{"id":76041,"date":"2019-10-28T00:40:07","date_gmt":"2019-10-27T23:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76041"},"modified":"2019-10-30T17:32:49","modified_gmt":"2019-10-30T16:32:49","slug":"difesa-italia-e2i-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/difesa-italia-e2i-francese\/","title":{"rendered":"Difesa: perch\u00e9 l&#8217;Italia fa bene ad aderire alla E2I francese"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso settembre il governo italiano ha annunciato l\u2019adesione alla <a href=\"https:\/\/www.defense.gouv.fr\/english\/dgris\/international-action\/l-iei\/l-initiative-europeenne-d-intervention\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>European Intervention Initiative<\/strong><\/a> (<strong>E2I<\/strong>) \u201cfornendo la peculiare competenza nazionale nel settore securitario nella regione del Mediterraneo\u201d. Superate le numerose perplessit\u00e0 iniziali, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-difesa-missioni-internazionali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> diventa dunque l\u201911mo membro del club di Paesi creato dalla Francia, di cui fanno gi\u00e0 parte Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Spagna e in cui sta entrando la Svezia.<\/p>\n<p>A poco pi\u00f9 di un anno dal suo lancio da parte del presidente Emmanuel<strong> Macron<\/strong>, la E2I continua a destare perplessit\u00e0, tanto nelle finalit\u00e0 quanto nel suo rapporto con altre iniziative in materia di difesa gi\u00e0 lanciate dall&#8217;<strong>Ue<\/strong>. Tuttavia, l\u2019adesione italiana rappresenta una scelta necessaria da cui possono derivare considerevoli benefici.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la E2I costituisce un tavolo strategico al quale siedono gi\u00e0 tutti gli altri grandi Paesi europei e l\u2019Italia non poteva, n\u00e9 doveva, astenersi dal prendervi parte, considerando che le posizioni l\u00ec discusse e le decisioni eventualmente prese avranno un impatto sugli interessi italiani. Rimanendo assente, Roma avrebbe rischiato, infatti, l\u2019esclusione da eventuali operazioni congiunte ivi decise, verosimilmente al di fuori dei quadri\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/difesa-priorita-italia-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nat<\/strong><strong>o<\/strong><\/a> e Ue, in aree strategicamente rilevanti, nonch\u00e9 l\u2019indebolimento di alcuni partenariati militari e industriali di vitale importanza per il Paese.<\/p>\n<p><strong>Le ambizioni francesi<br \/>\n<\/strong>Nata per volont\u00e0 di Macron nel giugno 2018, la E2I mira a coordinare l\u2019azione di un limitato gruppo di Stati che dimostrino la \u201cvolont\u00e0 politica\u201d e la \u201ccapacit\u00e0 militare\u201d necessaria per \u201cimbarcarsi in operazioni volte a salvaguardare la sicurezza europea\u201d. Parigi si riserva il ruolo di coordinatore e la facolt\u00e0 di invitare i Paesi ritenuti idonei ad aderire all&#8217;iniziativa. L\u2019idea di un club ristretto a guida francese riflette i dubbi che l\u2019Eliseo ha avanzato circa l\u2019istituzione della Permanent structured cooperation (<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pesco<\/a><\/strong>), giudicata troppo inclusiva per essere sufficientemente ambiziosa, vista la partecipazione di 25 membri.<\/p>\n<p>Inoltre, la E2I, pur aspirando ad essere complementare alle iniziative gi\u00e0 presenti in ambito Ue, ne \u00e8 estranea dal punto di vista giuridico e istituzionale, tanto che anche Paesi terzi possono prendervi parte a pieno titolo \u2013 come sar\u00e0 il caso della <strong>Gran Bretagna<\/strong> in uno scenario <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/ue-gb-brexit-soft\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">post-<strong>Brexit<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Esserci per farsi sentire<br \/>\n<\/strong>Data l\u2019adesione all&#8217;iniziativa degli Stati europei pi\u00f9 attivi nelle missioni internazionali e all&#8217;avanguardia nel settore dell\u2019industria della difesa, parteciparvi attivamente pu\u00f2 presentare benefici importanti per l\u2019Italia. Bench\u00e9 la cooperazione si basi su una organizzazione minima e preveda solo incontri a livello ministeriale, farvi valere costruttivamente le proprie posizioni pu\u00f2 portare a una situazione pi\u00f9 produttiva anche all&#8217;interno dei pi\u00f9 strutturati forum Ue.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti lecito aspettarsi che alcune posizioni concordate tra i Paesi della E2I saranno poi sostenute in blocco anche in sede negoziale rispetto a missioni Ue e\/o progetti Pesco, visto il focus operativo-militare dell\u2019iniziativa, ma non sono escludibili effetti a cascata anche sul <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondo europeo per la Difesa<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo spettro della Brexit e la necessit\u00e0 di partnership con Londra e Parigi<br \/>\n<\/strong>Poich\u00e9 la E2I potrebbe favorire sinergie piuttosto marcate nel gruppo di Paesi che vi prendono parte, la partecipazione dell\u2019Italia risulta ancora pi\u00f9 importante qualora il Regno Unito, in seguito alla Brexit, dovesse guardare con favore ai partner E2I per mantenere o rilanciare una serie di partenariati militari e\/o industriali. Come dimostrato dalla recente adesione al <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/caccia-fcas-italia-asse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">programma Tempest<\/a><\/strong>, l\u2019Italia ha molto da guadagnare da cooperazioni solide con partner storici come la Gran Bretagna e svilupparle in tutti i tavoli rilevanti, inclusa l&#8217;E2I, dovrebbe essere uno dei capisaldi della politica di difesa di Roma.<\/p>\n<p>Inoltre, mutatis mutandis, prendendo parte all&#8217;iniziativa francese l\u2019Italia potrebbe contare su un importante strumento di negoziato e di collaborazione con Parigi, anche considerando le poste in gioco, in primis <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-bis-difesa-politica-industriale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in campo navale<\/a>. In altre parole, partecipare attivamente e a tutto campo alla E2I vuol dire anche cercare di sfruttare,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/mediterraneo-taylor-sicurezza-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rispetto alla <strong>Francia,<\/strong><\/a>\u00a0le leve negoziali che dovrebbero far parte di una strategia complessiva del sistema-Paese.<\/p>\n<p><strong>Cultura strategica e operazioni congiunte, l\u2019esperienza italiana<br \/>\n<\/strong>Basandosi su una \u201cambiziosa vocazione operativa\u201d, la E2I ha come obiettivo di lungo periodo quello di istituire una \u201ccultura strategica condivisa\u201d che crei \u201ci prerequisiti per operazioni militari congiunte\u201d all&#8217;interno di \u201cNato, Ue, o coalizioni <em>ad hoc<\/em>\u201d. Un obiettivo condivisibile e importante, che per\u00f2 riflette anche un preciso <strong><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iai1602.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">malcontento di Parigi<\/a><\/strong> per la mancanza di supporto da parte degli altri Paesi europei in missioni militari in<strong> Africa<\/strong>.<\/p>\n<p>La vocazione operativa, insieme al preponderante orientamento verso il vicinato meridionale dell\u2019Europa, sono in linea con le priorit\u00e0 della politica di difesa italiana. Infatti, Roma si \u00e8 battuta negli ultimi anni affinch\u00e9 venisse posta la giusta enfasi sul cosiddetto \u201cfianco Sud\u201d da parte sia Nato che Ue, ottenendo anche importanti risultati, come l\u2019hub Nato per il sud a Napoli. Tramite il dialogo nel E2I si pu\u00f2 contribuire alla creazione di una cultura strategica europea attenta al sud e in cui la cooperazione Nato-Ue sia centrale, data l\u2019adesione della maggior parte dei Paesi europei ad entrambe e l\u2019importanza data dall&#8217;Italia all&#8217;equilibrio tra integrazione europea e coesione transatlantica.<\/p>\n<p>Sul piano operativo, va ricordato che le missioni messe in piedi da Francia o Ue in Africa sono orientate a stabilizzazione, ricostruzione e Security force assistance, ambiti nei quali l\u2019Italia ha una comprovata esperienza, soprattutto nel Mediterraneo allargato. Pertanto, contribuire a pianificazione, comando e realizzazione di missioni di questo tipo all&#8217;interno della E2I ne aiuterebbe sicuramente l\u2019efficacia per la stabilit\u00e0 e sicurezza regionale, anche facendo sentire il proprio dissenso qualora fossero giudicate dannose o mal congegnate.<\/p>\n<p>Il pensiero va ovviamente all&#8217;intervento militare in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/08\/partita-a-scacchi-sulla-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> del 2011, pensato e voluto da Parigi nel modo che ha dato luogo alla disastrosa situazione libica degli ultimi otto anni. Ragionare prima, e insieme, sul se e come intervenire militarmente, con quali scopi e alleanze, non \u00e8 solo un fatto operativo, ma ha anche un risvolto politico-strategico della massima importanza per la sicurezza nazionale. Questa convergenza a monte manca tuttora a Italia e Francia, e in generale all&#8217;Europa, di fronte a conflitti come quello libico o siriano.<\/p>\n<p>I quesiti aperti sulla E2I restano molteplici, cos\u00ec come i dubbi sulla sua capacit\u00e0 di rafforzare i meccanismi Nato e Ue, oltre che la cultura strategica e il coordinamento politico-militare tra gli europei. Tuttavia non \u00e8 criticando dal di fuori che si pu\u00f2 far prendere alle cose la piega che si vorrebbe o, perlomeno, evitare che ne prendano una dannosa. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha parlato della E2I come di un\u2019iniziativa nata da \u201cuna forte volont\u00e0 politica e che intende rafforzare la Nato e l&#8217;Ue\u201d: se l\u2019Italia vuole davvero far s\u00ec che ci\u00f2 avvenga, cercando al contempo di non perdere le occasioni che possono generarsi, deve attrezzarsi per far sentire la sua voce all&#8217;interno del club.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso settembre il governo italiano ha annunciato l\u2019adesione alla European Intervention Initiative (E2I) \u201cfornendo la peculiare competenza nazionale nel settore securitario nella regione del Mediterraneo\u201d. 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