{"id":75749,"date":"2019-10-09T09:17:08","date_gmt":"2019-10-09T07:17:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75749"},"modified":"2019-10-14T07:05:12","modified_gmt":"2019-10-14T05:05:12","slug":"siria-turchia-usa-trump-curdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-turchia-usa-trump-curdi\/","title":{"rendered":"Siria: Turchia\/Usa, Trump e i curdi del Rojava"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019annuncio del 6 ottobre di ritiro militare dal nord siriano, il presidente Usa Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-turchia-trappola-curdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trump<\/strong><\/a> porta a compimento una strategia per il Levante gi\u00e0 abbozzata ai tempi di Barack Obama. Vi aggiunge il tono sprezzante di chi definisce \u201cuna guerra ridicola\u201d quella che ha fatto mezzo milione di morti e dieci milioni di rifugiati e il cinismo di chi abbandona combattenti alleati &#8211; i <strong>curdi<\/strong> &#8211; che hanno subito decine di migliaia di vittime per una causa comune.<\/p>\n<p><strong>Paese che vai atteggiamento che trovi<\/strong><br \/>\nMa di fatto, fin dagli albori della crisi si \u00e8 registrata una divisione dei compiti tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/usa-bolton-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Usa<\/strong> e <strong>Russia<\/strong><\/a>, presenza militare americana minima in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-alleanze-lotte-curdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a>, pi\u00f9 consistente in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-proteste-sciiti-sud\/\">Iraq<\/a>, e vice-versa. In Siria, si \u00e8 cos\u00ec aperta una \u2018autostrada\u2019 per Mosca. Poi l\u2019insediamento del sedicente Stato islamico, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/isis-califfato-foreign-fighters\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Isis<\/a>, su entrambi i lati della frontiera ha costretto a cambiare i piani e i due protagonisti si sono trovati, sempre di fatto, a combattere gli jihadisti fianco a fianco, con i curdi quale utile fanteria per gli americani, e i pasdaran per i russi.<\/p>\n<p>Diverso l\u2019approccio della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/turchia-curdi-elezioni-siria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Turchia<\/strong><\/a>, che ha lasciato transitare i foreing fighters dalle proprie frontiere, scorgendo negli jihadisti un\u2019opportunit\u00e0 di contrasto ai curdi (al costo di subire essa stessa qualche sanguinoso attentato). Quando Trump sbrigativamente dichiara l\u2019Isis sgominato, per i curdi comincia la rincorsa a trattenere gli Stati Uniti in area, almeno le poche centinaia della <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Manbij\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">base di Manbji<\/a>, a garanzia di una prevedibile calata in forze di Ankara.<\/p>\n<p><strong>Indecisioni Usa e opportunismi turchi<\/strong><br \/>\nLo sbandamento tra le fila dell\u2019Amministrazione statunitense, con l\u2019uscita di scena di Jim Mattis e pi\u00f9 tardi dell\u2019inviato speciale anti-terrorismo Brett McGurk, ha creato un clima di incertezza. Che tuttavia non ha impedito, ma probabilmente favorito, una prima e una seconda offensiva turca tra il 2016 e il 2018, con l\u2019occupazione militare dell\u2019area di El Bab e di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Operazione_Ramoscello_d%27Ulivo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Afrin<\/a> e conseguente sgombero dei curdi ad est dell\u2019Eufrate. Con il beneplacito di Mosca.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non \u00e8 intervenuta un\u2019intesa Washington-Ankara, di cui abbiamo avuto notizia solo attraverso la nota di protesta di Damasco dell\u20198 agosto \u2013 \u201cla Siria rifiuta categoricamente l\u2019accordo tra gli occupanti americano e turco sullo stabilimento di una cosiddetta zona di sicurezza nel nord\u2026\u201d -. Subito dopo, l\u2019annuncio di Erdogan di una nuova offensiva \u201centro fine settembre\u201d. E\u2019 in ritardo di qualche giorno.<\/p>\n<p><strong>Gli scenari di Erdogan, cinici e inquietanti<\/strong><br \/>\nErdogan, ripiegando dal progetto originario di rimozione del presidente siriano Bashar al-Assad e di influenza estesa all&#8217;intera Siria,\u00a0 non ha mai nascosto il suo obiettivo minimo: una zona-cuscinetto oltre frontiera per difenderla dai collegamenti tra curdo-siriani e curdi interni del Pkk, dislocandovi i rifugiati sunniti generosamente accolti negli anni e passibili di diventare longa manus di Ankara nella regione. Diversamente, questi rifugiati si potranno sempre scaricare \u00a0verso l\u2019Europa per alzare il prezzo delle \u2018compensazioni\u2019 finora ottenute.<\/p>\n<p>Peggio ancora, Erdogan potrebbe ipotizzare di scatenare in funzione anti-curda gli jihadisti dell\u2019Isis detenuti in massa in approssimative prigioni curde (nell\u2019ordine di migliaia, di cui centinaia di foreing fighters che nessuno vuole riprendersi e per i quali non \u00e8 previsto alcun tribunale) e quelli ancora annidati nelle sacche della Siria orientale. Non sarebbe la prima volta che Erdogan utilizza gli jihadisti con tale obiettivo. Uno scenario inquietante, che verosimilmente la stessa Turchia avrebbe serie difficolt\u00e0 a gestire.<\/p>\n<p><strong>I movimenti della Russia<\/strong><br \/>\nE la Russia? Da tempo, prevedendo di non poter frenare le determinazione turca entro il cosiddetto \u2018processo di Astana\u2019, che scarsi risultati sta dando anche nell\u2019area di Idlib infiltrata da jihadisti, e tantomeno di sostituirsi agli americani quale garanzia pro-curda in area, Mosca \u00e8 andata adoperandosi per un avvicinamento di (selezionati) settori curdi a Damasco. Puntando sul fatto che storicamente gli Assad non hanno mai antagonizzato le comunit\u00e0 curde, semmai le hanno strumentalizzate contro l\u2019Iraq di Saddam Hussein, e che Bashar non li ha mai combattuti nel corso di questa guerra.<\/p>\n<p>L\u2019operazione russa, tuttavia, non ha un chiaro riscontro nel formato del Comitato costituzionale deciso a margine dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite in settembre che, isolando gli jihadisti, dovrebbe procedere a riformare gli assetti siriani, dando spazio ai governativi, ai ribelli e a una compagine non meglio identificata di \u2018indipendenti\u2019. Segno che il destino dei curdi del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rojava\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rojava<\/a> \u00e8 tutt\u2019altro che deciso. Nel peggiore dei casi, conferma della \u2018mano libera\u2019 lasciata ad Erdogan. Nonostante l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria mille volte sancita nelle risoluzioni dell\u2019Onu.<\/p>\n<p><strong>Trump tra riflessi elettorali e considerazioni internazionali<\/strong><br \/>\nTrump ha preso la decisione di ritirare le truppe dalla Siria sfidando il Pentagono e larghi settori dell\u2019Intelligence, ma non aveva previsto lo schieramento bi-partisan che sta componendosi al Congresso. Non \u00e8 detto che riesca a darvi seguito. Ma nel frattempo, la credibilit\u00e0 degli Stati Uniti sta subendo un contraccolpo nel mondo. Cosa ha motivato il suo orientamento? E dove mai si collocherebbero i \u2018limiti\u2019 oltre ai quali dichiara l\u2019intenzione di procedere ad \u2018annientare totalmente l\u2019economia\u2019 turca?<\/p>\n<p>Certo, Trump \u00e8 guidato dal noto slogan \u201dAmerica first\u201d che ha impregnato le sue promesse elettorali. Ma si pu\u00f2 escludere la considerazione che un recupero della Turchia, con il suo peso politico e militare in area (nonostante l\u2019indebolimento conseguente ai noti eventi del 2016), pu\u00f2 venire utile nel contesto della partita ben pi\u00f9 prioritaria sull&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-usa-iran-tensioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iran<\/a>?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Ue e i patti con Ankara per i migranti<\/strong><br \/>\nTanto pi\u00f9 opportuna la tempestiva reazione di Josep Borrell, che a novembre assumer\u00e0 la responsabilit\u00e0 della politica estera e di sicurezza dell\u2019Unione europea, nel rilevare che la decisione americana &#8220;minaccia l\u2019integrit\u00e0 della Siria sancita dalle Nazioni Unite&#8221;: un richiamo all\u2019obbligo di attenersi agli impegni multilaterali e a non tradire il consenso della Comunit\u00e0 degli Stati.<\/p>\n<p>Finora l\u2019Europa, alle prese con l\u2019angoscia delle migrazioni, \u00e8 venuta a patti con Ankara. Ma un\u2019ulteriore de-stabilizzzazione del Levante, con l\u2019apertura di un nuovo fronte, magari corredata da una riattivazione dell\u2019Isis, potr\u00e0 essere affrontata nel silenzio e nell\u2019irrilevanza politica? L\u2019Europa ha pagato un prezzo molto alto per questa crisi. Dovr\u00e0 necessariamente cominciare ad incidere nella sua gestione, mettendo a frutto la sua forza geopolitica e normativa. A partire da qualche forma di protezione dei curdi sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019annuncio del 6 ottobre di ritiro militare dal nord siriano, il presidente Usa Donald Trump porta a compimento una strategia per il Levante gi\u00e0 abbozzata ai tempi di Barack Obama. 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