{"id":75736,"date":"2019-10-08T10:12:21","date_gmt":"2019-10-08T08:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75736"},"modified":"2019-10-09T12:47:45","modified_gmt":"2019-10-09T10:47:45","slug":"iraq-proteste-sciiti-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-proteste-sciiti-sud\/","title":{"rendered":"Iraq: proteste, fermenti fra sciiti al Sud, bilancio pesante"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 5 ottobre, dopo 48 ore di coprifuoco a Baghdad, il governo iracheno ha deciso di rivedere parzialmente la misure imposte al fine di contenere le gravi <strong>proteste<\/strong> che, dall\u2019inizio della scorsa settimana, stanno caratterizzando la quotidianit\u00e0 dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/iraq-coabitazione-usa-iran\/\"><strong>Iraq<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia, in altre regioni del Sud, il coprifuoco sarebbe ancora presente, sintomo di una situazione che \u2013 ancor oggi \u2013 non riesce a tornare alla normalit\u00e0; seppur l\u2019utilizzo di questo termine nel caso iracheno sia sempre da considerare con estrema cautela.<\/p>\n<p>Il bilancio delle proteste sino ad ora \u00e8 molto pesante: 110 morti ed oltre 4000 feriti, a rappresentare una delle pagine pi\u00f9 cupe del Paese dalla sconfitta del sedicente Stato islamico, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/isis-califfato-foreign-fighters\/\"><strong>Isis<\/strong><\/a>, ad oggi. \u00a0A Baghdad, da un punto di vista prettamente economico \u2013 ed al di l\u00e0 delle debolezze endemiche dell\u2019economia irachena, come la carenza di elettricit\u00e0 ed acqua potabile &#8211; a peggiorare la situazione v&#8217;\u00e8 stato l\u2019innalzamento del prezzo dei legumi, che sembrerebbe essersi triplicato da quando, a causa delle proteste, le strade da e per Baghdad sarebbero state chiuse.<\/p>\n<p>Un dato importante \u00e8 quello relativo alla localizzazione delle proteste. Queste infatti sembrerebbero svilupparsi principalmente nelle aree del centro-sud del Paese, storicamente a maggioranza sciita, mentre nelle regioni sunnite e curde al nord, al momento, non sembrerebbe essersi sviluppato nessun evento violento, n\u00e9 alcuna manifestazione di rilievo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 singolare nella misura in cui in passato, specialmente per ci\u00f2 che concerne il periodo di transizione successivo all&#8217;invasione statunitense (che coincise con il periodo d\u2019incubazione delle varie formazioni jihadiste che poi diedero vita alla Stato Islamico), le regioni maggiormente riottose erano quelle a maggioranza sunnita nel nord. \u00c8 un dato significativo, la cui rilevanza nel medio periodo rimane, tuttavia, quantomeno enigmatica.<\/p>\n<p><strong>La risposta del governo<br \/>\n<\/strong>Il governo di Adel Abdoul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/iran-rafforzare-cambiamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mahdi<\/strong><\/a> \u2013 ex comunista, e poi esponente di spicco del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Supremo_Consiglio_Islamico_Iracheno\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio supremo islamico iracheno<\/a>, partito a carattere sciita, fondato a Teheran nel 1982 durante la guerra Iran-Iraq \u2013 ha deciso, ad un anno dal suo insediamento, di stilare una lunga lista di promesse per smussare la rabbia crescente negli strati pi\u00f9 bisognosi della popolazione.<\/p>\n<p>Le sue 17 proposte, che vanno da una serie di misure per creare occupazione tra le fasce pi\u00f9 giovani della popolazione (si parla, al momento, di offrire un compenso economico mensile ai giovani senza lavoro), sino ad arrivare al controverso tema delle abitazioni, saranno al cuore del dibattito politico domestico del Paese nelle settimane a venire.<\/p>\n<p>Alcune fonti di stampa, le quali hanno raccolto gli umori dei manifestanti, hanno riferito di proteste nate sull\u2019onda della grave disoccupazione giovanile (in Iraq, un giovane su quattro \u00e8 \u2013 ad oggi \u2013 senza lavoro) e della corruzione dilagante. Un fatto certamente indicativo, e ancora pi\u00f9 sconcertante se si pensa che il governo amministra le sue attivit\u00e0 quotidiane esercitando la propria sovranit\u00e0 sulle quinte riserve petrolifere del pianeta.<\/p>\n<p>Come altri Paesi, l\u2019Iraq sembrerebbe essere colpito da quella che nel gergo della scienza politica viene definita \u00a0\u201cla maledizione delle risorse\u201d. Non esente da critiche, questa teoria tenta di trovare una causalit\u00e0 diretta tra abbondanza di risorse naturali, bassa crescita economica, deboli istituzioni democratiche e difficolt\u00e0 nello sviluppo \u2013 ovvero difficolt\u00e0 a intraprendere una trasformazione strutturale dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Nel caso specifico del petrolio poi, e quindi anche nel caso iracheno, numerosi studi hanno stabilito la correlazione tra insufficienti livelli di democraticit\u00e0 e abbondanza di ricchezza petrolifera: quest\u2019ultima favorirebbe pratiche predatorie e clientelari, cementando le diseguaglianze tra le diverse fasce della popolazione, dando vita potenzialmente a differenze settarie.<\/p>\n<p><strong>Una conferma della linea al-Sadr<br \/>\n<\/strong>Da questa situazione emerge parzialmente vincitore (bench\u00e9 indiretto, in quanto le proteste non hanno avuto, ad oggi, una chiara figura politica di riferimento) Moqtada <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iraq-moqtada-vittoria-a-sorpresa\/\"><strong>al-Sadr<\/strong><\/a>, elemento centrale nel panorama politico iracheno da pi\u00f9 di un decennio e storico \u2013 se non anche il pi\u00f9 famoso \u2013 oppositore islamista sciita all\u2019invasione americana.<\/p>\n<p>Uscito vincitore dalle recenti elezioni legislative (maggio 2018), il clerico sarebbe (ed \u00e8) una figura in grado di catalizzare il dissenso verso forme di espressione maggiormente effettive, istituzionali. Nel linguaggio dei media occidentali egli \u00e8 classificato come un populista, anche se questa definizione \u2013 di sovente utilizzata nei suoi riguardi \u2013 probabilmente non coglie in maniera efficace l\u2019importanza odierna del suo ruolo, riducendolo, per quanto possibile, a un mero \u201cagitatore di folle\u201d nonch\u00e9 abile sobillatore di proteste.<\/p>\n<p>La recente \u2013 e rara &#8211; visita di al-Sadr a Teheran durante la festa dell\u2019Ashura, dove si \u00e8 fatto fotografare con l\u2019Ayatollah Ali Khamenei e il capo delle forze Quds Qasim Soleimani,\u00a0 \u00e8 un segnale del riconoscimento iraniano del suo ruolo centrale nel complesso politico domestico iracheno; questo incontro giunge in seguito a delle critiche espresse da Sadr nei confronti delle milizie sciite pro-iraniane presenti in territorio iracheno e dopo una visita del clerico di Baghdad in Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Alcuni giornali del Golfo, di tendenza anti-iraniana, hanno addirittura affermato che questa visita rappresenterebbe una convocazione ufficiale, quasi Sadr fosse un esponente della diplomazia o della politica iraniana, e non un militante islamista iracheno che utilizza le garanzie costituzionali del proprio Paese per svolgere attivit\u00e0 politica in relativa autonomia.<\/p>\n<p><strong>I problemi iracheni sono i problemi del Medio Oriente<br \/>\n<\/strong>La regione mediorientale \u00e8 caratterizzata da problemi endemici, che, aggiunti a quelli che preoccupano le mutue relazioni internazionali, rendono la condizione della popolazione dell\u2019area vulnerabile. I recenti rapporti di Transparency International indicano la presenza di clientelismo, corruzione, cattiva gestione delle finanza pubbliche, incapacit\u00e0 di attrarre investimenti; oltre a ci\u00f2, le proteste e il dissenso vengono ancora ampiamente repressi, spesso in maniera autoritaria, cos\u00ec come accaduto di recente in Iraq.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che concerne quest\u2019ultimo Stato, dopo la crisi portata nella regione dall&#8217;invasione americana del 2003, dopo l\u2019emersione del fenomeno jihadista \u2013 culminato con la formazione dell&#8217;Isis -, dopo che la stabilizzazione, quantomeno securitaria, ha apportato dei risultati minimi ma importanti in un Paese che ha conosciuto negli ultimi decenni solo guerre e pesanti sanzioni, ora il governo eletto iracheno \u00e8 chiamato (dal suo popolo) ad incamminarsi verso una democratizzazione effettiva \u2013 non solo <em>de jure<\/em> \u2013, che non si componga soltanto di diritti civili e politici, ma anche di quelli economici e sociali.<\/p>\n<p>L\u2019attuale governo iracheno sta vivendo i prodromi del consolidamento dell\u2019esercizio democratico, oltre che la problematiche della questione della legittimazione politica. Il cammino si prospetta veramente tortuoso e, ad oggi, le speranze di vedere in un lasso di tempo relativamente breve il Paese cambiare sono ancora flebili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 5 ottobre, dopo 48 ore di coprifuoco a Baghdad, il governo iracheno ha deciso di rivedere parzialmente la misure imposte al fine di contenere le gravi proteste che, dall\u2019inizio della scorsa settimana, stanno caratterizzando la quotidianit\u00e0 dell&#8217;Iraq. 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