{"id":75922,"date":"2019-10-16T14:33:04","date_gmt":"2019-10-16T12:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75922"},"modified":"2019-10-18T22:59:36","modified_gmt":"2019-10-18T20:59:36","slug":"governo-giallo-rosso-migranti-prova-cooperazione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/governo-giallo-rosso-migranti-prova-cooperazione-europea\/","title":{"rendered":"Governo giallo-rosso: migranti, test cooperazione europea"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>politica migratoria<\/strong> \u00e8 uno degli ambiti in cui si misurer\u00e0 l\u2019eventuale discontinuit\u00e0 del nuovo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/italia-ue-governo-test\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>governo giallo-rosso<\/strong><\/a> italiano &#8211; sostenuto dalla coalizione tra <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong> e <strong>Partito democratico &#8211;<\/strong>\u00a0rispetto al precedente esecutivo in cui il M5S era in coalizione con la Lega. La sostituzione nel ruolo di ministro degli Interni di una figura politica e polarizzante come Matteo Salvini con una tecnica, l\u2019ex prefetta di Milano Luciana Lamorgese, ha costituito un primo segnale dell\u2019apparente intenzione del governo Conte-bis di de-politicizzare la questione migratoria.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019Italia ha riavviato il dialogo con l\u2019Unione europea. La prima mossa del governo \u00e8 stata prendere le distanze dalle continue critiche che Salvini rivolgeva all\u2019Ue per la mancata assistenza nella gestione del fenomeno migratorio. Il nuovo approccio ha portato <strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong> a mostrare maggiore solidariet\u00e0 all\u2019Italia. I due Paesi hanno dato disponibilit\u00e0 a partecipare al <strong>meccanismo di redistribuzione temporanea<\/strong> dei migranti definito il 23 settembre scorso con Italia e Malta, con l\u2019appoggio della presidenza finlandese dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Rispetto agli anni precedenti, la convergenza di pi\u00f9 Stati membri su possibili soluzioni al dossier migratorio sembra oggi avere maggiori possibilit\u00e0 di concretizzarsi. Tuttavia, gli scarni risultati del Consiglio Giustizia e Affari Interni dell\u20198 ottobre continuano ad attestare quanto sia difficile dar seguito alle intenzioni che animano l\u2019accordo di Malta e creare un sistema genuinamente europeo di gestione dei flussi misti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo di Malta<\/strong><br \/>\nL\u2019intesa raggiunta a Malta rappresenta un primo avanzamento in un settore in cui i vari attori coinvolti erano fermi sulle proprie posizioni da oltre quattro anni. <a href=\"https:\/\/download.repubblica.it\/pdf\/2019\/politica\/joint-declaration.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019accordo<\/a> ipotizza un \u201cmeccanismo temporaneo di solidariet\u00e0\u201d basato su un sistema volontario di redistribuzione dei migranti tratti in salvo nel Mar Mediterraneo, entro quattro settimane dal loro sbarco nei porti italiani o maltesi. L\u2019obiettivo \u00e8 lanciare un meccanismo di redistribuzione pi\u00f9 strutturato e prevedibile rispetto alle soluzioni ad hoc adottate nei quattordici mesi di governo giallo-verde, a causa della decisione italiana di non autorizzare lo sbarco alle navi impegnate in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Il nuovo governo giallo-rosso punta dunque a evitare ai migranti le ulteriori sofferenze provocate dalla <strong>politica dei porti chiusi<\/strong>.<\/p>\n<p>Se giudicata dal punto di vista delle responsabilit\u00e0 di cui l\u2019Italia sarebbe sollevata in quanto paese di primo arrivo, l\u2019intesa raggiunta a Malta non costituisce un cambiamento radicale. Infatti, la redistribuzione riguarda solo i migranti salvati da operazioni di ricerca e soccorso in mare, mentre restano esclusi coloro che giungono in Italia attraverso i cosiddetti \u201csbarchi autonomi\u201d \u2013 che, <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/migranti-e-ue-cosa-serve-sapere-sul-vertice-di-malta-23970\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo alcune elaborazioni<\/a>, ammontano al 91% degli arrivi fra giugno 2018 e agosto 2019.<\/p>\n<p>L\u2019accordo individua poi i \u201cmigranti\u201d in modo generico, differenziandosi da proposte precedenti che si rivolgevano a rifugiati o coloro provenienti da paesi con un alto tasso di riconoscimento dell\u2019asilo. Tuttavia, il linguaggio ambiguo rende poco chiara la suddivisione delle responsabilit\u00e0 fra lo Stato membro che accoglie il migrante a seguito della redistribuzione e il Paese di primo arrivo.<\/p>\n<p>L\u2019importanza dell\u2019accordo pare dunque risiedere pi\u00f9 nel messaggio politico e simbolico trasmesso all\u2019opinione pubblica italiana, agli altri Stati membri e alle forze euroscettiche, piuttosto che nei suoi effetti concreti.<\/p>\n<p><strong>Non si tratta solo di negoziati sulle migrazioni<\/strong><br \/>\nIl clima politico in cui si \u00e8 sviluppato l\u2019accordo, il modo in cui \u00e8 stato comunicato e la sua portata limitata suggeriscono che il principale obiettivo dei promotori sia pi\u00f9 che altro quello di imprimere una svolta al dibattito pubblico in materia di migrazione, promuovendo i vantaggi della cooperazione invece di trincerarsi dietro accuse di mancata solidariet\u00e0. Non a caso, lo schema di redistribuzione non \u00e8 rivolto ad altri Stati membri impegnati nell\u2019affrontare una significativa pressione migratoria. Il nuovo meccanismo \u00e8 invece principalmente dedicato a un Paese, l\u2019Italia, che oggi rappresenta uno dei principali terreni di scontro con le forze politiche euroscettiche, e dove negli ultimi anni i movimenti populisti hanno guadagnato consenso proprio sfruttando le mancanze della governance europea su migrazioni e asilo.<\/p>\n<p>Tuttavia, la posizione di Roma sulla necessit\u00e0 di una gestione pi\u00f9 condivisa dei flussi migratori e sull\u2019opportunit\u00e0 della revisione del Regolamento di Dublino \u2013 che stabilisce che lo Stato di primo sbarco ha il dovere di gestire la domanda di asilo \u2013 resta immutata. A cambiare non \u00e8 <em>che cosa<\/em> l\u2019Italia richiede, ma <em>chi<\/em> e <em>come<\/em> ne fa richiesta. L\u2019uscita di Salvini dal governo \u00e8 di per s\u00e9 un messaggio di distensione all\u2019Europa. Inoltre, il tono adottato dal governo italiano per avanzare le proprie ragioni \u00e8 cambiato. Non \u00e8 un caso che, una volta esaurita la retorica antagonistica da parte dell\u2019Italia, Francia e Germania abbiano scelto di sedersi al tavolo negoziale. Le modalit\u00e0 stesse di questo riavvicinamento quindi confermano come le ragioni dell\u2019accordo siano soprattutto politiche.<\/p>\n<p><strong>Il rischio di conseguenze inattese<\/strong><br \/>\nPur rappresentando un passo avanti, un\u2019iniziativa cos\u00ec concentrata sull\u2019Italia e sulla rotta del Mediterraneo centrale come primo nucleo per una maggiore solidariet\u00e0 non riflette lo stato attuale della pressione migratoria ai confini europei. Al momento, infatti, l\u2019Italia non \u00e8 l\u2019unica e nemmeno la pi\u00f9 significativa fonte di preoccupazioni per quanto riguarda gli arrivi in Europa. La Grecia \u00e8 sottoposta a una pressione maggiore, sia in termini di arrivi che di richieste di asilo. Questa situazione \u00e8 destinata probabilmente a peggiorare alla luce del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-turchia-usa-trump-curdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo intervento della Turchia in Siria<\/a> e del repentino deterioramento del quadro dei rapporti tra Turchia stessa e Ue. Anche la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/migranti-spagna-tema-campagna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Spagna<\/strong><\/a> \u00e8 chiamata oggi a a gestire numeri di arrivi superiori a quelli dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Limitare gli sforzi alla rotta del Mediterraneo centrale \u00a0metterebbe a dura prova le capacit\u00e0 di reazione europee in caso di una nuova crisi su altre rotte. La scelta potrebbe poi accentuare ulteriormente le divisioni, invece di favorire una maggiore condivisione di responsabilit\u00e0. In questo modo si verrebbe a dividere il fronte dei Paesi di primo arrivo, la cui posizione sinora \u00e8 stata invece solidamente allineata a quella italiana nella richiesta di maggiore solidariet\u00e0. Primi segnali in questo senso sono giunti dal Consiglio dell\u20198 ottobre, dove Grecia, Cipro e Bulgaria hanno promosso una <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/migrant-route-eastern-mediterranean-sea-not-all-about-italy-3-eu-countries-call-for-change-to-migration-focus\/https:\/www.politico.eu\/article\/migrant-route-eastern-mediterranean-sea-not-all-about-italy-3-eu-countries-call-for-change-to-migration-focus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proposta<\/a> autonoma per la gestione della rotta del Mediterraneo orientale. Se invece i confini nel Mediterraneo fossero davvero considerati come frontiere europee, un meccanismo di redistribuzione dovrebbe includere tutte le rotte migratorie che raggiungono l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il rischio complessivo \u00e8 dunque quello di dividere ulteriormente il fronte europeo e le risorse della politica migratoria dell\u2019Ue, fornendo nuovi argomenti a sostegno delle forze euroscettiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Le opinioni espresse dagli autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, che non prende posizioni istituzionali, o del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica migratoria \u00e8 uno degli ambiti in cui si misurer\u00e0 l\u2019eventuale discontinuit\u00e0 del nuovo governo giallo-rosso italiano &#8211; sostenuto dalla coalizione tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico &#8211;\u00a0rispetto al precedente esecutivo in cui il M5S era in coalizione con la Lega. 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