{"id":75954,"date":"2019-10-17T06:18:54","date_gmt":"2019-10-17T04:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75954"},"modified":"2019-10-21T23:45:00","modified_gmt":"2019-10-21T21:45:00","slug":"italia-eni-turco-cipriota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/italia-eni-turco-cipriota\/","title":{"rendered":"Turchia\/Cipro: Italia ed Eni nel conflitto delle trivelle"},"content":{"rendered":"<p>La Repubblica di Venezia aveva imparato, nei secoli passati, a convivere con la <em>Sublime Porta<\/em> ottomana alternando il dominio del mare con le intese commerciali. L\u2019antico equilibrio \u00e8 venuto meno da quando, a confrontarsi sul mare, non sono pi\u00f9 due imperi ma un minaccioso Golia <strong>turco<\/strong> e un tranquillo Davide <strong>cipriota<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76003\" aria-describedby=\"caption-attachment-76003\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-76003\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo-1024x728.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo-1024x728.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo-125x89.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/5-siria-pozzo.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76003\" class=\"wp-caption-text\">(Credit Image: \u00a9 Humor Blog https:\/\/humour-ugb.blogspot.com)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Apparentemente le forze sono sbilanciate, se non fosse che dietro <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/mediterraneo-marosi-contenzioso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cipro<\/strong><\/a> ci sono <strong>Stati Uniti<\/strong>, <strong>Gran Bretagna<\/strong>, <strong>Israele<\/strong>, <strong>Grecia\u00a0<\/strong>ed <strong>Ue<\/strong>. In mezzo ai due contendenti sta l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-turchiaeni-manovre-alchimie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eni<\/a> che cerca di sdrammatizzare la situazione in sintonia con l\u2019<strong>Italia<\/strong>, che, pur mantenendo fermo il punto sulla difesa dell\u2019integrit\u00e0 degli assetti della societ\u00e0, ha tutto l\u2019interesse, a differenza di altri partner europei, a che si riduca la tensione turco-cipriota.<\/p>\n<p><strong>Le ambiguit\u00e0 del diritto del mare<br \/>\n<\/strong>Decine di note diplomatiche di protesta, scambiate tra Ankara e Nicosia per affermare i reciproci diritti sulla Zona economica esclusiva (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zona_economica_esclusiva\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Zee<\/strong>)<\/a> del Mar di Levante, affollano i siti web dei due Paesi all&#8217;interno del portale delle Nazioni Unite sul <a href=\"https:\/\/www.un.org\/depts\/los\/LEGISLATIONANDTREATIES\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>diritto del mare<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A leggere le apodittiche dichiarazioni unilaterali si ha l\u2019impressione di un dialogo tra sordi cui si \u00e8\u00a0 associata la Grecia, allineandosi sulla posizione di Cipro, la quale ha gi\u00e0 delimitato la sua Zee con l\u2019<strong>Egitto<\/strong> nel 2003: la <strong>Turchia<\/strong> \u00e8 stata cos\u00ec confinata in una ristretta area vicino alle coste anatoliche, a dispetto della pretesa di avere diritto ad una vasta Zee confinante con quella egiziana.<\/p>\n<p>La Grecia ipotizza di spartirsi con Cipro la Zee dell\u2019Egeo sulla base del principio che le isole, qualunque sia la loro superficie (compresa anche la piccola Castelrosso attaccata alla Turchia), hanno pieno diritto a propri spazi marittimi.<\/p>\n<p>Inutile dire che la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Convenzione_delle_Nazioni_Unite_sul_diritto_del_mare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Convenzione del diritto del mare<\/strong><\/a> non fornisce indicazioni sul metodo da seguire nelle delimitazioni, limitandosi a prescrivere che il risultato debba essere equitativo ed indicando i metodi per la risoluzione delle controversie sulle frontiere marittime.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;approccio dei fatti compiuti<br \/>\n<\/strong>Quello dei fatti compiuti continua ad essere l\u2019unico approccio seguito dai contendenti: Nicosia non ha remore nel dare concessioni offshore in aree disputate come il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-ambizioni-marittime-levante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Block\u00a0 7,\u00a0<\/a><\/strong>attribuito a Eni e a Total, nonostante esso ricada in parte nella Zee pretesa dalla Turchia.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, Ankara invia navi di ricerca nella parte nord della Zee cipriota, rivendicata come propria, e nella parte sud, su cui sostiene che l\u2019autoproclamata <strong>Repubblica turca di Cipro del Nord<\/strong> (Rtcn) abbia titolo a percepire parte delle <em>royalties<\/em> cipriote.<\/p>\n<p>Ed un fatto compiuto pu\u00f2 ritenersi, ragionando per assurdo, anche il sostegno pieno che l\u2019Ue attribuisce ai diritti affermati da Cipro sulla sua Zee, quando invece \u00e8 ben noto che l\u2019Unione non ha competenze in materia di delimitazioni marittime e non pu\u00f2, quindi, intervenire in questioni su cui sono sovrani gli Stati.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;approccio italiano<br \/>\n<\/strong>Esemplare la posizione dell&#8217;Eni che, pur avendo subito lo scorso anno l\u2019affronto della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-turchiaeni-manovre-alchimie\/\"><strong>Saipem 12000<\/strong><\/a>, ha abbassato i toni, dichiarando che \u201cse qualcuno si presenta con le navi da guerra io non faccio i pozzi. Non sono io che mi devo preoccupare. Non voglio certo fare scoppiare delle guerre per fare dei pozzi.\u201d.<\/p>\n<p>Qualche giorno prima il nostro Ministero degli Esteri era stato pi\u00f9 assertivo nell&#8217;affermare che \u201cl\u2019Italia \u00e8 preoccupata per le operazioni illegali condotte dalla nave turca Yavutz nella Zona economica esclusiva di Cipro a sud dell\u2019isola. Ribadiamo la nostra richiesta di rispettare i diritti sovrani di Cipro e di astenersi da azioni illegali nell&#8217;area\u201d. Salvo precisare che il nostro Paese, d\u2019intesa con l\u2019Ue, ha scelto un atteggiamento fermo ma reversibile, auspicando che \u201cla Turchia voglia tornare al pi\u00f9 presto a un atteggiamento pi\u00f9 costruttivo\u201d <em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Necessit\u00e0 di soluzioni costruttive<br \/>\n<\/strong>La minaccia di uso della forza, non \u00e8 certo, da parte turca, una soluzione al passo con i tempi e con lo sviluppo del diritto internazionale. Essa legittima comunque l\u2019invio di navi da guerra a protezione degli interessi di bandiera, ad opera di <strong>Francia <\/strong>ed Italia, quale misura preventiva commisurata alle circostanze.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la Turchia adopera anche toni pi\u00f9 sfumati, in una delle tante note verbali di protesta, quando dice che la propria pretesa a una mediana con l\u2019Egitto tiene conto \u201cdei risultati di un futuro accordo di delimitazione, nell&#8217;Egeo e nel Mediterraneo, tra tutti gli Stati rilevanti\u201d.<\/p>\n<p>Al riguardo, va sottolineato che, anche se la risposta greca e cipriota a tale dichiarazione \u00e8 improntata a chiusura totale, la soluzione di un accordo multilaterale di delimitazione \u00e8 quella che\u00a0 risponde maggiormente alle esigenze di dialogo tra i Paesi mediterranei; Italia compresa, per quel che concerne le nostre relazioni marittime con Tunisia, Malta, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/libia-italia-disparte-russia-avanza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> e Grecia.<\/p>\n<p>Un altro spiraglio potrebbe aprirsi se Nicosia depositasse in un fondo sovrano parte dei proventi delle <em>royalties<\/em> da destinare alla popolazione della Rtcn.<\/p>\n<p>Alla fine, la posizione migliore appare quella dell&#8217;Eni che, sulla questione dell\u2019offshore cipriota, \u00e8 certa che \u201cci sar\u00e0 un dialogo\u201d, a significare che la soluzione politica del caso pu\u00f2 passare anche dalla condivisione con la Turchia dei vantaggi derivanti dai giacimenti di gas del Mar di Levante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Repubblica di Venezia aveva imparato, nei secoli passati, a convivere con la Sublime Porta ottomana alternando il dominio del mare con le intese commerciali. 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