{"id":76324,"date":"2019-11-05T23:53:51","date_gmt":"2019-11-05T22:53:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76324"},"modified":"2019-11-08T13:00:23","modified_gmt":"2019-11-08T12:00:23","slug":"yemen-accordo-riad-abu-dhabi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/yemen-accordo-riad-abu-dhabi\/","title":{"rendered":"Yemen: accordo, Riad d\u00e0 le carte, Abu Dhabi fa la strategia"},"content":{"rendered":"<p>Non a caso, si chiama &#8216;<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2019\/11\/peace-deal-announced-yemeni-government-separatists-191105145143441.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Riyadh Agreement<\/strong><\/a>&#8216;, ovvero l\u2019accordo di Riad. Il documento firmato il 5 novembre tra il governo internazionalmente riconosciuto dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/yemen-huthi-riad-teheran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Yemen<\/strong><\/a> e i secessionisti meridionali del Southern Transitional Council (Stc) riporta l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/arabia-saudita-visione-saudita-ncognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> al centro degli intrecci politici e militari yemeniti. L\u2019accordo, negoziato a Jedda per pi\u00f9 di due mesi, sancisce l\u2019ingresso dei secessionisti del sud nel governo, dopo il \u201csecondo golpe\u201d sferrato dall&#8217;Stc contro le istituzioni riconosciute (agosto 2019). Gli Emirati Arabi Uniti (Eau) ritirano gran parte delle truppe dallo Yemen e passano il testimone ai soldati sauditi: ma non \u00e8 una sconfitta; anzi, quella degli emiratini \u00e8 una vittoria strategica, un compromesso pi\u00f9 che soddisfacente dopo gli scontri agostani tra i rispettivi alleati yemeniti. Infatti, gli Eau sono riusciti a portare i sauditi sulle loro posizioni politiche: via diplomatica ed entrata dei secessionisti nel governo.<\/p>\n<p>L\u2019accordo di Riad \u00e8 un punto di svolta nella guerra (o meglio nelle guerre) dello Yemen, ma \u00e8 ancora presto per considerarlo un tassello di stabilizzazione. L&#8217;Stc non \u00e8 l\u2019unico attore politico del secessionismo meridionale e l\u2019ingresso al governo susciter\u00e0 le critiche degli altri separatisti; il canale di comunicazione tra huthi (insorti sciiti del nord) e Arabia Saudita per una tregua \u00e8 ormai aperto, anche se la ritrovata compattezza del fronte anti-huthi potrebbe spingere Riad a contrattaccare nel nord in caso di escalation; la rivalit\u00e0 geopolitica fra le monarchie del Golfo \u00e8 pi\u00f9 che mai viva nell\u2019est yemenita (Mahra) e nell\u2019arcipelago del paese (Socotra), l\u00e0 dove la \u00b4guerra delle bombe`, quella contro gli huthi, non \u00e8 mai arrivata.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo di Riad<br \/>\n<\/strong>Alla presenza dei due uomini forti dell\u2019intervento militare saudita-emiratino in Yemen, Mohammed bin Salman Al Saud (Arabia Saudita) e Mohammed bin Zayed Al Nahyan (Eau), i filo-governativi del presidente Abdu Rabu Mansur Hadi e i secessionisti dell&#8217;Stc dell\u2019ex governatore di Aden Aydarous Al Zubaidi hanno siglato un testo che prevede la formazione di un governo unitario ad Aden.<\/p>\n<p>I 24 ministri saranno equamente divisi fra nord e sud (12:12), nuove strutture militari e di sicurezza saranno create entro trenta giorni dalla firma: al momento, la milizia pi\u00f9 abile, le Security Belt Forces (bfF) di Aden, erano gi\u00e0 tecnicamente affiliate al ministero degli interni yemenita, ma sostenevano la causa separatista e ricevevano lo stipendio dagli Eau. Una commissione congiunta guidata dall\u2019Arabia Saudita monitorer\u00e0 l\u2019applicazione dell\u2019accordo.<\/p>\n<p><strong>Secessionisti di governo (unitario)<br \/>\n<\/strong>La grande contraddizione potrebbe esplodere al primo intoppo di governo: l&#8217;Stc, oggi riconosciuto come interlocutore dai sauditi e pure dalle Nazioni Unite, entra in un esecutivo unitario (in cui vi \u00e8\u00a0 pure Islah, il partito che raccoglie anche i Fratelli Musulmani classificati come &#8216;terroristi&#8217; dall&#8217;Stc) e si impegna a non perseguire la secessione finch\u00e9 il fronte con gli huthi sar\u00e0 aperto.<\/p>\n<p>Un compromesso pragmatico che potrebbe essere tacciato di ambiguit\u00e0 e persino di tradimento da chi, fra i sudisti, non sar\u00e0 soddisfatto dalla performance di governo in termini di servizi e sicurezza (oppure da come le risorse statali verranno distribuite): \u201cla scelta secessionista \u00e8 irreversibile e irrevocabile\u201d recitava <a href=\"https:\/\/en.stcaden.com\/news\/8774\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un documento pubblico dell&#8217;Stc<\/a> dell\u2019agosto scorso.<\/p>\n<p><strong>I sauditi e la militarizzazione di Mahra<br \/>\n<\/strong>Nel frattempo, nella regione yemenita di Mahra, al confine con l\u2019Oman, i sauditi proseguono la militarizzazione del territorio: qui, Riad aveva iniziato a inviare truppe nel tardo 2017 per sedare le tensioni fra parte dei locali e gli emiratini, che tra il 2015 e il 2017 avevano provato a estendere la propria influenza sul governatorato coniugando aiuti allo sviluppo e creazione di una milizia locale.<\/p>\n<p>Gli Eau avevano poi ripiegato (rinforzandosi a Socotra); l&#8217;Stc ha qui aperto un ufficio; ma i sauditi non hanno pi\u00f9 lasciato Mahra: denunciando il crescente contrabbando lungo il confine yemenita-omanita (fenomeno storico dato che Mahra e il Dhofar, Oman, sono lo stesso ecosistema per trib\u00f9, dialetti ed economia informale), l\u2019Arabia Saudita ha inviato truppe e formato milizie lealiste (compresa una guardia costiera) trasferendo uomini da altre regioni del sud yemenita, come Aden.<\/p>\n<p><strong>Mahra, le contromosse dell\u2019Oman<br \/>\n<\/strong>Ora, i sauditi avrebbero numerose installazioni militari a Mahra, <em>in primis<\/em> l\u2019aeroporto e il porto di Al Ghayda, pi\u00f9 il porto di Nishtun: la costa potrebbe essere lo sbocco di un oleodotto Arabia-Yemen che aggiri Hormuz sfociando dritto nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p>Secondo pi\u00f9 fonti autorevoli, l\u2019Oman avrebbe aumentato il sostegno finanziario alle trib\u00f9 di Mahra che protestano pacificamente contro la presenza saudita: il Sultanato, che ospita alcune delle personalit\u00e0 <em>mahri<\/em> pi\u00f9 critiche verso i sauditi (molti abitanti di Mahra hanno passaporto omanita), teme la destabilizzazione al confine e, soprattutto, sgradisce l\u2019interferenza di Abu Dhabi e poi di Riad nella sua tradizionale sfera d\u2019influenza.<\/p>\n<p>Insomma, laddove non vi sono gli huthi, il territorio yemenita \u00e8 divenuto l\u2019arena di rimodulazione dei rapporti di forza tra monarchie alleate. Quindi, la partita per il Sud &#8211; e per l\u2019intero Yemen &#8211; \u00e8 assai pi\u00f9 complessa e vasta del pur positivo accordo di Riad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non a caso, si chiama &#8216;Riyadh Agreement&#8216;, ovvero l\u2019accordo di Riad. Il documento firmato il 5 novembre tra il governo internazionalmente riconosciuto dello Yemen e i secessionisti meridionali del Southern Transitional Council (Stc) riporta l\u2019Arabia Saudita al centro degli intrecci politici e militari yemeniti. 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