{"id":76128,"date":"2019-10-27T22:24:19","date_gmt":"2019-10-27T21:24:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76128"},"modified":"2019-10-28T15:03:59","modified_gmt":"2019-10-28T14:03:59","slug":"siria-gibson-usa-ritiro-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-gibson-usa-ritiro-sconfitta\/","title":{"rendered":"Siria: Gibson, ritiro Usa &#8220;una sconfitta morale e strategica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-turchia-usa-trump-curdi\/\">Il ritiro degli Stati Uniti dal nord della Siria<\/a> \u00e8 un disastro morale e strategico. Perch\u00e9 invia il terribile messaggio che l\u2019America non sostiene i suoi alleati; e la rende terribilmente debole in un momento in cui vi \u00e8 una sorta di rinascita russa nella regione&#8221;.\u00a0 Per Bryan <strong>Gibson<\/strong>, autore del libro &#8220;Sold Out? US Foreign Policy, Iraq, the Kurds, and the Cold War&#8221;, professore di Storia all&#8217;Universit\u00e0 delle Hawai del Pacifico, la decisione di Donald <strong>Trump<\/strong> di abbandonare il territorio siriano \u00e8 una sorta di punto di non ritorno nella storia delle relazioni tra Washington e il Medio Oriente. <em>AffarInternazionali<\/em> ha raccolto le sue dichiarazioni prima della notizia dell&#8217;uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi ad opera di un commando americano.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-76141 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bryan-gibson.jpg\" alt=\"Bryan Gibson\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bryan-gibson.jpg 250w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bryan-gibson-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bryan-gibson-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Professor Gibson, <a href=\"https:\/\/www.aise.it\/ue\/nordest-della-siria-dal-parlamento-ue-sanzioni-contro-le-operazioni-militari-turche-\/137151\/1\">il 24 ottobre il Parlamento europeo ha fermamente condannato l\u2019intervento del presidente turco Tayyip Recep Erdogan<\/a> e ha chiesto il ritiro di tutte le truppe turche dal territorio siriano. \u00c8 un buon segno, ma cosa deve fare l&#8217;Europa per riavere dell&#8217;influenza nella regione\u2026<br \/>\n<\/strong><strong>Bryan Gibson<\/strong> \u2013 Il fatto che l\u2019Ue condanni la Turchia e avverta che l&#8217;operazione militare \u00e8 una violazione del diritto internazionale \u00e8 un buon segno perch\u00e9 sottolinea la seriet\u00e0 della situazione. Detto questo, l\u2019Europa pu\u00f2 esercitare delle vere e proprie pressioni sulla Turchia solo attraverso le sanzioni economiche. Purtroppo, <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2019\/10\/23\/news\/siria-trump-annuncia-il-ritiro-delle-sanzioni-contro-la-turchia-1.37780057\">la decisione del 23 ottobre dell\u2019amministrazione Trump di ritirare le sue &#8216;sanzioni&#8217; contro la Turchia<\/a> mina qualsiasi ripercussione che una qualsivoglia sanzione europea possa avere, in attesa che si adottino azioni pi\u00f9 dure. Ma l\u2019Europa deve essere molto chiara con Erdogan nel dichiarare che non lo premier\u00e0 per ci\u00f2 che sta facendo.<\/p>\n<p><strong>Il ritiro americano dal nord della Siria, che ha <em>de facto<\/em> dato il via libera a Erdogan, segna un punto di non ritorno nella storia delle relazioni tra gli Usa e il Medio Oriente?<br \/>\n<\/strong><strong>Gibson<\/strong> \u2013 Il ritiro dalla Siria invia, a tutti gli alleati americani nella regione, il terribile messaggio che gli Stati Uniti non sostengono i loro alleati. Tutti sanno che i curdi hanno avuto un ruolo centrale nella sconfitta dello Stato islamico, eppure Trump ha loro voltato le spalle. Peggio ancora: tutto questo rende gli Stati Uniti incredibilmente deboli, in un momento di rinascita russa, in una regione in cui gli l\u2019America ha trascorso quasi 75 anni nel tentativo di tenerne lontani i russi. \u00c8 un disastro morale e strategico.<\/p>\n<p><strong>Le relazioni tra Stati Uniti e curdi hanno avuto alti e bassi per decenni per\u00f2\u2026 Per quale motivo Washington \u00e8 sempre stato reticente nel sostenere l&#8217;indipendenza curda?<br \/>\n<\/strong><strong>Gibson<\/strong> \u2013 I curdi sono un gruppo di persone senza sbocco sul mare, circondati da tutte le parti da potenze ostili come la Turchia, l\u2019Iran, l\u2019Iraq e la Siria. Il problema \u00e8 che il Kurdistan, per potere sviluppare attivit\u00e0 economiche, dovr\u00e0 sempre fare affidamento sulla carit\u00e0 di poteri esterni dal momento che non avr\u00e0 mai uno sbocco al mare.<\/p>\n<p><strong>Per pi\u00f9 di un decennio gli Stati Uniti, insieme all\u2019Iran e a Israele, hanno sostenuto i curdi in Iraq. Qual era la loro strategia?<br \/>\n<\/strong><strong>Gibson<\/strong> \u2013 Gli Stati Uniti, Israele e l&#8217;Iran hanno aiutato i curdi durante tutta una fase della loro ribellione contro vari regimi nazionalisti arabi di Baghdad che \u00e8 andata dal \u201961 al \u201975. Questo sostegno riposava su una strategia ben precisa, che mirava a tenere impegnato l\u2019esercito iracheno a gestire i problemi interni \u2013 in questo caso i curdi \u2013 per evitare che fosse schierato su altri fronti esterni come quello iraniano, israeliano e di altri alleati americani nella regione, come il Kuwait.<\/p>\n<p><strong>Dopo il \u201975 cosa \u00e8 successo?<br \/>\n<\/strong><strong>Gibson<\/strong> \u2013 Nel 1974, scoppiarono importanti combattimenti tra l&#8217;esercito iracheno e i curdi, portando a importanti interventi iraniani e israeliani nel nord dell&#8217;Iraq. Tuttavia, a differenza dei precedenti round di combattimenti, l&#8217;esercito iracheno fu in grado di avanzare anche durante i mesi invernali, portando lo Sci\u00e0 iraniano a concludere che i curdi &#8220;non avevano pi\u00f9 il fegato per combattere&#8221;. Questo condusse lo sci\u00e0 a siglare un accordo, noto come &#8216;Accordo di Algeri&#8217;, con Saddam Hussein, a margine di una conferenza dell&#8217;Opec nel marzo 1975.<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le conseguenze dell\u2019Accordo di Algeri?<br \/>\n<\/strong><strong>Gibson<\/strong> \u2013 In breve, l&#8217;accordo ha eliminato il sostegno iraniano (e quindi americano e israeliano) ai curdi, in cambio di una concessione di frontiera minore lungo la via navigabile dello Shatt al-Arab (che va da Bassora al Golfo), da sempre desiderato dallo Sci\u00e0. Questo ha permesso all&#8217;Iraq di scatenare il suo esercito contro i curdi, che sono stati massacrati, sono fuggiti in Iran o sono stati presi in ostaggio e infine giustiziati dal regime di Saddam Hussein.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl ritiro degli Stati Uniti dal nord della Siria \u00e8 un disastro morale e strategico. 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