{"id":75614,"date":"2019-10-01T08:42:25","date_gmt":"2019-10-01T06:42:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75614"},"modified":"2019-10-01T12:34:11","modified_gmt":"2019-10-01T10:34:11","slug":"ambiente-ue-transizione-carbonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ambiente-ue-transizione-carbonio\/","title":{"rendered":"Ambiente: Ue per transizione energetica e meno carbonio"},"content":{"rendered":"<p>Sin dal suo discorso di presentazione al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen &#8211; la nuova presidente della Commissione europea &#8211; ha indicato la transizione energetica e la decarbonizzazione del continente europeo come prioritarie nell&#8217;agenda del suo esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Le buone intenzioni europee<br \/>\n<\/strong>Anche se non sempre alle promesse politiche seguono i fatti &#8211; soprattutto in Europa dove bisogna far accordare 28 Stati\u00a0 membri con interessi e posizioni politiche diverse ,- la nuova Commissione sembra fare sul serio sui fronti della transizione energetica e della decarbonizzazione per due motivi.<\/p>\n<p>In primo luogo, la von der Leyen<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-empire\/\"> ha nominato Frans Timmermans<\/a> &#8211; gi\u00e0 candidato alla presidenza per i socialisti &#8211; come vice-presidente esecutivo con delega allo\u00a0<em>European Green Deal<\/em>. Questa scelta rappresenta un <strong>punto di rottura<\/strong> rispetto al passato, perch\u00e9 attribuisce un chiaro mandato politico ed esecutivo alla creazione di un piano che renda l\u2019Europa <em>carbon-free<\/em> entro il 2050, scorporando questo compito dalle responsabilit\u00e0 del commissario per l\u2019energia e da quello per il clima.<\/p>\n<p>Secondo motivo, le indicazioni date dalla presidente a Paolo Gentiloni, indicato dall\u2019Italia e designato commissario per l\u2019economia. Anche se Gentiloni dovr\u00e0 occuparsi principalmente della stabilit\u00e0 dei conti pubblici degli Stati membri e del rispetto delle regole fiscali, la von der Leyen gli ha assegnato delle ambiziose riforme ambientali ed energetiche, nell&#8217;ottica della transizione energetica e della decarbonizzazione.<\/p>\n<p><strong>I nuovi finanziamenti green<br \/>\n<\/strong>Il punto di partenza \u00e8 l&#8217;istituzione del <em>Sustainable Europe Investment Plan<\/em>, un nuovo programma europeo che dovrebbe accompagnare e complementare il nascente fondo <em>InvestEU<\/em>, con l\u2019obiettivo di sbloccare investimenti privati fino a un trilione di euro in dieci anni per tecnologie e progetti sostenibili.<\/p>\n<p>Questo piano segue l\u2019annuncio di riforma della Banca europea degli investimenti (Bei) che mira ad abbandonare i finanziamenti alle fonti fossili, gi\u00e0 ora quota minore del portafoglio della banca. La stessa von der Leyen ha auspicato che la <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-eib-climate-fossilfuels\/european-investment-bank-proposes-end-to-fossil-fuel-lending-idUSKCN1UL1PX\">Bei si trasformi in una <em>climate bank<\/em><\/a>, capace di spendere almeno met\u00e0 dei suoi 70 miliardi di investimenti all&#8217;anno in progetti sostenibili in sintonia con la transizione energetica e la decarbonizzazione. I negoziati sono in corso e nelle prossime settimane sapremo se la riforma entrer\u00e0 in vigore entro il 2021, come nelle intenzioni della von der Leyen.<\/p>\n<p>Gentiloni dovr\u00e0 anche contribuire a rivedere la direttiva sulla fiscalit\u00e0 dei <strong>prodotti energetici<\/strong>, vecchia di 15 anni. Secondo la Commissione, le vecchie regole ostacolano le nuove politiche ambientali e fiscali, dato che non esiste nessun legame tra le aliquote dei carburanti, il contenuto energetico e le emissioni di CO<sub>2<\/sub>. Inoltre, la tassazione e i sussidi alle fonti fossili sono un problema sempre pi\u00f9 discusso sia per il loro impatto ambientale sia per l\u2019incoerenza con cui vengono applicati in Europa. Secondo <a href=\"https:\/\/www.odi.org\/publications\/11430-fossil-fuel-subsidies-draft-eu-national-energy-and-climate-plans\">un recente studio<\/a>, infatti, nessuno dei Paesi dell\u2019Ue ha previsto una precisa riduzione n\u00e9 una graduale eliminazione di tali sussidi all&#8217;interno dei propri <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/energia-clima-pniec-ue-italia\/\">Piani Nazionali Energia e Clima<\/a> da approvare entro l\u2019anno. Addirittura, sembra che cinque Paesi &#8211; tra cui la Germania &#8211; abbiano l\u2019intenzione di introdurre <strong>nuovi sussidi<\/strong> nei prossimi anni.<\/p>\n<p><strong>Cambio di passo<br \/>\n<\/strong>Infine, il futuro commissario all&#8217;economia \u00e8 stato incaricato di redigere una proposta per introdurre una <em>carbon border tax<\/em> europea che applichi una tassa ambientale alle importazioni di beni nell&#8217;Unione. L\u2019idea \u00e8 quella di applicare <strong>dazi<\/strong>\u00a0ai prodotti ad alta intensit\u00e0 energetica che provengono da Paesi extra-europei con politiche ambientali pi\u00f9 permissive. Lo scopo principale \u00e8 quello di aggiungere al prezzo del bene un costo per la CO<sub>2<\/sub> emessa, come accade in Europa, assicurando in tal modo la competitivit\u00e0 dell\u2019industria europea, spesso svantaggiata nella scena internazionale per via degli alti standard ambientali del nostro continente.<\/p>\n<p>Nei piani della Commissione questi dazi limiterebbero anche il fenomeno del <em>carbon leakage<\/em>, ossia la <strong>delocalizzazione<\/strong> di aziende europee in nazioni con politiche ambientali meno severe, con la conseguente perdita di posti di lavoro e maggiori emissioni. Dato che tali aziende dovrebbero poi pagare lo stesso prezzo per la CO<sub>2<\/sub> prodotta come se la produzione avvenisse in Europa, l\u2019incentivo ad andarsene sarebbe infatti minore.<\/p>\n<p>L\u2019idea di una tariffa ambientale <a href=\"https:\/\/bruegel.org\/2019\/08\/border-carbon-tariffs-giving-up-on-trade-to-save-the-climate\/\">\u00e8 stata a lungo proposta<\/a> da associazioni ambientaliste, da economisti e in pi\u00f9 di un\u2019occasione anche dal presidente francese Emmanuel Macron, soprattutto come corollario al <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iaicom1938.pdf\">mercato delle emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/a> in Europa (l\u2019<em>Emission Trading System <\/em>&#8211; Ets). Nel 2018 se ne discusse anche al Parlamento europeo nell&#8217;ambito della revisione dell&#8217;Ets, ma la proposta naufrag\u00f2 prima ancora di arrivare in assemblea.<br \/>\nIl fatto che ora venga scritta nero su bianco come uno dei progetti della nuova Commissione, quindi, fa bene sperare.<\/p>\n<p><strong>La svolta entro pochi mesi<br \/>\n<\/strong>I prossimi mesi dunque indicheranno la seriet\u00e0 degli annunci della nuova Commissione: entro 100 giorni dall&#8217;insediamento dovrebbe essere presentato l\u2019<em>European Green Deal <\/em>ed entro i primi mesi del 2020 sar\u00e0 il turno della <em>border carbon tax<\/em>. Quest\u2019ultima iniziativa, a detta di Gentiloni, verr\u00e0 prima presentata ai maggiori partner commerciali internazionali con lo scopo di <strong>portare l\u2019esempio<\/strong> di una carbon tax internazionale che sia in linea con le regole sul libero scambio della Wto, l&#8217;Organizzazione per il commercio mondiale.<\/p>\n<p>Se le proposte politiche della Commissione rispecchieranno i livelli di ambizione, un primo importante passo sar\u00e0 compiuto. A quel punto la vera sfida sar\u00e0 trovare consenso tra le varie forze politiche e gli Stati membri.<br \/>\nAlcuni Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est sono gi\u00e0 pronti a dare battaglia per rallentare la transizione energetica e il processo di decarbonizzazione entro il 2050 e proteggere le loro industrie e i loro impianti energetici, ancora altamente inquinanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dal suo discorso di presentazione al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen &#8211; la nuova presidente della Commissione europea &#8211; ha indicato la transizione energetica e la decarbonizzazione del continente europeo come prioritarie nell&#8217;agenda del suo esecutivo. 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