{"id":76260,"date":"2019-11-04T12:39:15","date_gmt":"2019-11-04T11:39:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76260"},"modified":"2019-11-08T11:56:31","modified_gmt":"2019-11-08T10:56:31","slug":"muro-berlino-caduta-politico-non-fisico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/muro-berlino-caduta-politico-non-fisico\/","title":{"rendered":"Muro di Berlino: la caduta, un crollo politico, non fisico"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il <strong>Muro di Berlino<\/strong> non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da trent&#8217;anni, pi\u00f9 di quanto non fosse durato. Per chi \u00e8 troppo giovane per averlo visto in funzione, con il campo minato e i Vopos sulle torrette pronti a sparare su eventuali fuggiaschi, \u00e8 difficile immaginare l&#8217;orrore che si provava a guardarlo e l&#8217;entusiasmo che suscit\u00f2 il suo smantellamento. Oggi si usa il termine &#8216;caduta del Muro&#8217; (anche in tedesco: Mauerfall) come sinonimo di fine dell&#8217;impero comunista e della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/guerra-fredda-gorbaciov-fine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Guerra Fredda<\/strong><\/a>, un processo che in realt\u00e0 si svilupp\u00f2 dal 1988 alla fine del 1990. Quel 9 novembre del 1989 ci fu in effetti un crollo: il crollo della volont\u00e0 della dirigenza tedesco-orientale di tenere imprigionato con la forza tutto un popolo. Il Muro in s\u00e9, o meglio quella complessa fortificazione lunga circa 160 km che divideva non solo le due met\u00e0 della citt\u00e0, ma isolava Berlino Ovest anche dal territorio circostante, non fu demolito n\u00e9 quel giorno n\u00e9 nelle settimane successive: il tratto pi\u00f9 conosciuto, davanti alla Porta di Brandeburgo, in dicembre; il resto nella seconda met\u00e0 del 1990, e per quanto concerne la frontiera con la Ddr i lavori si protrassero sino alla fine del &#8217;91.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Non un crollo fisico, ma un crollo politico<\/strong><br \/>\nQual \u00e8 allora l&#8217;avvenimento che verr\u00e0 rievocato il 9 novembre? Quella sera successe semplicemente che una dichiarazione estemporanea di un dirigente politico venisse interpretata come un segnale di apertura immediata del confine, cosicch\u00e9 la popolazione si concesse una inebriante passeggiata nei settori occidentali, per poi tornare \u2013 salvo qualche eccezione \u2013 alle proprie case. Nelle settimane successive vennero aperti nuovi varchi e liberalizzato il passaggio, ma il requisito del visto di uscita non fu subito abolito. I punti in cui i blocchi di cemento erano stati picconati \u2013 un gesto simbolico \u2013 vennero riparati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Ma se non fu un crollo fisico del Muro, quello del 9 novembre; fu un crollo politico, che innesc\u00f2 una pi\u00f9 ampia frana. A minare le fondamenta dell&#8217;edificio era stato il concorso di quattro fattori: la crisi economica, a lungo mascherata, che imponeva a Berlino-Est come a Mosca di negoziare aiuti occidentali; la decisione di Mikhail Gorbaciov di riformare il mondo comunista cercando di evitare fughe in avanti, ma, in caso di sbandate, astenendosi dall&#8217;uso della forza; il pi\u00f9 audace riformismo dei polacchi e ungheresi; e la spinta migratoria dei tedeschi orientali, esplosa appena le maglie della cortina di ferro cominciarono ad allentarsi. Quest&#8217;ultimo aspetto, non dimentichiamolo, \u00e8 stato determinante.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Il processo che port\u00f2 alla caduta del Muro<\/strong><br \/>\nIl disgelo in Europa Orientale era iniziato nel 1988 con l&#8217;insediamento in Ungheria di un governo decisamente riformista e con i fermenti della societ\u00e0 civile in Polonia, che avrebbero portato all&#8217;inizio di giugno del 1989 a libere elezioni, perse dai comunisti. Nel maggio 1989, mentre il presidente Usa George <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-morte-bush-guerra-golfo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bush<\/a> proclamava l&#8217;obiettivo di una Europa \u201c<i>whole and free<\/i>\u201d, il governo ungherese apr\u00ec la frontiera verso l&#8217;Austria. La libert\u00e0 di emigrare non si applicava ai cittadini della Ddr, che tentarono di approfittarne: molti vennero rimpatriati o internati; i pi\u00f9 fortunati riuscirono a rifugiarsi nell&#8217;Ambasciata della Rfg a Budapest, ad agosto erano gi\u00e0 migliaia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il 10 settembre il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mikl%C3%B3s_N%C3%A9meth\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">governo Nemeth<\/a>, stanco di far da carceriere per conto del dittatore di Berlino-Est, consent\u00ec il deflusso dei tedeschi. La Ddr reag\u00ec chiudendo quella via di uscita, con la collaborazione delle autorit\u00e0 cecoslovacche. Il flusso si rivers\u00f2 quindi sull&#8217;Ambasciata della Rfg a Praga. Alla fine di settembre nei giardini di Palazzo Lobkovitz si accalcavano da 4 a 5 mila rifugiati. Se si considera che dopo il golpe di Pinochet l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Santiago dovette far fronte ad enormi problemi logistici per ospitare alcune centinaia di richiedenti asilo (fino a 250 contemporaneamente), ci si rende conto dell&#8217;insostenibilit\u00e0 di quella situazione. Il ministro degli Esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher, dopo consultazioni con i colleghi americano e sovietico a New York, riusc\u00ec a convincere il tedesco-orientale Oskar Fischer che bisognava trovare urgentemente una soluzione, e che non poteva essere la deportazione forzata nella Ddr.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>I treni sigillati e le manifestazioni di piazza<\/strong><br \/>\nIl 30 settembre Genscher si affacci\u00f2 al balcone dell&#8217;Ambasciata e annunci\u00f2 la fine del braccio di ferro. Per superare le resistenze di Erich Honecker aveva dovuto accettare che i rifugiati tornassero pro forma nella Rdt, sia pure solo in transito. Quella trovata dei treni sigillati diretti in Germania occidentale fu per il regime un auto-gol, perch\u00e9 al loro passaggio suscitarono grandi manifestazioni di simpatia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Fu l&#8217;inizio di una serie di manifestazioni di piazza, sempre pi\u00f9 numerose. Il 7 ottobre Gorbaciov presenzi\u00f2 ai festeggiamenti per i 40 anni della Ddr e fu acclamato dalla folla; in quell&#8217;occasione ammon\u00ec Honecker che la storia punisce chi resta indietro; il dittatore non se ne dette per inteso, ma gli altri gerarchi capirono l&#8217;antifona. In occasione della grande dimostrazione del 9 ottobre a Lipsia, una chiara sfida al regime, non eseguirono l&#8217;ordine di usare il pugno di ferro. La mancata repressione incoraggi\u00f2 nuove manifestazioni di massa. Ottenuta la luce verde da Mosca, il 17 ottobre i riformisti deposero il dittatore. Fu il suo \u201c25 luglio\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Dalla fine di Honecker alla caduta del Muro<\/strong><br \/>\nIl successore, Egon Krenz, si alline\u00f2 alle raccomandazioni di Gorbaciov: fare le riforme, puntare a un socialismo dal volto umano, allentare la pressione liberalizzando i viaggi (errore fatale, dal loro punto di vista). Il 4 novembre, giorno della pi\u00f9 imponente manifestazione a Berlino-Est, ripristin\u00f2 la libert\u00e0 di viaggiare verso l&#8217;Ungheria attraverso la Cecoslovacchia. Un progetto di legge che avrebbe liberalizzato il passaggio di tutte le frontiere previo ottenimento del visto di uscita doveva essere sottoposto al Parlamento prima di Natale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il 9 novembre fu approvato dal Comitato Centrale. In conferenza stampa un giornalista italiano, il corrispondente dell&#8217;ANSA da Berlino Est Riccardo Ehrman, chiese a Guenter Schabowski, membro del Politburo, quando sarebbe entrato in vigore. Preso alla sprovvista, il malcapitato rispose: da subito. Immediatamente si mise in moto l&#8217;ondata di folla in direzione del punto di passaggio: le guardie di frontiera non sapevano se e come arrestarla. Una svolta storica che doveva venire, ma si verific\u00f2 quel giorno, e in quel modo, per un malinteso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Muro di Berlino non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da trent&#8217;anni, pi\u00f9 di quanto non fosse durato. 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