{"id":75669,"date":"2019-10-03T21:06:47","date_gmt":"2019-10-03T19:06:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75669"},"modified":"2019-10-07T15:21:56","modified_gmt":"2019-10-07T13:21:56","slug":"kosovo-vento-novita-voto-anticipato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/kosovo-vento-novita-voto-anticipato\/","title":{"rendered":"Kosovo: vento di novit\u00e0 dall&#8217;ennesimo voto anticipato"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Kosovo<\/strong> non \u00e8 nuovo ad <strong>elezioni anticipate<\/strong>: nella seppur breve storia del Paese, infatti, nessun governo \u00e8 riuscito a portare a termine i quattro anni di una legislatura. Questa volta a portare gli elettori alle urne anzitempo \u00e8 stato il premier uscente <strong>Ramush Haradinaj<\/strong> che, il 19 luglio scorso,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Kosovo-le-dimissioni-di-Haradinaj-aprono-alla-crisi-politica-195926\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha scelto di dimettersi<\/a>\u00a0dopo essere stato convocato dalla Corte speciale incaricata di indagare i presunti crimini dell\u2019Esercito di liberazione del Kosovo (U\u00e7k) durante e dopo il conflitto armato con le forze serbe nel 1999-2000.<\/p>\n<p>Il 5 agosto c\u2019\u00e8 stato un tentativo non troppo convinto di cercare una nuova maggioranza in Parlamento, mossa peraltro fortemente criticata da molte forze politiche. Alla fine, il 22 agosto, il presidente <strong>Hashim Tha\u00e7i<\/strong> ha rotto gli indugi, convocando elezioni anticipate per <strong>domenica 6 ottobre<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono chiamati alle urne quasi due milioni di kosovari per una tornata elettorale il cui slogan ufficiale \u00e8 \u201cVotiamo per il nostro futuro\u201d. Agli elettori spetta indicare i 120 deputati che siederanno nel Parlamento di Pristina fra i candidati di 25 partiti e quattro coalizioni pre-elettorali che hanno preso vita per rappresentare, oltre alla popolazione della comunit\u00e0 albanese, anche le tante minoranze: serbi, bosniaci, gorani, rom, turchi, ashkali ed egiziani.<\/p>\n<p>\u00c8 molto verosimile che all\u2019indomani delle consultazioni non emerger\u00e0 subito una nuova maggioranza di governo, che tradizionalmente viene raggiunta attraverso un lungo e faticoso processo di negoziato tra le forze politiche che hanno trovato rappresentanza in Parlamento.<\/p>\n<p><strong>Il sistema politico<\/strong><br \/>\nLe dinamiche istituzionali del Kosovo hanno degli elementi peculiari: a causa della recente travagliata storia del Paese balcanico e della composizione variegata della sua popolazione, in Kosovo \u00e8 stato istituito un sistema politico di <strong>\u201cdemocrazia consociativa\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Introdotto per garantire stabilit\u00e0 in un Paese con forti divisioni, questo sistema consiste nel forzare la condivisione del potere fra i vari <strong>gruppi etnici<\/strong> creando incentivi istituzionali per spingerli a collaborare piuttosto che a competere in maniera antagonista. In Kosovo, il meccanismo principale consiste nell\u2019attribuzione di 20 dei 120 seggi alle <strong>minoranze<\/strong>: 10 alla serba, 4 a quelle rom, ashkali ed egiziana, 3 alla minoranza bosniaca, 2 a quella turca e un seggio ai gorani. Oltre ai seggi riservati, le minoranze hanno poi la possibilit\u00e0 di contendersi anche parte dei restanti seggi, assegnati con un proporzionale puro.<\/p>\n<p>Questa ripartizione dei seggi rende di fatto necessaria la presenza dei partiti di minoranza all&#8217;interno delle coalizioni di governo, vista la difficolt\u00e0 di raccogliere una maggioranza parlamentare escludendo i loro rappresentanti. I negoziati per la definizione della squadra di governo, spesso tra formazioni politiche con visioni del Paese lontane tra loro, sono rese ancora pi\u00f9 difficili dal fatto che la Costituzione prevede che il premier incaricato possa essere unicamente espresso dal partito di maggioranza relativa.<\/p>\n<p><strong>Le incognite del voto della diaspora<\/strong><br \/>\nOltre ad essere frequenti, le elezioni politiche in Kosovo sono spesso segnate da irregolarit\u00e0 e contestazioni. Anche stavolta saranno presenti osservatori internazionali sul terreno, tra cui quelli inviati dall\u2019Unione europea. Sia <strong>Vjosa Osmani<\/strong>, candidata premier per Ldk (la Lega democatica del Kosovo che fu del padre della patria Ibrahim Rugova) sia <strong>Albin Kurti<\/strong>, leader di Vet\u00ebvendosje (Vv, principale forza di opposizione alle scorse elezioni), hanno gi\u00e0 denunciato compravendita di voti in molti collegi.<\/p>\n<p>Altri aspetti delicati vanno tenuti d&#8217;occhio: nello specifico il <strong>voto dall&#8217;estero<\/strong> e quello delle minoranze. Le procedure di voto dall&#8217;estero sono complesse e scoraggiano la partecipazione dei tanti kosovari emigrati in questi anni. Una situazione che il precedente esecutivo ha trascurato, forse anche perch\u00e9 spesso i kosovari all\u2019estero hanno votato massicciamente per l&#8217;opposizione: nel 2017, ad esempio, la maggioranza assoluta dei voti esteri \u00e8 andata a Vet\u00ebvendosje. Parliamo di numeri pi\u00f9 significativi di quanto si possa pensare e che possono spostare gli equilibri in Parlamento anche a causa della bassa affluenza alle urne: nel 2017 la partecipazione si ferm\u00f2 al 44% degli aventi diritto (circa 770mila votanti). Quest\u2019anno il numero dei kosovari all\u2019estero che hanno svolto le procedure per registrarsi e votare \u00e8 sensibilmente aumentato. Visto il timore di irregolarit\u00e0, \u00e8 stato deciso che le schede provenienti dalla diaspora saranno custodite dalla polizia.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni legate alle minoranze, in particolare quella serba, sono invece due: una interna ed una esterna. I rappresentanti delle minoranze si sono lamentati del fatto che per poter votare \u00e8 necessario disporre di una carta d\u2019identit\u00e0 kosovara. Molti serbi del Kosovo per\u00f2 non ne possiedono una, e questo rischia di escludere molti di loro dal voto.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi l\u2019interferenza del governo serbo. La <em>Srpska Lista<\/em>, ritenuta il \u201cpartito di Belgrado\u201d, alle scorse elezioni si aggiudic\u00f2 9 dei 10 seggi spettanti alla minoranza serba. \u00c8 data per favorita anche oggi, ma stavolta dovr\u00e0 confrontarsi con la concorrenza della coalizione <em>Sloboda<\/em>. La stampa locale ha riportato accuse di pressioni a favore della <em>Srpska Lista<\/em>, soprattutto nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/kosovo-giovani-sognano-poter-viaggiare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nord del Kosovo<\/a>.<\/p>\n<p><strong>I risultati attesi<\/strong><br \/>\nNella quasi totale mancanza di sondaggi, l\u2019unica fonte affidabile che ha testato il possibile esito delle prossime elezioni \u00e8 Ifimes, centro di ricerca con sede in Slovenia. Secondo i risultati raccolti da\u00a0un\u00a0recente\u00a0sondaggio, saremmo di fronte ad un testa a testa per il primo posto \u2013 e quindi per la guida del prossimo governo \u2013 fra Vv ed Ldk, entrambi partiti di opposizione nella legislatura appena conclusa. Aak-Psd (la coalizione tra il partito del premier uscente Haradinaj e quello socialdemocratico) e il Partito democratico del Kosovo (Pdk) si contendono invece il terzo posto.<\/p>\n<p>Nei giorni che hanno preceduto la presentazione delle liste, sembrava materializzarsi proprio un\u2019alleanza tra\u00a0Vet\u00ebvendosje e l&#8217;Ldk; i due partiti non sono riusciti per\u00f2 ad accordarsi sul nome del candidato premier. L&#8217;Ldk insisteva su Osmani, Vv invece sosteneva che il premier dovesse essere espressione del partito pi\u00f9 votato.<\/p>\n<p>La mancata coalizione pre-elettorale fra le due forze potrebbe concretizzarsi ora ad urne chiuse: se il sondaggio citato venisse confermato dal responso di domenica sera, ai due partiti mancherebbero pochi voti in Aula per ottenere fiducia. In questo scenario, Albin Kurti, da eterno outsider, potrebbe sedere al governo con concrete possibilit\u00e0 di essere il prossimo primo ministro. Oppure potrebbe toccare a Vjosa Osmani diventare la prima donna premier del Kosovo.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra Istituto Affari Internazionali e <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Il-Kosovo-di-nuovo-al-voto-196910\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Vedat Xhymshiti\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Kosovo non \u00e8 nuovo ad elezioni anticipate: nella seppur breve storia del Paese, infatti, nessun governo \u00e8 riuscito a portare a termine i quattro anni di una legislatura. 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