{"id":75843,"date":"2019-10-14T16:16:12","date_gmt":"2019-10-14T14:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75843"},"modified":"2019-10-16T15:09:13","modified_gmt":"2019-10-16T13:09:13","slug":"ungheria-budapest-orban-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ungheria-budapest-orban-sconfitta\/","title":{"rendered":"Ungheria: Budapest e non solo, Orb\u00e1n assaggia la sconfitta"},"content":{"rendered":"<p>Quella di domenica 13 ottobre, alle<strong> elezioni amministrative<\/strong> ungheresi, pu\u00f2 definirsi la prima vera e propria sconfitta del premier Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ungheria-orban-ppe-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a> dal suo ritorno al potere, avvenuto nel 2010. <strong>Budapest<\/strong> non \u00e8 mai stata la roccaforte del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ungheria-fidesz-orban-presidenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fidesz<\/strong><\/a>, il partito di Orb\u00e1n, ma l\u2019opposizione non ha vinto solo l\u00ec: essa si \u00e8 affermata in 11 delle 23 grandi citt\u00e0 del Paese chiamate al voto, tra cui Miskolc, P\u00e9cs e Szeged.<\/p>\n<p>Nella capitale ha prevalso Gergely Kar\u00e1csony, 44 anni, candidato del centro-sinistra, su Istv\u00e1n Tarlos, 71 anni, sindaco uscente del Fidesz che nella serata di domenica, a spoglio non ancora concluso, si era gi\u00e0 congratulato col suo avversario. Tarlos sedeva sulla poltrona di primo cittadino dal 2010.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;opposizione meglio organizzata<\/strong><br \/>\nIl voto \u00e8 avvenuto al termine di una delle campagne elettorali pi\u00f9 tese e aggressive della storia recente del Paese. L\u2019apparato propagandistico del Fidesz ha cercato in tutti i modi di screditare gli avversari del governo, arrivando a definirli \u201cpagliacci inadatti all\u2019incarico\u201d per il quale concorrevano. Va ricordato che, dal suo ritorno nel ruolo di primo ministro, Orb\u00e1n non ha mai degnato i membri dell\u2019opposizione di un confronto pubblico diretto, non li ha mai considerati una controparte con cui valesse la pena di misurarsi sui programmi politici.<\/p>\n<p>Stavolta l\u2019opposizione si \u00e8 fatta trovare all&#8217;appuntamento elettorale pi\u00f9 unita del solito (\u00e8 nota per la sua frammentazione) e questa scelta le ha dato ragione. \u00c8 stata infatti la prima volta che, a Budapest e nella maggior parte dei capoluoghi chiamati alle urne, gli avversari di Orb\u00e1n sono riusciti a trovare un accordo per presentare un solo candidato. Partiti di centro-sinistra e liberali (socialisti, verdi e i centristi di Momentum) si sono messi insieme e a Budapest hanno vinto, anche grazie a un patto di desistenza siglato con il partito nazionalista di destra Jobbik.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;evoluzione di Jobbik<\/strong><br \/>\nQuest\u2019ultimo \u00e8 notoriamente nato come forza politica di estrema destra che in anni passati si \u00e8 distinta per i suoi attacchi alle comunit\u00e0 Rom ed ebraiche del paese. Le prime venivano da esso considerate un problema sociale in termini di sicurezza pubblica e i suoi membri dei parassiti dediti solo a fare figli per ottenere sussidi. Le seconde, un qualcosa di estraneo al Paese e alla sua storia, un soggetto per nulla animato da sentimenti patriottici.<\/p>\n<p>Da qualche tempo, i vertici del partito hanno deciso di intraprendere la strada del moderatismo, chiesto pubblicamente scusa alle comunit\u00e0 rom ed ebree e fatto del loro meglio per farsi percepire come forza politica conservatrice, nazionalista ma non pi\u00f9 radicale. L\u2019anno scorso hanno partecipato alle elezioni legislative con proclami che mettevano in mostra l\u2019ambizione di sostituire il Fidesz alla guida del Paese. Il risultato ottenuto \u00e8 stato pi\u00f9 magro di quello di quattro anni prima. Ora Jobbik sembra alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 chiara e di un percorso politico da seguire, al di l\u00e0 dell\u2019impegno antigovernativo.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Un Paese diverso&#8221;<\/strong><br \/>\n\u201cOggi ci svegliamo in un Paese diverso\u201d, scrive il quotidiano di opposizione N\u00e9pszava. L\u2019entusiasmo \u00e8 presente a Budapest e nelle citt\u00e0 in cui gli avversari dell\u2019esecutivo hanno prevalso: per i loro sostenitori la vittoria del 13 dimostra chiaramente che se l\u2019opposizione \u00e8 unita pu\u00f2 vincere. \u00c8 ancora presto per parlare di declino del sistema Orb\u00e1n, ma il dato emerso dal voto \u00e8 significativo ed \u00e8 espressione di una parte non irrilevante del Paese, insoddisfatta dell\u2019attuale governo e vogliosa di cambiamento e di pacificazione nazionale e sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che da frammentata e disunita l\u2019opposizione \u00e8 stata battuta facilmente dalle forze governative. Bisogna vedere se ha fatto tesoro delle passate esperienze e se uno schema come quello risultato vincente ieri si potr\u00e0 applicare a livello nazionale alle prossime legislative, che si svolgeranno fra circa tre anni. Non bisogna poi dimenticare la capacit\u00e0 di Orb\u00e1n di recuperare terreno nei momenti critici sfruttando abilmente situazioni che diventano nelle sue mani buone carte politiche (vedi la questione dei migranti), con manovre alle quali abbiamo assistito in questi ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di domenica 13 ottobre, alle elezioni amministrative ungheresi, pu\u00f2 definirsi la prima vera e propria sconfitta del premier Viktor Orb\u00e1n dal suo ritorno al potere, avvenuto nel 2010. 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