{"id":76151,"date":"2019-10-28T16:13:15","date_gmt":"2019-10-28T15:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76151"},"modified":"2019-11-03T11:35:16","modified_gmt":"2019-11-03T10:35:16","slug":"al-baghdadi-simbolo-isis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/al-baghdadi-simbolo-isis\/","title":{"rendered":"Al-Baghdadi: la fine d&#8217;un simbolo e il futuro delle milizie islamiche"},"content":{"rendered":"<p>La mattina del 27 ottobre 2019, il presidente statunitense Donald <strong>Trump<\/strong> ha annunciato la morte del leader del sedicente Stato islamico (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/isis-califfato-foreign-fighters\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Isis<\/strong><\/a>), <strong>Abu Bakr al-Baghdadi<\/strong>, uccisosi durante un blitz delle forze speciali Usa nei pressi di Barisha, nella provincia siriana di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/siria-pace-massacro-idlib\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Idlib<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-76177 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death-300x200.jpg\" alt=\"obama - bin laden - morte\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Obama-Bin-Ladens-death.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Le scomparse dei leader delle organizzazioni jihadiste sono spesso causa di controversie. I casi di <a href=\"https:\/\/www.jeuneafrique.com\/743379\/politique\/mali-annonce-mort-le-chef-jihadiste-amadou-koufa-apparait-dans-une-video-de-propagande\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amadou Koufa<\/a>, o del &#8216;plurideceduto&#8217;\u00a0Mokhtar Belmokhtar, dimostrano che il rischio di fare brutta figura, sia per i leader politici che per gli analisti, \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo. Lo stesso Al-Baghdadi era stato dato per morto svariate volte. Il sedicente Stato islamico non ha ancora confermato la morte del leader e gli account social dell\u2019organizzazione sono rimasti per lo pi\u00f9 silenti. In questo caso, per\u00f2, la notizia sembra avere fondamenta solide. Difficilmente Trump si sarebbe esposto in tal modo senza certezze.<\/p>\n<p>Chiaramente, l\u2019uccisione di al-Baghdadi \u00e8 un successo per l\u2019Amministrazione Usa, se non altro per il suo impatto mediatico e simbolico: a due settimane dal controverso ritiro delle truppe dalla Siria, un blitz Usa ha eliminato il leader dell&#8217;Isis. Per molti elettori americani, probabilmente, la mera sequenza temporale \u00e8 sufficiente per mettere gli eventi in correlazione causale, nonostante sia stato negato un nesso tra le due questioni.<\/p>\n<p>La morte di al-Baghdadi pone una serie di domande sul futuro dell\u2019organizzazione. La portata simbolica del suo decesso \u00e8 enorme. Da un punto di vista sostanziale, invece, l\u2019impatto sar\u00e0 limitato. Sebbene la storia non ripeta necessariamente se stessa, la morte di un leader jihadista difficilmente causa la fine del gruppo cui apparteneva. Anzi, in molti casi, \u00e8 vero l\u2019esatto opposto.<\/p>\n<p><strong>Il significato della morte di un leader<br \/>\n<\/strong>La storia di <strong>Al-Qaida<\/strong>, ma anche quella delle diverse e\u00a0<a href=\"https:\/\/warontherocks.com\/2016\/06\/dont-kill-the-caliph-the-islamic-state-and-the-pitfalls-of-leadership-decapitation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">precedenti declinazioni<\/a>\u00a0del sedicente Stato islamico, lo conferma. La morte di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/al-qaida-dopo-bin-laden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Bin Laden<\/strong><\/a> non ha causato la fine di Al-Qaida, ma ha solo accelerato il processo di trasformazione di un movimento che \u00e8 di fatto risorto. Per l&#8217;Isis, la morte dei suoi leader ha sempre rappresentato l\u2019anticamera di fasi di ulteriore espansione e istituzionalizzazione: la fine di Al-Zarqawi, infatti, coincise con l\u2019inizio di una fase di rafforzamento &#8216;nazionale&#8217; \u2013 basato sulla centralit\u00e0 dell\u2019elemento iracheno \u2013 e di istituzionalizzazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-76176 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Al-baghdadis-death-300x160.jpeg\" alt=\"al-baghdadi - macerie -morte\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Al-baghdadis-death-300x160.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Al-baghdadis-death-125x67.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Al-baghdadis-death.jpeg 390w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Cardine di questo progetto fu il successore di Al-Zarqawi, Abu Omar al-Baghdadi. La sua uccisione nel 2010 apr\u00ec una nuova fase nello sviluppo dell\u2019organizzazione. Il gruppo si \u00e8 andato trasformando fino a farsi promotore di un nuovo califfato auto-proclamato, sfruttando le Primavere arabe e in particolare la guerra civile siriana che gli ha fornito sia una nuova base territoriale, sia un fenomenale magnete per attrarre aspiranti jihadisti da tutto il mondo, come fu l\u2019Afghanistan negli Anni 80.<\/p>\n<p>Ora, la morte di al-Baghdadi, da un lato, non significher\u00e0 la fine dell&#8217;Isis, ma aprir\u00e0 semplicemente una nuova fase di sviluppo dell\u2019organizzazione. Dall&#8217;altro, la sua morte non avr\u00e0, per\u00f2, neanche un effetto immediato sulle operazioni dei differenti gruppi legati al movimento. Al-Baghdadi e la leadership, infatti, non dettavano le logiche delle operazioni quotidiane. Nonostante la catena di comando fosse nettamente pi\u00f9 verticale, centralizzata e iracheno-centrica rispetto a quella pi\u00f9 diffusa e meno gerarchica che Al-Qaida aveva costruito negli ultimi 20 anni, una serie di limitazioni logistiche e gli effetti della campagna militare in Siria e Iraq avevano di fatto accresciuto l\u2019indipendenza strategica, logistica e finanziaria dei suoi gruppi locali.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza dell&#8217;Isis nei Paesi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/africa-al-qaeda-contro-isis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Africa<\/strong><\/a> mediterranea, occidentale e del Sahel suggerisce, pertanto, che da tempo essi agissero in sostanziale indipendenza. Da un punto di vista tattico e contingente, non vi saranno cambiamenti significativi, al netto dei tentativi di organizzare attacchi per vendicarne la morte.<\/p>\n<p><strong>Una successione che divide<br \/>\n<\/strong>In questa logica, il momento fondamentale per capire l\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione sar\u00e0 la nomina formale del nuovo leader. Per una serie di motivi: in primis, il giuramento di lealt\u00e0 (<em>Bay\u2019ah<\/em>) \u00e8 personale, non &#8216;istituzionale&#8217;. Quindi, la morte di al-Baghdadi implica che tutti i leader delle diverse province dovranno offrire nuovamente il loro giuramento. Da questo punto di vista, un nuovo leader non accettato da tutte le province pu\u00f2 essere fonte di un nuovo processo di frammentazione. Inoltre, la scelta del successore dir\u00e0 molto anche sulle dinamiche di sviluppo territoriale dell\u2019organizzazione e <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/2016-03-29\/coming-isis-al-qaeda-merger\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">delle relazioni con al-Qaida<\/a>. Molti dei nomi emersi nelle ultime ore sono tutti legati al teatro iracheno, ma non \u00e8 detto che il nuovo leader provenga necessariamente da l\u00ec. In tal senso, \u00e8 interessante richiamare un dibattito emerso due anni fa.<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 2017 \u2013 quando vi furono speculazioni sulla morte di al-Baghdadi \u2013 il franco-tunisino <strong>Mohammed ben Salem al-Ayouni<\/strong> (Jalaluddin al-Tunisi), all&#8217;epoca emiro della Provincia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/libia-haftar-sarraj-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Tripoli<\/strong><\/a>, fu individuato come potenziale successore. Tale idea considerava la crescente centralit\u00e0 delle province libiche, il fatto che al-Ayouni avesse anche un passaporto europeo \u2013 essendo cittadino francese \u2013 e fosse, quindi, naturale elemento di attrazione per gli jihadisti europei, e i buoni rapporti che intratteneva con elementi qaidisti regionali. Questo dibattito, per\u00f2, provoc\u00f2 la ribellione di alcuni gruppi, che vedevano in esso il segno di divisioni crescenti. Questi passaggi non sono necessariamente indolori e potrebbero riemergere nel dibattito sulla successione, lasciando fuori alcuni gruppi pronti poi a muoversi in maniera pi\u00f9 indipendente.<\/p>\n<p>Almeno a livello teorico, l\u2019idea di un leader non iracheno non \u00e8 tab\u00f9 e le logiche presenti dietro tale dibattito potrebbero essere ancora valide, specialmente se si guarda all&#8217;<a href=\"https:\/\/ctc.usma.edu\/sub-saharan-africas-three-new-islamic-state-affiliates\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>evoluzione<\/strong><\/a> \u2013 e rafforzamento \u2013 dell\u2019organizzazione in Africa, non solo nei territori gi\u00e0 citati, ma anche in Mozambico e nella Repubblica Democratica del Congo.<\/p>\n<p>Qualora il successore di al-Baghdadi dovesse provenire da qui, e non dal teatro siro-iracheno, ci\u00f2 segnerebbe la formalizzazione della crescente centralit\u00e0 dell\u2019Africa per l\u2019organizzazione. Nell&#8217;evoluzione di Al-Qaida da &#8216;base&#8217; afgana a organizzazione globale, il suo sviluppo in Africa negli Anni 90 rappresent\u00f2 un passaggio cruciale. La storia non ripete necessariamente se stessa ma \u00e8 bene ricordala, soprattutto quando si parla di organizzazioni resilienti, come le organizzazioni radicali jihadiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mattina del 27 ottobre 2019, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la morte del leader del sedicente Stato islamico (Isis), Abu Bakr al-Baghdadi, uccisosi durante un blitz delle forze speciali Usa nei pressi di Barisha, nella provincia siriana di Idlib. Le scomparse dei leader delle organizzazioni jihadiste sono spesso causa di controversie. 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