{"id":7570,"date":"2008-03-06T00:00:00","date_gmt":"2008-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-bicchiere-mezzo-vuoto-di-christofias\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:56","slug":"il-bicchiere-mezzo-vuoto-di-christofias","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/03\/il-bicchiere-mezzo-vuoto-di-christofias\/","title":{"rendered":"Il bicchiere mezzo vuoto di Christofias"},"content":{"rendered":"<p>Un raggio di speranza illumina l\u2019isola di Cipro dopo le elezioni presidenziali svoltesi il 17 e 24 febbraio 2008 nella parte greco-cipriota. A giusta ragione. Dalla malaugurata bocciatura del referendum sul Piano Annan dell\u2019Onu dell\u2019aprile 2004, che prevedeva una riunificazione federale, Cipro ha vissuto quattro anni sostanzialmente in bilico tra la stagnazione e l\u2019aperto degrado. A parte la breve parentesi rappresentata dal fragile \u201cprocesso Gambari\u201d, lanciato nel 2006, dall\u2019aprile del 2004 il processo di pace si \u00e8 completamente arenato. <\/p>\n<p>Non altrettanto, tuttavia, si pu\u00f2 dire della situazione sul terreno. Con il graduale accantonamento del piano Annan, infatti, da un lato si sono sempre pi\u00f9 affievolite le prospettive di una soluzione federale, dall\u2019altro si sono rafforzate le due soluzioni radicalmente alternative tra loro: quella di uno stato unitario preteso dai greco-ciprioti, o quella di due stati separati voluta, invece, dai turco-ciprioti. I risultati del voto del 24 febbraio hanno in parte spezzato questo pericoloso processo di graduale radicalizzazione delle posizioni.<\/p>\n<p><b>Contro la stagnazione<\/b><br \/>Relegando il presidente in carica Papadopoulos ad un umiliante terzo posto, i greco-ciprioti hanno manifestato la loro netta volont\u00e0 di cambiamento. Nel primo turno, Papadopoulos, con 31.8% dei voti, si \u00e8 posizionato dietro al candidato del partito comunista (Akel) Christofias (33.3%) e a quello del partito liberale (Disy) Cassoulides (33.5%). Cos\u00ec come nel 2003 avevano manifestato la loro insoddisfazione verso la flessibilit\u00e0 negoziale di Clerides, eleggendo il nazionalista Papadopoulos, i greco-ciprioti  oggi hanno punito il presidente uscente ritenuto responsabile della stagnazione politica sull\u2019isola. Mentre infatti i greco-ciprioti avevano apprezzato il relativo rafforzamento della loro posizione negoziale, ottenuto attraverso l\u2019adesione della loro parte dell\u2019isola all\u2019Ue, essi hanno poi ritenuto che questo capitale politico fosse stato dissipato dal successivo immobilismo di Papadopoulos, che non ha poi presentato nessuna richiesta di riavvio della mediazione all\u2019Onu. Nonostante i greco-ciprioti non prediligano una soluzione federale, ritengono che lo <i>status quo<\/i> produca un senso di insicurezza per loro sostanzialmente inaccettabile.<\/p>\n<p>Le prime due scelte espresse nel voto del 17 febbraio hanno portato un barlume di speranza all\u2019agonizzante processo di pace. Cassoulides, ministro degli esteri del governo Clerides, aveva apertamente appoggiato il Piano Annan criticando l\u2019intransigenza di Papadopoulos. Christofias, nonostante il suo flebile \u201cNo\u201d al Piano, aveva ripetutamente espresso la sua volont\u00e0 di riavviare i negoziati. Infatti, nonostante siano separati dal divario destra-sinistra, per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di accordo con i turco-ciprioti, Akel e Disy sono considerate pi\u00f9 vicine l\u2019una all\u2019altra che al partito di centro-sinistra nazionalista del presidente uscente Diko.<\/p>\n<p><b>Il processo negoziale riparte?<\/b><br \/>Nel secondo turno, tenutosi il 24 febbraio, Christofias ha confermato le aspettative, vincendo con un ampio 53.4% su Cassoulides. La vittoria \u00e8 stata accolta con favore dal leader e Presidente turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, dal Presidente della Commissione Barroso, dal Ministro degli esteri britannico Milliband, cos\u00ec come dalla stampa internazionale. Sono cos\u00ec aumentate le speranze per un riavvio della mediazione Onu, come suggerito dal Segretario generale Ban Ki Moon nel suo ultimo rapporto su Cipro, in cui anticipa che il 2008 sar\u00e0 \u201cun anno importante\u201d per l\u2019isola. <\/p>\n<p>Christofias e Talat hanno gi\u00e0 annunciato un incontro a breve, che probabilmente verr\u00e0 seguito da una richiesta congiunta alle Nazioni Unite. La storia di fratellanza tra il partito di Talat, Ctp e quello di Christofias, Akel aumenta le probabilit\u00e0 di un processo di pace fruttuoso, soprattutto in una situazione in cui l\u2019Onu non ripeter\u00e0 gli errori del 2004 e si limiter\u00e0 ad un ruolo di mediazione \u201csoft\u201d, lasciando ai due leader l\u2019onere di avanzare proposte e raggiungere un compromesso. Nella parte sud dell\u2019isola un ulteriore sviluppo di interesse \u00e8 l\u2019apertura del leader Disy, Anastassiades, nei confronti del neo Presidente, suggerendo un approccio congiunto ai negoziati per raggiungere un accordo in tempi brevi. <\/p>\n<p>Infine, ci sono le possibilit\u00e0 di un miglioramento vantaggioso per entrambe le parti su un Piano Annan riformulato, che includa ad esempio un collegamento pi\u00f9 esplicito tra l\u2019eventuale adesione turca all\u2019Ue e l\u2019eliminazione di una presenza militare esterna sull\u2019isola. Passi in avanti possono anche essere fatti nell\u2019ambito delle \u201cconfidence-building-measures\u201d, con accordi su questioni come l\u2019apertura del passaggio sulla Ledra street ed il congelamento delle cause greco cipriote contro la Commissione per lo stanziamento degli aiuti ai turco-ciprioti e l\u2019armonizzazione di 12 capitoli dell\u2019<i>acquis communautaire<\/i> nella parte nord dell\u2019isola.<\/p>\n<p><b>Vittoria a met\u00e0<\/b><br \/>Ma il bicchiere \u00e8 solo mezzo pieno, e la vittoria di Christofias non pu\u00f2 essere considerata pienamente soddisfacente. In primo luogo Papadopoulos ha perso la gara presidenziale di soli 8-9.000 voti, a indicazione del fatto che oltre un terzo della popolazione continua ad appoggiare le sue politiche nazionaliste. In secondo luogo, Christofias ha vinto il secondo turno con l\u2019appoggio dei partiti nazionalisti Diko, Edek e i verdi. In cambio del loro appoggio, Christofias ha assicurato Diko ed Edek un ricco premio di poltrone ministeriali, incluso il ministero degli esteri al figlio dell\u2019ex presidente e fondatore del partito Diko, Markos Kyprianou. <\/p>\n<p>Infine, il potere di Akel non \u00e8 una garanzia per il successo del processo di pace. Akel, come partito e Christofias, come leader negli ultimi anni hanno perso molte delle loro credenziali come promotori di una soluzione possibile. Nonostante rappresenti storicamente il partner pi\u00f9 vicino ai turco-ciprioti, Akel e Christofias hanno dimostrato di saper agire in modo estremamente pragmatico &#8211; se non opportunistico &#8211; formando coalizioni con partiti nazionalisti pur di ottenere il potere e rifiutando il Piano Annan pi\u00f9 per evitare di trovarsi dal lato perdente del referendum che per effettiva convinzione politica. Per quanto riguarda un accordo di pace, Christofias pu\u00f2 rivelarsi un osso altrettanto duro del suo predecessore su questioni quali la demilitarizzazione, il ruolo di garante della Turchia, il ritorno dei rifugiati e la libert\u00e0 di movimento, propriet\u00e0 e insediamento.<\/p>\n<p>Oltre a questa punta di cautela sul neo presidente, ulteriori problemi potrebbero sorgere dall\u2019altra parte dell\u2019isola e oltremare. I turco-ciprioti oggi sono pi\u00f9 disillusi, scettici e divisi di quanto lo fossero nei giorni gloriosi del Piano Annan in cui, rafforzati dal rovesciamento del loro leader Denkta&#351;, erano disposti a fare un salto nel buio col Piano dell\u2019Onu. Oggi, invece, non solo quel Piano non \u00e8 sul tavolo negoziale, ma un eventuale accordo futuro sar\u00e0 probabilmente pi\u00f9 in linea con gli interessi greco-ciprioti. <\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019entusiasmo turco-cipriota per il Piano Annan \u00e8 difficilmente replicabile dopo quattro anni di disappunto con l\u2019intransigenza greco-cipriota e le mancate promesse della comunit\u00e0 internazionale di sospendere il loro isolamento. Per non menzionare la Turchia, in cui le ripetute porte chiuse dall\u2019Ue hanno seriamente ridotto la volont\u00e0 di sostenere un accordo sull\u2019isola mediterranea.<\/p>\n<p>L\u2019elezione del nuovo presidente greco-cipriota e la fine della stagnazione politica sull\u2019isola vanno indubbiamente accolte con soddisfazione. Ma il momento del vero brindisi va rinviato a quando le prospettive di stabilizzazione di Cipro saranno divenute significativamente pi\u00f9 stabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un raggio di speranza illumina l\u2019isola di Cipro dopo le elezioni presidenziali svoltesi il 17 e 24 febbraio 2008 nella parte greco-cipriota. A giusta ragione. Dalla malaugurata bocciatura del referendum sul Piano Annan dell\u2019Onu dell\u2019aprile 2004, che prevedeva una riunificazione federale, Cipro ha vissuto quattro anni sostanzialmente in bilico tra la stagnazione e l\u2019aperto degrado. 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