{"id":76421,"date":"2019-11-15T09:20:05","date_gmt":"2019-11-15T08:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76421"},"modified":"2019-11-15T09:52:11","modified_gmt":"2019-11-15T08:52:11","slug":"intelligenza-artificiale-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/intelligenza-artificiale-robot\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale: astro robot tra scienza e strategia"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso dei secoli, la specie umana si \u00e8 servita della <strong>tecnologia<\/strong> per superare gli ostacoli che incontrava sul proprio cammino innumerevoli volte, agendo con determinazione ed intelligenza. In particolare, la corsa verso lo <strong>spazio<\/strong> che l\u2019homo sapiens sapiens ha intrapreso pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa presenta tutt\u2019oggi significativi ostacoli di carattere economico e umano. Entra qui in gioco un settore tecnologico particolarmente versatile e relativamente giovane: la robotica. Che si tratti di svolgere compiti pericolosi o, come nel caso dello spazio, di raggiungere luoghi particolarmente inospitali per l\u2019uomo, i <strong>robot<\/strong> si sono rivelati sostituti validi degli <strong>astronauti<\/strong> e, soprattutto, sacrificabili.<\/p>\n<p>In funzione di questi due aspetti, un\u2019efficace interazione tra uomo e macchina si \u00e8 gi\u00e0 sviluppata in questi ultimi anni. Ci\u00f2 che avviene in maniera sempre pi\u00f9 estensiva sul campo di battaglia con i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/guerra-uomini-macchine\/\"><strong>droni<\/strong><\/a>, si appresta ad accadere anche nel settore spaziale con i <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/audience\/forstudents\/5-8\/features\/nasa-knows\/what-is-robonaut-58.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Robonauts<\/em><\/a>, cio\u00e8 gli astronauti robot, o forse meglio i robot astronauti. Tuttavia, anche dietro ad un genuino desiderio di scoperta e progresso scientifico-culturale possono celarsi intenti poco pacifici pi\u00f9 o meno evidenti, leggibili e discutibili sia in chiave politico-militare che etica.<\/p>\n<p><strong>Da Gagarin a Valkyrie<br \/>\n<\/strong>Correva il lontano 12 aprile 1961, quando il cosmonauta sovietico <strong>Jurij Gagarin<\/strong> venne proiettato con successo fuori dall\u2019atmosfera a bordo della Vostok 1, divenendo<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/media\/accadde-oggi-yuri-gagarin-e-il-primo-viaggio-nello-spazio-80dcc0dc-5eb5-4cd1-9f3f-8f82883da9a6.html#foto-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> il primo uomo a lasciare la Terra<\/a> per poi farvi ritorno. Meno di un decennio pi\u00f9 tardi, l\u2019Apollo 11 permise ai due astronauti statunitensi <a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/news\/esteri\/primo-uomo-luna-50-anni-fa-uomo-luna-neil-armstrong-foto-1969\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Neil Armstrong<\/strong><\/a> e <strong>Buzz Aldrin<\/strong> di raggiungere la Luna, il 21 luglio 1969.<\/p>\n<p>Oggi, a cinquant\u2019anni di distanza e nonostante i notevoli cambiamenti geo-politici, la corsa allo spazio non si \u00e8 arrestata e le maggiori agenzie spaziali (Nasa ed Esa in primis) hanno fatto significativi progressi nel campo della tecnologia aerospaziale, conseguendo importanti risultati quali la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (Iss).<\/p>\n<p>Una svolta radicale nell\u2019approccio allo spazio fu data dalla Nasa nel 1996, quando decise di allargare il proprio spettro di ricerca agli astronauti stessi ed avvi\u00f2 il progetto <strong>Robonaut<\/strong> producendone un primo esemplare di robot astronauta nel 2000. Ad oggi, la robotica applicata all\u2019aerospazio vede l\u2019apice del suo sviluppo nel modello <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/av\/technology-49072492\/nasa-s-valkyrie-robot-could-help-build-mars-base\"><strong>Valkyrie<\/strong><\/a>, progettato sempre sotto l&#8217;egida della Nasa e idealmente concepito per la costruzione di basi avanzate in localit\u00e0 extraterrestri, quali la Luna e addirittura Marte.<\/p>\n<p>Nello specifico, ci\u00f2 che principalmente contraddistingue i Robonauts dagli altri droni sono le loro sembianze umanoidi, concepite specificamente per lo svolgimento dei compiti assegnati in genere agli operatori umani. Inoltre, gli operatori sintetici, cio\u00e8 i robot, presentano dei vantaggi non trascurabili rispetto a quelli organici, cio\u00e8 gli uomini. L\u2019utilizzo di unit\u00e0 robotiche abbatterebbe significativamente i costi delle missioni spaziali prolungate, eliminando dall&#8217;equazione quegli approvvigionamenti essenziali per l\u2019impiego di personale umano: cibo, acqua e ossigeno. Una volta terminata la fase di sviluppo e collaudo, queste unit\u00e0 semi-autonome potrebbero diventare protagoniste di importanti missioni di ricerca, esplorazione e addirittura colonizzazione, permettendo un giorno all\u2019umanit\u00e0 di espandersi anche al di fuori del pianeta Terra. Ciononostante, un progetto di tale portata e ambizione solleva inevitabilmente non pochi dubbi e perplessit\u00e0 riguardo i suoi reali scopi.<\/p>\n<p><strong>Esplorazione o dominio?<br \/>\n<\/strong>Ripercorrendo le storie di Gagarin, Aldrin e Armstrong appare evidente come gi\u00e0 negli Anni Sessanta il valore scientifico della corsa allo spazio fosse subordinato a quello politico, poich\u00e9 entrambe le missioni non rappresentarono soltanto due distinte fasi di una pi\u00f9 grande e pionieristica conquista dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019ambito del volo spaziale. L\u2019impresa di Gagarin venne presto celebrata come una vittoria tutta sovietica, testimoniando la superiorit\u00e0 tecnologica dell\u2019Urss e divenendo uno dei pi\u00f9 grandi vanti del sistema comunista.<\/p>\n<p>Seguendo una linea non dissimile, la missione di Aldrin e Armstrong, pur costituendo un \u201cgrande passo avanti per l\u2019umanit\u00e0\u201d, come disse da quest\u2019ultimo, si concluse di fatto con una singola bandiera piantata sulla superficie del satellite terrestre: quella degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da un punto di vista strategico, il ruolo dello spazio risulta invece molto pi\u00f9 evidente in questo ultimo decennio, specialmente considerando le caratteristiche <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/ue-proposta-riforma-regolamento-dual-use\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>dual-use<\/em><\/a> di alcune tecnologie chiave nel settore aerospaziale quali la missilistica e le comunicazioni via satellite. Una considerazione sufficientemente valida da spingere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a creare una nuova forza armata dedicata proprio allo spazio, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/spazio-usa-frontiera-fronte\/\"><strong>Space Force<\/strong><\/a>. Essendo in questo caso l\u2019intenzione di militarizzare lo spazio estremamente chiara (per quanto ancora piuttosto fantascientifica), sarebbe interessante chiedersi se il ruolo di Valkyrie e dei Robonauts non possa essere qualcosa di pi\u00f9 di uno strumento funzionale e subordinato a giochi di potere nazionalistici ed economici pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p><strong>\u201cAndiamo!\u201d<br \/>\n<\/strong>Stando alle dichiarazioni del presidente Trump alla riunione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/usa-trump-space-force\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>National Space Council<\/em><\/a> nel giugno 2018, durante la quale il &#8216;comandante in capo&#8217; ribad\u00ec la necessit\u00e0 degli Stati Uniti di mantenere una posizione dominante nello spazio, non vi \u00e8 alcuna ragione di credere che questa nuova politica spaziale del terzo millennio possa allontanarsi da quella seguita finora, che vede per molti versi gli interessi economici e strategico-militari prevalere su quelli scientifici. Tuttavia, non sarebbe corretto affermare che siano stati esclusivamente quelli a guidare la specie umana verso i numerosi traguardi raggiunti sinora.<\/p>\n<p>Il desiderio di superare i limiti \u00e8 sempre stato un potente motore per le azioni dell\u2019uomo. Cos\u00ec come 68 anni fa la determinazione e l\u2019entusiasmo di Gagarin lo spinsero ad avviare il decollo del Vostok 1 comandando \u201c<em>Poyekhali!<\/em>\u201d (Andiamo!), oggi Trump rilancia la corsa spaziale ispirandosi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WkTS0jvtPig\"><strong>all\u2019essenza del carattere americano<\/strong><\/a>, volto a \u201cesplorare nuovi orizzonti e domare nuove frontiere\u201d. Una frase specchio non solo di un popolo ma anche di una specie che, seppur determinata ed intelligente, forse dovrebbe curarsi di pi\u00f9 della casa che gi\u00e0 abita, prima di mandare dei suoi surrogati a cercarne o a costruirne altre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dei secoli, la specie umana si \u00e8 servita della tecnologia per superare gli ostacoli che incontrava sul proprio cammino innumerevoli volte, agendo con determinazione ed intelligenza. In particolare, la corsa verso lo spazio che l\u2019homo sapiens sapiens ha intrapreso pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa presenta tutt\u2019oggi significativi ostacoli di carattere economico e umano. 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