{"id":75650,"date":"2019-10-03T17:04:56","date_gmt":"2019-10-03T15:04:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75650"},"modified":"2019-10-04T07:52:48","modified_gmt":"2019-10-04T05:52:48","slug":"euro-energia-statuto-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/euro-energia-statuto-peso\/","title":{"rendered":"Euro: energia, maggiore statuto = maggiore peso geo-economico"},"content":{"rendered":"<p>A quasi venti anni dalla sua introduzione nell&#8217;uso corrente, l\u2019<strong>euro<\/strong> sembra non avere eroso in maniera significativa il dominio del <strong>dollaro<\/strong> come valuta di riserva e strumento di pagamento internazionale, rimanendo tutt&#8217;al pi\u00f9 una valuta regionale con un ruolo di riserva soprattutto nel vicinato Ue. Tuttavia, in un ambiente internazionale caratterizzato da un crescente uso di strumenti economici per il perseguimento di interessi di politica estera \u2013 dove l&#8217;unilateralismo statunitense presenta una sfida agli interessi economici e politici dell&#8217;<strong>Ue<\/strong> e dei suoi Stati membri -, il\u00a0 dibattito sul ruolo internazionale dell\u2019euro sembra acquisire rinnovata centralit\u00e0. Tale dibattito dovr\u00e0 senz&#8217;altro essere facilitato da una <strong>Commissione europea<\/strong> che \u2013 nelle parole della sua nuova presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ursula Von Der Leyen<\/a> \u2013 intende accrescere la propria autorevolezza sul piano geopolitico.<\/p>\n<p><strong>Un contesto di competizione geo-economica<br \/>\n<\/strong>Lo scorso dicembre, la Comissione europea diffondeva una <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/files\/communication-towards-stronger-international-role-euro_en\">comunicazione<\/a> sul ruolo internazionale dell\u2019euro, in cui Bruxelles suggeriva <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/publications\/recommendation-international-role-euro-field-energy_en\">raccomandazioni<\/a> invitando gli Stati membri a promuovere l\u2019utilizzo della moneta unica nelle transazioni energetiche. Nel 2017, pi\u00f9 dell\u201980% delle importazioni di petrolio nella Ue era denominato in dollari.<\/p>\n<p>Il documento sottolinea che <strong>l\u2019espansione<\/strong> del ruolo internazionale dell\u2019euro aiuterebbe a proteggere le grandi compagnie europee dall&#8217;applicazione extra-territoriale delle sanzioni Usa. L\u2019efficacia di tali sanzioni \u00e8 strettamente legata alla preponderanza del dollaro come valuta di riserva e strumento di pagamento internazionale. Il dollaro garantisce a Washington vantaggi pratici nel tracciamento delle transazioni fra regimi ostili e attori commerciali, e copertura legale nell&#8217;applicazione extraterritoriale della legge americana.<\/p>\n<p>La crescente propensione di Washington a un utilizzo spregiudicato e unilaterale della sua posizione dominante nei mercati finanziari globali per il perseguimento di obiettivi geopolitici ha ormai dimostrato di essere incompatibile con gli interessi economici e strategici dei Paesi europei. In seguito al ritiro degli Usa dall&#8217;accordo del 2015 sul nucleare iraniano e all\u2019erogazione di nuove sanzioni contro la Repubblica islamica, un vasto numero di multinazionali europee fra cui <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/french-energy-giant-total-officially-pulls-out-of-iran\/a-45150849\">Total<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-05-08\/trump-exit-from-iran-pact-halts-40-billion-boeing-airbus-deals\">Airbus<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-iran-nuclear-maersk\/maersk-latest-company-to-shun-iran-as-eu-scrambles-to-save-nuclear-deal-idUSKCN1II0YR\">Maersk<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/siemens-turns-its-back-on-iran\/a-45216112\">Siemens<\/a> hanno deciso di abbandonare il mercato iraniano.<\/p>\n<p>Appare dunque chiaro come un rafforzamento del ruolo internazionale dell\u2019euro inizi ad acquisire importanza agli occhi degli Stati pi\u00f9 esposti \u2013 Francia e Germania in primis.<\/p>\n<p>Tuttavia, se strumenti commerciali e regolamentari europei si sono rivelati <em>asset<\/em> geo-economici efficaci e consolidati per esercitare influenza su Paesi terzi, maggiore incertezza sorge relativamente a i) la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di fare dell\u2019euro un vero e proprio <strong>scudo geo-economico<\/strong>, ii) la propensione di Paesi terzi ad accettare o essere parte attiva di un consolidamento del ruolo internazionale della moneta europea, iii) l\u2019impatto effettivo della ridenominazione in euro delle transazioni energetiche sullo statuto internazionale della valuta europea.<\/p>\n<p><strong>Le capacit\u00e0 dell\u2019euro come valuta di riferimento per le transazioni energetiche<br \/>\n<\/strong>In termini di fattibilit\u00e0, l\u2019euro \u00e8 ben piazzato per una ridenominazione dei contratti energetici. Primo, l\u2019Europa \u00e8 il maggiore importatore di combustibili fossili del mondo. Nel 2018, l\u2019Ue ha importato petrolio per 11,76 milioni di barili al giorno, ben superiori agli Usa (5,14 milioni) o alla Cina (9,72 milioni).<\/p>\n<p>Secondo, la struttura dell\u2019import energetico europeo \u00e8 dominata da Paesi le cui valute non sono agganciate al dollaro e che \u2013 nel caso della Russia \u2013 hanno mostrato un forte interesse a diversificare le denominazioni delle loro transazioni a causa del rischio posto dalle sanzioni Usa. A fine agosto, il gigante petrolifero russo Rosneft \u2013 responsabile della produzione del 40% del petrolio russo \u2013 ha <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-russia-rosneft-tenders-euro\/exclusive-russias-rosneft-to-switch-to-euros-in-oil-products-tenders-traders-idUSKCN1VB15J\">notificato<\/a> ai suoi clienti di prepararsi a una denominazione in euro dei contratti, segnalando un tentativo di limitare l\u2019impatto delle sanzioni Usa sulla Russia.<\/p>\n<p>Terzo, l\u2019euro \u00e8 gi\u00e0 la <strong>seconda valuta<\/strong> di riserva internazionale. Nel 2018, il 20% delle riserve in valuta estere delle banche centrali erano in euro. Si noti che nonostante la moneta cinese conti per appena il 4% delle riserve in valuta estera delle banche centrali, la Cina ha gi\u00e0 lanciato dei contratti <em>future<\/em> petroliferi denominati in valuta nazionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, al momento l\u2019euro soffre anche di evidenti limiti che rischiano di comprometterne una funzione di riferimento per le transazioni energetiche.<\/p>\n<p><strong>I limiti dell\u2019euro come valuta di riferimento per le transazioni energetiche<em><br \/>\n<\/em><\/strong>In primo luogo, non \u00e8 chiaro con quale livello di coesione gli Stati membri dell\u2019Ue \u2013 che sarebbero primariamente responsabili nell&#8217;incentivare una ridenominazione dei contratti da parte delle compagnie \u2013 intendano rafforzare lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/eurozona-messori-serve-equilibrio-fra-regole-e-tutele\/\">statuto internazionale dell\u2019euro<\/a>. Al momento, i diversi Stati Ue presentano significative differenze per quanto riguarda la quota di contratti energetici denominati in dollari, che varia dal 52% in Germania a quasi il 100% in Polonia e nel Regno Unito. Alcuni di essi, in particolare nell&#8217;Europa centro-orientale, stanno inoltre lavorando per espandere l\u2019importazione di gas naturale liquefatto dagli Usa e di petrolio dai Paesi del Golfo, al fine di ridurre la quota di idrocarburi russi nel loro mix energetico.<\/p>\n<p>Tali transazioni difficilmente potranno essere denominate in euro. Inoltre, questi Paesi \u2013 scarsamente esposti alle sanzioni verso Iran o Russia &#8211; hanno dimostrato di preferire il mantenimento, anche su base bilaterale, di forti <strong>legami politici e di sicurezza<\/strong> con Washington rispetto a qualunque timida declinazione di &#8220;autonomia strategica&#8221; europea.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ipotesi di una crescita del profilo dell\u2019euro come valuta di riserva internazionale, inoltre, occorre considerare che la denominazione in dollari delle transazioni energetiche \u00e8 pi\u00f9 una conseguenza della posizione internazionale del dollaro che una causa. Il dominio del dollaro deriva dal cambiamento nell&#8217;equilibrio delle potenze seguito alla seconda guerra mondiale, combinato con la capacit\u00e0 americana di offrire al mondo beni pubblici globali \u2013 fra cui asset &#8216;rifugio liquidi&#8217; e privi di rischi come i <em>Treasury bills<\/em>. Da questo punto di vista, il consolidamento dell\u2019Unione economica e monetaria europea come attore pi\u00f9 coeso e strategico rimane un elemento necessario per elevare il ruolo dell\u2019euro nelle transazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>Quando il rischio \u00e8 necessario<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Insomma, appare ancora incerta la misura in cui una significativa ridenominazione in euro dei contratti energetici europei riesca a limitare l\u2019uso del dollaro come strumento di implementazione ed <em>enforcement<\/em> del principio &#8216;America first&#8217; in politica estera. Idealmente, qualora una ridefinizione dei contratti di importazione degli idrocarburi risulti benefica per proteggere gli interessi economici degli Stati membri nel contesto dell\u2019intensificazione della competizione geo-economica internazionale, gli stessi Stati potrebbero diventare pi\u00f9 inclini a rafforzare l\u2019architettura istituzionale dell&#8217;eurozona, passo necessario ad elevare lo status internazionale dell\u2019euro.<\/p>\n<p>Spetter\u00e0 alla nuova Commissione e agli Stati membri maggiormente esposti ai rischi della competizione geo-economica dare seguito alle raccomandazioni dello scorso dicembre e trasformarle in opportunit\u00e0 per rafforzare la moneta unica tanto all&#8217;interno quanto all&#8217;esterno dell\u2019Unione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi venti anni dalla sua introduzione nell&#8217;uso corrente, l\u2019euro sembra non avere eroso in maniera significativa il dominio del dollaro come valuta di riserva e strumento di pagamento internazionale, rimanendo tutt&#8217;al pi\u00f9 una valuta regionale con un ruolo di riserva soprattutto nel vicinato Ue. 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