducia verso le istituzioni e le e\u0301lites di governo: una crisi dell\u2019agora\u0300 sempre piu\u0300 disertata da cittadini attratti dalle sirene della societa\u0300 dei consumi, nella crisi dei partiti, nella tendenza all\u2019individualizzazione e al declino delle forme di impegno collettivo, in uno scenario in cui aumentano le insicurezze.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, assistiamo allo sviluppo vertiginoso delle applicazioni delle<strong> nuove tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione<\/strong>, che stanno modificando profondamente la vita privata e pubblica, consentendo forme immediate e allargate di partecipazione politica consapevole. Il digitale sta influenzando anche il pensiero politico, aumentando le possibilita\u0300 di rapportarsi con gli altri, creando un <strong>clima favorevole per la circolazione delle idee<\/strong> e per l\u2019acquisizione di conoscenze relative ai piu\u0300 disparati aspetti della realta\u0300 umana. Mediante il digitale c\u2019e\u0300 la possibilita\u0300 di accedere democraticamente alle informazioni, di diffonderle in tutto il mondo, in maniera immediata, di scambiarsi le opinioni senza nessuna censura e di interagire con persone di altre nazioni; da questo confronto e da questa accessibilita\u0300 alle informazioni puo\u0300 nascere la consapevolezza della forza della democrazia.<\/p>\n<p><strong>Potenzialita\u0300 del digitale e ambiti di applicazione<\/strong><br \/>\nNasce cosi\u0300 la possibilita\u0300 di estendere i propri contatti all\u2019interno di territori virtuali in cui, come dice Pierre Le\u0300vy, \u201cla vicinanza e\u0300 semantica, non piu\u0300 geografica o istituzionale\u201d e si puo\u0300 andare al di la\u0300 delle tradizionali appartenenze nazionali o regionali o locali, con l\u2019opportunita\u0300 di intensificare processi di integrazione politica su scala sovranazionale, come quella europea.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>A questo punto, si profila uno scenario interessante, nel quale proprio<strong> il digitale potrebbe consentire di rivitalizzare la democrazia<\/strong>, di farla uscire dal suo stato di affanno, a condizione di vigilare sull\u2019accentuazione di questa difficolta\u0300 che proprio l\u2019uso distorto degli strumenti del web puo\u0300 provocare. Ci riferiamo sia al fenomeno del leaderismo plebiscitario, nei partiti e nel governo, veicolato un tempo dai mass media tradizionali e ora dai social media; sia alla suggestione di \u201cbypassare\u201d i corpi intermedi (partiti, sindacati, istituzioni) e quindi di introdurre sempre piu\u0300 forme di \u201cdirettezza\u201d nelle procedure democratiche. Senza trascurare il fatto che l\u2019efficacia assicurata dalla velocita\u0300 del web sul piano della partecipazione giudicante e dello scambio di opinioni non si ripropone automaticamente sul piano della decisione, dove devono intervenire tempi piu\u0300 dilatati.<\/p>\n<p>La rivoluzione digitale potra\u0300 essere messa al servizio della democrazia per:<\/p>\n<p>a) rafforzare la trasparenza delle istituzioni e l\u2019<em>accountability<\/em> degli organismi eletti mediante piattaforme digitali, accessibili ai cittadini;<\/p>\n<p>b) incentivare le <strong>iniziative popolari<\/strong>, per proposte di legge, mediante una regolamentazione che ne consenta l\u2019attivazione <strong>via web<\/strong>;<\/p>\n<p>c) stimolare il cittadino a contribuire alla formulazione dell\u2019agenda politica sia dei partiti, sia delle istituzioni, mediante una partecipazione attiva a forme di \u201cpressione\u201d sui centri decisionali, in modo da favorire la transizione dal cittadino deferente, che si limita all\u2019espressione di voto e a recepire passivamente l\u2019offerta politica organizzata, al cittadino autorealizzato;<\/p>\n<p>d) agevolare l\u2019<strong>individuazione di un nuovo modello di partito<\/strong>, che non sia ne\u0301 il vecchio partito identitario di massa, oggi improponibile, ne\u0301 il partito \u201cvirtuale\u201d, ma un partito-network di associazioni, gruppi, circoli, ispirato dai valori stessi della rete: liberta\u0300, condivisione, partecipazione;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>e) sensibilizzare i giovani su tematiche di rilevanza pubblica, promuovendo l\u2019educazione dei \u201cnativi digitali\u201d allo status di <strong>\u201ccittadini digitali\u201d<\/strong>, rispettosi di un codice etico che li abitui ad una partecipazione corretta al dibattito pubblico e a vigilare sul pericolo delle fake news;<\/p>\n<p>f) realizzare uno <strong>\u201cspazio pubblico europeo\u201d<\/strong>, che consenta di esercitare forme di \u201cpressione\u201d sulle istituzioni comunitarie e di attivare iniziative popolari a livello comunitario.<\/p>\n<p><strong>I limiti all\u2019uso del digitale<\/strong><br \/>\nIl digitale puo\u0300 essere non solo utile ai processi reali della democrazia, ma anche al conseguimento dei suoi obiettivi ideali, incoraggiando la libera manifestazione del pensiero, consentendo al cittadino di esprimere la propria singolarita\u0300 nella societa\u0300 e di partecipare al dibattito politico: il cuore pulsante della democrazia, che le impedisce di essere manipolata da poteri invisibili. Infatti e\u0300 dal confronto e dal dissidio, anche acceso ma corretto, che scaturisce la crescita civile e sociale.<\/p>\n<p>Beninteso, anche la liberta\u0300 di espressione deve trovare un limite nell\u2019eguaglianza di rispetto, altro cardine della democrazia da salvaguardare nell\u2019era digitale. \u00c8 implicito, ma e\u0300 bene ribadirlo, che, se, come ci ricorda l\u2019articolo 3 della Costituzione italiana, bisogna rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per un\u2019effettiva e universale realizzazione delle condizioni di liberta\u0300 e uguaglianza tra i cittadini, un\u2019autentica \u201cdemocrazia digitale\u201d dovra\u0300, innanzitutto, contrastare attivamente e costantemente il <strong><em>digital divide<\/em><\/strong>. In presenza di quest\u2019ultimo, infatti, verrebbe meno il presupposto fondamentale di una democrazia digitale: <strong>il diritto universale di accesso a Internet, che si aggiunge ai diritti individuali fondamentali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La speranza di una nuova democrazia<\/strong><br \/>\nPer concludere sui benefici che la democrazia potra\u0300 trarre dall\u2019avvento del digitale, si puo\u0300 fare riferimento alla visione ottimistica del filosofo francese Michel Serres, che vede <strong>la generazione dello smartphone<\/strong>, abituata all\u2019orizzontalita\u0300 della Rete, poco disponibile ad affiliarsi a gruppi omogenei, ad accettare le gerarchie di un tempo. Non c\u2019e\u0300 bisogno di rimpiangere i tempi andati. I social media contribuiranno ad erodere la struttura asimmetrica e piramidale delle nostre societa\u0300 e del potere, che Serres descrive con la metafora della \u201cTour Eiffel\u201d, certo non distruggendo le democrazie rappresentative moderne, ma obbligandole a redistribuire il potere tra le istituzioni centrali e quelle periferiche, tra le istituzioni e la societa\u0300 civile.<\/p>\n<p>Scrive Serres: \u201cLa base della Tour Eiffel ha la stessa dignita\u0300 del vertice, il quale scomparira\u0300, lo speriamo tutti. Per fortuna non ne costruiremo piu\u0300 di simili. Non penseremo piu\u0300 le nostre relazioni ne\u0301 la societa\u0300 in quel modo. Non crediamo piu\u0300 a questa politica antiquata ne\u0301 a queste vecchie istituzioni, cosi\u0300 statiche che la loro struttura formale, dalle piramidi d\u2019Egitto alla Tour Eiffel, e\u0300 rimasta immutata, tirannica anche se camuffata da repubblica. Avanza la democrazia; o meglio, nascera\u0300?\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<br \/>\n___<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo 1 della Costituzione italiana afferma che il nostro Paese e\u0300 una \u201cRepubblica democratica\u201d ove le cariche pubbliche sono espressione del consenso diretto o indiretto dei cittadini. 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