{"id":76108,"date":"2019-10-25T08:04:40","date_gmt":"2019-10-25T06:04:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76108"},"modified":"2019-10-28T22:35:14","modified_gmt":"2019-10-28T21:35:14","slug":"argentina-cristina-macri-bolsonaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/argentina-cristina-macri-bolsonaro\/","title":{"rendered":"Argentina: Cristina, gli errori di Macri e i timori di Bolsonaro"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 27 ottobre, l\u2019<strong>Argentina<\/strong>, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/argentina-fernandez-a-un-passo-governo-trattative-fmi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paese con pi\u00f9 italiani all\u2019estero<\/a> (circa 900 mila), va al voto: ultima tra le importanti democrazie dell\u2019area a decidere dove andare e soprattutto dove stare, nell&#8217;ormai inconsistente geografia politica latino-americana.<\/p>\n<p>Il presidente conservatore Mauricio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/argentina-macri-francesco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Macri<\/strong> <\/a>arriva a fine mandato con un consenso bassissimo: nel 2015, aveva vinto intercettando le speranze di cambiamento e di rinnovamento di una parte del elettorato, dopo quasi 15 anni ininterrotti di <em>kirchnerismo<\/em>, promettendo lotta alla dilagante corruzione e all&#8217;inflazione e il rilancio dell\u2019economia con l\u2019apertura ai mercati internazionali.<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 avvenuto. Il Paese \u00e8 caduto in una nuova crisi economica. Tutti gli indici economici sono da bancarotta: inflazione oltre il 50%, soprattutto sui beni alimentari e medicinali; produzione industriale calata del 10,6%, con un indice di povert\u00e0 che ha raggiunto il 30%. Il Banco Central ha il tasso d\u2019interesse pi\u00f9 alto al mondo, quasi l\u201980% con la moneta in costante svalutazione. Il peso ha perso pi\u00f9 del 300% del suo valore nell&#8217;era Macri e lo spread di 2.200 punti ricorda gli anni della crisi del 2001\/2002.<\/p>\n<p><strong>Gli errori di Macri<br \/>\n<\/strong>L\u2019ex sindaco di Buenos Aires \u00e8 apparso a tutti poco incisivo: il suo programma di \u2018graduale\u2019 austerit\u00e0 ha prodotto risultati deludenti con i cosiddetti \u201cajuste\u201d (aggiustamenti) sopportati soprattutto dalle classi medio-basse. Il tentativo di scaricare, sempre e comunque le colpe sul passato e rinforzare la cosiddetta<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/macri-kirchner-cerchio-accuse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> \u201cgrieta\u201d (crepa)<\/a>, cio\u00e8 la fortissima divisione tra kirchneristi e antikirchneristi che domina la politica argentina, con il tempo si \u00e8 rivelato superficiale, poi controproducente.<\/p>\n<p>Per affrontare la svalutazione del peso, i programmi di infrastruttura pubblica e di spesa pubblica, il governo ha deciso di ricorrere all&#8217;Fmi. Un \u201cprogramma di salvataggio\u201d stratosferico, di ben 50 miliardi di dollari: il pi\u00f9 importante della storia del Fondo.<\/p>\n<p>Macri ha assecondato i piani di aggiustamento strutturale proposti dall&#8217;Fmi,\u00a0 dando sempre la sensazione di gestire la malattia del Paese, mai di curarla e di uscirne vincente. Su questo punto, il paragone con gli ex presidenti Cristina Fern\u00e1ndez de <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/argentina-urne-kirchner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kirchner<\/strong><\/a> e N\u00e9stor (il marito e predecessore), che avevano fatto della ristrutturazione del debito una battaglia di riscatto nazionale, \u00e8 apparso sempre pi\u00f9 perdente.<\/p>\n<p>Macri ha riaperto, indiscriminatamente, le importazioni, soprattutto nel settore agricolo, esponendolo a una spietata concorrenza. La perdita di tutela nei settori di qualit\u00e0 come quello agricolo-alimentare ha determinato il calo della produzione e il crollo dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>In politica estera, il governo ha perseguito una strategia che ha definito \u201c<em>pragmatica e de-ideologizzata<\/em>\u201d al fine di <em>\u201creinserire il paese nel mondo dopo l\u2019isolamento kirchnerista\u201d<\/em>: priorit\u00e0 alle relazioni con Europa e Stati Uniti e con gli organismi finanziari internazionali e al riavvicinamento alla Gran Bretagna. Quest\u2019ultimo mal digerito in un Paese ancora molto sensibile alla questione Malvinas\/Falklands.<\/p>\n<p>Pertanto, il macrismo ha essenzialmente significato la scelta di ridimensionare il modello integrazionista Mercosur, abbassando le ambizioni d\u2019integrazione economica e soprattutto politica, di fatto riportando il Paese a una dimensione &#8216;menemista&#8217; Anni 90, con scarsa vocazione regionale, abdicando alla tradizionale posizione di riferimento per il subcontinente. Una strategia diametralmente opposta a quella dei Kirchner, quando l\u2019Argentina si \u00e8 mossa come leader regionale su posizioni non conflittuali con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/argentina-brasile-alleanza-sudamericana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brasile<\/strong> <\/a>(come l\u2019educazione e le migrazioni), interagendo nelle funzioni di guida e di compensazione strategica nell\u2019area macro-economica.<\/p>\n<p><strong>La presenza di Cristina<br \/>\n<\/strong>Carismatica, forte, dalla presenza scenica importante, con una lunghissima carriera politica nel peronismo e, soprattutto, molto &#8216;divisiva&#8217;:\u00a0 questa \u00e8 Cristina Fernandez de Kirchner, vedova di N\u00e9stor, il presidente del riscatto dopo la terribile crisi e bancarotta del 2001\/2002.<\/p>\n<p>Con N\u00e9stor prima e Cristina dopo, l\u2019Argentina \u00e8 stata protagonista della stagione progressista e integrazionista dell\u2019America Latina, soprattutto nella prima decade del nuovo secolo. Solidissimo \u00e8 stato il rapporto e l\u2019intesa strategica con il presidente brasiliano Lula da Silva. Argentina e Brasile, messa da parte la storica rivalit\u00e0 ispano-lusitana, hanno identificato (anche fisicamente nel <strong>G20<\/strong>) l\u2019idea stessa di centralit\u00e0 dell\u2019area come player mondiale nel concerto delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>Parte importante della sua strategia elettorale \u00e8 stata la capacit\u00e0 di sovradimensionare l\u2019elemento politico su quello personale, compromesso da una serie di scandali e vicende poco chiare del suo lungo mandato: con molto acume, Cristina ha scelto di candidarsi come vice-presidente, consapevole delle fortissime divisioni e polarizzazioni che genera la sua presenza. Il candidato presidente Alberto <strong>Fern\u00e1ndez<\/strong> (non ci sono rapporti di famiglia) \u00e8 stato il suo capo di gabinetto, ma \u00e8 anche molto critico su alcune sue politiche. Considerato un &#8216;conciliatore&#8217;, Alberto ha una naturale tendenza a cercare accordi: in questo, \u00e8 molto diverso da Cristina, notissima per il suo tratto conflittuale.<\/p>\n<p>Chi si \u00e8 sorpreso dell\u2019esito delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/argentina-fernandez-a-un-passo-governo-trattative-fmi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primarie<\/a> dell\u201911 agosto, con la vittoria dell\u2019opposizione peronista, soprattutto per le sue dimensioni, sicuramente ha sottovalutato la frustrazione che attraversa la maggior parte della societ\u00e0 argentina. Alla coalizione peronista &#8216;Frente de todos&#8217; \u00e8 andato il 48,86% \u00a0contro il 33, 27% della coppia Macri &#8211; Miguel \u00c1ngel Pichetto di &#8216;Juntos por el cambio&#8217;. Divario che permetterebbe la conquista della Casa Rosada, senza bisogno di ballottaggio.<\/p>\n<p>Forte di un consenso e di un senso di appartenenza militante, la macchina elettorale di Cristina Fern\u00e1ndez \u00e8 stata perfetta; si \u00e8 mossa casa per casa spiegando come votare e le ragioni del voto, mentre Macri, copiando la strategia di Jair Messias <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brasile-bolsonaro-incertezza-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Bolsonaro<\/strong><\/a> in Brasile o mal consigliato, si \u00e8 affidato a una violenta campagna, soprattutto sui social network, con catene di messaggi WhatsApp e servendosi di numerosi gruppi di sostegno online.<\/p>\n<p><strong>I convitati di pietra Bolsonaro e Lula<\/strong><br \/>\nUn\u2019Argentina di nuovo <em>kirchnerista<\/em>, aprirebbe nuovi scenari geopolitici. A soffrirne di pi\u00f9 \u2013 in un capovolgimento di equilibri di forza \u2013 potrebbe essere proprio Bolsonaro con un\u2019economia praticamente al palo (Pil al + 0,9%) e la sbornia post-elezioni evaporata con l\u2019approvazione di una radicale riforma previdenziale e di una serie di riforme strutturali che includono la privatizzazione di aziende&#8217;strategiche, come Petrobras. Una divisione ideologica cos\u00ec forte tra i due Grandi del Cono Sur avrebbe come possibile conseguenza il blocco dei meccanismi di negoziato del <a href=\"https:\/\/www.mercosur.int\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mercosur<\/strong><\/a>\u00a0e l\u2019incertezza assoluta sul futuro del trattato di libero scambio Mercosur &#8211; Ue. Al tradizionale asse Argentina-Brasile, potrebbe sostituirsi \u00a0una inedita (ma verosimile) intesa tra Argentina e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/messico-lopez-obrador-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messico di L\u00f3pez Obrador<\/a>.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, assolutamente da non sottovalutare, la figura carismatica dell\u2019ex presidente brasiliano Lula da Silva; il vero convitato di pietra degli equilibri geo-strategici regionali. La liberazione di Lula, condannato per corruzione e detenuto, \u00e8 stata chiesta da molte personalit\u00e0, tra intellettuali e politici, in Europa come in America latina, e non da ultima, proprio da Cristina Fernandez de Kirchner, convinta che l&#8217;inchiesta del giudice Moro (attuale ministro della Giustizia del governo Bolsonaro), che di fatto ha impedito a Lula di ricandidarsi pur essendo il candidato con maggiori consensi, fosse \u201cpretestuosa\u201d.<\/p>\n<p>Se la notte del 27 ottobre a Buenos Aires si sentir\u00e0 cantare \u201cestamos volviendo\u201d (stiamo tornando), \u00e8 molto probabile che tra i primi messaggi di congratulazion, non ci sia quello dell\u2019ex capitano dell\u2019esercito brasiliano oggi presidente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 27 ottobre, l\u2019Argentina, il Paese con pi\u00f9 italiani all\u2019estero (circa 900 mila), va al voto: ultima tra le importanti democrazie dell\u2019area a decidere dove andare e soprattutto dove stare, nell&#8217;ormai inconsistente geografia politica latino-americana. 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