{"id":76267,"date":"2019-11-02T11:40:11","date_gmt":"2019-11-02T10:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76267"},"modified":"2019-11-08T11:55:10","modified_gmt":"2019-11-08T10:55:10","slug":"difesa-scelte-ministro-guerini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/difesa-scelte-ministro-guerini\/","title":{"rendered":"Difesa: le scelte del ministro Guerini, quando il gioco si fa duro"},"content":{"rendered":"<p>Un debutto all&#8217;altezza di tempi difficili e complicati. Cos\u00ec appaiono le linee programmatiche presentate dal <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lorenzo_Guerini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ministro della\u00a0<strong>Difesa<\/strong><\/a> Lorenzo <strong>Guerini<\/strong> pochi giorni fa in <strong>Parlamento<\/strong>, che tracciano la sua visione su una serie di importanti dossier dal Sahel alla Cina passando per Libia, Balcani e Russia, avendo Nato ed Ue come punti di riferimento e le risorse come problema prioritario.<\/p>\n<p><strong>Il riconoscimento della specificit\u00e0 militare<br \/>\n<\/strong>Il punto di partenza di Guerini \u00e8 il riconoscimento politico-culturale della specificit\u00e0 del mondo militare. Una discontinuit\u00e0 netta con la priorit\u00e0 data dal predecessore Elisabetta Trenta alla funzione concorsuale di sostegno alle autorit\u00e0 civili, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/sicurezza-difesa-forze-armate\/\">portata all&#8217;eccesso <\/a>di impegnare l&#8217;Esercito sullo stato delle strade di Roma.<\/p>\n<p>Di conseguenza, le linee guida prevedono la revisione dell&#8217;operazione Strade Sicure, in corso ormai da 11 anni e che impegna sul territorio nazionale pi\u00f9 uomini (7.000) di quanti siano attivi nelle missioni all&#8217;estero. Un compito \u201cgravoso\u201d in termini di risorse, che, soprattutto, pu\u00f2 essere meglio svolto da Carabinieri e Polizia il cui mandato e addestramento rispondonko esattamente alle esigenze di sicurezza interna. Bisogner\u00e0 ora vedere se l&#8217;impegno a &#8216;rivedere&#8217; la missione porter\u00e0 come sarebbe logico alla sua chiusura, e in che tempi.<\/p>\n<p><strong>Russia, Cina e Nato sempre pi\u00f9 interconnesse<br \/>\n<\/strong>Tutto il focus dello strumento militare che si riposiziona pi\u00f9 in linea con il contesto globale. Guerini prende esplicitamente atto della \u201cassertivit\u00e0\u201d russa che si \u00e8 posta in \u201cdiretto confronto\u201d con Nato e Ue, riaffermando la tradizionale linea italiana del \u201cdoppio binario\u201d basato sulla deterrenza ad Est e il dialogo per distendere i rapporti con Mosca ed arrivare a \u201cun confronto su basi meno competitive\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 innovativa l&#8217;affermazione che \u201cil ritmo della crescita cinese, anche militare, rappresenta una sfida anche per la nostra sicurezza\u201d. Una valutazione gi\u00e0 espressa non solo dagli Stati Uniti, che stanno perseguendo una strategia di contenimento a tutto campo della Cina, ma anche dall&#8217;Ue che nella strategia del 2019 definisce Pechino un \u201crivale sistemico\u201d che promuove modelli di governance autoritari e alternativi a quello europeo.<\/p>\n<p>Non a caso, nel 2019 le preoccupazioni verso la Cina sono state spesso dibattute anche in ambito Nato. Un dibattito che non ha ancora affrontato adeguatamente una questione cruciale, che l&#8217;Italia potrebbe e dovrebbe porre: se la Cina \u00e8 un rivale sistemico, non diventa prioritario trovare con la Russia una soluzione per l&#8217;Ucraina che riavvicini Mosca all&#8217;Occidente, staccandola dall&#8217;abbraccio con Pechino?<\/p>\n<p><strong>&#8216;Mediterraneo allargato&#8217;e dialogo con Parigi<br \/>\n<\/strong>Tale confronto geopolitico, in un mondo multipolare dove \u00e8 pi\u00f9 frequente l&#8217;uso della forza armata, si somma alla minaccia del terrorismo internazionale di matrice islamica e all&#8217;instabilit\u00e0 della regione del &#8216;Mediterraneo allargato&#8217; &#8211; che nella tradizionale visione italiana va dall&#8217;Atlantico all&#8217;Oceano Indiano, abbracciando Nord Africa e Sahel, Medio Oriente e Corno d&#8217;Africa. In questa regione, per Guerini la \u201cpriorit\u00e0 strategica nazionale\u201d \u00e8 la Libia, dove una soluzione politica prima che militare non pu\u00f2 prescindere dal quadro regionale, dalla Tunisia al Niger. In particolare nel Sahel si intende \u201crafforzare le sinergie con la Francia\u201d.<\/p>\n<p>Gli interessi e l&#8217;approccio francesi sono in parte convergenti e in parte divergenti rispetto a quelli italiani, ed \u00e8 quindi necessario un<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/difesa-italia-e2i-francese\/\"> dialogo strategico con Parigi <\/a>che porti a un compromesso e a una posizione comune per la stabilizzazione della regione. Anche perch\u00e9 il disimpegno americano dal Mediterraneo ha aperto la porta alla penetrazione russa e cinese, quest&#8217;ultima gi\u00e0 ben avanzata in Africa, e i contrasti tra europei assomigliano sempre di pi\u00f9 ad una guerra tra poveri a tutto vantaggio delle vere potenze mondiali.<\/p>\n<p>Inoltre, il ministro preannuncia una maggiore presenza militare navale nel Mediterraneo orientale, assolutamente necessaria viste le tensioni con la Turchia e l&#8217;importanza degli interessi energetici italiani nell&#8217;area, e un&#8217;attenzione alle iniziative europee nel Golfo \u2013 che potrebbero includere anche una missione navale Ue a favore della libert\u00e0 di navigazione.<\/p>\n<p><strong>La modernizzazione di forze armate full spectrum&#8230;<br \/>\n<\/strong>Nel complesso, lo strumento militare italiano \u00e8 quindi chiamato a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-difesa-missioni-internazionali\/\">continuare le missioni di stabilizzazione in corso<\/a>, dalla Libia al Kosovo, dal Libano all&#8217;Afghanistan, preparandosi al tempo stesso per le crescenti tensioni geopolitiche e per un confronto diretto dell&#8217;Occidente, in modi e misure diverse, sia con la Cina che con la Russia. Se questa \u00e8 la premessa, la logica conseguenza \u00e8 una modernizzazione delle capacit\u00e0 militari italiane per assolvere tutto lo spettro delle operazioni, incluso il dominio cibernetico.<\/p>\n<p>Modernizzazione vuol dire investimenti, tasto dolente per ogni ministro della Difesa che trova nella legge di bilancio sempre una coperta troppo corta. Nelle linee programmatiche vi \u00e8 l&#8217;impegno ad aumentare il budget della difesa in linea con la media dei Paesi europei, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/italia-spese-difesa-specchi\/\">che a differenza dell&#8217;Italia <\/a>stanno tutti tendendo, a diverse velocit\u00e0, verso l&#8217;obiettivo del 2% da loro stessi fissato nel vertice Nato del 2014. Impegno quantitativo che deve realizzarsi assieme a un altro impegno qualitativo, espresso nel documento, ovvero l&#8217;aumento delle spese nell&#8217;esercizio \u2013 addestramento, esercitazioni, manutenzione dei mezzi, ecc &#8211; razionalizzando il patrimonio immobiliare della difesa.<\/p>\n<p><strong>&#8230;e la stabilit\u00e0 degli investimenti necessari<br \/>\n<\/strong>Altrettanto importante \u00e8 per Guerini l&#8217;impegno sulla stabilit\u00e0 dei finanziamenti, con l&#8217;intenzione di istituire uno strumento triennale di investimenti. Ci\u00f2 darebbe la possibilit\u00e0 alla difesa di programmare in modo pi\u00f9 efficiente l&#8217;acquisizione degli equipaggiamenti e all&#8217;industria di fare meglio la propria parte quanto a investimenti, ottenendo quindi migliori risultati anche a parit\u00e0 di fondi. Inoltre, la certezza finanziaria \u00e8 cruciale sia per porsi in maniera credibile nei programmi internazionali, ottenendo quindi migliori ritorni tecnologici ed industriali, sia per accedere ai co-finanziamenti del European Defence Fund (Edf) \u2013 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/\">13,5 miliardi di euro in 7 anni<\/a>.<\/p>\n<p>Co-finanziamenti fondamentali per una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-bis-difesa-politica-industriale\/\">politica industriale<\/a> che, secondo le linee guida, riconosce nell&#8217;industria dell&#8217;aerospazio, sicurezza e difesa una \u201ccomponente strategica della nostra sovranit\u00e0 nazionale, perch\u00e9 ci consente di non dipendere da tecnologia e prodotti esteri\u201d.<\/p>\n<p>Una sovranit\u00e0 nazionale declinata nel campo della difesa, stavolta in continuit\u00e0 con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-progetti-pesco-italia\/\">tutti i precedenti governi<\/a>, nel quadro europeo e transatlantico. In particolare, si fa proprio l&#8217;obiettivo per l&#8217;Ue di raggiungere, \u201cin prospettiva ed in sinergia con la Nato, una maggiore autonomia strategica, sia tecnologico-industriale sia in termini di capacit\u00e0 di intervento\u201d. Le linee guida ddi Guerini indicano una chiara prospettiva europeista, politica prima che operativa e finanziaria, all&#8217;interno della quale si collocano la Permanent Structured Cooperation (Pesco) e l&#8217;Edf.<\/p>\n<p>Proprio la dimensione europea richieder\u00e0 un forte lavoro di adeguamento di struttura e modus operandi del Ministero della Difesa, perch\u00e9 sempre di pi\u00f9 le capacit\u00e0 militari del futuro saranno pensate, sviluppate e finanziate in ambito europeo e in particolare Ue, con una cascata di conseguenze militari, industriali, e politiche. Il gioco si fa duro in termini di cooperazione rafforzata e competizione costruttiva con i partner europei, nel quadro di un Occidente che deve confrontarsi con Russia e Cina. La ricreazione \u00e8 finita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un debutto all&#8217;altezza di tempi difficili e complicati. 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