{"id":76014,"date":"2019-10-21T09:45:31","date_gmt":"2019-10-21T07:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76014"},"modified":"2019-10-23T07:15:42","modified_gmt":"2019-10-23T05:15:42","slug":"polonia-pis-kaczynsky-sella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/polonia-pis-kaczynsky-sella\/","title":{"rendered":"Polonia: il PiS di Kaczy\u0144ski in sella tra luci ed ombre"},"content":{"rendered":"<p>La vittoria del partito governativo di destra <strong>PiS<\/strong> (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diritto_e_Giustizia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Diritto e Giustizia<\/a>) nelle elezioni legislative del 13 ottobre in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/polonia-sfida-bruxelles\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Polonia<\/strong><\/a> era prevista. Eppure in questi ultimi quattro anni l\u2019operato dell\u2019esecutivo \u00e8 stato oggetto di numerose critiche dovute a una serie di provvedimenti presi per porre i settori mediatico e della giustizia sotto il suo controllo. Questi aspetti hanno allarmato la Commissione europea, secondo cui le riforme volute dal PiS mettono a rischio lo stato di diritto nel Paese.<\/p>\n<p>Quella attuata in ambito giudiziario ha dato al partito di Jaros\u0142aw <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jaros%C5%82aw_Kaczy%C5%84ski\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kaczy\u0144ski<\/strong><\/a> ampi poteri su procure e tribunali. A questo ha contribuito notevolmente l\u2019unificazione delle figure di ministro della Giustizia e di procuratore generale. Tale misura ha di fatto posto fine alla distinzione fra potere politico e potere giudiziario, con conseguenze prevedibili dal punto di vista della tenuta democratica del Paese.<\/p>\n<p><strong>Le lacune dell&#8217;opposizione e gli atout del partito al potere<\/strong><br \/>\nCome gi\u00e0 precisato, queste riforme hanno attirato al PiS accese critiche in ambito internazionale e da parte delle istituzioni comunitarie, e sul fronte interno ad opera dell\u2019opposizione. Il problema \u00e8 che quest\u2019ultima non \u00e8 stata in grado di capitalizzare il malcontento sfociato in questi anni in diverse manifestazioni di protesta contro una politica che, secondo i critici, allontana la Polonia dai valori europei e da ogni prospettiva di crescita democratica. N\u00e9 ha saputo farsi portatrice di un progetto politico alternativo e convincente a quello dell\u2019esecutivo, che ha puntato molto sugli interventi a beneficio delle famiglie.<\/p>\n<p>Partito anti-immigrazione, il PiS ha da sempre sbandierato il suo impegno per i difendere i valori tradizionali: patria, chiesa e famiglia. In campagna elettorale, il partito governativo ha promesso una serie di benefit e di agevolazioni di carattere sociale. Si parla di aiuti alle famiglie per ogni figlio, di controlli sanitari gratuiti per chi ha pi\u00f9 di 40 anni e di detrazioni fiscali per coloro i quali ne hanno meno di 26; impegno, quest\u2019ultimo, assunto dal governo in modo da accattivarsi il favore dei giovani. A fronte di queste e di altre promesse, l\u2019opposizione non ha saputo proporsi in modo convincente, soprattutto nelle zone rurali del Paese, e ha pagato il costo della sua frammentazione.<\/p>\n<p><strong>Una democrazia in calo, ma un&#8217;economia in crescita<\/strong><br \/>\nI sostenitori del PiS sottolineano l\u2019esistenza di buoni indicatori economici che, a loro avviso, dimostrano la giustezza delle ricette politiche governative: tra essi, quelli relativi alla crescita del Pil al 4,5%, e la disoccupazione pari a poco pi\u00f9 del 5%, che \u00e8 il dato pi\u00f9 basso nell&#8217;ultimo trentennio. A fronte di questi risultati c\u2019\u00e8 per\u00f2 una realt\u00e0 che vede le aziende lamentarsi per la scarsit\u00e0 della manodopera locale che preferisce emigrare verso Occidente per ottenere migliori condizioni di lavoro e stipendi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Le aziende cercano di risolvere il problema impiegando stranieri, soprattutto ucraini, la cui presenza nel Paese \u00e8 tutt&#8217;altro che irrilevante. E i dati riguardanti la crescita economica sono positivi, certo, ma non manca il malcontento dovuto a una distribuzione\u00a0non equa della ricchezza prodotta. \u00c8 quanto lamentano gli oppositori di sinistra e, in generale, gli ambienti progressisti che tengono a sottolineare le contraddizioni esistenti in Polonia dal punto di vista sociale.<\/p>\n<p><strong>Per Kaczy\u0144ski, luci ed ombre<\/strong><br \/>\nPer Kaczy\u0144ski, si \u00e8 trattato di una vittoria giusta. Il leader non appare, per\u00f2, del tutto soddisfatto del risultato ottenuto e sostiene che il suo partito avrebbe meritato di pi\u00f9. Probabilmente \u00e8 anche infastidito dal ritorno delle forze di centro-sinistra in Parlamento, dopo quattro anni di magra. Il voto gli ha conferito la maggioranza assoluta alla Camera.<\/p>\n<p>Forte di questo dato, Kaczy\u0144ski ha incoraggiato i suoi a impegnarsi, perch\u00e9 il Paese continui a cambiare in meglio, e chiesto ai polacchi di sostenerlo per portare avanti la sua controrivoluzione. Il suo impegno a dar vita a una nazione rinnovata e a una nuova generazione di cittadini da crescere secondo i valori menzionati in precedenza. Valori a suo giudizio ignorati dalla \u201ctecnocrazia liberale\u201d dell\u2019Ue che, secondo la visione sovranista, ha interesse a scoraggiare il principio della piena autonomia degli stati membri.<\/p>\n<p><strong>A confronto con l&#8217;Ue<\/strong><br \/>\nIl governo del PiS tiene a far vedere di non avere timore del confronto ingaggiato con la Commissione europea, impensierita per il mancato rispetto dello stato di diritto in Polonia da parte dell\u2019esecutivo. L\u2019operato di quest\u2019ultimo, soprattutto in certi ambiti, ha portato le istituzioni comunitarie, nel dicembre del 2017, a invocare l\u2019applicazione dell\u2019Articolo 7. Si tratta di una procedura mai utilizzata prima, che, se attuata, pu\u00f2 portare alla sospensione del diritto di voto in sede comunitaria.<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2018, la Commissione europea ha quindi avviato una procedura di infrazione contro la Polonia per le disposizioni applicate in ambito giudiziario. Il braccio di ferro tra Varsavia e Bruxelles continua, con le autorit\u00e0 polacche decise a mostrare alla popolazione la loro capacit\u00e0 di tenere testa all\u2019Ue. In altre parole sono attese nuove tensioni con l\u2019Unione europea e si teme che il governo si rifiuti di fare un passo indietro rispetto alle sue riforme antidemocratiche con le quali ampliare il suo controllo sulla vita pubblica del Paese e sulle sue principali istituzioni. Ci sono anche dei dubbi sulla sostenibilit\u00e0 economica dei provvedimenti di sostegno sociale realizzati nel corso dell\u2019ultima legislatura e confermati in campagna elettorale.<\/p>\n<p><strong>Tusk vs Duda?<\/strong><br \/>\nCome gi\u00e0 anticipato, il PiS ha ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera ma non al Senato. Questa \u00e8 una buona notizia per le opposizioni, che puntano al voto per l\u2019elezione del presidente della Repubblica, che avr\u00e0 luogo a maggio, per prendersi una rivincita rispetto alle politiche. \u00c8 vero che l\u2019attuale presidente Andrzej Duda (PiS), appare favorito, ma pu\u00f2 darsi che Donald Tusk, presidente uscente del Consiglio europeo, decida di candidarsi. In quel caso Duda avrebbe di fronte un avversario ostico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittoria del partito governativo di destra PiS (Diritto e Giustizia) nelle elezioni legislative del 13 ottobre in Polonia era prevista. Eppure in questi ultimi quattro anni l\u2019operato dell\u2019esecutivo \u00e8 stato oggetto di numerose critiche dovute a una serie di provvedimenti presi per porre i settori mediatico e della giustizia sotto il suo controllo. 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