{"id":75803,"date":"2019-10-11T12:20:48","date_gmt":"2019-10-11T10:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75803"},"modified":"2019-10-11T12:40:29","modified_gmt":"2019-10-11T10:40:29","slug":"iraq-halawa-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-halawa-proteste\/","title":{"rendered":"Iraq: analista Halawa, &#8220;Proteste infiltrate da gruppi armati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIn<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/iraq-coabitazione-usa-iran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <strong>Iraq<\/strong><\/a> pu\u00f2 sempre esserci il rischio di una guerra civile. Nelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-proteste-sciiti-sud\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proteste<\/strong><\/a> d&#8217;inizio ottobre abbiamo visto gruppi armati non bene identificati che si sono infiltrati, contribuendo alle violenze perpetrate dalle forze di sicurezza sui manifestanti\u201d. Per Hafsa <strong>Halawa<\/strong>, <a href=\"https:\/\/madamasr.com\/en\/contributor\/hafsa-halawa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attivista dei diritti umani e analista dei processi di democratizzazione nel mondo arabo<\/a>, il rischio che le manifestazioni della settimana scorsa si trasformino in qualcosa di pi\u00f9 violento c\u2019\u00e8 sempre, \u201cperch\u00e9 bisogna sempre ricordarsi che dopo il 2003, in Iraq non c\u2019\u00e8 mai stata una campagna di disarmo\u201d.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-75808 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191011Iraq-Halawa-300x300.jpg\" alt=\"Iraq - Halawa\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191011Iraq-Halawa-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191011Iraq-Halawa-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191011Iraq-Halawa-125x125.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/191011Iraq-Halawa.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre sono esplose proteste a Baghdad e in altre citt\u00e0 del Paese. Il bilancio degli scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti \u00e8 salito a oltre 100 morti e 2500 feriti. Cosa chiedono i manifestanti?<br \/>\nHafsa Halawa<\/strong> \u2013 Chiedono cose diverse, ma principalmente l\u2019eliminazione della corruzione dell\u2019<em>elite <\/em>politica, una buona <em>governance<\/em>, pi\u00f9 opportunit\u00e0 di lavoro, investimenti e servizi pubblici. Ora per\u00f2, dopo un bilancio cos\u00ec alto di morti e feriti, i manifestanti chiedono anche che siano individuati coloro che hanno ordinato e represso in maniera cos\u00ec violenta le proteste.<\/p>\n<p><strong>Nel 2018, con la formazione del nuovo governo tecnocratico, c\u2019era molto ottimismo. Oggi invece l\u2019Iraq sembra di nuovo in una sorta di guerra contro se stesso\u2026<br \/>\n<\/strong><strong>Halawa<\/strong> &#8211; Io non credo che il Paese sia in un perenne stato di guerra contro se stesso, anche se sono in molti a sostenerlo. Detto questo, l\u2019ottimismo del 2018 era del tutto infondato. A parte il forte desiderio di creare prospettive positive sul nuovo governo, la realt\u00e0 era un\u2019altra. La maggior parte delle persone di questo governo tecnocratico hanno, in un modo o nell&#8217;altro, avuto gi\u00e0 ruoli nei governi che si sono succeduti dal 2003 in poi. Oggi per\u00f2 gli iracheni che manifestano non sono pi\u00f9 dei bambini, come potevano esserlo dieci anni fa. La maggior parte, infatti, ha tra i 16 e i 24 anni e sono uomini. La generazione che sta manifestando \u00e8 la generazione post-Saddam e non la generazione del dopo-guerra.<\/p>\n<p><strong>Per oltre dieci anni, l\u2019Iraq \u00e8 stato attraversato, periodicamente, da grosse proteste. In che modo quelle della settimana scorsa sono diverse dalle altre?<br \/>\nHalawa<\/strong> &#8211; Dalle informazioni che sono riuscita a raccogliere mi sembra che ci siano alcune differenze: nelle proteste attuali, nonostante le rivendicazioni si basano tutte sull&#8217;idea del buon governo e rifiutano intrinsecamente l\u2019ordine politico attuale. Inoltre, non solo rivendicano l\u2019assenza di leader ma desiderano anche rimanere senza leader. Dicono che le proteste sono &#8216;coordinate&#8217; da diversi gruppi e non guidate. Infine, si tratta di gente molto giovane che dicono di essere cresciuti in un\u2019epoca dove non c\u2019era la paura, a differenze di coloro che sono cresciuti nel periodo di Saddam Hussein.<\/p>\n<p><strong>Secondo alcuni si tratta di proteste trainate dagli sciiti. \u00c8 d\u2019accordo?<br \/>\nHalawa<\/strong> &#8211; Non c\u2019\u00e8 dubbio che le localit\u00e0 dove sono scoppiate le proteste si trovano nelle aree a maggioranza sciita. E che le cospirazioni a proposito di chi &#8220;sta ordinando o \u00e8 dietro&#8221; le proteste riusciranno, in un modo o nell&#8217;altro, a dissuadere qualsiasi attivit\u00e0 nelle aree a maggioranza sunnita, indipendentemente da quanto siano solidali con loro. Le proteste previste dopo le celebrazioni di Arbaeen e, conseguentemente, il modo in cui il governo iracheno risponder\u00e0 ai manifestanti ci faranno capire se la popolazione sunnita parteciper\u00e0 direttamente o meno. In molto per\u00f2 ritengono che non lo faranno.<\/p>\n<p><strong>Il problema vero per\u00f2 sembrerebbe la mancanza di una leadership. Le proteste che si sono susseguite negli ultimi anni nel mondo arabo ci hanno dimostrato che, a lungo andare, l\u2019assenza di leader indebolisce qualsiasi tipo di movimento\u2026<br \/>\nHalawa<\/strong> &#8211; Sono d\u2019accordo. In Iraq c\u2019\u00e8 da chiedersi: per quanto tempo le proteste dovranno essere &#8216;coordinate&#8217; e non guidate? Prima o poi le rivendicazioni si integreranno? E ancora: sar\u00e0 sufficiente un rimpasto di governo? Non credo. Sar\u00e0 sufficiente un\u2019indagine sulla corruzione? Direi di no, dal momento che oggi i manifestanti chiedono che siano individuati i responsabili che hanno sparato e ucciso i manifestanti e quelli che hanno loro ordinato di farlo. Come abbiamo visto spesso in altri movimenti di protesta, le rivendicazioni e le risposte possono cambiare, espandersi o adattarsi in maniera molto rapida. Detto ci\u00f2 si prevede che le proteste continueranno e secondo alcuni da tutto ci\u00f2 uscir\u00e0 fuori un grosso movimento di attivisti. E dal momento che i manifestanti sono molto giovani tutto questo \u00e8 possibile, anche se non scontato.<\/p>\n<p><strong>Lei non intravede quindi la possibilit\u00e0 che scoppi una guerra civile\u2026<br \/>\nHalawa<\/strong> &#8211; S\u00ec, al contrario. Penso che potrebbe esserci. Abbiamo gi\u00e0 visto gruppi armati non identificati infiltrarsi nelle proteste e contribuire a una violenza pi\u00f9 ampia e alle forti repressioni sui manifestanti, gli attivisti e la stampa a Baghdad. Perpetrare una risposta violenta potrebbe far emergere delle divisioni in un apparato di sicurezza che \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 molto fragile. Non dovrebbe nemmeno essere scontato \u2013 nonostante le popolazioni civili non siano mai intrinsecamente violente &#8211; che il Paese rimanga inondato dalle armi. Ricordiamoci che dal 2003 non c\u2019\u00e8 mai stata una campagna di disarmo, soprattutto dopo l\u2019inizio della guerra contro il sedicente Stato islamico, l&#8217;Isis, nel 2014. Ex combattenti, civili, vittime, criminali di guerra, ladruncoli si sono tutti mossi per armarsi in una comunit\u00e0 e in un Paese dove l&#8217;insicurezza umana \u00e8 molto alta e la fiducia generale e, in particolare nell&#8217;apparato di sicurezza, \u00e8 estremamente bassa. Il rischio che delle scaramucce si trasformino in scontri violenti \u00e8 e rimane sempre alto, soprattutto se l&#8217;apparato di sicurezza continua a reprimere in maniera cos\u00ec violenta le proteste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIn Iraq pu\u00f2 sempre esserci il rischio di una guerra civile. Nelle proteste d&#8217;inizio ottobre abbiamo visto gruppi armati non bene identificati che si sono infiltrati, contribuendo alle violenze perpetrate dalle forze di sicurezza sui manifestanti\u201d. 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