{"id":76247,"date":"2019-11-02T20:33:04","date_gmt":"2019-11-02T19:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76247"},"modified":"2019-11-04T21:39:25","modified_gmt":"2019-11-04T20:39:25","slug":"america-latina-nuovo-giro-izquierda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/america-latina-nuovo-giro-izquierda\/","title":{"rendered":"America Latina: voti e non solo, nuovo giro a la izquierda"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>America Latina <\/strong>ha assistito nel corso degli ultimi mesi a un netto cambio di tendenza, ulteriormente confermato dalle recenti vittorie \u2013 elettorali e non \u2013 della sinistra. Le proteste in <strong>Ecuador<\/strong> e <strong>Cile<\/strong>, cos\u00ec come il trionfo di <strong>Alberto Fern\u00e1ndez<\/strong> in <strong>Argentina<\/strong> e la rielezione di Evo Morales in <strong>Bolivia<\/strong>, indicano la riaffermazione di un\u2019agenda progressista estesa a livello regionale.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/prosur-integrazione-america-latina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regione latino-americana<\/a> si configura da sempre come <strong>laboratorio politico e sociale<\/strong>. Lo fu inizialmente in Argentina con Juan Domingo Per\u00f3n e la sua terza via; lo fu a partire dagli Anni Ottanta, quando gli economisti cileni formatisi a Chicago (i <em>Chicago Boys<\/em>) portavano a compimento ricette economiche liberali che sarebbero poi state esportate altrove; e lo \u00e8 stato di nuovo a partire dagli Anni Novanta, quando governi di sinistra hanno cominciato a intraprendere politiche progressiste in quasi tutto il Sudamerica: la presa del potere di Ch\u00e1vez in Venezuela nel 1999, la rivolta di Buenos Aires nel 2001, la nascita del movimento dei <em>cocaleros<\/em> boliviani, dei contadini Sem Terra in Brasile e la destituzione di Lucio Gutierrez in Ecuador nel 2005 diedero inizio al cosiddetto <strong><em>giro a la izquierda<\/em><\/strong> del subcontinente.<\/p>\n<p><strong>Crisi dei progressisti e ritorno al potere<\/strong><br \/>\nIl recente crollo delle forze di sinistra in Argentina \u2013 con l\u2019elezione di <strong>Mauricio Macri<\/strong> nel 2015 \u2013 e in Brasile \u2013 con l\u2019elezione di <strong>Jair Bolsonaro<\/strong> sul finire del 2018 \u2013 ha tuttavia interrotto il ciclo progressista, in un quadro ulteriormente aggravato dalla difficile situazione di Bolivia e Ecuador.<\/p>\n<p>In Ecuador, l\u2019attuale presidente Len\u00edn Moreno ha inaspettatamente preso le distanze dalla linea politica tracciata dal precedente governo di Rafael Correa (di cui pure era stato vicepresidente), basata sul ruolo attivo dello stato e su massicci investimenti pubblici. In Bolivia, il presidente indio Evo Morales, danneggiato dalla decisione di ricandidarsi per un quarto mandato, ha perso buona parte del consenso.<\/p>\n<p>Ciononostante, i recenti avvenimenti che hanno interessato l\u2019America Latina dimostrano un cambio di tendenza politica esteso a livello regionale.<\/p>\n<p><strong>Le piazze di Ecuador, Bolivia e Cile<\/strong><br \/>\nIn Ecuador l\u2019annuncio di un piano di riforme economiche strutturali da parte di Moreno ha scatenato dure manifestazioni di protesta nelle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 del Paese. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ecuador-paquetazo-sconfitto-piazza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>paquetazo<\/em><\/a>, voluto dal Fondo monetario internazionale (Fmi) in cambio dell\u2019attivazione di una linea di credito di 4,2 miliardi, prevedeva tra le altre cose la soppressione del sussidio statale sul <strong>carburante<\/strong>. I manifestanti, guidati dagli indigeni, dopo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ecuador-volto-guerriglia-urbana-quito-reportage\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">due settimane di scontri<\/a> con le forze dell\u2019ordine nei territori di tutto il Paese, sono riusciti ad ottenere un negoziato con il governo, che ha ceduto e si \u00e8 trovato obbligato a sostituire il decreto di riforma prendendo atto del deciso rifiuto popolare del ritorno alle ricette neoliberali dell\u2019Fmi.<\/p>\n<p>In Bolivia, seppur tra varie contestazioni, il 24 ottobre Morales ha ottenuto un quarto mandato, distaccando di oltre 10 punti il leader dell\u2019opposizione Carlos Mesa e garantendo in questo modo continuit\u00e0 alle <strong>politiche di interventismo statale<\/strong> portate avanti sino ad ora. La rielezione di Morales ha dato luogo a contestazioni diffuse nei maggiori centri del Paese e portate avanti principalmente \u2013 a differenza di quanto contemporaneamente in corso in Ecuador e Cile &#8211; da quelle fasce pi\u00f9 agiate della popolazione, le quali percepiscono i propri interessi intaccati dalle politiche governative. Tali contestazioni, che hanno spinto il presidente alla dichiarazione dello stato di emergenza, sono tuttavia fortemente contrastate dai numerosi sostenitori di Morales, che si oppongono a quello che \u00e8 accusato di essere un golpe della destra benestante.<\/p>\n<p>In <strong>Cile<\/strong> sono ancora in corso le violente proteste che chiedono le dimissioni del presidente Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era e l\u2019istituzione di un\u2019Assemblea costituente. Generata dall\u2019ennesimo aumento del prezzo del biglietto della metropolitana, la protesta ha gradualmente coinvolto le fasce di popolazione pi\u00f9 colpite dal tendenziale <strong>aumento del costo della vita<\/strong>. Queste hanno esteso le proprie rivendicazioni alla lotta contro le disuguaglianze del Paese \u2013 le quali affondano le radici nel regime di autoritarismo liberista di Augusto Pinochet \u2013 e non sembrano volersi accontentare dell\u2019agenda sociale promessa dal presidente n\u00e9 dal rimpasto di governo effettuato. E Pi\u00f1era annuncia intanto che Santiago del Cile non ospiter\u00e0, come previsto, la <strong>Cop25<\/strong> sul clima n\u00e9 il vertice Apec sulla cooperazione economica asiatico-pacifica.<\/p>\n<p><strong>Le elezioni in Argentina e Uruguay<\/strong><br \/>\nIn Argentina, il peronista Alberto Fern\u00e1ndez si \u00e8 imposto sul conservatore Macri, che paga in questo modo la decisione di tornare a politiche di stampo neoliberale e su cui ha pesato il malcontento per la crisi economica che ha trafitto il Paese e costretto anche qui all\u2019intervento dell\u2019Fmi con il prestito pi\u00f9 consistente mai concesso dall\u2019organismo internazionale. La netta affermazione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/argentina-fernandez-contro-macri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Frente de Todos <\/em><\/a>kirchnerista alle presidenziali del 27 ottobre scorso &#8211; cos\u00ec come lo fu la significativa vittoria di Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador in\u00a0<strong>Messico<\/strong>\u00a0nel 2018 \u2013 \u00e8 un\u2019ulteriore spinta propulsiva per il progressismo latino-americano, che anche in Brasile risulta in fase di ricomposizione contro la figura di Bolsonaro.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 attesa in <strong>Uruguay<\/strong> in vista del ballottaggio del 24 novembre: a fine ottobre si \u00e8 votato infatti anche qui, ma il candidato del <em>Frente Amplio,<\/em> centrosinistra al governo, non \u00e8 riuscito a raggiungere il 50% dei consensi e a evitare il ballottaggio. Il centrodestra si \u00e8 intanto organizzato per andare unito al secondo turno e Luis Lacalle Pou potrebbe diventare presidente, facendo registrare a Montevideo uno stop nel <em>giro a izquierda<\/em> dell\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Area dagli equilibri politici ancora in assestamento, l\u2019agitazione che sta attraversando l\u2019America Latina\u00a0dimostra un generale rigetto delle politiche economiche neo-liberiste che hanno interessato la regione negli ultimi anni. Si configura cos\u00ec una situazione politica segnata da governi dichiaratamente di sinistra nella seconda e nella terza economia latinoamericana (rispettivamente Messico e Argentina), con un possibile\u00a0<em>spill-over<\/em>\u00a0nel resto dell\u2019area e un potenziale ritorno al progressismo.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 El Comercio\/GDA via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019America Latina ha assistito nel corso degli ultimi mesi a un netto cambio di tendenza, ulteriormente confermato dalle recenti vittorie \u2013 elettorali e non \u2013 della sinistra. 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