{"id":75696,"date":"2019-10-21T08:11:47","date_gmt":"2019-10-21T06:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75696"},"modified":"2019-10-23T07:17:44","modified_gmt":"2019-10-23T05:17:44","slug":"russia-ucraina-formato-normandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/russia-ucraina-formato-normandia\/","title":{"rendered":"Russia-Ucraina: verso nuovo incontro formato Normandia"},"content":{"rendered":"<p>Il primo ottobre si \u00e8 assistito a un evento che in molti considerano la precondizione necessaria per porre fine alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/russia-ucraina-mar-nero\/\">guerra in Donbass:<\/a>\u00a0il neo presidente ucraino Volodymyr <strong>Zelensky<\/strong>, rispondendo a una lettera del rappresentante speciale dell&#8217;Osce, Martin Sajdik, ha dichiarato che l\u2019<strong>Ucraina<\/strong> \u00e8 pronta ad approvare la \u2018formula Steinmeier\u2019. Ideata nel 2016 dall\u2019allora ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, oggi capo dello Stato tedesco, essa intende rafforzare la \u2018clausola politica\u2019 degli<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Protocollo_di_Minsk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> accordi di Minsk<\/a>. La formula, subito condivisa dalla <strong>Russia<\/strong>, gode del sostegno anche di <strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong>. Ora che l\u2019Ucraina \u00e8 disposta ad accettarla, l\u2019ultimo ostacolo per tenere un nuovo incontro del Formato Normandia\u00a0\u00e8 stato eliminato. Con ogni probabilit\u00e0 nel prossimo mese assisteremo alla riattivazione del <em>gruppo di contatto<\/em>\u00a0costituito dai capi di Stato di Russia, Ucraina, Francia e Germania. Se cos\u00ec fosse, l&#8217;attuazione degli accordi di Minsk e il loro rispetto, <em>conditio sine qua non <\/em>per la revoca delle sanzioni europee e la ripresa del dialogo tra <strong>Ue<\/strong> e Russia, potrebbero realmente sbloccare la situazione di sfiducia venutasi a creare.<\/p>\n<p><strong>La Russia e la prospettiva europea<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Nonostante la Russia rappresenti una delle maggiori minacce alla stabilit\u00e0 europea, considerando anche gli asseriti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/russia-sostegno-estrema-destra-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contatti<\/a> con partiti nazionalisti e anti-sistema europei, l\u2019Ue \u00e8 cosciente, come emerge da dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-bis-prove-passi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Conte<\/a> e di vari altri leader europei, che pu\u00f2 essere un importante partner sotto diversi profili d\u2019interesse quali la sicurezza, compresa quella energetica, e l\u2019interscambio commerciale.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che, attualmente, pensare a qualsiasi forma di \u2018disgelo\u2019 sia velleitario. Le differenze anche ideologiche sono chiare, come spiegato dal presidente russo Vladimir <strong>Putin<\/strong> in un\u2019intervista rilasciata al Financial Times in cui vagheggiava un futuro caratterizzato da <a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/notizie-it\/Putin:-la-democrazia-liberale-%C3%A8-finita-47402.html\">democrazie illiberali<\/a>. D\u2019altra parte, occorre considerare che la Russia, sia in politica estera che interna, sta affrontando seri problemi che potrebbero condurre a un nuovo dialogo con l\u2019Occidente.<\/p>\n<p><strong>La Russia sotto schiaffo cinese<\/strong><br \/>\nLa continua decrescita economica, le insistenti spinte verso il cambiamento, il desiderio ricorrente, per Putin e il suo governo, di ricoprire un ruolo di primaria importanza nelle questioni che riguardano il Mediterraneo e la pressante presenza di un vicino potente come la Cina potrebbero indurre la Russia a riconsiderare il <strong>rapporto<\/strong> con l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Soprattutto la \u2018questione cinese\u2019 desta particolari preoccupazioni, a seguito di alcune mosse del governo di Pechino, come la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Via della Seta<\/a> lanciata dal presidente Xi Jinping ad Astana nel 2013, con cui si fa irruzione nella sfera dei Paesi d\u2019influenza russa.\u00a0Anche dal punto di vista della bilancia commerciale si assiste, come sostenuto da Leon Aron sul Foreign Affairs, a una relazione fra Cina e Russia di natura \u2018coloniale\u2019, in cui un Paese diventa produttore di materie prime per un altro, circostanza che, aggiungendosi ad altre, pone la Russia su un piano di netta inferiorit\u00e0 rispetto alla Cina.<\/p>\n<p>In una logica prettamente geo-politica, la Russia dovrebbe cercare nuovi partner non solo di tipo commerciale e l\u2019Occidente potrebbe rivelarsi un\u2019area utile a tale scopo, sia per poter uscire finalmente dall&#8217;isolamento diplomatico sia per scongiurare ulteriori sanzioni economiche.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell&#8217;Italia<\/strong><br \/>\n\u00c8 vero che Mosca dovrebbe cominciare a dimostrare ai Paesi occidentali la volont\u00e0 di riaprire un dialogo, rispettando gli accordi di Minsk. La Russia stessa si aspetta per\u00f2 un riscontro positivo dalla controparte e dalle sue principali istituzioni, Nato e Ue in testa.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi necessaria una nuova strategia. \u00c8 qui che il ruolo dell\u2019Italia, considerato dalla stessa Russia tassello fondamentale per riavvicinarsi all&#8217;Europa, potrebbe rivelarsi di primaria importanza. Durante gli anni della Guerra Fredda, l\u2019Italia ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l\u2019Unione sovietica, soprattutto sotto il profilo economico-commerciale, ideologico e culturale. Ci\u00f2 permise all&#8217;Italia, una volta crollato l&#8217;impero comunista, di svolgere un peculiare ruolo di mediazione tra la realt\u00e0 post-sovietica e l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Fu solo con la Conferenza di Bucarest del 2008 e il cambio di strategia del presidente degli Stati Uniti George W. Bush che la situazione cambi\u00f2. Le riserve espresse da diversi Paesi europei, quali Italia, Francia e Germania, non minarono le certezze statunitensi. La reazione russa fu inevitabile e si apr\u00ec cos\u00ec una lunga stagione di sanzioni e contro-sanzioni che incrinarono in modo irreversibile le relazioni tra Russia e Paesi occidentali.<\/p>\n<p>L\u2019importanza del ruolo dell\u2019Italia non va ricercate soltanto nelle relazioni del passato. L\u2019Italia, come la Russia, ha importanti interessi in gioco che trarrebbero vantaggio da un&#8217;attenuazione delle tensioni, cui si aggiunge il peso delle questioni energetiche \u2013 l\u2019Italia importa il 43% del suo gas dalla Russia &#8211; e commerciali. Per cercare di superare l\u2019impatto delle sanzioni, le istituzioni italiane si sono adoperate per concludere quasi 50 diversi accordi commerciali.<\/p>\n<p><strong>Con l&#8217;Ue, rapporti da rinnovare<br \/>\n<\/strong>Per tutti questi motivi, lavorare a un\u2019intesa tra Ue e Russia potrebbe rappresentare una delle grandi sfide per il governo italiano e ridare vigore alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica estera del Paese<\/a>. Per fare ci\u00f2, bisogna che l\u2019Italia non rinneghi l\u2019opzione atlantica. Non solo occorre continuare ad appoggiare le strategie dell\u2019Unione europea ma bisogna anche assumere l\u2019importanza di far parte di organizzazioni militari sovranazionali.<\/p>\n<p>Il deterrente militare \u00e8 una costante che non bisogna mai trascurare nelle relazioni con la Russia. D\u2019altro canto, l\u2019Italia ha quasi sempre cercato di mitigare le posizioni di forza con azioni tese a incoraggiare la fiducia e la possibilit\u00e0 di aprire a colloqui costruttivi. La decisione del 2015, quando il governo italiano si adoper\u00f2 affinch\u00e9 le sanzioni europee non fossero automaticamente applicabili ma rinnovabili a cadenza semestrale, \u00e8 da leggere in quest\u2019ottica.<\/p>\n<p>Sono diverse le aree che l\u2019Italia pu\u00f2 considerare per un riavvicinamento con la Russia. Lo spazio di manovra \u00e8 fornito dalla stessa Ue e dalle linee guida suggerite nel 2016 al fine di promuovere il cosiddetto \u2018<em>dialogo selettivo<\/em>\u2019. Tali linee individuano come punto di partenza la discussione su fondamentali temi di interesse comune, come la lotta al terrorismo, al traffico di droga e al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>La grande influenza che la Russia esercita in Medio Oriente (Siria, Iran e Libia in testa) pu\u00f2 inoltre contribuire a definire il ruolo che Putin crede di meritare.<\/p>\n<p>La promozione, da parte dell\u2019Italia, di nuovi contatti sia economici che socio-culturali potrebbe avvicinare i due Paesi. \u00c8 per\u00f2 vero che al momento non c\u2019\u00e8 nulla che indichi una normalizzazione del rapporto con la Russia e che, finch\u00e9 non ci saranno reciproci gesti concreti, pensare ad un futuro promettente \u00e8 alquanto difficile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo ottobre si \u00e8 assistito a un evento che in molti considerano la precondizione necessaria per porre fine alla guerra in Donbass:\u00a0il neo presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo a una lettera del rappresentante speciale dell&#8217;Osce, Martin Sajdik, ha dichiarato che l\u2019Ucraina \u00e8 pronta ad approvare la \u2018formula Steinmeier\u2019. 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