{"id":76217,"date":"2019-10-31T12:41:30","date_gmt":"2019-10-31T11:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76217"},"modified":"2019-11-02T20:09:51","modified_gmt":"2019-11-02T19:09:51","slug":"open-skies-trattato-estinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/open-skies-trattato-estinzione\/","title":{"rendered":"Open Skies: per Trump, un altro trattato in via di estinzione"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente statunitense Donald <strong>Trump<\/strong> ha espresso l\u2019intenzione di ritirare gli <strong>Usa<\/strong> da uno degli ultimi accordi internazionali sul<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/disarmo-att-trump-firma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> controllo degli armamenti<\/a><\/strong> sopravvissuti alla sua furia nomoclasta: il <a href=\"https:\/\/www.armscontrol.org\/factsheets\/openskies\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trattato<\/a> <strong><em>Open Skies<\/em><\/strong>. Il trattato sui &#8216;cieli aperti&#8217;, in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2002, autorizza gli Stati parte a condurre voli di osservazione disarmati sui territori di altre parti.<\/p>\n<p>Sappiamo dell\u2019intenzione di Trump dalla lettera inviata il 7 ottobre dal presidente della Commissione Esteri della Camera, Eliot L. Engel, al consigliere per la Sicurezza nazionale Robert O\u2019Brien, in cui esprime il sostegno della Commissione al trattato.<\/p>\n<p>Il documento, negoziato fra la Nato e il Patto di Varsavia, vale fra 34 dei Paesi allora membri delle due organizzazioni: copre quasi tutta l\u2019Europa, incluse Bielorussia, Russia e Turchia, oltre a Canada, Groenlandia e Stati Uniti; \u00e8 di durata illimitata; prevede conferenze di revisione; e ha come depositari il Canada e l\u2019Ungheria.<\/p>\n<p>L\u2019idea di un regime di voli di osservazione aerea disarmati per promuovere la reciproca fiducia fu suggerita dal presidente Dwight Eisenhower nel 1955 e ripresa da George Bush nel 1989. I partecipanti avrebbero volontariamente aperto il proprio spazio aereo su base reciproca, consentendo il sorvolo del loro territorio per rafforzare la trasparenza sulle attivit\u00e0 militari, creare fiducia e facilitare la verifica degli accordi sul controllo degli armamenti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;incontro tra la Nato e il Patto di Varsavia a Ottawa il 12 febbraio 1990 venne esaminato il testo <em>Open Skies: Basic Elements<\/em>, predisposto dal Consiglio della Nato del dicembre 1989, assieme a una proposta di Canada e Ungheria. Ulteriori negoziati a Vienna nell\u2019ambito dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) portarono alla firma del trattato il 24 marzo 1990.<\/p>\n<p><strong>Elementi del trattato\u00a0<em>Open Skies<\/em><br \/>\n<\/strong>Il trattato conferisce a ciascuna parte il diritto di condurre una \u201cquota attiva\u201d di voli di osservazione sulle altre parti e l\u2019obbligo di accettare una \u201cquota passiva\u201d di sorvoli sull&#8217;intero proprio territorio.<\/p>\n<p>La quota attiva di uno Stato non pu\u00f2 superare la sua quota passiva e un singolo Stato non pu\u00f2 richiedere pi\u00f9 della met\u00e0 della quota passiva di un altro Stato. L\u2019allegato A specifica entrambe le quote annuali: 42 quote per Russia e Stati Uniti, 12 per i maggiori Paesi europei (Italia inclusa) e per gli altri Stati da 7 (Norvegia) a 2 (Portogallo). Il trattato autorizza le parti a formare gruppi e ridistribuire le proprie quote attive e ad avere un totale comune di quote attive e passive.<\/p>\n<p>I voli di osservazione vanno condotti utilizzando aerei designati, dello Stato osservante o forniti dalla parte osservata, e richiedono un preavviso di almeno 72 ore; il piano di missione va presentato almeno 24 ore prima dell\u2019inizio del volo e lo Stato osservato pu\u00f2 proporre modifiche al piano stesso. La missione deve essere completata entro 96 ore dall&#8217;arrivo dello Stato osservante.<\/p>\n<p>Vengono precisati gli aeroporti di partenza e la lunghezza massima del volo a seconda dell\u2019aeroporto, a garantire la totale copertura dello Stato osservato: 5000-6500 km sulla Russia, 5000-6000 km sul Canada, 3000-4900 km sugli USA, 2100 km sull\u2019Ucraina e fra 600 e 1700 km per i vari Paesi europei.<\/p>\n<p>Sono specificati i tipi di sensori per l\u2019osservazione: telecamere ottiche panoramiche e ad aggiustamento automatico delle immagini, videocamere con visualizzazione in tempo reale, dispositivi di scansione nell&#8217;infrarosso e radar ad apertura sintetica laterale. Una copia dei dati raccolti dall&#8217;osservante va fornita al Paese ospitante, ciascuno Stato riceve un rapporto di missione e pu\u00f2 acquistare i dati raccolti.<\/p>\n<p>Una \u201ccommissione consultiva per i cieli aperti\u201d (Oscc) \u00e8 responsabile delle questioni relative all&#8217;osservanza del trattato, prende in considerazione le domande di adesione ed espleta le misure tecniche e amministrative in riunioni plenarie mensili presso la sede dell\u2019Osce a Vienna, conducendo i lavori per consenso.<\/p>\n<p><strong>Risultati e tensioni<br \/>\n<\/strong>Nel contesto del trattato sono stati effettuati circa 1500 voli di osservazione, un centinaio all&#8217;anno: in particolare 71 della Russia sugli Usa e 196 degli Usa sulla Russia, incluse delicate missioni dopo l\u2019annessione russa della Crimea e nel 2018 dopo il sequestro russo di navi ucraine nel Mar Nero.<\/p>\n<p>Come ogni altro trattato internazionale, anche <em>Open Skies<\/em> non \u00e8 stato perfettamente rispettato, in particolare a seguito del raffreddamento dei rapporti fra i Paesi occidentali e la Russia. Gi\u00e0 dal 2010 la Russia ha impedito voli sull\u2019Ossezia meridionale e l\u2019Abkhazia; e la Georgia si \u00e8 opposta a ulteriori voli russi sul proprio territorio. Anche in reazione a una discutibile missione polacca, la Russia ha limitato a 500 km i voli consentiti agli Usa sull&#8217;enclave fortemente militarizzata di Kaliningrad. Gli Usa, a loro volta, hanno posto vincoli ai voli russi su strutture militari in Alaska e alle Hawaii. Lo scorso 20 settembre la Russia ha negato il sorvolo delle sue esercitazioni militari Centre-2019 \u201cper ragioni di sicurezza\u201d.<\/p>\n<p>Sotto l\u2019influenza del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, prima che lasciasse l&#8217;incarico, negli Usa si sono andate intensificando critiche anche a questo trattato, che sarebbe di interesse solo per la Russia, dato che l\u2019osservazione satellitare americana fornisce informazioni superiori a quelle aeree permesse dai \u201ccieli aperti\u201d. Cos\u00ec, nel maggio del 2018 l\u2019Amministrazione americana ha bocciato la richiesta dell&#8217;aereonautica di sostituire i due obsoleti aerei OC-135 destinati alle missioni e il 13 agosto Trump ha sospeso i finanziamenti per il trattato finch\u00e9 \u201cla Russia non sia in completa osservanza dei suoi obblighi\u201d, motivazione foriera di precedenti affossamenti di accordi internazionali.<\/p>\n<p>Analisti americani ritengono che l\u2019attuale iniziativa di Trump sia un colpo di coda di Bolton: egli avrebbe preparato il documento che il suo successore Robert O\u2019Brien avrebbe fatto firmare al presidente, senza consultare gli esperti diplomatici, militari e della sicurezza nazionale. Il documento di per s\u00e9 non comporta l\u2019immediato ritiro americano dal trattato, che prevede (articolo XV) un preavviso a tutte le parti di almeno sei mesi; finora non ci sono state iniziative in tal senso da parte del segretario di Stato Mike Pompeo.<\/p>\n<p>Va ricordato che il trattato svolge un cruciale ruolo di garanzia di sicurezza per tutti i Paesi europei e contribuisce a creare una situazione di trasparenza e di stabilit\u00e0 nel nostro continente.<\/p>\n<p>Infatti il maggior valore di <em>Open Skies<\/em> sta, pi\u00f9 che nella raccolta dei dati, nella cooperazione internazionale che promuove, nel mantenimento di un foro multilaterale, l\u2019Oscc, dove discutere dei problemi della sicurezza di ciascuno e anche negli stessi contatti umani dei diplomatici e degli equipaggi. Infine, <em>Open Skies<\/em> \u00e8 uno degli ultimi strumenti internazionali di controllo degli armamenti ancora in vigore e la sua fine segnerebbe un ulteriore passo nella direzione di negare validit\u00e0 al processo negoziale verso il disarmo e potrebbe togliere valore alla stessa nozione di &#8216;legge internazionale&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente statunitense Donald Trump ha espresso l\u2019intenzione di ritirare gli Usa da uno degli ultimi accordi internazionali sul controllo degli armamenti sopravvissuti alla sua furia nomoclasta: il trattato Open Skies. 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