{"id":75555,"date":"2019-09-24T09:15:29","date_gmt":"2019-09-24T07:15:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75555"},"modified":"2019-09-26T23:47:39","modified_gmt":"2019-09-26T21:47:39","slug":"usa-medio-oriente-non-desiderare-guerre-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/usa-medio-oriente-non-desiderare-guerre-altri\/","title":{"rendered":"Usa\/Medio oriente: non desiderare le guerre d\u2019altri"},"content":{"rendered":"<p>Una delle ragioni che nel 1974 indussero il presidente egiziano Anwar al-Sadat a firmare la pace fu la malinconica considerazione di come\u00a0&#8220;tutti gli Stati arabi apparissero determinati a combattere Israele sino all&#8217;ultimo soldato egiziano\u201d.<\/p>\n<p>Da allora sono passati quasi cinquant&#8217;anni ma le logiche del Medio oriente sembrano non essere affatto cambiate.<\/p>\n<p>Allorch\u00e9 si esaminano le politiche attuali dei due Stati che dominano la scena mediorientale del momento appare infatti ben chiaro come tanto <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-incertezza-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Israele<\/a><\/strong> quanto l&#8217;<strong>Arabia Saudita<\/strong> sarebbero ben felici di poter combattere l&#8217;<strong>Iran<\/strong> \u201csino all&#8217;ultimo soldato statunitense\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le due politiche di Washington<\/strong><br \/>\nLe loro scelte nell&#8217;ambito del contrasto che li oppone al capofila del mondo islamico sciita sono infatti costantemente motivate dalla speranza di poter prima o poi &#8211; o se possibile quanto prima!\u00a0 &#8211; coinvolgere appieno gli <strong>Stati Uniti<\/strong> in uno scontro che rischia da un momento all&#8217;altro di generare fiammate pericolosissime per tutto il mondo.<\/p>\n<p>Per fortuna, almeno per il momento, l&#8217;Amministrazione Trump ha ancora due politiche, di cui la prima,\u00a0dichiaratoria, \u00e8 composta da proclami roboanti e da prese di posizione destinate non a tradursi in realt\u00e0 ma piuttosto a trasmettere una immagine di intransigenza e risolutezza del <em>Commander in Chief<\/em>\u00a0 agli occhi dell&#8217;elettorato profondo del Paese.<\/p>\n<p>La seconda, invece, quella che viene tradotta in pratica giorno dopo giorno, rispecchia soprattutto la necessit\u00e0, che condiziona anche gli Usa come e forse anche pi\u00f9 di altri grandi Paesi, di non accettare a scatola chiusa sfide che potrebbero facilmente tradursi domani in impegni bellici estremamente costosi sotto ogni punto di vista.<\/p>\n<p>Primo fra tutti quello delle perdite umane che l&#8217;opinione pubblica statunitense non sembra pi\u00f9 in condizioni di poter tollerare nel medio e nel lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>Le pressioni di Tel Aviv e Riad<\/strong><br \/>\nResistere alla pressione congiunta di Israele e Arabia Saudita non deve comunque risultare affatto facile per l&#8217;Amministrazione Trump.<\/p>\n<p>Da un lato, infatti, nelle sue recenti dimostrazioni di amicizia e simpatia per ambedue i Paesi mediorientali, il presidente Trump si \u00e8 particolarmente esposto, giustificando fra l&#8217;altro con il suo atteggiamento l&#8217;emergere di speranze non fondate.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro, poi, i governi israeliano e saudita hanno dimostrato negli anni quanto essi siano in condizione di influenzare ove se ne presenti la necessit\u00e0 la scena politica statunitense appoggiandosi l&#8217;uno alla cosiddetta <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-usa-divisi-rapporto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;lobby ebraica&#8221;<\/a>, l&#8217;altra al &#8220;complesso militare-industriale&#8221; degli Usa, pesantemente dipendente dalle stratosferiche commesse degli Stati della penisola arabica.<\/p>\n<p>Infine, a rendere il tutto pi\u00f9 cogente,\u00a0 sono arrivati negli ultimi tempi prima gli episodi che hanno innescato un botta e risposta di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/golfo-hormuz-ritorno-passato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">punzecchiature navali<\/a> nel Golfo Persico e nello <strong>Stretto di Hormuz<\/strong>, poi quel deciso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/attacco-iran-sfida-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attacco alle raffinerie dell&#8217;Aramco<\/a> saudita che i ribelli yemeniti hanno molto opportunamente rivendicato, ma dietro a cui si intravede chiaramente l&#8217;ombra &#8211; se non altro politica &#8211; dell&#8217;Iran.<\/p>\n<p>Un insieme di avvenimenti che ha conferito ai problemi dell&#8217;Arabia Saudita una netta priorit\u00e0 rispetto a quelli di Israele.<\/p>\n<p>Priorit\u00e0 tra l&#8217;altro rinforzata anche dal fatto che mentre il timore di Tel Aviv\u00a0 relativo ai possibili sviluppi di un nucleare militare iraniano potrebbero trovare una soluzione diplomatica &#8211; ed in effetti parecchie aperture in quel senso ci sono gi\u00e0 state -, lo scontro in corso nell&#8217;ambito islamico\u00a0fra il mondo sciita e quello sunnita, guidati l&#8217;uno dall&#8217;Iran, l&#8217;altro dall&#8217;Arabia Saudita, appare come una vera e propria lotta fino alla morte per il predominio che \u00e8 completamente refrattaria a qualsiasi compromesso.<\/p>\n<p><strong>Il rischio di una ulteriore escalation<\/strong><br \/>\nUn coinvolgimento degli Usa in uno scontro che andasse oltre i limiti da esso gi\u00e0 raggiunti sino ad ora finirebbe quindi con l&#8217;assumere l&#8217;aspetto di una definitiva e totale scelta di campo, destinata fra l&#8217;altro a coinvolgere inevitabilmente, per i noti meccanismi di costante richiamo alla solidariet\u00e0 atlantica, anche l&#8217;intera costellazione degli alleati occidentali degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 si verificasse per ironia della sorte finiremmo poi col ritrovarci alleati proprio con quel campo islamico sunnita da cui partono tutti gli attacchi del terrorismo fondamentalista che hanno insanguinato l&#8217;Occidente, un peccato da cui gli sciiti risultano sino ad ora immuni.<\/p>\n<p>Oltretutto, poi, si tratterebbe di uno gruppo che non soltanto riconosce la leadership dello Stato su cui pi\u00f9 forti gravano i sospetti di favoreggiamento, perlomeno economico, del terrorismo nei tempi andati ma che \u00e8 ora guidato da un principe giovane ed ambizioso &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-prigione-epurati-salman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mohammed bin Salman (Mbs)<\/a><\/strong> &#8211; teso a\u00a0 far dimenticare il disastroso andamento di quella guerra contro gli houti dello Yemen di cui \u00e8 il primo responsabile. Per non focalizzarci poi sulla mancanza di scrupoli dei suoi apparati di sicurezza, evidenziata\u00a0 in tempi abbastanza recenti dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/arabia-saudita-khashoggi-mbs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">caso Kashoggi<\/a>.<\/p>\n<p>Appare estremamente opportuno quindi che prima di lasciarsi coinvolgere da prove pi\u00f9 o meno concludenti dell&#8217;origine della recente escalation del confronto mediorientale, gli Stati Uniti &#8211; e noi con loro! &#8211; approfondiscano adeguatamente quanto sino ad oggi accaduto senza lasciarsi influenzare da dubbie considerazioni altrui e soprattutto tenendo ben presente tutto ci\u00f2 che \u00e8 a monte dell&#8217;attuale confronto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle ragioni che nel 1974 indussero il presidente egiziano Anwar al-Sadat a firmare la pace fu la malinconica considerazione di come\u00a0&#8220;tutti gli Stati arabi apparissero determinati a combattere Israele sino all&#8217;ultimo soldato egiziano\u201d. 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