{"id":75763,"date":"2019-10-21T09:44:02","date_gmt":"2019-10-21T07:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75763"},"modified":"2019-10-23T07:18:59","modified_gmt":"2019-10-23T05:18:59","slug":"yemen-huthi-riad-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/yemen-huthi-riad-teheran\/","title":{"rendered":"Yemen: Huthi, Riad vuole aprire al dialogo con Teheran"},"content":{"rendered":"<p>Gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/attacco-iran-sfida-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>attacchi<\/strong><\/a> sferrati per mezzo di droni il 14 settembre contro le raffinerie petrolifere del colosso Saudi Aramco rivendicati dagli incorti armati\u00a0<strong>Huthi<\/strong>, vicini all&#8217;<strong>Iran<\/strong>, alimentano ulteriormente le tensioni nella penisola arabica. Ma nonostante il rilievo e la gravit\u00e0 degli avvenimenti nessuno, a distanza di oltre un mese, dopo le fiammate iniziali, sembra intenzionato a creare un\u2019escalation con Teheran.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.voanews.com\/middle-east\/iran-threatens-war-oil-prices-spike\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75770 size-medium alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191009-yemen-riad-teheran-cartina-1.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ammorbidimento di Riad e di Mbs<\/strong><br \/>\nAnzi, gli attacchi sembrano aver portato ad un riposizionamento dell\u2019<strong>Arabia Saudita,<\/strong> ora favorevole a un maggior dialogo con i ribelli Huthi, contro i quali la coalizione guidata da Riad \u00e8 militarmente impegnata da quattro anni, a sostegno del governo riconosciuto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/yemen-prova-secessionisti-aden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Aden<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Sono in corso accertamenti investigativi internazionali sui danni riportati dalle raffinerie di Khurais e Abqaiq. Dalle prime verifiche non sembra emergere un quadro chiaro sulle origini dell\u2019attacco. Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha prontamente condannato l\u2019Iran, individuando il Paese come responsabile dell\u2019attacco e parlando di un <strong>\u201c<\/strong>atto di guerra\u201d.\u00a0L\u2019Iran tuttavia nega qualsiasi tipo di coinvolgimento e giustifica l&#8217;azione huthi come atto di auto-difesa contro l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Sebbene anche l\u2019Arabia Saudita abbia accertato la fabbricazione iraniana dei dieci droni che hanno colpito le cisterne petrolifere, il Paese guidato da <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-prigione-epurati-salman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mohammed Bin Salman (Mbs)<\/a><\/strong> non si \u00e8 spinto oltre nel puntare il dito contro l\u2019Iran. \u00c8 possibile che questa cautela indichi una volont\u00e0 di Riad di aprirsi al dialogo con Teheran anzich\u00e9 creare un\u2019escalation. Riad avrebbe infatti chiesto a <strong>Iraq<\/strong> e <strong>Pakistan<\/strong> di incrementare gli sforzi di mediazione con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Segni di una ricerca di distensione da parte di Mbs sarebbero in un\u2019intervista rilasciata alla Cbs, nella quale esprime apertura \u201ca qualsiasi iniziativa per una soluzione politica in Yemen\u201d. Ci\u00f2 fa pensare che Riad abbia valutato favorevolmente la proposta huthi del 20 settembre di cessare gli attacchi missilistici sul territorio saudita in cambio di negoziati.<\/p>\n<p><strong>Drone diplomacy: un conflitto che chiede tregua<br \/>\n<\/strong>Ma cos&#8217;altro si celerebbe dietro al fitto fumo di Khurais e Abqaiq?\u00a0Innanzitutto, questi attacchi andrebbero compresi in un quadro pi\u00f9 ampio della strategia huthi, di volerr guadagnare un potere di trattativa e un accredito internazionale attraverso l\u2019uso della forza.<\/p>\n<p>I ribelli controllano la capitale\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sana%27a\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sana\u2019a<\/strong><\/a> e una fetta sempre pi\u00f9 ampia del territorio yemenita. La volont\u00e0 di attaccare specificamente le raffinerie della petro-monarchia saudita tiene a dimostrare la loro capacit\u00e0 di infliggere danni notevoli &#8211; causando un&#8217;impennata del prezzo del brendt, preoccupante seppure breve &#8211; contro postazioni strategiche nel cuore economico del Paese, con i mezzi tecnologici a loro pronta disposizione.<\/p>\n<p>Come per ogni movimento ribelle, gli Huthi hanno l\u2019obbiettivo del controllo effettivo del territorio, per stabilire un centro di potere parallelo che possa competere a livello materiale ed organizzativo ed eclissare il governo riconosciuto. Infatti, a breve distanza dall&#8217;attacco del 14, gli Huthi hanno dichiarato di avere catturato 2.000 soldati sauditi in un\u2019offensiva mirata contro un convoglio nel Nord del Paese. \u00c8 plausibile che gli Huthi stiano mostrando le loro capacit\u00e0 militari per avere una leva maggiore nella prospettiva di un eventuale avvio di trattative con l\u2019Arabia Saudita per risolvere un conflitto che sembra essere arrivato a uno stallo (letale) per ambe le parti.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 degli Huthi di mostrarsi aperti al dialogo \u00e8 stata evidenziata dal rilascio di 300 persone, tra cui soldati sauditi, alle Nazioni Unite il 1\u00b0 ottobre. Anche il ritiro huthi dal porto strategico di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Al_Hudaydah\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hodeida<\/strong><\/a> (preso a caro prezzo), negoziato con l&#8217;Onu attenendosi alle linee tracciate nei colloqui di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/yemen-accordo-stoccolma-insorti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Stoccolma,<\/strong><\/a> \u00e8 un passo per proporsi come interlocutore affidabile.<\/p>\n<p>Nei dialoghi sotterranei tra sauditi e Huthi ci sarebbe l\u2019ipotesi di rimuovere il blocco navale contro gli Huthi, come lasciano intendere fonti diplomatiche vicino a Riad.<\/p>\n<p><strong>Mire geopolitiche di Usa e Iran<br \/>\n<\/strong>Oltre a queste considerazioni, andrebbe visto anche il lato geopolitico della medaglia. Molti analisti concordano sull&#8217;idea che la guerra in Yemen sia un conflitto primariamente per procura tra Iran e Stati Uniti.<\/p>\n<p>La vicinanza iraniana alle milizie di fede sciita fa di loro un problema di primo rilievo per la sicurezza nazionale saudita, temendo un accerchiamento sciita con Hezbollah al nord, Iran ad est e lo Yemen al sud. Questa preoccupazione deriva dalla volont\u00e0 di Riad di essere l\u2019attore regionale primario per diffondere la propria visione dell\u2019Islam politico <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/yemen-guerra-tregua-scontro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sunnita<\/a><\/strong> contrapposta a quella sciita sostenuta dall\u2019Iran.<\/p>\n<p>Anche gli Stati Uniti vedono gli attacchi dei droni come sfida lanciata verso di loro. Oltre a percepire gli Huthi come una minaccia contro un loro alleato ferreo, considerano l\u2019influenza iraniana a favore dei ribelli come un\u2019estensione della loro proiezione militare di natura destabilizzatrice ed aggressiva nella regione. Questo \u00e8 diventato un mantra da quando il presidente Donald <strong>Trump<\/strong> ha fatto ritirare gli Stati Uniti dal\u00a0Joint comprehensive plan of action &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-motivazioni-trump-icpoa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>JCPOA<\/strong><\/a> &#8211; e applicato contro l\u2019Iran pesanti sanzioni per attanagliare il Paese in una strategia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/falle-strategia-massima-pressione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">massima pressione<\/a>.<\/p>\n<p>In ultima analisi, ci\u00f2 che si pu\u00f2 estrapolare dagli attacchi del 14 settembre \u00e8 che hanno costituito una escalation di violenza tra Huthi e Arabia Saudita. Tuttavia, rimane di assoluto rilevo sottolineare come l\u2019assenza di significative misure di rappresaglia, sia da parte americana che saudita, contro l\u2019Iran dopo gli attacchi possa preludere a una svolta che indirizzerebbe il conflitto sulla via delle trattative, quantomeno per stabilire un cessate il fuoco e prestare attenzione alla tragica piaga umanitaria di questa guerra civile.<\/p>\n<p>Emerge anche l\u2019apparente vulnerabilit\u00e0 difensiva dell\u2019Arabia Saudita, incapace di impedire attacchi nel cuore geografico del proprio territorio, oltre che del suo progressivo isolamento politico, come evidenziato dalle azioni divergenti adottate da <a href=\"https:\/\/www.ilcaffegeopolitico.org\/111222\/emirati-e-arabia-saudita-in-yemen-amici-o-nemici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Abu Dhabi<\/a> negli scorsi mesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attacchi sferrati per mezzo di droni il 14 settembre contro le raffinerie petrolifere del colosso Saudi Aramco rivendicati dagli incorti armati\u00a0Huthi, vicini all&#8217;Iran, alimentano ulteriormente le tensioni nella penisola arabica. 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