{"id":75969,"date":"2019-10-17T02:00:25","date_gmt":"2019-10-17T00:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=75969"},"modified":"2019-10-20T15:11:16","modified_gmt":"2019-10-20T13:11:16","slug":"ecuador-volto-guerriglia-urbana-quito-reportage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ecuador-volto-guerriglia-urbana-quito-reportage\/","title":{"rendered":"Ecuador: il racconto della guerriglia urbana a Quito"},"content":{"rendered":"<p>Per la prima volta dopo <strong>dodici giorni<\/strong> <strong>di scioperi e forti proteste<\/strong>, Quito si \u00e8 risvegliata senza spari, scoppi e colonne di fumo nero. Nella sera di domenica 13 ottobre, il governo dell\u2019Ecuador e i dirigenti della <em>Confederaci\u00f3n de Nacionalidades Ind\u00edgenas del Ecuador<\/em> (Conaie), hanno raggiunto un accordo per la deroga del decreto 883 \u2013 il provvedimento che sopprimeva il contributo statale per l\u2019acquisto di carburanti, colpendo soprattutto i cittadini comuni con l\u2019aumento del prezzo dei trasporti pubblici e privati e il rincaro della maggior parte dei servizi di base.\u00a0 L\u2019intesa ha posto fine a quasi due settimane di manifestazioni violente e dure repressioni da parte delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Al grido di \u201c<em>Fuera, Moreno fuera!\u201d<\/em>, si sono scatenate in tutto il paese le proteste contro l\u2019attuale presidente, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ecuador-metamorfosi-regione-volto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Len\u00edn Moreno<\/strong><\/a>, e il <em>paquetazo<\/em>, il pacchetto di misure e riforme in campo economico approvato lo scorso 2 ottobre, che segue l\u2019accordo tecnico del 20 febbraio 2019 stipulato tra il governo ecuadoriano e il <strong>Fondo \u00a0monetario internazionale <\/strong>(Fmi) per un <strong>prestito di 4.2 miliardi di dollari<\/strong>.<\/p>\n<p>Un vero e proprio \u201cprogramma economico\u201d per ricevere aiuti da Fmi, Banca Mondiale, <em>Banco de Desarrollo de Am\u00e9rica Latina<\/em>, il <em>Banco Interamericano de Desarrollo<\/em>, la Banca europea degli investimenti, Agenzia francese per lo sviluppo e <em>Fondo de Reserva Latinoamericano<\/em>, che indebiter\u00e0 l\u2019Ecuador per pi\u00f9 di 10 miliardi di dollari, vincolandolo a questi enti finanziari con pagamenti per i prossimi 30 anni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75972\" aria-describedby=\"caption-attachment-75972\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75972 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3537-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3537-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3537-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3537-125x167.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3537.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75972\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Francesco Mattioni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come risposta al <em>paquetazo<\/em>, i settori della popolazione pi\u00f9 colpiti hanno cominciato una serie di proteste, a partire dallo sciopero dei trasporti, diretti interessati dall\u2019aumento dei carburanti, lo scorso 3 ottobre, che ha paralizzato le pi\u00f9 importanti vie di comunicazione del paese.<\/p>\n<p>In un primo momento, il governo e i media nazionali hanno liquidato le proteste e lo sciopero come esclusivi del settore dei trasporti \u2013 sottovalutandone di proposito la portata di carattere popolare.<\/p>\n<p>Nonostante il ritiro dei <em>transportistas<\/em> dallo sciopero a oltranza e il parziale ripristino della circolazione dei mezzi pubblici nella capitale Quito, le proteste non si sono fermate. Anzi. Le principali arterie del paese sono rimaste bloccate, i supermercati e i magazzini non sono stati riforniti per pi\u00f9 di una settimana, le scuole e gli uffici hanno sospeso le loro attivit\u00e0. Alle manifestazioni, poi, si sono aggiunti saccheggi, atti vandalici e incendi in tutto l\u2019Ecuador.<\/p>\n<p><strong>Il governo a Guayaquil e il contrattacco di Moreno<\/strong><br \/>\nIl centro di Quito \u00e8 diventato teatro di scontri sempre pi\u00f9 violenti tra i manifestanti e le forze dell\u2019ordine. Dalla sera di domenica 6 ottobre, infatti, polizia e militari si sono barricati nel cuore del centro storico, a difesa della <em>Plaza Grande<\/em> e del <em>Palacio de Carondelet<\/em>, sede del governo e residenza ufficiale del presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Luned\u00ec 7 ottobre, comunque, il presidente Moreno ha lasciato la capitale, riparando a <strong>Guayaquil<\/strong> \u2013 citt\u00e0 costiera e secondo centro del Paese per importanza \u2013, dove ha spostato temporaneamente la sede e le attivit\u00e0 del governo. In un breve discorso a reti unificate, poi, Moreno ha ribadito come dietro le proteste che hanno piegato il Paese ci fossero secondo lui il presidente venezuelano <strong>Nicol\u00e1s Maduro<\/strong> e l\u2019ex presidente ecuadoriano ed ex alleato dello stesso Moreno, <strong>Rafael Correa<\/strong>, accusati di voler destabilizzare il governo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l\u2019opposizione al presidente Moreno e all\u2019Fmi era abbastanza disomogenea e non necessariamente correista. Giovani, studenti, ma soprattutto comunit\u00e0 di <strong>indigeni<\/strong>, che sono arrivati da ogni provincia della Sierra, marciando a piedi, stipati su camioncini o sul cassone di un furgone.<\/p>\n<p>La Conaie, infatti, ha convocato tutte le nazionalit\u00e0 e le organizzazioni indigene, invitandole a marciare sulla capitale. La base della protesta si \u00e8 andata cos\u00ec rafforzando in maniera sostanziale, grazie anche all\u2019arrivo, negli ultimi giorni, di <strong>colonne di <\/strong>indigeniprovenienti dall\u2019<strong>Amazzonia<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75971\" aria-describedby=\"caption-attachment-75971\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75971 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSCN3549.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75971\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Francesco Mattioni<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>La (tentata) presa del <em>Palacio de Carondelet<\/em><\/strong><br \/>\nPer una settimana, i manifestanti si sono avvicinati al <em>Palacio de Carondelet<\/em>, conquistando terreno di giorno e perdendolo con l\u2019approssimarsi della sera, affrontando le forze dell\u2019ordine nelle strette viuzze del centro, armati di pietre e mattoni staccati dalle pareti o dal pavimento stradale, molotov, pali e scudi improvvisati.<\/p>\n<p>La polizia ha sempre respinto gli assalti avvalendosi di agenti in moto, reparti antisommossa, mezzi blindati e persino cavalleria, impiegando dosi massicce di gas lacrimogeno e bombe carta per spezzare i cortei e sedare quella che ogni giorno sembrava assumere di pi\u00f9 i tratti di una guerriglia urbana.<\/p>\n<p>Con il radicalizzarsi delle proteste, si sono contati i primi morti tra le fila dei manifestanti \u2013 sarebbero 8 secondo le fonti ufficiali \u2013 mentre il numero degli arresti \u00e8 salito a pi\u00f9 di mille. Gioved\u00ec 10 ottobre si \u00e8 tenuto nei pressi della Casa della Cultura \u2013 la base operativa degli indigeni \u2013 il corteo funebre di un dirigente indigeno caduto negli scontri.<\/p>\n<p>In seguito all\u2019invito del presidente Moreno al dialogo con la dirigenza indigena, l\u201911 ottobre i manifestanti si sono riuniti attorno all\u2019<em>Asamblea Nacional<\/em>. L\u2019atmosfera era pacifica e di attesa, chi cantava, chi ballava e chi addirittura lanciava cibo e acqua ai militari. Poi, proprio quando l\u2019intesa pareva cosa fatta, la polizia ha cominciato a sparare gas lacrimogeno sulla folla, disperdendola. Dopo attimi di stordimento e incredulit\u00e0, gli indigeni si sono riorganizzati e sono passati al contrattacco, guadagnando alcune posizioni e combattendo fino a notte fonda.<\/p>\n<p>La mattina di sabato 12 ottobre, alcuni manifestanti hanno incendiato un edificio governativo e la sede di un noto canale televisivo. Data l\u2019escalation delle violenze e il protrarsi delle manifestazioni, il presidente Moreno, \u201cper ristabilire l\u2019ordine nel paese\u201d, ha indetto il coprifuoco a partire dalle 15 in tutto il distretto metropolitano della capitale e nei siti strategici del Paese, dando inoltre il via libera all\u2019intervento delle Forze Armate e, di fatto, militarizzando la citt\u00e0 di Quito.<\/p>\n<p>Proprio nei giorni precedenti, il movimento indigeno aveva preso le distanze dalle violenze e dal cosiddetto \u201cattore esterno\u201d, ovvio riferimento all\u2019ex presidente Rafael Correa, indicato a pi\u00f9 riprese dall\u2019esecutivo e dalla stampa nazionale come il principale mandatario delle proteste. Ci\u00f2 ha contribuito a facilitare il dialogo con il governo, che pure aveva aperto alla possibilit\u00e0 di rivedere il decreto 883.<\/p>\n<p><strong>La vittoria del <em>Pueblo unido<\/em><\/strong><br \/>\nDomenica, la svolta, quando l\u2019esecutivo e i dirigenti del Conaie si sono riuniti, in diretta nazionale, con la mediazione delle Nazioni Unite. Dopo lunghe ore di attesa, verso le 21:45 l\u2019annuncio dell\u2019accordo raggiunto e dell\u2019accantonamento del decreto 883, che sar\u00e0 sostituito da un nuovo decreto della cui stesura si incaricher\u00e0 una commissione <em>ad hoc<\/em>, formata dai leader delle organizzazioni indigene, dal governo e coadiuvata dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Per la prima volta, l\u2019unione di indigeni, giovani, studenti e volontari, ha fatto s\u00ec che un provvedimento ingiusto, che avrebbe danneggiato tutto il popolo ecuadoriano a vantaggio degli istituti di credito internazionali, venga rimosso e nuovamente redatto con la partecipazione dei rappresentanti degli strati pi\u00f9 poveri della popolazione. Non a caso, uno degli slogan pi\u00f9 cantati durante le manifestazioni era <em>&#8220;\u00a1El pueblo unido, jam\u00e1s ser\u00e1 vencido!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Francesco Mattioni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta dopo dodici giorni di scioperi e forti proteste, Quito si \u00e8 risvegliata senza spari, scoppi e colonne di fumo nero. 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