{"id":76417,"date":"2019-11-09T23:16:56","date_gmt":"2019-11-09T22:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76417"},"modified":"2019-11-09T23:16:56","modified_gmt":"2019-11-09T22:16:56","slug":"india-ayodhya-hindu-musulmani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/india-ayodhya-hindu-musulmani\/","title":{"rendered":"India: Ayodhya, il sito agli Hindu, la delusione ai musulmani"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ancora una volta, Narendra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/india-naredra-modi-bjp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Modi<\/strong><\/a> riesce a portare a casa un risultato, a mantenere una promessa elettorale. Alcuni mesi dopo essersi annesso il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/kashmir-india-autonomia-pakistan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kashmir<\/strong><\/a>, sei mesi dopo la sua riconferma a capo della pi\u00f9 popolosa democrazia del Mondo, l&#8217;<strong>India<\/strong>, Narendra Modi ha battuto un colpo forte, grazie a una sentenza della Corte Suprema indiana per la quale il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ayodhya\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito storico<\/a> di <strong>Ayodhya<\/strong> appartiene agli <strong>Hindu<\/strong> e non ai <strong>musulmani<\/strong>, alla comunit\u00e0 islamica indiana. Una decisione che mette fine a una controversia ultra-decennale che ha causato la morte di oltre 2000 persone e che ha influenzato non poco i rapporti nel Paese tra la comunit\u00e0 hindu e quella musulmana. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Almeno otto secoli di contenziosi religiosi<\/strong><br \/>\nFacciamo un passo indietro. Nella religione induista, il dio Visnu ha dieci incarnazioni, avatar, la settima delle quali \u00e8 Rama. Un eroe, un grande uomo, casto e devoto alla moglie Sita, gran soldato, difensore del bene, sceso sulla terra per combattere i demoni, in particolare Ravana, come \u00e8 raccontato nel poema epico Ramayana. La tradizione induista colloca la sua nascita ad Ayodhya, piccolo villaggio dello stato settentrionale indiano dell\u2019Uttar Pradesh. Qui a lui, secondo la tradizione, sarebbe stato costruito un tempio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">All\u2019inizio del tredicesimo secolo, viene creato in India il sultanato di Delhi, il primo governo islamico dell\u2019India, anche se gi\u00e0 c\u2019era stata la presenza di insediamenti e strutture musulmane nel subcontinente. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel 1528, ad Ayodhya, i musulmani costruiscono la moschea di Babri, in onore dell\u2019imperatore Moghul Babur, il fondatore e primo regnante della dinastia che governer\u00e0 l\u2019India per oltre 300 anni. Secondo gli induisti, soprattutto i nazionalisti, partendo da quanto nel 18o secolo aveva detto un maharaja del Rajasthan, per costruire la moschea sarebbe stato distrutto il tempio induista dedicato al dio Rama. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Dispute, dissacrazioni e distruzioni<\/strong><br \/>\nDa questo momento, nascono dispute sul territorio che poi sfociano in veri e propri pogrom. La Babri Masjid viene utilizzata fino al dicembre del 1949, quando dei fondamentalisti hindu, dopo nove giorni di preghiere ininterrotte all\u2019esterno della moschea, piazzano nel sito religioso islamico degli idoli di Rama e di sua moglie Sita, dissacrando cos\u00ec il luogo religioso. Per paura dei nazionalisti hindu, gli idoli non furono rimossi, nonostante le richieste dell\u2019allora primo ministro Nehru, e la moschea venne chiusa. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Negli Anni 80 del secolo scorso, il Bjaratiya Janata Party, partito politico della destra hindu che era appena nato dalle ceneri di altri movimenti nazionalisti e che si faceva portavoce delle istanze politiche di gruppi fondamentalisti hindu, comincia a chiedere la costruzione di un tempio induista sul luogo dedicato a Rama. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tra manifestazioni, proteste, scontri, si arriva al 6 dicembre del 1992, quando oltre 150.000 manifestanti legati alla destra nazionalista induista, condotti da leader che poi avrebbero guidato il Paese, degli Stati e il partito come Atal Bihari Vajpayee (poi premier indiano), L.K. Advani (capo del Bjp e varie volte ministro) e Uma Bharti (varie volte ministro e premier dello Stato del Madhya Pradesh), dopo alcuni giorni di preghiere, con l\u2019utilizzo di asce, mazze, martelli e altro, abbattono la moschea.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Corsi e ricorsi, campagne e promesse<\/strong><br \/>\nDa qui, il caos. Ricorsi giudiziari da una parte all\u2019altra, scontri politici ma, soprattutto, una vera e propria guerra religiosa tra hindu e musulmani in diverse citt\u00e0 del Paese, che porta alla morte di oltre 2000 persone, per la maggior parte musulmani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dieci anni dopo la demolizione, fu presentato un ricorso all\u2019Alta Corte di Allahabad che, dopo otto anni, decise che il sito doveva essere diviso in tre parti, affidandone una a ciascuno dei tre contendenti: l\u2019organizzazione islamica Waqf, il partito nazionalista di destra Hindu Mahasabha e la setta di monaci hindu Nirmohi Akhara. Un appello a questa decisione nel 2011 fece sospendere il verdetto, fino alla sentenza di oggi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Il ruolo del premier Modi<\/strong><br \/>\nIl tema di Ayodhya e della ricostruzione del tempio di Rama \u00e8 stato sempre al centro delle campagne elettorali del Bjp, ma \u00e8 stato con Modi che la questione ha ricevuto una accelerazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019attuale premier, sin dalla sua prima elezione alla guida del secondo Paese pi\u00f9 popoloso al mondo, ha chiaramente detto di volere lavorare affinch\u00e9 ad Ayodhya potesse tornare a splendere un tempio di Rama. E ci \u00e8 riuscito ora. La decisione della Corte Suprema si basa su prove dell\u2019ente nazionale indiano d\u2019archeologia, l\u2019Archaeological Survay of India, secondo il quale dopo la distruzione della moschea sono stati ritrovati i segni della presenza di manufatti induisti precedenti alla costruzione della stessa moschea, segno che il tempio a Rama non era una leggenda. Basandosi su questo, i cinque giudici hanno deciso che il sito appartiene agli induisti e che i musulmani avranno un\u2019altra area, che dovr\u00e0 essere individuata, non lontano, per ricostruire la moschea.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La decisione \u00e8 stata ovviamente salutata come una vittoria da tutti i gruppi nazionalisti hindu; e lo stesso Modi non ha nascosto la sua soddisfazione, pur utilizzando toni concilianti. \u201cIl verdetto \u2013 ha scritto in un tweet il premier indiano \u2013 non deve essere visto come una vittoria o una sconfitta da alcuno. Possano la pace e l\u2019armonia prevalere\u201d. Modi ha anche voluto precisare che non c\u2019\u00e8 stata alcuna forzatura sui giudici che hanno agito in maniera indipendente e trasparente. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>La visione e la ricerca di un&#8217;India induista<\/strong><br \/>\nMa il timore che i cinque togati siano stati condizionati dalla pancia del Paese, da quello che in India sta succedendo in questo periodo, \u00e8 forte. Dopotutto, lo stesso Modi non ha fatto mistero della volont\u00e0 di perseguire <i>l\u2019hindutva<\/i>, cio\u00e8 di realizzare uno Stato indiano per i soli induisti, cacciando in qualsiasi modo i musulmani. Negli ultimi anni, da quando Modi \u00e8 al potere, gli scontri tra le comunit\u00e0 e le discriminazioni nei confronti dei musulmani sono aumentate, cos\u00ec come gli atti violenti. Ayodhya \u00e8 soltanto l\u2019ultimo passo, che ha avuto nell\u2019annessione di fatto del Kashmir, a maggioranza islamica, un altro esempio di questa volont\u00e0 di Modi e del suo partito di annullare i non hindu nel Paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Modi, nei suoi anni di politica in Gujarat, sia come esponente del Bjp che come capo del governo locale, \u00e8 stato avvicinato anche a scandali e crimini contro i musulmani. Nel 2002 ad Ahmedabad estremisti ind\u00f9 massacrarono quasi 70 persone, in maggioranza musulmani, e Modi fu incriminato di esserne il mandante (e fu poi assolto al termine di un\u2019indagine che lasci\u00f2 molti dubbi). In quell\u2019anno in Gujarat, dove Narendra Modi era premier, ci furono molti massacri da parte dei fondamentalisti ind\u00f9 contro i musulmani, come l\u2019incendio di una panetteria a Vadodara nel quale morirono 14 persone, delle quali 11 musulmani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le preoccupazioni che ci possano essere scontri, \u00e8 alta. La citt\u00e0 di Ayodhya \u00e8 stata chiusa dalla polizia sin da ieri e sono stati rafforzati i controlli. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta, Narendra Modi riesce a portare a casa un risultato, a mantenere una promessa elettorale. 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