{"id":75742,"date":"2019-10-08T00:17:30","date_gmt":"2019-10-07T22:17:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75742"},"modified":"2019-10-09T12:19:25","modified_gmt":"2019-10-09T10:19:25","slug":"wto-enforcement-decisioni-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/wto-enforcement-decisioni-prospettive\/","title":{"rendered":"Wto: enforcement delle decisioni, problemi e prospettive"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em>Pubblichiamo di seguito il primo dei tre articoli finalisti della VIII edizione della\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/elsa-iai-come-partecipare-alla-national-essay-competition\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2018Local Essay Competition\u2019\u00a0<\/a><em>di ELSA Italia in collaborazione con\u00a0la nostra rivista sul diritto commerciale internazionale, con particolare attenzione al ruolo dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (Wto), mentre la guerra dei dazi entra nel vivo.<\/em><\/p>\n<p>Il sistema di risoluzione delle controversie di \u201cnatura commerciale\u201d e\u0300 stato, sin dalla istituzione dell&#8217;<strong>Organizzazione mondiale del commercio<\/strong> <strong>(Wto)<\/strong>, la punta di diamante dell\u2019istituzione stessa. E\u0300, infatti, uno dei pochi strumenti di diritto internazionale pubblico a poter vincolare Stati sovrani con le proprie decisioni. Questo e\u0300 dovuto, tra le altre cose, al fatto che, a differenza di quanto previsto precedentemente nel Gatt, non vi sia piu\u0300 la possibilita\u0300 da parte dello Stato soccombente di bloccare qualunque decisione in forza del principio della cosiddetta <em>policy consensus rule<\/em>. Le decisioni della Wto sono, inoltre, rafforzate dall\u2019esistenza di numerosi strumenti che consentono di arrivare ad una decisione vincolante nonostante l\u2019inerzia o l\u2019opposizione della controparte, tanto che si e\u0300 sostenuto che i <em>Dsb Reports<\/em> potessero imporre una modifica del quadro normativo del Paese attraverso un\u2019applicazione in forma specifica delle proprie decisioni.<\/p>\n<p><strong>Un sistema che potrebbe fermarsi tra qualche mese<\/strong><br \/>\nQuesito cruciale postosi non cosi\u0300 di recente dato che l\u2019organo di risoluzione delle controversie (Dsb) non e\u0300 mai stato considerato perfettamente funzionante fin dalla sua origine, e\u0300 per quale motivo tale meccanismo che ha raggiunto ugualmente un ragionevole, se non a volte quasi sbalorditivo, successo nel corso della sua storia piu\u0300 che ventennale, rischi oggi di perdere la propria forza autoritativa. La sua attivita\u0300 di enforcement e dunque di repressione degli abusi di mercato e\u0300 stata, infatti, messa in pericolo dalla decisione degli Stati Uniti di bloccare il processo di selezione dell\u2019<em>Appellate Body<\/em> fino a quando il sistema non sara\u0300 riformato. Diverse sono state le ragioni che hanno spinto l\u2019amministrazione statunitense a questa presa di posizione ma prima fra tutte il rischio che le decisioni del panel fossero molto politiche e poco giuridiche o <em>\u201coverreach the Wto laws\u201d<\/em>. In assenza, dunque, di un intervento il sistema non sara\u0300 piu\u0300 in grado di funzionare dal dicembre 2019, quando manchera\u0300 il numero legale di giudici per formare i panel.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il rischio sempre piu\u0300 concreto e\u0300 quello della mancanza di stabilita\u0300 del commercio mondiale in un periodo storico in cui, le sanzioni dell\u2019amministrazione statunitense alla <strong>Cina<\/strong> e alla <strong>Russia<\/strong> e la crescente instabilita\u0300 di alcuni Paesi di tradizione islamica, stanno rendendo sempre piu\u0300 complesso il coordinamento multilaterale delle politiche economiche statali. La stessa Unione europea, insieme ad altri Paesi membri dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Australia, Canada, Cina, Islanda, India, Corea, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Singapore e Svizzera) nei mesi appena trascorsi ha avanzato proposte di modifiche concrete per superare l\u2019impasse creatosi nell\u2019organo di appello e, dunque, per la modernizzazione dell\u2019Organizzazione nel suo complesso.<\/p>\n<p><strong>Due visioni contrapposte<\/strong><br \/>\nAd oggi, due sono le posizioni dominanti: quella di coloro che sostengono la necessita\u0300 di rafforzare il sistema di risoluzione delle controversie e quella di coloro che, al contrario, sostengono sia necessario ridimensionare tale sistema non solo dal punto di vista dei professionisti impiegati ma soprattutto ridimensionare, riducendola, la forza normativa e politica delle decisioni degli organi della Wto.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Queste differenti concezioni prendono le mosse dalla considerazione che, essendo sovente considerato uno strumento di risoluzione in via conciliativa e diplomatica piuttosto che un rigido strumento giuridico, le sue forze e le sue debolezze appartengono piu\u0300 all\u2019ambito delle relazioni internazionali che a quello del diritto internazionale in senso stretto.<\/p>\n<p>Questa situazione di stallo ed incertezza e\u0300 tale che alcuni Paesi l\u2019hanno definita hostage taking. Al fine di evitarla academics and practitioners hanno suggerito soluzioni diverse rispetto alle modifiche alle norme procedurali del Dsu. Tra queste, quella che ad oggi potrebbe avere maggior seguito prevede la sostituzione dell\u2019organo di appello con un arbitrato ad hoc secondo quanto gia\u0300 disposto dall\u2019art 25 del Dsu. Il vantaggio principale deriva dal fatto che esso non dipenderebbe dall\u2019esistenza dell\u2019<em>Appellate Body<\/em> e non richiederebbe nessun intervento degli stati aderenti alla Wto in quanto tali dal momento che i lodi sarebbero direttamente vincolanti per le parti della lite.<\/p>\n<p><strong>Ostaggio del protezionismo<\/strong><br \/>\nNonostante dunque l\u2019importanza dei mezzi di risoluzione garantiti dal Wto, il futuro di tale sistema pare essere ostaggio delle tensioni protezionistiche sviluppatesi negli ultimi anni in tutti i Paesi occidentali e, in particolare, negli Stati Uniti d\u2019America. Questo rende necessaria una riforma dell\u2019intero sistema che garantisca certezza del diritto e limitazione delle restrizioni al commercio tra tutti i Paesi membri.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo di seguito il primo dei tre articoli finalisti della VIII edizione della\u00a0\u2018Local Essay Competition\u2019\u00a0di ELSA Italia in collaborazione con\u00a0la nostra rivista sul diritto commerciale internazionale, con particolare attenzione al ruolo dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (Wto), mentre la guerra dei dazi entra nel vivo. 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